2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

I negatori del cambiamento climatico: Patrick Moore e Freeman Dyson

Una vistosa defezione verso il campo degli scettici è quella di Patrick Moore, cofondatore di Greenpeace, che era a bordo del Rainbow Warrior il 10 luglio 1985 quando l'imbarcazione fu fatta saltare e affondata durante una protesta contro i test nucleari francesi sull'atollo di Mururoa, nel Pacifico meridionale.
Moore è ancora un acceso ambientalista, ma ha lasciato Greenpeace anche a causa di dissensi sulla politica del cambiamento climatico. Si è infatti convinto che il riscaldamento del pianeta è difficile da dimostrare e ancor più difficile da bloccare, e che in ogni caso non ne varrebbe la pena, tanto più che il costo ricadrebbe in gran parte sui poveri del mondo.

"Penso che uno degli aspetti più deleteri dell'attuale movimento ambientalista sia la visione romantica della vita contadina. E l'idea che le società industriali stiano distruggendo il mondo. Il movimento ambientalista si è trasformato nell'ostacolo più rilevante alla crescita nei paesi in via di sviluppo. Penso sia giustificato definirlo "antiumano"
ha dichiarato Moore nel documentario The Great Global Warming Swindle. Il passaggio di Moore al campo dei negatori del cambiamento climatico ha fornito loro una potenziale figura di eroe, qualcuno che si è assunto dei rischi per un'importante causa ambientale e che perciò non può essere impunemente liquidato o diffamato, come è accaduto tanto spesso a Fred Singer.

Quanto a statura intellettuale, gli scettici ora possono vantare l'adesione di un eminentissimo erudito, Freeman Dyson, l'86enne genio matematico definito "l'eretico del riscaldamento globale" sulla copertina del New York Times Magazine del 29 marzo 2009.

Dyson è noto a livello accademico soprattutto per i suoi contributi all'elettrodinamica quantistica, che descrive in termini matematici come la materia interagisce con la luce, per esempio come una lastra di vetro trasparente in parte riflette, in parte assorbe e in parte lascia inalterato un raggio di luce. Pur non avendo mai conseguito un dottorato, ne ha ricevuti 21 onorari dal altrettante università, tra cui quelle di Oxford, Princeton e Georgetown. E' stato membro della facoltà di fisica alla Cornell University, e oggi lavora all'Institute for Advanced Study di Princeton. Nel 2000 ha vinto il premio Templeton di un milione di sterline per la scienza e la religione.

Dyson ritiene che il riscaldamento globale sia un fenomeno ciclico naturale indipendente dalle attività umane e prevalentemente benigno. Come i suoi alleati, motiva il proprio attacco alla teoria del mutamento climatico con "le enormi lacune della nostra conoscenza, la saltuarietà delle nostre osservazioni e la superficialità delle nostre teorie". Perché riversare risorse così ingenti sul problema del mutamento climatico, ancora indimostrato, si chiede, quando ci sono tanti problemi innegabili che chiedono di essere affrontati? Dyson, che si autodefinisce un umanista, sostiene che "proteggere la biosfera esistente non è importante come combattere mali più ripugnanti quali guerra, povertà e disoccupazione".

Dyson è un imperturbabile sostenitore del carbone, che considera abbastanza economico perché gran parte del mondo possa servirsene, abbastanza efficace da elevare le masse della Cina e dell'India dalla povertà alla prosperità del ceto medio, e suscettibile di essere ripulito quanto basta per risultare accettabile dal punto di vista ecologico. I suoi critici osservano che, per quanto Dyson possa essere intelligente, il mutamento climatico non è il suo campo.
James Hansen, responsabile della Goddard Space Flight Center della NASA e portabandiera ambientalista, vede l'anidride carbonica rilasciata dal fumo del carbone come "l'agente oscuro dell'incombente apocalisse ambientale", per dirla con le parole dello scrittore e collaboratore del New York Times Nicholas Dawidoff.
Viceversa a Dyson non dispiace la CO2. Nella sua memoria di ricerca Can We Control Carbon Dioxide in the Atmosphere? Dyson considera che l'attuale aumento delle emissioni di CO2 potrebbe essere un prezzo che vale la pena pagare, qualsiasi siano le perturbazioni climatiche con cui abbiamo a che fare, perché l'anidride carbonica favorisce la crescita di piante, alberi e raccolti. Nel caso che i livelli della CO2 salissero troppo, Dyson suggerisce che mediante l'ingegneria genetica si potrebbe ottenere una speciale varietà di alberi che assorba quantità di carbonio eccezionalmente elevate; piantandone circa un trilione dovremmo riuscire a evitare danni peggiori finché non sarà disponibile la tecnologia dell'energia solare, tra circa 50 anni.

Sarebbe preferibile che, invece di sognare fantasiosi piani di forestazione, Dyson rivolgesse la sua attenzione alla tecnologia solare. Le sue ricerche pionieristiche sull'elettrodinamica quantistica oggi potrebbero essere aggiornate e applicate alla comprensione di come la luce, in questo caso la luce solare, può interagire con la materia, per esempio con un pannello solare evoluto, per produrre la massima quantità di energia.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Patrick Moore è stato sbattuto fuori ben prima e pare che sia colpa sua l'affondamento della nave. Altro che eroe, pare palese che la sua sia solo vendetta o sopravvivenza.
.
Freeman Dyson è solo un matematico e non un fisico (non ci capisce niente) neanche un meteorologo o climatologo ma usato come galoppino dagli scienziati che gli fanno fare i calcoli e mai scopri' niente. Dice che la sua scelta è religiosa.
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