2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il Giardino dell'Eden e la creazione dell'uomo


Medio Oriente. Per secoli archeologi, teologi e studiosi discutono in merito alla posizione e addirittura all'esistenza del mondo perduto per antonomasia: il biblico Giardino dell'Eden.
E' qui che secondo il libro ebraico della Genesi un tempo esisteva un paradiso. Un paradiso in cui i primi esseri umani, Adamo ed Eva, vengono creati da Dio.
Un simile paradiso, ora avvolto da miti e leggende, può essere stato un posto reale?

"Sappiamo che esiste una descrizione fisica di dove doveva essere situato il Giardino dell'Eden.
Si dice che da lì o dalle vicinanze sorgessero 4 particolari fiumi, quindi possiamo di fatto cercarli.
Due di questi fiumi, il Tigri e l'Eufrate, sono molto conosciuti. Scorrono attraverso l'odierno Iraq. Gli altri due fiumi descritti non sono molto chiari".
Philip Coppens
Autore "The Ancient Alien Question"



I ricercatori ora credono che il terzo fiume, conosciuto con il nome di Karun, scorra attraverso l'Iran e si unisca all'Eufrate poco a nord del Golfo Persico. Poi nel 2010 le immagini dal satellite rivelano un fiume fossile, o il letto di un fiume prosciugato, chiamato Wadi Baton, che in passato scorreva nel nord dell'Arabia e si univa anch'esso all'Eufrate.
Questi 2 fiumi possono forse essere associati al Pison e al Ghion, i corsi d'acqua perduti menzionati nella Bibbia e che portano alla reale ubicazione del Giardino dell'Eden?

L'isola di Pasqua e la creazione dei giganteschi moai



Oceano Pacifico del Sud. A 3.700 km a ovest del Sudamerica, in uno dei luoghi più isolati della Terra, si ergono delle gigantesche figure di pietra, con le spalle rivolte verso il mare.
Chiamate moai dagli antichi nativi, sono le silenziose sentinelle dell'isola di Pasqua.

"I moai sono sparsi per tutta l'isola e per la maggior parte sono collocati su delle piattaforme. Un moai è una scultura di pietra di un antenato deceduto, una volta erano individui viventi che governavano la città. Erano dei capi che, subito dopo la loro morte, riteniamo venissero immortalati sulla pietra".
Dott. Chris Stevenson 
Archeologo Richard Blaine College

Tra il XII e il XVII secolo vengono realizzati quasi 900 moai.
Scolpito con attrezzi di pietra su roccia vulcanica, il più grande raggiunge la straordinaria altezza di 10 metri, per l'incredibile peso di circa 76 tonnellate.

"Probabilmente avevano un aspetto ancora più eccezionale in passato. Forse erano dipinti e avevano anche grandi occhi di corallo bianco e pupille di ossidiana. Un metodo efficace per dire alle persone, non verbalmente ma simbolicamente, che qualcuno ti osserva e che è meglio comportarsi come si deve".
Dott. Chris Stevenson 
Archeologo Richard Blaine College



Il popolo che crea i moai si fa chiamare Rapa Nui e gli storici tradizionali credono che i loro antenati polinesiani siano arrivati sull'isola provenendo dall'altra parte del vasto Oceano Pacifico su una canoa, tra il 700 e il 110 d.C. Dopo alcuni secoli però, per ragioni ancora poco chiare, quella che un tempo è un'isola paradisiaca, appassisce in un deserto spoglio perseguitato da carestie, violenza e secondo alcuni cannibalismo.

Le linee Nazca e il mistero dei teschi allungati



Perù, America Meridionale. A circa 400 chilometri a sud dalla capitale, Lima, si trova uno dei luoghi più aridi della Terra: un deserto che in passato ospita un'antica civiltà, chiamata Nazca.
Sviluppatosi tra il XV secolo a.C. e il 500 d.C. i Nazca sono un popolo estremamente religioso e spirituale che costruisce il proprio centro cerimoniale nella Città del Tempio, Kawachi.

"Kawachi è il più grande centro cerimoniale del mondo. Quindi lì troviamo gruppi di templi e piramidi di dimensioni davvero enormi. La spiritualità era la cosa più importante a Kawachi. Il popolo Nazca utilizzava gli spazi sacri per elevarsi al fine di comunicare con le divinità."
Giuseppe Orefici
Direttore del Museo Antonini

"I Nazca erano un popolo di agricoltori, perciò Kawachi fu costruita in un periodo in cui disponevano di tutto il cibo di cui avevano bisogno e di abbastanza risorse per poter sviluppare un sistema religioso altamente evoluto."
Brien Foster
Autore "A Brief History of the Incas"

Il popolo Nazca e la sua cultura, però, svaniscono misteriosamente circa 1.200 anni fa, ma non prima di aver inciso una serie di enormi geroglifici o disegni nel terreno sul vicino suolo desertico.

Il mistero di Nemrut Dagi, re Antioco I e i tre Magi



Turchia Sud-Orientale. Sulla cima di un'arida montagna chiamata Nemrut Dagi, alta circa 2.100 metri, giacciono le rovine del regno perduto di Commagene. Qui, nel 62 a.C., re Antioco I costruisce un misterioso santuario reale: vengono costruite colossali statue di aquile e leoni, di dei greci e persiani, oltre a due enormi sculture rappresentanti lo stesso re.

"Quello che Antioco stava cercando di fare era produrre una sintesi, una nuova versione delle vecchie religioni e ciò che fece, in sostanza, fu vestire gli dei persiani come quelli greci.
E' così che si ottiene la sintesi delle divinità dei due popoli."
Adrian Gilbert
Autore "The Quest for a Secret Tradition"

"Costruì una colossale statua di se stesso tra gli dei. Credo perché supponesse che sarebbe realmente salito in cielo e alla fine sarebbe stato tra loro."
Dott. Donald Sanders
Archeologo
Il picco di Nemrut Dagi

Il picco a forma conica è il punto più elevato del regno di re Antioco. Alto più di 45 metri e largo più di 150, viene creato dall'uomo con l'uso di innumerevoli pietre calcaree e si dice sia il luogo dove è sepolta la tomba del re.
I ricercatori credono che il monumento in origine venga costruito con due grandi spiazzi. Quello sul lato orientale è usato per celebrare il compleanno di re Antioco, quello sul lato occidentale viene utilizzato per commemorare nel 62 a.C. il giorno in cui Antioco diventa capo di una società segreta.

I Maya di Copàn e la Teoria degli Antichi Astronauti

America Centrale. In una valle fertile tra l'Oceano Pacifico e il Mar dei Caraibi, nell'odierno Honduras, giacciono le monumentali rovine di Copàn. Si crede che questo sito archeologico sia il centro politico e culturale della potente civiltà maya che prospera tra il 2000 a.C. e l'800 d.C.


"La gente ha chiamato Copàn la Parigi della Mesoamerica, perché era un luogo dedito all'arte e alle discipline umanistiche: la scultura è splendida, l'architettura è a dir poco magnifica." 
Dott. Payson Sheets,
Archeologo, Università del Colorado, Boulder


Si crede che a quel tempo Copàn sia abitata da 20.000 persone e copra un'area di quasi 26 kmq, ma nel IX secolo questa incredibile città maya viene abbandonata e il suo popolo scompare
Quando arrivano i conquistadores spagnoli nel XVI secolo, trovano solamente qualche villaggio rurale. Ma perché?

Il complotto per uccidere papa Benedetto XVI


Da Il Fatto Quotidiano una sconcertante notizia che farà traballare la sede del Vaticano e riscuoterà una eco mondiale: papa Benedetto XVI morirà entro 12 mesi.

Si tratta di un appunto consegnato dal cardinale Castrillon al direttore de Il Fatto Quotidiano in cui si afferma che l'arcivescovo di Palermo Paolo Romeo nel corso di un viaggio in Cina confessò che la vita del papa era fortemente minacciata da un complotto omicida.
Si stanno dunque per avverare le profezie di Malachia e della monaca di Dresda che avevano individuato in papa Benedetto XVI l'ultimo papa della Chiesa Cattolica?


I negatori del cambiamento climatico: Patrick Moore e Freeman Dyson

Una vistosa defezione verso il campo degli scettici è quella di Patrick Moore, cofondatore di Greenpeace, che era a bordo del Rainbow Warrior il 10 luglio 1985 quando l'imbarcazione fu fatta saltare e affondata durante una protesta contro i test nucleari francesi sull'atollo di Mururoa, nel Pacifico meridionale.
Moore è ancora un acceso ambientalista, ma ha lasciato Greenpeace anche a causa di dissensi sulla politica del cambiamento climatico. Si è infatti convinto che il riscaldamento del pianeta è difficile da dimostrare e ancor più difficile da bloccare, e che in ogni caso non ne varrebbe la pena, tanto più che il costo ricadrebbe in gran parte sui poveri del mondo.

"Penso che uno degli aspetti più deleteri dell'attuale movimento ambientalista sia la visione romantica della vita contadina. E l'idea che le società industriali stiano distruggendo il mondo. Il movimento ambientalista si è trasformato nell'ostacolo più rilevante alla crescita nei paesi in via di sviluppo. Penso sia giustificato definirlo "antiumano"
ha dichiarato Moore nel documentario The Great Global Warming Swindle. Il passaggio di Moore al campo dei negatori del cambiamento climatico ha fornito loro una potenziale figura di eroe, qualcuno che si è assunto dei rischi per un'importante causa ambientale e che perciò non può essere impunemente liquidato o diffamato, come è accaduto tanto spesso a Fred Singer.

Quanto a statura intellettuale, gli scettici ora possono vantare l'adesione di un eminentissimo erudito, Freeman Dyson, l'86enne genio matematico definito "l'eretico del riscaldamento globale" sulla copertina del New York Times Magazine del 29 marzo 2009.

I negatori del cambiamento climatico: l'Oregon Group e il manifesto scientifico degli scettici

La personalità pittoresca e l'atteggiamento aggressivo di Fred Singer sul mutamento climatico hanno forse allontanato alcuni dei suoi alleati ideologici del passato. O forse è stato l'implacabile fuoco di sbarramento degli ambientalisti del mutamento climatico che screditavano come "scienza spazzatura" le tesi di Singer e dei suoi.
Quale che sia stata la ragione, soltanto di recente, in effetti dalla messa in onda del documentario The Great Global Warming Swindle nel 2007, le fila degli scettici hanno cominciato a ingrossarsi.
Tre scienziati, noti come Oregon Group, hanno pubblicato quello che in sostanza è diventato il manifesto scientifico di coloro che mettono in dubbio l'importanza del mutamento climatico indotto dall'uomo.
"Una rassegna dei dati di ricerca sulle conseguenze ambientali dell'aumento dei livelli dell'anidride carbonica nell'atmosfera porta alla conclusione che gli incrementi intervenuti nel corso del XX secolo e dei primi anni del XXI non hanno prodotto effetti deleteri sul tempo e il clima della Terra. L'aumento dell'anidride carbonica ha, invece, notevolmente incrementato la crescita delle piante. Le predizioni di effetti climatici dannosi dovuti a futuri incrementi dell'uso di idrocarburi e a gas serra secondari come la CO2 non sono suffragate dai dati sperimentali attualmente disponibili"
scrivono Arthur Robinson, Noah E. Robinson e Willie Soon dell'Oregon Institute of Science and Medicine in "Environmental Effects of Increased Atmospheric Carbon Dioxide", un ampio studio accademico pubblicato sul Journal of American Physicians and Surgeons nel 2007.

L'Oregon Group sostiene con fermezza che la temperatura atmosferica è regolata dal sole, la cui emissione fluttua, e dall'effetto serra causato prevalentemente dal vapore acqueo atmosferico, rispetto al quale l'anidride carbonica ha un'importanza trascurabile. Mettendo sistematicamente in discussione ogni aspetto di rilievo dell'ipotesi secondo cui il riscaldamento globale sarebbe causato in misura significativa dalle emissioni prodotte dagli idrocarburi, con la sua rassegna di dati storici il gruppo non ha riscontrato alcun aumento del numero degli uragani atlantici che raggiungono la terraferma, né della velocità massima del vento né del numero degli uragani e tornado violenti. Le temperature superficiali dell'Artico sono correlate con la densità del flusso radiante del sole, e non con l'uso di idrocarburi. I livelli marini sono aumentati alla stessa velocità indipendentemente dall'entità delle emissioni prodotte dagli idrocarburi.

Torna il mistero degli uccelli morti, a un anno esatto di distanza


La notizia ha dell'incredibile e getta un'ombra inquietante su un avvenimento già di per sé enigmatico.
Ricorderete la pioggia di uccelli morti in tutto il mondo di cui parlammo lo scorso anno: dall'America alla Svezia fino in Italia, una miriade di volatili precipitarono al suolo stecchiti da una forza misteriosa.
Ebbene, precisamente ad un anno di distanza, è ancora una volta Bebee, una cittadina dell'Arkansas, a dover assistere al tragico evento.

Non si tratta di finzione o messinscena, il 1 gennaio 2012 a Bebee sono morti circa 5000 merli, trovati al suolo dai cittadini assonnati ancora dalla sbornia di fine anno, dopo essere caduti dal cielo non si sa per quale ragione. Così proprio come successe il 1 gennaio 2011, sempre a Bebee, sempre con gli stessi protagonisti (anche allora 5000 merli), sempre nelle stesse modalità.

Il fatto divertente è che un team di ornitologi nel 2011 diede colpa ai fuochi d'artificio, i cui rumori assordanti erano stati sicuramente la causa della moria di merli. Così, le autorità di Bebee, per far fronte ad una nuova strage di pennuti, hanno deciso di vietare i botti di fine anno. Niente spari, niente colpi, si festeggia solo con champagne e tanta allegria.
Ligi al dovere, i cittadini di Bebee hanno brindato al nuovo anno senza aver fatto uso di polvere da sparo. Ma la mattina seguente, il 1 gennaio, è questo lo scenario che hanno trovato in strada:


In attesa di un esame più approfondito con obbligatoria autopsia di alcuni esemplari, Kevin McGowan, ornitologo della Cornell University, spiega così il fatto:
"Molti di questi uccelli vedono peggio di noi di notte. Non riescono ad adattarsi all'oscurità come i gufi, quindi quando sono usciti fuori dai loro nidi era come se fossero completamente ciechi".
Ma cominciano a rimbalzare ipotesi che legano questo evento alla profezia maya del 2012. Un articolo del Daily Mail si domanda se questo è un segnale dell'imminente cambiamento profetizzato dai Maya, che colpirà la Terra il 21 dicembre 2012. Staremo a vedere.

I negatori del cambiamento climatico: Fred Singer e l'inutilità del Protocollo di Kyoto

I negatori del mutamento climatico sono cosa ben diversa dai profeti di sventura. Il loro campione è S. Fred Singer, 84enne professore emerito di scienze ambientali all'Università della Virginia e autore di Unstoppable Global Warming: Every 1,500 Years, un best seller decretato dal New York Times, che sottolinea come il cambiamento climatico sia una forza benigna e inevitabile della natura. (Fred Singer non va confuso con Fred Sanger, chimico britannico e quarta persona nella storia ad aver vinto due premi Nobel.) Secondo Singer, le emissioni di origini umane di gas serra non sono una minaccia, né sono facilmente controllabili, e neppure varrebbe la pena di controllarle: 
"Ci viene chiesto di acquistare una polizza assicurativa contro un rischio molto piccolo, ammesso che esista, e di pagare un premio molto consistente. Ci si chiede di ridurre il consumo di energia, non soltanto di qualche punto percentuale, ma, secondo il Protocollo di Kyoto, del 35% circa entro 10 anni. Ciò significa rinunciare a un terzo del consumo totale di energia, usare un terzo in meno di elettricità, magari gettare via un terzo di tutte le automobili. Sarebbe un enorme intralcio alla nostra economia, e colpirebbe duramente le persone, specialmente quelle che meno se lo possono permettere. Per che cosa? Tutto ciò che il Protocollo di Kyoto otterrebbe è di ridurre leggermente l'attuale tasso di incremento dell'anidride carbonica [...] di qui all'anno 2050 [...] ridurrebbe l'aumento di temperatura previsto di 0,005 gradi Celsius".
Singer ama mettere in evidenza errori e falsità nel lavoro degli attivisti del mutamento climatico. Premesso che nella realtà della vita accademica le sovvenzioni più consistenti vanno a coloro che aderiscono all'ortodossia prevalente, Singer osserva che è pratica comune degli scienziati riportare fedelmente i propri risultati nel corpo di un documento finale, ma dare alla sintesi introduttiva (che, alla fine, è l'unica parte che chi deve decidere legge) un taglio in linea con il programma politico di coloro che forniscono la sovvenzione. Per esempio, la sintesi introduttiva dello studio fondamentale dell'IPCC (Commissione Intergovernativa sul Mutamento Climatico) sul riscaldamento globale, pubblicato nel 1998, ometteva il fatto che le osservazioni dei satelliti meteorologici dei 20 anni precedenti non avevano indicato alcun riscaldamento. Singer, che aveva ricevuto un elogio speciale dal presidente Dwight Eisenhower per il suo lavoro sullo sviluppo dei satelliti per l'osservazione della Terra, e in seguito era stato il primo direttore del Centro di Servizio Satellitare dell'ufficio meteorologico nazionale, osservò che i dati dei satelliti, assenti nel sommario del rapporto dell'IPCC, erano in effetti sepolti nel corpo principale del rapporto di 600 pagine, che per qualche ragione era privo di indice. Dopo che Singer ebbe sottolineato l'incongruenza, le misure satellitari della temperatura furono corrette al rialzo dall'IPCC, in modo che indicassero un aumento delle temperature del pianeta.

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