2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il 2012 e il futuro dei farmers' market

Molti di noi ammettono tacitamente che il passaggio dalle umili bancarelle dei contadini ai supermercati scintillanti, con le loro vetrinette retroilluminate e gli umidificatori automatici, sia il progresso, la direzione in cui le cose, nel bene e, qualche volta, nel male, devono andare. Avendo scritto moltissimo sul sistema dei supermercati, avendo riflettuto su migliaia di pagine di statistiche di vendita, sul loro sviluppo e sui fattori di sviluppo, sulle quote di mercato e sulle tendenze demografiche, Lawrence E. Joseph è fondamentalmente incapace di credere che l'intero sistema della distribuzione alimentare potrebbe essere messo in ginocchio dall'assenza delle api. Non dopo aver festeggiato il giorno in cui il suo rapporto, Il mercato dei cibi messicani, fu citato sul Wall Street Journal:
"Le vendite di salsa sorpassano quelle del ketchup, segnalando un cambiamento demografico". Nessuno disse mai nulla sulle api, questo può essere garantito. Ma la verità è che ci vogliono i pomodori sia per fare la salsa sia per fare il ketchup, e che ci vogliono le api per fare i pomodori.

Se scomparissero le api, scomparirebbero anche i supermercati, almeno così come li conosciamo. I prodotti freschi e tutti i cibi che si preparano con tali prodotti saranno insufficienti per rifornire l'attuale sistema di vendita al dettaglio. Senza le api, o un qualche sistema di impollinazione equivalente finora sconosciuto, il "futuro del supermercato" potrebbe benissimo cedere il passo a quello che Joseph concepisce come il "futuro del mercato contadino", un sistema di distribuzione radicalmente ridimensionato e localizzato in cui una percentuale molto più elevata dei prodotti alimentari sarà coltivata e consumata a livello locale.
Le serre sono un'eccellente difesa contro la possibilità che i raccolti di pomodori, cetrioli e di altri frutti e ortaggi vengano meno a causa della scomparsa degli impollinatori naturali. Le piante coltivate nelle serre non richiedono di essere impollinate dagli insetti: sono i ventilatori a far circolare il polline. Frutta e verdura di serra sono quindi spesso privi di semi, perché è la fecondazione mediante impollinazione a opera degli insetti a produrre i semi. Così queste piante non possono riprodursi, e perciò le serre devono essere periodicamente rifornite di piante cresciute nei campi e impollinate dagli insetti, cosicché un certo numero di api o di altri metodi adeguati è pur sempre necessario, ma in misura molto minore che se l'intero raccolto fosse coltivato nei campi.

Una nuova estinzione delle specie

Chissà se è una coincidenza il fatto che, oltre alla scomparsa delle api domestiche, anche le popolazioni di farfalle, anfibi e pipistrelli siano in difficoltà...
Le farfalle stanno scomparendo a una velocità davvero allarmante, secondo uno degli studi naturalistici più esaurienti e duraturi che siano mai stati condotti. Ogni 20 anni, a cominciare dalla metà degli anni '40, un gruppo di naturalisti che arriva a 20.000 membri ispeziona l'intero territorio britannico per compilare un atlante degli uccelli, delle farfalle e dei fiori di campo. L'edizione più recente, pubblicata nel 2004 e presentata sulla rivista Science, ha documentato che quasi un terzo delle specie di piante selvatiche originarie della Gran Bretagna, metà delle specie indigene di uccelli e quasi i tre quarti (il 71%) delle specie autoctone di farfalle si sono ridotte di numero negli ultimi 20 anni.
"Il dissodamento della brughiera e il prosciugamento delle zone umide hanno causato la distruzione totale di alcuni habitat [di farfalle], mentre altri sono risultati degradati per effetto di differenti attività umane, quali l'inquinamento"
conclude Jeremy Thomas, ricercatore del Centro per l'ecologia e l'idrologia del Dorset (Inghilterra) che ha condotto lo studio.
Per quanto le farfalle siano abili impollinatrici, specialmente di fiori con profumi troppo deboli per attrarre api o altri insetti, la tragedia peggiore sarebbe la perdita della loro ineffabile bellezza. Immaginate di essere seduti con i vostri nipoti a guardare un video sulle farfalle, raccontando loro che effetto faceva averne una posata sul polso, e poi di dover spiegare perché loro non avranno mai la possibilità di provare quel piacere. E adesso immaginate di dover estendere quella spiegazione alla scomparsa di più di metà delle specie di farfalle della Terra.
"I risultati sono spaventosi" dice Thomas a proposito della scomparsa delle farfalle. "E ciò rafforza enormemente l'ipotesi che il mondo si stia avvicinando al suo sesto grande evento di estinzione" dichiara, spiegando che l'ultima estinzione di massa di entità paragonabile è quella della famigerata estinzione cretaceo-terziario, che avrebbe annientato i dinosauri e il 70% di tutte le altre specie, circa 65 milioni di anni fa. Se non altro, i dinosauri ebbero una giustificazione, ossia l'asteroide o la cometa che ne causarono l'estinzione di massa. La storia potrà concludere che noi umani siamo stati ancora più stupidi di quei giganteschi lucertoloni con il cervello grande come un pisello, avendo contribuito alla nostra stessa estinzione.

Le api stanno scomparendo: si spezza la catena alimentare

Le api domestiche impollinano da un quarto a un terzo di tutte le piante che mangiamo. Circa 90 dei più comuni prodotti alimentari del mondo, tra cui mele, arance, avocado, pomodori, spinaci, lattuga, zucchine e cetrioli, dipendono dalle api per la loro sopravvivenza, così come importanti piante da foraggio quali l'erba medica e il trifoglio rosso. Qualunque sia il raccolto, il procedimento è pressappoco lo stesso. Ogni anno, nel periodo in cui le piante fioriscono, le arnie vengono portate nei campi e distribuite regolarmente lungo i margini. Le api, le cui zampe hanno una carica elettrica statica che vi fa aderire il polline, vengono liberate in modo che vadano di fiore in fiore a svolgere il loro compito vitale. Salvo che ora le piccole e attivissime api stanno morendo in massa.

La sindrome dello spopolamento degli alveari (SSA, detta anche "sindrome del collasso delle colonie") ha lasciato senza vita centinaia di migliaia di arnie in tutto il mondo. Denunciata per la prima volta dagli allevatori nel 2004, ha raggiunto una fase critica nel 2006, con il 50-90% di tutte le colonie produttive degli Stati Uniti colpito dalla sindrome, stando a un servizio della BBC.
Sembra che per le api la SSA sia la tempesta perfetta che combina tutti i mali, dai parassiti, ai virus agli insetticidi. Dei vari parassiti che attaccano le api domestiche, gli acari, in sostanza dei minuscoli ragni, sono i più letali: l'acaro varroa asiatico si attacca all'esterno dell'ape e ne succhia i fluidi fino all'ultima goccia, mentre gli acari tracheali del Sud America ne infestano le vie respiratorie e soffocano lentamente le loro ospiti fino a ucciderle.

Il virus della paralisi acuta d'Israele (VPAI) viene rinvenuto praticamente in tutti gli alveari colpiti, ma in pochissime arnie sane. Ancora non si sa se il VPAI sia una causa della SSA o semplicemente un marcatore. Ci si augura che si tratti solo di un marcatore, perché secondo quanto afferma su Science Jeff Pettis, responsabile del Laboratorio di ricerca sulle api del governo statunitense, è altamente improbabile che gli scienziati trovino una cura per i virus delle api.

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