2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

21 dicembre 2012 = 7 dicembre 1941? Parte 2

Le condizioni estremamente perturbate presenti nello spazio nel 2012 daranno una copertura ai terroristi che, come visto nel post precedente, potrebbero cercare di distruggere il sistema satellitare. Quale momento migliore di un picco nell'attività solare per lanciare un attacco militare alla rete dei satelliti LEO (orbita terrestre bassa), già sotto assedio nel cielo? La natura sarà l'inconsapevole alleato del malintenzionato, rendendogli molto più facile infliggere il massimo danno alle nostre reti orbitali e alla rete elettrica che dà loro supporto dalla superficie terrestre.
Una seria interruzione delle telecomunicazioni satellitari, anche solo temporanea, potrebbe benissimo produrre un effetto domino, innescando comportamenti anarcoidi e aggressivi. Le organizzazioni criminali sfrutterebbero spietatamente eventuali falle nella sorveglianza e senza dubbio altrettanto farebbero i loro compari, i terroristi. E l'assenza di sorveglianza elettronica sulle transazioni finanziarie farebbe fiorire mille Bernie Madoff (accusato di una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi).

Il collasso della rete satellitare, in breve, potrebbe essere il primo passo di un colpo di stato globale. Il paese o l'entità che per primi riattivassero tale rete controllerebbero le comunicazioni militari e finanziarie, e letteralmente dominerebbero il mondo post-2012.
"Le conseguenze della guerra nello spazio sono talmente catastrofiche che i sostenitori del controllo degli armamenti [...] vorrebbero semplicemente proibire l'uso di armi al di fuori dell'atmosfera terrestre [...] Gli Stati Uniti sono ormai talmente dipendenti dallo spazio che questo è diventato il tallone d'Achille del paese [...] Non si esagero di molto dicendo che in Iraq un carro armato M1-A1 non potrebbe neppure fare un giro dell'isolato senza [i satelliti]"
scrive Steven Lee Myers sul New York Times del 9 marzo 2008. Myers enumera una serie di eventualità spaventose, come il crollo del sistema economico globale, del trasporto aereo e delle telecomunicazioni.
"Il vostro telefono cellulare non funzionerebbe. Non funzionerebbe il vostro sportello bancomat, e neppure il navigatore dell'automobile che vi siete comprato per Natale. E prevenire uno scontro nucleare accidentale diventerebbe molto più difficile"
osserva Myers.
La capacità della nostra civiltà di sopravvivere a un simile attacco dipende in misura non trascurabile dalla rapidità con cui le funzioni dei satelliti danneggiati possono essere trasferite su un'orbita più elevata.
Le ASAT (armi antisatellite) sono predisposte soltanto per l'uso contro satelliti in orbita terrestre bassa e non possono essere facilmente adattate all'attacco di orbite più alte. Se il sistema dei satelliti LEO venisse neutralizzato, le funzioni militari e di telecomunicazione essenziali verrebbero con ogni probabilità reindirizzate a quote più elevate (ammettendo, naturalmente, che a terra il comando e il controllo necessario per rendere possibile tale trasferimento non siano già stati eliminati). In sostanza, ciascun livello orbitale, basso, medio e geostazionario, opera come una rete satellitare distinta, praticamente senza alcuna comunicazione tra i livelli, eccetto quella che potrebbe essere stabilita via terra. Insita nel sistema complessivo c'è tuttavia una ridondanza implicita: i satelliti che operano in un'orbita possono, in caso di necessità, rilevare molte delle funzioni vitali che altrimenti verrebbero svolte da veicoli di altri livelli orbitali. Non è l'ideale, forse un po' come scambiare un SUV con un golf cart, ma un veicolo è sempre meglio di niente.

Satellite GEO
Nel caso di un'interdizione dell'intero sistema, il grosso dei dati dei satelliti LEO verrebbe probabilmente spostato oltre 30.000 chilometri più in alto, sulla rete dei satelliti GEO (Geosynchronous, o Geostationary, Earth Orbit, orbita terrestre geosincrona o geostazionaria), così chiamati perché costituiscono un obiettivo fisso, rimanendo sempre esattamente 35.786 chilometri sopra un dato punto dell'equatore. Il fatto che i GEO siano stazionari consente loro di inseguire bersagli mobili che vanno dai sistemi meteorologici agli aerei di linea e alle navi da crociera. Un grande vantaggio dei GEO, quindi, è che si possono orientare verso di essi le antenne fisse, molto meno costose e più affidabili di quelle da inseguimento, che invece si adeguano continuamente ai movimenti degli obiettivi. La parabola satellitare sul tetto di casa vostra può rimanere in posizione fissa, puntata sul suo GEO sopra l'equatore, invece di doversi spostare automaticamente per continuare a ricevere il flusso di dati.

Grazie alla sua quota elevata, un satellite GEO dispone di una prospettiva più ampia e può comunicare con una porzione della superficie terrestre che arriva al 40%; tre GEO possono coprire interamente il pianeta, con una certa sovrapposizione. L'elevata altitudine assicura inoltre ai GEO il vantaggio di una vita più lunga, essendo fuori dalla portata degli attacchi missilistici e della corrosione dell'attrito, dato che l'atmosfera è estremamente rarefatta a quelle quote. I GEO sono meno adatti ad applicazioni quali la telefonia, che richiedono retroazione istantanea tra stazione a terra e satellite: la loro altitudine estrema comporta un inevitabile ritardo di circa 125 millisecondi, che a sua volta causa fastidiose pause e sovrapposizioni nelle conversazioni. Sono stati messi a punto software che compensano tale effetto ritardando una trasmissione di risposta finché la precedente non è stata ricevuta in modo completo. Sebbene questi risultati non siano ancora soddisfacenti come quelli che si hanno con le conversazioni condotte con i LEO, che operano con solo qualche millisecondo di ritardo, se i LEO venissero messi fuori uso la telefonia via GEO funzionerebbe abbastanza bene.

Boeing Sea Launch
Dei dirottatori potrebbero progettare di impadronirsi della Boeing Sea Launch, un'unità commerciale russo-americana situata al largo di Long Beach, California. La Sea Launch è una base di lancio mobile sull'oceano, in cui i satelliti GEO vengono caricati e montati su una nave e il razzo di lancio viene disposto in posizione orizzontale su una piattaforma semovente grande all'incirca come due campi da calcio, in origine una piattaforma petrolifera di stanza nel mare del Nord. Nave e piattaforma navigano insieme fino a Kiritimati, un'isola dell'Oceano Pacifico sull'equatore nell'arcipelago di Kiribati, dove il satellite viene caricato sul razzo. Questo viene messo in posizione verticale, rifornito di carburante e lanciato verso l'orbita geostazionaria. La Sea Launch è una delle imbarcazioni più protette e controllate al mondo, il che fortunatamente significa che impadronirsene a scopi terroristici è cosa più da thriller hollywoodiano che da piano d'assalto militare realistico.

Non si vuol dire con questo che i GEO siano del tutto invulnerabili. Una voce divertente e preoccupante sostiene che sono abitualmente oggetto di interferenza illecita da parte degli elettricisti nella foresta pluviale amazzonica, dove non è facile trovare antenne per i cellulari. Secondo wired.com (The Great Brazilian Sat-Hack Crackdown, 20 aprile 2009), i locali che vogliono comunicare tra loro via telefono quando sono nel folto della giungla hanno imparato a inserirsi sui GEO e chiacchierano a spese dello Zio Sam - o dello Zio Telco. Non c'è particolare malizia da parte di questi hacker, ma soltanto un'appropriazionie indebita, diciamo così, dell'opportunità di comunicare alla famiglia se torneranno a casa la sera, o magari di vantarsi con un amico della scoperta della birra che fa ruttare più forte.

I satelliti GPS (Global Positioning System) hanno periodi orbitali compresi tra 2 e 12 ore: alcuni ruotano su traiettorie ampie, altri tracciano cerchi più stretti, per coprire tutti gli angoli necessari a fornire coordinate precise per qualunque punto della Terra. Il GPS, pur avendo un utilizzo commerciale in tutto il mondo, è e rimarrà sempre una struttura militare. Distruggere questo sistema sarebbe pressoché impossibile, se non per un attacco globale da parte della Russia o della Cina. Gli hacker ci provano periodicamente, ma con scarsi risultati. Nel 2003 gli adepti di phrack.com, l'ormai scomparso sito web degli hacker dei computer, riuscirono ad acquisire la capacità di disturbare alcuni ricevitori GPS a terra, ma non ne venne mai fuori nulla, e non sembra che siano stati compiuti progressi tecnologici in questo senso.
Con tutte le forze che cospirano per sconnetterci - hacket, nemici, farabutti vari, terroristi, EMC - sembra che la cosa sia abbastanza probabile. Gli orrori e i pericoli di una simile catastrofe sono facili da immaginare. Meno ovvi sono i benefici.

Qual è il periodo più lungo che avete trascorso senza alcun accesso alla comunicazione elettronica? Niente telefono, niente fax, niente Internet, niente televisione, niente che utilizzi impulsi elettrici? Significa riconciliarsi con se stessi e con la propria condizione, oppure morire. L'impotenza è la cosa più difficile da accettare. Se si verifica un'emergenza in qualsiasi altro posto diverso da quello in cui ci si trova, non si ha la possibilità di essere d'aiuto. Rimanere isolati non è una scelta praticabile per chi ha persone che dipendono da lui. O per chi cerca un'opportunità, che potrebbe benissimo andare perduta a favore di qualcun altro cui si possa comodamente telefonare. I membri delle forze armate devono necessariamente abituarsi ad avere un accesso limitato alle telecomunicazioni, ma sono all'interno di un sistema di sostegno altamente strutturato che compensa tale limitazione. Per la maggior parte di noi, però, cavarsela senza accesso alle telecomunicazioni è un po' come imparare a vivere senza attraversare la strada: si può fare, ma è piuttosto scomodo.
Ma, una volta abituati, rimanere senza connessione elettronica è qualcosa che davvero dà grande serenità. E' come perdere uno dei propri sensi esterni, acquisendone però forse uno interno. Meno comunicazione esterna porta a più comunicazione interna. Si verifica un costante e rasserenante miglioramento della propria acustica mentale. Fare a meno di un telefono è come trasformarsi da marionetta a persona indipendente, libera dai fili, in questo caso dalle telefonate, che ci tirano di qua e di là per tutta la giornata.
Dio solo sa se non avremmo bisogno di subire un disastroso collasso del sistema satellitare per tornare ad apprezzare i semplici piaceri della quiete, di un tranquillo comunicare a quattr'occhi, e per capire che ci si annoia non per mancanza di stimoli, ma perché non si apprezza ciò che si sta vivendo.
Un paio di fine settimana senza telefono cellulare in un luogo appartato ad ascoltare il cinguettio degli uccelli potrebbero darcene un'idea. Ma, dal punto di vista maya, riscoprire noi stessi e il nostro centro nella quiete del distacco dalle telecomunicazioni rappresenterebbe il morivo di conforto nella tempesta del 2012. Davvero sarebbe l'alba di una nuova era in cui solitudine e contatto con gli altri sarebbero finalmente apprezzati, in cui le più delicate esigenze dell'anima sarebbero in equilibrio con l'entusiasmo della mente.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails

Cerca nel blog

Ricerca personalizzata

Indice dei post

Indice dei post
Clicca sul libro

Lettori fissi

Visualizzazioni totali