2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il 2012 tra il black out del sistema economico globale e una nuova speranza proveniente dalla Luna: Elio-3

Molto si è scritto su come l'islam militante abbia sostituito il comunismo nel ruolo di nemico dell'Occidente. Ciò è abbastanza vero, entro certi limiti, anche se sembra più esatto dire che la gamma delle nostre paure si è dilatata fino a comprendere il cambiamento climatico, il terrorismo, il collasso economico e ora, forse, le minacce provenienti dal sole. Ma la vera novità è che il nostro nemico non è più un chi o un che cosa, ma un quando.

Il 2012 ha colpito l'immaginazione popolare proprio perché è una data. In quanto tale trae credibilità dalla nostra crescente consapevolezza del fatto che il sistema socioeconomico globale irrimediabilmente complesso che abbiamo costruito con le tecnologie informatiche che operano alla velocità della luce è destinato a bloccarsi completamente. Che crolli a causa di una guerra, di una catastrofe naturale, del terrorismo o dell'anarchia, della cupidigia, di enormi errori tecnologici o di qualche effetto domino in cui si combinino tali fattori, è del tutto naturale che accada qualcosa di simile. La domanda è: che dimensioni avrà l'evento di cui stiamo parlando? Avrà le proporzioni di una Terza guerra mondiale, o solo di una recessione globale?

L'era del 2012 è un gioco di prestigio globale, e come tutti i giochi di prestigio deve finire. Ciò che sale deve scendere, magari dolcemente, magari fracassandosi sulle nostre teste. Perciò concentrare l'attenzione sulle date di future catastrofi, delle quali il 2012 è quella salita alla ribalta più di recente, non è né sciocco né deprimente, come tanti hanno preteso. E' invece umile e realistico. L'umanità è nelle prime fasi di una collaborazione e interdipendenza globale senza precedenti. Non possiamo pensare di comportarci impeccabilmente fin dalla prima volta. Verranno commessi errori incredibili, alcuni dei quali andranno assolutamente evitati. E' urgente identificare le zone di vulnerabilità più pericolose, come la rete elettrica del Nord America e il sistema dei satelliti per le telecomunicazioni, e impedire che il nostro gioco di prestigio globale ci ricada addosso.

Qualche anno fa nessuno si preoccupava granché del 2012.

21 dicembre 2012 = 7 dicembre 1941? Parte 2

Le condizioni estremamente perturbate presenti nello spazio nel 2012 daranno una copertura ai terroristi che, come visto nel post precedente, potrebbero cercare di distruggere il sistema satellitare. Quale momento migliore di un picco nell'attività solare per lanciare un attacco militare alla rete dei satelliti LEO (orbita terrestre bassa), già sotto assedio nel cielo? La natura sarà l'inconsapevole alleato del malintenzionato, rendendogli molto più facile infliggere il massimo danno alle nostre reti orbitali e alla rete elettrica che dà loro supporto dalla superficie terrestre.
Una seria interruzione delle telecomunicazioni satellitari, anche solo temporanea, potrebbe benissimo produrre un effetto domino, innescando comportamenti anarcoidi e aggressivi. Le organizzazioni criminali sfrutterebbero spietatamente eventuali falle nella sorveglianza e senza dubbio altrettanto farebbero i loro compari, i terroristi. E l'assenza di sorveglianza elettronica sulle transazioni finanziarie farebbe fiorire mille Bernie Madoff (accusato di una delle più grandi frodi finanziarie di tutti i tempi).

Il collasso della rete satellitare, in breve, potrebbe essere il primo passo di un colpo di stato globale. Il paese o l'entità che per primi riattivassero tale rete controllerebbero le comunicazioni militari e finanziarie, e letteralmente dominerebbero il mondo post-2012.
"Le conseguenze della guerra nello spazio sono talmente catastrofiche che i sostenitori del controllo degli armamenti [...] vorrebbero semplicemente proibire l'uso di armi al di fuori dell'atmosfera terrestre [...] Gli Stati Uniti sono ormai talmente dipendenti dallo spazio che questo è diventato il tallone d'Achille del paese [...] Non si esagero di molto dicendo che in Iraq un carro armato M1-A1 non potrebbe neppure fare un giro dell'isolato senza [i satelliti]"
scrive Steven Lee Myers sul New York Times del 9 marzo 2008. Myers enumera una serie di eventualità spaventose, come il crollo del sistema economico globale, del trasporto aereo e delle telecomunicazioni.
"Il vostro telefono cellulare non funzionerebbe. Non funzionerebbe il vostro sportello bancomat, e neppure il navigatore dell'automobile che vi siete comprato per Natale. E prevenire uno scontro nucleare accidentale diventerebbe molto più difficile"
osserva Myers.
La capacità della nostra civiltà di sopravvivere a un simile attacco dipende in misura non trascurabile dalla rapidità con cui le funzioni dei satelliti danneggiati possono essere trasferite su un'orbita più elevata.

21 dicembre 2012 = 7 dicembre 1941? Parte 1

Paura e disgusto a parte, è un peccato che l'ex segretario alla difesa USA Donald Rumsfeld, creatore della quasi mistica espressione unknown unknows ("incognite ignote"), sia sparito dalla circolazione. Non certo per la sua pessima conduzione della guerra in Iraq, ma piuttosto perché Rumsfeld all'inizio del 2001 ebbe la lungimiranza di mettere in guardia il paese da un attacco tipo "Pearl Harbour spaziale", proclamando il suo impegno a proteggere gli Stati Uniti da una simile calamità. Se in seguito non avessimo subito la terribile sventura degli attacchi terroristici dell'11 settembre che condussero, per quanto tortuosamente, al pantano iracheno, forse Rumsfeld non avrebbe trascurato il suo impegno alla difesa spaziale e ci avrebbe assicurato il livello di sicurezza di cui abbiamo bisogno.
Essendo stato il più giovane segretario alla Difesa di sempre (dal 1975 al 1977, sotto la presidenza di Gerald Ford) e anche il più vecchio, durante la presidenza di Bush junior, Rumsfeld dispone di una prospettiva a lungo termine unica. Nello scenario da lui immaginato, il remoto avamposto americano che subirebbe l'attacco non è un porto hawaiano pieno di navi da guerra, ma un'orbita affollata di satelliti militari americani per la navigazione e per le telecomunicazioni; in particolare, nel mirino si troverebbero quelli alle orbite più basse, più accessibili a un attacco balistico.

Le armi sono già in posizione: arsenali di ASAT (armi antisatellite) ereditati dalla Guerra Fredda e dalla corsa tra Stati Uniti e Unione Sovietica per il dominio dello spazio. Nel settembre del 1985 l'aviazione statunitense collaudò con successo un'ASAT lanciata dalla coda di un caccia F-15 ad alta quota. L'ASAT non esplose ma si schiantò sul bersaglio, un vecchio satellite LEO (Low Earth Orbit, orbita terrestre bassa) chiamato Solwind, in orbita a 555 chilometri di altezza. L'ASAT americana è considerata più rapida e agile di quella inizialmente messa a punto alla fine degli anni Sessanta dall'Unione Sovietica, un missile balistico terra-aria che poteva essere lanciato solo quando il satellite LEO bersaglio gli passava sopra. L'ASAT russa inseguiva poi il LEO per un'orbita o due, gli si avvicinava e gli esplodeva contro, l'equivalente satellitare di un attentatore suicida. (Nel 1987 i sovietici tentarono maldestramente di acquisire il dominio dello spazio lanciando un prototipo di "stazione spaziale da battaglia", che tuttavia non raggiunse mai l'orbita e si schiantò nell'Oceano Pacifico). Nel 2007 la Cina fu il terzo paese a collaudare con successo un'ASAT, un sistema missilistico che combina le caratteristiche di quelli americano e russo. Come l'ASAT russa, quella cinese fu lanciata da terra, ma, come la versione americana, utilizzava quello che va sotto il nome di "veicolo killer cinetico", un proiettile che non esplode ma si schianta contro il bersaglio.

La minaccia delle eruzioni solari sui satelliti in orbita

Se una persona in Europa si mette in contatto telefonicamente via cellulare con un'altra persona in America, il suo cellulare emette un flusso binario di 0 e 1 che lo collega con varie antenne riceventi, ciascuna delle quali a sua volta amplifica il segnale e lo ritrasmette a un satellite per le telecomunicazioni, probabilmente un LEO (Low Earth Orbit, orbita terrestre bassa) che ruota sopra il polo nord a un'altezza relativamente limitata, compresa tra 400 e 1000 chilometri. Sul percorso di ritorno verso la Terra, la conversazione attraversa l'esosfera, al di sopra di qualunque veicolo con equipaggio umano come lo Space Shuttle, che solitamente orbita a circa 300 chilometri di quota, e poi la stratosfera, che inizia a circa 51 chilometri di altezza, la tropopausa, uno strato di confine compreso all'incirca tra 17 e 7 chilometri di quota, e infine la troposfera, dove viviamo tutti noi.

Di norma ci sono circa 200 satelliti LEO che affollano l'atmosfera sopra il polo nord. La loro vicinanza alla Terra consente alle trasmissioni telefoniche di compiere il tragitto di andata e ritorno verso la superficie in un tempo minimo, dell'ordine di 20-30 millisecondi, che comporta solo qualche fastidioso ritardo o eco nella conversazione. I satelliti LEO richiedono segnali meno intensi rispetto ai satelliti che devono trasmettere da orbite più elevate. Tuttavia, la loro bassa quota li rende più soggetti all'attrazione gravitazionale della Terra, che aumenta, come scoprì Newton, in misura inversamente proporzionale al quadrato della distanza a cui un corpo si trova dal centro del pianeta. Quanto minore è l'altitudine di un satellite, perciò, tanto più sodo deve "lavorare" e tanto più velocemente deve muoversi per non schiantarsi al suolo. Ruotare in orbita polare è un po' come girare intorno a una montagna: i satelliti entrano ed escono dalla zona di trasmissione piuttosto di frequente. Per porre rimedio a questa difficoltà, i satelliti LEO operano in costellazioni: non appena uno scende sotto l'orizzonte, il segnale che stava ricevendo viene semplicemente passato a un altro LEO ancora visibile.

Verso la fine degli anni Ottanta il sistema dei satelliti LEO aveva un ruolo che andava molto al di là del semplice tenere in contatto telefonico due persone in continenti diversi.

Scacco alla rete intelligente

Poiché oggi l'efficienza energetica è terribilmente importante, dati gli alti costi economici ed ecologici dello spreco, si sottolineano con enfasi le migliorie in direzione di una "rete intelligente", sostanziosamente finanziate negli Stati Uniti dal programma d'incentivo dell'amministrazione Obama. Lo scopo di queste migliorie è di accrescere l'efficienza della trasmissione e del consumo di energia utilizzando più a fondo le attuali potenzialità della rete, il che significa meno riserve e ridondanza e un minor margine di errore. Purtroppo alle reti intelligenti si può anche dare scacco più facilmente che a quelle convenzionali, e su questo in realtà non si è riflettuto molto.

Un metodo per migliorare l'efficienza della rete consiste nell'introdurre "misuratori intelligenti" wireless. E' un po' come sostituire i semafori con agenti (dotati di computer) in grado di affrontare meglio le situazioni specifiche e quindi di risolvere più rapidamente gli ingorghi. Lo svantaggio dei misuratori intelligenti è che possono subire l'interferenza di hacker che ne alterino l'indicazione. Un hacker deciso a creare guai potrebbe fare in modo che tutti i misuratori intelligenti di una sezione della rete richiedano più energia. Un numero eccessivo di tali richieste simultaneamente potrebbe portare a un sovraccarico e al blocco di una centrale, con l'immediata conseguenza di una serie di blocchi a cascata in tutta la rete.

Hack Attack: la minaccia di Al Qaeda e dei terroristi cinesi durante il 2012

Il 2012, fin troppo spesso preso sottogamba come data fatale inventata dalla fantasia New Age, è in realtà per i nostri nemici il momento più logico per colpire. Da tempo immemorabile nei piani militari si tiene conto della calura del deserto, delle bufere di neve, dei monsoni e di altri fenomeni meteorologici terrestri, e nello stesso modo oggi si deve tener conto della meteorologia spaziale. Come si è osservato in precedenza, gli Stati Uniti sono particolarmente vulnerabili, a causa della loro massiccia dipendenza dalle tecnologie avanzate, dai supercomputer ai satelliti ai trasformatori elettrici ad altissima tensione, che possono essere tutti messi fuori uso dalle eruzioni solari. I nostri nemici hanno senza dubbio identificato questo punto debole e potrebbero benissimo decidere di sfruttarlo durante il prossimo violento ciclo di bufere spaziali atteso per il 2012-13.

Se non colpiranno allora, dovranno aspettare fino al 2023-24, quando è previsto il successivo culmine solare, che gli astronomi attualmente si aspettano più tranquillo e meno ricco di energia del picco del 2012. Oltre a richiedere un'enorme pazienza, attendere fino al 2023-24 significherebbe anche scommettere che la rete elettrica e altre infrastrutture essenziali non vengano nel frattempo messe in sicurezza, o "irrobustite".
Perché lasciarsi sfuggire quella che potrebbe essere la loro ultima e migliore opportunità per i prossimi decenni? Inoltre, aspettare il culmine solare del 2023-24 potrebbe anche voler dire perdere l'occasione di trarre profitto dalla crisi economica globale che capita una volta ogni secolo e che nel 2012 senza dubbio starà ancora esigendo il suo tributo in termini di rinvii della manutenzione, di onere del debito e di attenzione rivolta altrove.

In che modo un nemico potrebbe avvantaggiarsi di un evento di maltempo spaziale? Supponiamo che - Dio non voglia - un gruppo di hacker, siano essi agenti di Al Qaeda, anarchici o squadre coordinate e di alto livello di cyber-assaltatori russi o cinesi, abbiano preparato un attacco alla rete elettrica del Nord America.

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