2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Da un momento all'altro saremo fuori combattimento

Il 13 marzo 1989 due eruzioni solari, ciascuna d'intensità pari a circa un decimo di quella dell'evento di Carrington, misero fuori uso la rete elettrica di Hydro-Québec, provocandone un blocco totale in 92 secondi. In una simulazione al computer dell'evento, la tempesta solare ha l'aspetto di una gigantesca bocca rossa irta di denti che asporta a morsi pezzi della sommità dell'emisfero settentrionale. Milioni di utenti in Québec e Scandinavia rimasero senza energia, ma la fornitura fu ripristinata nel giro di 9 ore. Niente di importante, su scala globale. E' vero, in seguito un certo numero di centrali nucleari, a petrolio e a carbone, a distanze che arrivavano fino a Los Angeles, denunciarono anomalie di trasmissione, ma nessuna saltò in aria.

Si potrebbe perfino dire che il 13 marzo 1989 servì da sveglia.
All'epoca non eravamo in grado di misurare il vento solare, il che significa che le possibilità di predire l'arrivo di un'altra EMC erano scarse e quindi non c'era il tempo per prepararsi all'impatto. In uno studio successivo gli Oak Ridge National Laboratories stabilirono che una tempesta appena un po' più intensa di quella del 1989 avrebbe potuto produrre 36 miliardi di dollari di perdite economiche, senza contare i danni collaterali a servizi essenziali come i trasporti, la protezione antincendio e la sicurezza pubblica. Così la NASA si mise all'opera e nel 1997 lanciò con successo il satellite Advanced Composition Explorer (ACE). L'ACE è collocato nel punto lagrangiano, noto anche come L1, una posizione a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra, dove il campo gravitazionale del pianeta è in equilibrio con quello del Sole. Là, intrappolato in quello che viene detto pozzo gravitazionale, l'ACE si muove ininterrottamente lungo la cosiddetta "orbita di alone", in modo da minimizzare il rumore radio del sole che altrimenti soverchierebbe completamente le sue trasmissioni.

"L'ACE è in grado di compiere eccellenti osservazioni del vento solare, del campo magnetico interplanetario e delle particelle ad alta energia accelerate dal sole, come di quelle accelerate nell'eliosfera e nelle regioni galattiche al di là di essa. L'ACE inoltre fornisce quasi in tempo reale un monitoraggio continuo, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, dei parametri relativi al vento solare e dell'intensità delle particelle energetiche solari (ossia delle condizioni del tempo nello spazio)"

scrivono Eric R. Christian e Andrew J. Davis in Space Science Reviews.

L'elettricità immessa nella rete deve essere consumata nell'istante in cui viene prodotta, e ciò significa che non c'è modo di immagazzinarne una parte per una giornata piovosa o, come in questo caso, troppo soleggiata. Poiché l'elettricità non può assolutamente essere accumulata in quantità dell'ordine di quelle normalmente consumate nella rete, migliaia di operatori di rete in tutto il Nord America lavorano giorno e notte per adeguare l'offerta di elettricità alla domanda, per individuare punti di crisi e intervenire, e in generale per assicurare il regolare trasferimento dell'energia. Sono qualcosa di simile ai controllori del traffico aereo, salvo che invece di aeroplani smistano flussi di elettricità dell'ordine di kilovolt (kV).
Secondo gli operatori della rete elettrica che hanno contribuito allo studio del 2008 della National Academy of Sciences, l'ACE è la loro risorsa più preziosa per la predizione delle condizioni dello spazio.
"Che io sappia, il più importante dispositivo che da lì fuori ci dia l'allarme è l'ACE. L'ACE dà ai nostri operatoti un preavviso di circa 45 minuti"
afferma James McGovern, della Reliability Coordination Services. Quando è in arrivo un'EMC, l'ACE assicura agli operatori della rete elettrica il tempo strettamente necessario per avviare l'unità d'emergenza, escludere i trasformatori vulnerabili e reindirizzare i carichi.
Charles Holmes, della direzione della NASA, sostiene che forse il punto debole più critico dell'attuale sistema di predizione delle condizioni nello spazio è il fatto di affidarsi all'ormai vecchio satellite ACE come unico dispositivo per il rilevamento a monte del vento solare. L'ACE era stato progettato per funzionare per 5 anni, ma al momento è operativo da oltre 11 anni. Purtroppo le sue unità trasmittenti si stanno indebolendo e sta esaurendo il combustibile.

Attualmente non vi sono progetti approvati né fondi assegnati per la sostituzione dell'ACE. La competenza sui satelliti NASA è stata trasferita alla NOAA, che storicamente ha mostrato molto più che interesse per il versante oceanico della sua missione, piuttosto che per quello atmosferico. Se l'ACE dovesse cessare di funzionare, come ormai potrebbe accadere in qualsiasi momento, perderemmo gran parte della nostra capacità di fare previsione meteorologiche spaziali.

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