2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Buchi spalancati nel campo magnetico terrestre

E se improvvisamente scopriste che la vostra porta di casa è stata sfondata a calci e che non potete né chiuderla né ripararla? Una tempesta sta sollevando e spingendo dentro ogni sorta di porcherie e, se non state prendendo un abbaglio, sembra che anche casa vostra in realtà stia risucchiando della roba.
Provate a immaginare: invece della porta d'ingresso, è stata sfondata la porta che dà accesso allo schermo magnetico protettivo della Terra. In sostanza è ciò che si è scoperto nel 2008 quando THEMIS, una flottiglia della NASA di 5 veicoli spaziali senza equipaggio, attraversò casualmente un'immensa breccia aperta in quel campo magnetico, estesa dal polo all'equatore.
Questa breccia si prolunga nello spazio spalancando nelle difese del pianeta un buco 4 volte più grande della Terra stessa, e 10 volte più grande di qualunque buco simile mai scoperto o anche solo ipotizzato. I fisici dello spazio che hanno analizzato i dati concordano che questa crepa enorme nella corazza della Terra consentirebbe le tempeste geomagnetiche più intense mai viste, tempeste che ci investiranno con dosi di radiazione solare capaci di bruciarci gli occhi e la pelle, oltre alle nostre infrastrutture: tutto, dalle reti dell'alimentazione elettrica al sistema satellitare globale che gestisce le telecomunicazioni, il commercio, la sicurezza militare e l'applicazione della legge.
"Tale genere di afflusso [di particelle del vento solare potenzialmente pericolose attraverso questa gigantesca falla nel nostro schermo magnetico protettivo] è di un ordine di grandezza più elevato di quanto si sia mai ritenuto possibile"
riferisce Wenhu Li, fisico spaziale dell'Università del New Hampshire, che faceva parte del gruppo che ha analizzato i dati della NASA.
Jimmy Raeder, collega di Li, afferma:
"Quanto più numerose sono le particelle, tanto più violenta è la tempesta. Se il campo solare è stato allineato con quello terrestre per un certo tempo, sappiamo che il campo della Terra risulta sovraccarico di particelle solari e predisposto per un'intensa tempesta [...] In effetti ci aspettiamo tempeste più violente nel ciclo imminente. Il campo magnetico solare cambia direzione a ogni ciclo e, a causa del suo nuovo orientamento in quello imminente, ci attendiamo che nubi di particelle espulse dal sole incontreranno un campo che inizialmente è allineato con quello della Terra, e poi diventa opposto quando la nube passa oltre".
Raeder aggiunge che la conformazione di questa particolare breccia la rende accessibile alle EMC che si verificano durante i cicli solari di numero pari, come l'attuale, che è il ciclo 24, e dovrebbe, per universale consenso degli scienziati, culminare alla fine del 2012.
"E' la sequenza perfetta per un evento davvero grande" conclude Raeder.

Per comprendere perché la Terra sarà così vulnerabile alle EMC prodotte durante il massimo solare del 2012, provate a eseguire questo piccolo esperimento mentale. Prendete due calamite, una molto grande, che rappresenta il sole, e una piccola, che rappresenta la Terra. Disponetele in modo che i poli siano allineati, il nord di fronte al nord o il sud di fronte al sud. In questa posizione le calamite si respingono e quindi non sono a contatto. La posizione è analoga a quella attuale dei campi magnetici del solare e della Terra, con il polo nord di fronte al polo nord.
La forza agente tra i due poli allineati è prodotta in realtà da un numero enorme di particelle cariche. Fino alla scoperta di THEMIS, gli scienziati ritenevano che, quando i campi magnetici del sole e della Terra erano disposti con il nord di fronte al nord o il sud di fronte al sud, il pericolo per la Terra derivante dalle eruzioni solari fosse relativamente esiguo, perché le eruzioni, avendo la medesima polarità magnetica del sole da cui provenivano, sarebbero state respinte. Per converso, si riteneva che il pericolo per la Terra fosse molto maggiore quando a essere affacciati sono poli di segno opposto, condizioni nelle quali i getti di particelle altamente energetiche provenienti dal sole verrebbero risucchiati dal campo magnetico direttamente nell'atmosfera esterna della Terra, producendo blackout, cattivo funzionamento dei satelliti e altri disturbi simili, compresi quelli causati dall'evento di Carrington del 1859. Si noti che ancora al momento della pubblicazione del rapporto Severe Space Weather Events della National Academy of Sciences, nel dicembre del 2008, questa era l'ortodossia prevalente.

Attualmente gli astrofisici sono di opinione diversa. Immaginiamo che i due magneti siano stati tenuti con i poli dello stesso segno affacciati per anni, proprio come sono stati allineati i campo del sole e della Terra. Per tutto questo tempo il magnete solare ha continuato a emettere un flusso di particelle cariche in direzione della Terra. Il campo di forza agente tra i due magneti è diventato sempre più intenso. Gli astrofisici del progetto THEMIS oggi credono che a volte la pressione di questo poderoso campo di forza diventi così grande da far sì che il sole strappi letteralmente via parte del campo magnetico protettivo della Terra, facendo entrare un massiccio flusso di quelle particelle cariche accumulate. Se la porta non vuole aprirsi, basta sfondarla.

I ricercatori avevano ipotizzato l'esistenza di un simile meccanismo di accesso, ma non avevano idea di quanto fosse rilevante, stando a quanto afferma Marit Oieroset, geofisica dell'Università della California a Berkeley, tra gli scienziati più autorevoli del progetto THEMIS.
"E' come sapere che c'è una falla nell'argine, ma non quanta acqua ne fuoriesce [...] Quando il campo magnetico del sole è allineato con quello della Terra il precario scudo magnetico del pianeta viene attraversati da un numero di particelle venti volte maggiore rispetto a quando i campi magnetici sono opposti"
afferma la Oieroset. Oggi si ritiene che negli episodi di EMC più massicci, fra cui, con ogni probabilità, l'evento di Carrington del 1859, ci sia stato uno sfondamento forzato di questo tipo. E ora consideriamo lo scenario peggiore, che è ciò a cui potremmo assistere fra pochissimi anni. Supponiamo che il magnete solare (che è stato tenuto fermo per anni) ruoti di scatto rivolgendoci l'altro polo. Questo è ciò che generalmente ci si aspetta che il Sole farà nel 2012, ossia invertire la polarità, come avviene al culmine di ciascun ciclo pari, ogni 22 anni. I magneti si attirerebbero agganciandosi immediatamente. Il campo di forza cresciuto nel tempo tra il sole e la Terra distruggerebbe il magnete terrestre più debole.

Perché, potreste chiedervi, la radiazione non dovrebbe ritornare verso il magnete solare, più grande e dotato di forza attrattiva maggiore? In effetti, nel nostro semplice esperimento lo farebbe, ma non nel caso reale del sole e della Terra. La ragione di questa differenza sta nel fatto che l'intensità della forza magnetica tra due sorgenti è inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza. La stessa fondamentale legge dell'inverso del quadrato vale per la gravità; si rammenti che il punto d'equilibrio gravitazionale tra sole e Terra, il cosiddetto punto lagrangiano, si trova a circa 1,5 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il campo di forza elettromagnetico intorno alla Terra sarebbe ovviamente molto vicino al nostro pianeta, a una distanza assai inferiore a quella del punto lagrangiano. Così la radiazione racchiusa in esso, intrappolata nelle immediate vicinanze del pianeta quando i campi sono disposti con i poli nord affacciati, schizzerà verso di noi e non verso il sole, se la polarità di quest'ultimo si invertirà generando un allineamento nord-sud, come è ampiamente previsto che accada nel 2012. In altri termini, nel 2012 la porta si spalancherà e la nostra casa risucchierà la nube di radiazione sospesa all'esterno.

Lawrence E. Joseph pensa che questo buco enorme nello schermo magnetico protettivo del nostro pianeta sia in qualche modo connesso con il profondo minimo solare del 2008-09 e con la concomitante attenuazione del campo magnetico solare. E' vero, il nostro campo magnetico promana dal nucleo fuso della Terra, non dal sole. Ma i due campi si sovrappongono nello spazio esterno, dove interagiscono a livello energetico. Forse la drastica riduzione dell'emissione di energia da parte del sole durante la recente fase di calma ha in qualche modo provocato una corrispondente riduzione dell'emissione magnetica della Terra. Una simile teoria implicherebbe che, quando l'emissione solare tornerà ad aumentare, lo farà anche l'efficacia dello schermo magnetico protettivo della Terra.
"La scoperta [di THEMIS] rovescia una vecchia convinzione a proposito di come e quando il massimo numero di particelle solari penetri lo schermo magnetico della Terra, e potrebbe essere utilizzata per predire quando le tempeste solari saranno più intense. In base a questi risultati, ci aspettiamo tempeste più violente durante l'imminente ciclo solare"
ha detto Vassilis Angelopoulos dell'Università della California a Los Angeles, responsabile della ricerca per la missione THEMIS della NASA.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Occavoli... che si intende con "Il campo di forza cresciuto nel tempo tra il sole e la Terra distruggerebbe il magnete terrestre più debole."? Verremo sparati nello spazio? VI PREGO AIUTATEMI A CAPIRE! Spero di aver frainteso...
Rispondetemi il prima possibile!

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