2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Una grande confluenza. La chiamata della natura

Tuttavia, la forza dell'amore e del perdono non deve illudere che la via dell'umanità verso il futuro sia garantita da una realtà amorevole che vuole ricordarci la nostra capacità di vivere in armonia con le verità profonde. Sappiamo che coloro che infrangono il diritto internazionale, che tengono segregati i prigionieri senza possibilità di comunicazione, che torturano, che difendono i propri interessi economici a qualunque costo, che traggono profitto dalle guerre, che vendono armi letali a chiunque, che negano le libertà fondamentali e che, con totale disprezzo della vita umana, lanciano bombe sulla popolazione civile e sono pronti a usare anche ordigni atomici, ricorreranno a misure estreme, davvero estreme.
Sappiamo anche che la patologia della società si può diffondere più rapidamente di un incendio, con conseguenze disastrose. Ma la caratteristica dell'epoca attuale è che il mondo sta diventando sempre più interdipendente. Siamo entrati in un gioco globale irreversibile.
Qualunque sarà la portata del collasso o del cambiamento che emergerà dalle tensioni e dai conflitti prodotti dai cambiamenti climatici, dalle epidemie, dalla lotta per le risorse, dall'imperialismo culturale e dai fondamentalismi religiosi, sarà un collasso globale o un cambiamento globale.

Il tempo e la vita sulla terra stanno arrivando a una grande confluenza. La scienza dovrà collaborare strettamente con la spiritualità per favorire la trasformazione individuale, sociale e globale. Sia la scienza che la spiritualità avranno il compito di aiutarci a liberarci dai lati più distruttivi del nostro progresso, illuminando nello stesso tempo la natura della realtà. L'evoluzione ci indica che siamo sempre in trasformazione, anche se i principi profondi rimangono gli stessi. Più scopriremo questi principi e più impareremo a lasciar andare ciò che è transitorio e illusorio.Questo apprendimento collettivo è carico di sfide e di difficoltà, ma è una sfida a cui siamo pronti. Alcuni psicologi e neurologi affermano che il progresso, più che nelle conquiste intellettuali, consiste nella capacità di affrontare le sfide e superarle.
Nonostante l'uso scorretto del potere e tutti gli altri incidenti in cui siamo incorsi nella nostra ricerca a tentoni della verità, abbiamo continuato ad evolverci. I principi universali della legge, della democrazia, della ricerca tecnologica, del commercio internazionale, dell'educazione e della salute sono elementi positivi e liberanti, anche se ancora imperfetti. Solo pochi secoli fa era inimmaginabile fornire tanta libertà, sicurezza, casa, cibo e medicinali a miliardi di individui. Nonostante alcuni fallimenti catastrofici e alcune conseguenze allarmanti, all'interno della nostra evoluzione c'è stata una continua creatività nella vita sociale e politica, con un sempre maggiore allargamento dei diritti economici, sociali e religiosi. Oggi abbiamo un senso più ampio e più universale di ciò che significa essere umani. La nostra coscienza collettiva ha continuato ad evolvere.

Oggi più che mai siamo alla ricerca della preziosa saggezza tramandata di generazione in generazione, saggezza coltivata da tenaci tradizioni spirituali e da varie popolazioni native. In termini collettivi, ci siamo sviluppati psicologicamente e siamo diventati più pluralisti e meno razzisti delle generazioni precedenti. Il movimento per la salute della mente-corpo non è più una teoria, è una realtà. Stiamo iniziando a capire che le nostre credenze e i nostri atteggiamenti sono centrali per il benessere nostro e degli altri. Incominciamo a vedere che anche la coscienza obbedisce alla legge di causalità.

L'evoluzione ci ha spinti verso l'esterno, sottoponendoci a livelli enormi di complessità, ma ci ha anche obbligato a scendere più in profondità dentro noi stessi per capire ciò che sta accadendo, e a velocità sempre maggiore, attorno a noi e nel mondo nel suo insieme. Ci spinge a scoprire come radicarci in una realtà interiore più spaziosa e sicura, per trovarvi la pace e il nutrimento necessari alla vita nel XXI secolo. Di fronte alla rapidità e alla potente spinta del cambiamento, stiamo imparando a staccarci da ciò che è periferico per affidarci sempre più all'essenziale.

Molte popolazioni native credono che questa confluenza nella storia, e secondo alcune il 2012 in particolare, sia un momento di purificazione. La loro innata risonanza con i cicli del tempo comunica a queste culture che la natura deve sbarazzarsi delle troppe tossine accumulate. Ma la natura non è separata dall'umanità, non va vista come una forza a sé stante che giunge alla fine di un ciclo per giudicarci o per punire la nostra colpevole responsabilità in un progresso non sostenibile. Noi siamo parte della natura, una parte profondamente collegata al quadro totale, inseparabile dai tessuti connettivi dell'esistenza. Siamo dentro la natura e la natura, come una grande madre che vede i suoi bambini smarrirsi e non ritornare a casa quando li chiama, e forse in grave pericolo, ci ricorda in quale momento ci troviamo, a che punto siamo, chi siamo e chi è la natura.

Questo è il momento della sua chiamata e la chiamata della natura risuona nelle spirali di innumerevoli galassie, invitandoci a ricordare e a dare piena attenzione ai nostri legami con il tutto, legami che non si sono mai allentati. Agli esseri umani è stata donata una coscienza riflessiva e la capacità di testimoniare lo scorrere della vita al di là dei confini dell'io, dei suoi bisogni e delle sue preoccupazioni. Questa capacità non è solo la facoltà intellettuale di ragionare, esaminare i problemi e prevedere le conseguenze; è la capacità di sentire la risonanza con l'intero universo, con un mondo inclusivo, e di provare un profondo senso di reverenza per la totalità della vita.

Sappiamo quanto intimamente il corpo percepisca il mondo che lo circonda e come il cuore orchestri una sinfonia di risonanze biochimiche ed elettromagnetiche quando percepisce la presenza dell'amore. I circuiti cerebrali accendono nuove vie neuronali quando incontrano significati genuini e nuove comprensioni.

La nostra coscienza è molto più lucida e ricettiva quando è spiritualmente immersa e compassionevolmente coinvolta nel dispiegarsi di una gamma completa di esperienze; in altre parole, quando è paradossalmente implicata e distaccata. Questo distacco non è separazione né indifferenza ma, come attestano molte tradizioni, è un lasciar andare profondo le lotte della piccola volontà, in modo che non sia più confinata nella logica ristretta degli interessi egoistici. In questo lasciar andare sperimentiamo una profonda fiducia nel fatto che, sotto la superficie del mondo visibile, scorre una vitalità ispiratrice che ci guida e ci dirige. Il distacco nutre il nostro senso di profonda connessione con una storia molto più ampia, multisfaccettata e multidimensionale della nostra piccola identità locale. Siamo liberi di impegnarci nel servizio al mondo con un senso profondo di essere partecipi di questa storia più grande, invece che partigiani di qualche suo aspetto ristretto. La nostra capacità di sviluppare una compassione inclusiva è oggi più grande che mai. Naturalmente la strada che ci attende è ancora lunga, ma stiamo già vedendo risposte globali alle catastrofi naturali e alle malattie, vediamo all'opera movimenti umanitari e centinaia di migliaia di organizzazioni che promuovono i diritti, l'ecologia, la lotta alla povertà, e altrettante che celebrano l'arte e la cultura dei popoli.

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