2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Meteoropatia spaziale

Nonostante il fatto che gli scienziati siano concordi nel ritenere il 2012 l'anno in cui le tempeste solari raggiungeranno il culmine della violenza, con una posta così alta in gioco, si potrebbe pensare che ci siano legioni di esperti di meteorologia spaziale intenti a scrutare il cielo alla ricerca di segni di una catastrofe incombente, e che i più bravi e brillanti siano impegnati a individuare una possibilità - né più né meno - di salvare il mondo. Ma l'argomento principale al seminario del maggio 2008 che ha dato origine, come abbiamo visto, al rapporto della National Academy of Sciences è stata la difficoltà che si incontra a suscitare l'interesse del pubblico per la meteorologia spaziale. Stando a quanto riferisce Paul Kintner, professore di ingegneria elettrica e informatica alla Cornell University, gli studenti non si iscrivono ai corsi, e quando, in rari casi, un corso del genere è obbligatorio vi partecipano con gli occhi persi nel vuoto.

L'aeronautica militare, responsabile di tutte le attività statunitensi nello spazio, ha tentato di vincere questa indifferenza offrendo un'approfondita formazione in meteorologia spaziale a proprie spese, ma il numero degli esperti di previsioni in tale campo è ugualmente in costante diminuzione.
"Il dipartimento della Difesa si sta sforzando di incrementare il campionamento delle condizioni dell'ambiente meteorologico spaziale in vista dell'imminente massimo solare [del 2011-2012] e non solo" 
afferma il maggiore Herbert Keyser, del servizio meteorologico dell'aeronautica militare statunitense. Ma aggiunge anche:
"La competenza in fatto di meteorologia spaziale è una risorsa nazionale che sta rapidamente scomparendo".
L'impegno degli europei non sta certo dando esiti migliori, se le loro attività nel campo della meteorologia spaziale vengono descritte come "difficoltose" ed "estremamente frammentate". La Russia ha un programma apprezzabile, come del resto Cina, India e Giappone, ma gran parte dei loro sforzi sembra rivolta allo sviluppo dei rispettivi programmi spaziali più che a proteggere la popolazione della Terra.
Perché così poco interesse? In primo luogo, i fondi sono scarsissimi. La principale fonte di informazioni meteorologiche spaziali a livello mondiale, lo Space Weather Prediction Center (SWPC), gestito dalla NOAA, dispone di quello che è stato definito "un bilancio precario compreso tra i 6 e i 7 milioni di dollari annui". E' vero che lo SWPC condivide alcune risorse con la NASA e con l'Air Force Weather Agency (AFWA, Servizio Meteorologico dell'aeronautica militare), ma ugualmente, data la posta in gioco, si tratta di una cifra insignificante. La ragione più profonda di ciò, si è indotti a pensare, è che non siamo ancora stati realmente colpiti, non così duramente come farebbe una tempesta simile a quelle del 1859 o del 1921 che, nell'epoca di Internet, significherebbe un blocco informatico senza precedenti.
"Si è lamentato che, agli occhi del pubblico e dei gruppi politici, il maltempo spaziale anche grave non costituisca un serio problema; è molto difficile indurre i profani a prepararsi a una potenziale crisi che non si è mai verificata in precedenza, e potrebbe non verificarsi ancora per decenni. L'attenzione è inevitabilmente attratta verso rischi in cui ci si imbatte con maggiore frequenza e problemi immediati"
dice il rapporto della National Academy.
Maledetti quegli strumenti finanziari derivati, come i credit default swap! Non c'entrano? Non è proprio così.

Fondata dal presidente Abraham Lincoln al culmine della Guerra civile, la National Academy of Sciences funge da suprema corte dell'opinione scientifica per l'America, e spesso per il mondo intero. Sembra indubbio che le prove estremamente convincenti presentate nel rapporto della National Academy of Sciences in qualsiasi altro momento (o quasi) avrebbero avuto la reale possibilità di accrescere la consapevolezza del problema e di ottenere finanziamenti per la ricerca sulla meteorologia spaziale a scopo preventivo, e forse anche per programmi di riduzione del danno che rafforzassero e proteggessero la rete elettrica, il sistema dei satelliti e le altre risorse essenziali vulnerabili alle aggressioni solari. Ma tra il momento in cui si tenne il seminario, nel maggio del 2008, e quello della pubblicazione degli atti nel dicembre successivo Wall Street affondò portando con sé uno o due trilioni di dollari di tasse. La crisi economica è stata così improvvisa e grave che i cittadini e i loro rappresentanti legislativi sono parsi "tutti presi dalla crisi", e ogni altra questione, per quanto urgente, è stata accantonata. E' vero, il piano di incentivazione economica del governo federale avrebbe potuto destinare delle risorse ai servizi di prevenzione del maltempo spaziale, ma sembra che i fondi d'emergenza stanziati per la NOAA e la NASA siano andati ad altri programmi.

Il pericolo più grave cui ci espongono la stretta creditizia e il crollo del mercato azionario iniziati nel settembre del 2008, nonché i successivi colossali investimenti fatti per defibrillare l'economia globale, è che siamo indotti a concentrarci su ciò che è più urgente invece su ciò che è più importante. Nei periodi di crisi ci sembra decisamente meglio che a preoccuparsi del futuro sia... il futuro stesso.

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