2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

2012: Il giorno del rendiconto

Nonostante il tempo sia un concetto assoluto e non soggettivo, per tutti i suoi intenti e i suoi obiettivi, il nostro mondo è organizzato attorno a questo fatto: il tempo universale è ignorato e si guarda soltanto al tempo sociale, all'orologio che scandisce l'indice Dow Jones, il tasso di crescita economica, il ritmo delle fusioni e delle acquisizioni che in molti casi strozza l'economia di intere nazioni. Il tempo sociale corre a una velocità tale che siamo sempre più stanchi e stressati, impossibilitati a reggere i ritmi che la società ci richiede. Ci sforziamo di tenere assieme la nostra vita, ma siamo sempre più "schizzati". Più siamo fuori centro e più anche il mondo perde il suo equilibrio, e la nostra mancanza di un giusto ritmo ci condanna collettivamente a una corsa contro il tempo che è insostenibile e intollerabile. E' una corsa che non possiamo vincere, perché il tempo e il significato della vita non si possono comprimere nello stretto bocchettone dei fini egoistici così furiosamente perseguiti.

Così come non abbiamo organizzato collettivamente la società attorno a verità più grandi che determinano e definiscono l'intera esistenza umana, non abbiamo ancora raggiunto il punto critico rispetto alla piena comprensione delle disastrose conseguenze della furiosa ricerca collettiva di ristretti interessi egoistici. Ma è consolante il fatto che sempre più persone si stanno svegliando alla verità che, dopo avere divorato il nostro habitat con voracità illimitata e spesso inconsapevole, oggi ci viene presentato il conto. La cosa è sotto gli occhi di tutti: una percentuale sufficiente dell'umanità si risveglierà in tempo? Che cosa la farà risvegliare? In che modo cambierà?

Ecco un aspetto del significato del 2012: è la data della presentazione del conto. Ci verrà richiesto il pagamento fino in fondo del nostro debito e la natura spolpata e dissanguata non ci concederà più nessun credito. Sarà anche il momento in cui il richiamo della natura a svegliarci, che è già chiaramente udibile, echeggerà nella psiche collettiva dell'umanità come una frequenza su cui tutti saranno sintonizzati o come una risonanza. Non arrivo a questa affermazione basandomi su visioni sciamaniche, vecchie profezie e antichi calendari, tutte cose degne del massimo rispetto, ma perché mi trovo a vivere in questo momento.

Lo vedo nelle foreste che scompaiono, nei ghiacciai che si ritirano, nelle calotte polari che si sciolgono, nell'estinzione delle specie, nell'avanzata dei deserti, nel degrado degli oceani, nell'inquinamento e nei segni di un grave squilibrio climatico. Vedo sistemi di credenze agonizzanti, masse inconsapevoli, leader ingannevoli, potenti e miserabili che inneggiano alla guerra e allo sterminio. Vedo il terribile volto dell'avidità, con le sue seduzioni sempre più numerose, e vedo il terribile volto della povertà, con le sue inutili sofferenze e il suo abbandono a se stessa.

Vedo tutto ciò senza giudizio, o per essere più precisi senza un atteggiamento giudicante. Vedo che io sono parte di tutto di ciò, perché è il mio mondo. Sono parte del problema e sono parte della soluzione. E' perché ho scelto di non vivere coprendomi gli occhi, perché ho scelto di essere testimone della situazione attuale, con la bellezza e i pericoli che questo comporta, che vedo le implicazioni dei vortici del tempo che si avvicina al 2012.

Non occorre che mi convinciate di quanto le cose vadano male e di quanto possano andare peggio. Sono stato sui luoghi di guerre, massacri e violenze appoggiate dai governi. Ho una conoscenza di prima mano di quanto gli uomini possano essere crudeli, intolleranti e sfruttatori. Ho visto come i governi tentino di motivare la loro intossicazione per armi sempre più terribili e distruttive, sorretti dalle motivazioni dei fondamentalisti bigotti e delle loro squadre di assassini. Ho incontrato le vittime. Ho conosciuto persone che sono state picchiate per essersi impegnate contro gli stupri e le violenze sulle donne e contro la tratta dei bambini, persone gettate in prigione per avere difeso i diritti dei lavoratori o brutalizzate perché si erano opposte al razzismo, alla tortura, ai massacri e ai genocidi. Non occorre che mi convinciate che l'industria ha in mano le leve del potere del mondo o che i media non raccontano la storia giusta. Non occorre che me lo diciate voi, perché ho scelto di non chiudere gli occhi. Sono consapevole della situazione in cui viviamo, perciò vedo non solo le cose negative ma anche in che modo potrebbero diventare positive.

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