2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Le 3 dimensioni della Grande Svolta

La terza rivoluzione dell'avventura umana non è solo una possibilità: è un fenomeno reale, già presente e multiforme. La Grande Svolta è come una lente d'ingrandimento attraverso cui vedere meglio le dimensioni della rivoluzione in atto. Questa lente è indispensabile, perché ci fa vedere interventi che sono ignorati o distorti dai media controllati dal mondo della finanza. Come dice Gil Scott-Heron, "la rivoluzione non va in televisione". Non è certo interesse delle industrie, e dei governi che le sostengono, far sapere che vengono sfidate e soppiantate da iniziative che partono dalla base.

Queste iniziative stanno sorgendo ovunque, come fili d'erba tra le macerie di una civiltà ormai disfunzionale. La lente d'ingrandimento della Grande Svolta rivela iniziative di carattere molto diverso: dall'utilizzo dell'energia eolica alle azioni legali contro i brogli elettorali, agli interventi di navi di attivisti in difesa delle balene. E' importante conoscere le tre dimensioni di questa transizione, perché ci fanno vedere meglio la natura della Grande Svolta e la parte che possiamo svolgere in essa. Anche se verranno esposte in sequenza, in realtà non costituiscono una sequenza e non hanno un ordine diverso di valore. Agiscono in sinergia e si rafforzano reciprocamente.

La prima dimensione
comprende tutte le attività attualmente in corso per contrastare la distruzione causata dalla civiltà industriale. Queste attività vanno dalla raccolta di firme per la protezione delle specie animali alla distribuzione di cibo ai senzatetto e alla disobbedienza civile contro i fabbricanti di armi, le industrie inquinanti, la deforestazione e altre attività di rapina. Spesso frustrante, e a volte pericoloso, l'impegno in questa dimensione richiede molto tempo, ma salvare vite, ecosistemi e serbatoi energetici per le generazioni future è parte essenziale della Grande Svolta. Ma, anche se tutte le battaglie che si combattono in questa prima dimensione venissero vinte, non sarebbe abbastanza. Una civiltà a sostegno della vita richiede nuove forme e nuove strutture.

La creazione di nuove forme costituisce la seconda dimensione che comprende tute le forme alternative sostenibili: pannelli solari e fotovoltaici, i mercati locali dei contadini, il passaggio dalla proprietà alla coabitazione, la permacoltura e la moneta locale. In nessun'altra epoca si è assistito al sorgere di così tante alternative in tempi così brevi.
Molte di queste alternative, soprattutto nel campo della salute, della zootecnia e degli antiparassitari, intendono recuperare antichi metodi tradizionali. In ogni caso, per promettenti che appaiano queste nuove forme, dovranno radicare profondamente in nuovi valori che rispecchino chi siamo e che cosa vogliamo. In altre parole, esigono un profondo cambiamento nella nostra percezione della realtà.

Arriviamo così alla terza dimensione della Grande Svolta: il cambiamento di coscienza. Sia personale che collettivo, sia cognitivo che spirituale, questo cambiamento avviene attraverso molte vie. Ispirato dai nuovi paradigmi scientifici e dalle antiche tradizioni spirituali, questo cambiamento ci fa sentire dolore per il mondo. Non è un dolore riducibile a una patologia personale, ma un dolore che scopre la menzogna del vecchio paradigma di un io separato e competitivo. La nuova coscienza sente che facciamo tutti parte della rete della vita.

Tre grandi fiumi stanno scorrendo insieme: dolore per il nostro mondo, nuove scoperte scientifiche e antichi insegnamenti. Bevendo alla mescolanza dell'acqua di questi tre fiumi ci risvegliamo a quello che sapevamo già: viviamo su un pianeta che vive, fonte di tutto ciò che siamo e che sappiamo. Nonostante secoli di pensiero meccanicistico, vogliamo sentire di nuovo il mondo come sacro.

Che provengano dall'ipotesi Gaia, dalla teoria dei sistemi o dalla teoria del caos, dalla teologia della liberazione, dalle pratiche sciamaniche o dal culto della dea, queste esperienze e queste comprensioni sono assolutamente indispensabili per liberarci dalla morsa della civiltà industriale. Ci offrono scopi più alti e piaceri più profondi. Ridefiniscono i concetti di ricchezza e di valore, liberandoci dalla compulsione a consumare e a controllare.

Così ricca è la messe che potremo raccogliere da questa nuova coscienza che non c'è spazio per la paura o l'autocommiserazione. C'è invece gratitudine per vivere in questo momento che, anche se le tenebre si addensano, è ricco di benedizioni. Sono queste benedizioni che ci fanno essere svegli e vigili, che ci fanno collaborare per scoprire come aiutare il mondo ad autorisanarsi e ci fanno vedere nel caos presente il seme del futuro.

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