2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Abbiamo già una coscienza priva di confini

La coscienza è separata dai processi del pensiero. La coscienza non conosce confini ed è sempre consapevole di ciò che accade nel nostro mondo e oltre, in altre realtà dimensionali. La nostra coscienza funziona a tutti i livelli di realtà, continuamente, e fa tutto il possibile per comunicarci e trasmetterci le informazioni che raccoglie in tutta la creazione.
Ciò significa che, per ventiquattro ore al giorno e sette giorni su sette, la nostra coscienza agisce da supermonitor che ci comunica attimo per attimo quando dobbiamo cambiare strada o cambiare modo di percepire. Poiché i nostri processi evolutivi si fondavano all'inizio sulla sopravvivenza, la coscienza è stata sospinta sullo sfondo. Essendo rimasta nascosta alla consapevolezza quotidiana, le generazioni precedenti non hanno potuto ascoltare i messaggi che la coscienza ci trasmette in continuazione.

All'inizio della nostra esistenza, eravamo esseri che comunicavano esclusivamente per via telepatica. Trasferivamo dati attraverso un'energia sottile che ci arrivava dall'esterno mediante campi elettromagnetici. Quando questa energia passava attraverso di noi ne diventavamo letteralmente parte o almeno, scorrendo nel nostro corpo, vi depositava dei messaggi. La nostra consapevolezza non aveva limiti perché eravamo esseri extrasensoriali. Più che "esistenti" eravamo meta-esistenti. Non avevamo confini misurabili. Ancora adesso, quando sogniamo o facciamo esperienze extrasensoriali, la coscienza ci porta in dimensioni oltre questo adesso. Ciò accade perché in queste situazioni abbassiamo le difese, il cervello è disattivato e la nostra coscienza comunica con noi in modo più completo.

Col tempo siamo diventati sempre più densi. Ci siamo manifestati come esseri corporei, forme solide vulnerabili all'ambiente che ci circonda. Abbiamo dovuto imparare a difenderci dai predatori e da un pianeta instabile.
Poi iniziarono le migrazioni e i ceppi umani da cui discendevamo si spostarono dal loro luogo d'origine espandendosi nel mondo, incontrando altri esseri, imparando lo scambio, i commerci e la comunicazione attraverso il linguaggio.
Con questo mezzo di comunicazione nacque anche l'arte dell'inganno. A causa delle differenze linguistiche, abbiamo incominciato a chiederci che cosa intendevano davvero quelli che non appartenevano al nostro clan, se ci dicevano la verità o ci nascondevano qualcosa.
Da parte nostra, incominciammo a chiederci se non dicessimo troppo e così iniziammo a riflettere sulla comunicazione e a pianificarla. Il pensiero lineare divenne la norma. Pianificavamo il futuro e ci rammaricavamo di comportamenti passati. L'ego entrò in gioco e oscurò ulteriormente le cose. Dimenticammo le capacità e la saggezza della coscienza.

L'ego ci ha mentito per millenni, interpretando e giudicando ogni istante della nostra vita di veglia, al punto che prendere decisioni è diventato sempre più problematico. Abbiamo perso la capacità di essere totalmente presenti al momento, perché eravamo pieni del caos dell'ego e della mente pensante. Questo caos ha riprogrammato il nostro sistema energetico, facendoci funzionare in modo meno intuitivo. Ci siamo desensibilizzati nei confronti di noi stessi e dell'ambiente, senza riuscire più a captare i sottili messaggi che prima ci guidavano in modo meraviglioso. E' questa la perdita della sensibilità, diventata ormai la norma, che ci fa sentire così spesso fuori equilibrio.

A causa di questa direzione evolutiva e di questa desensibilizzazione, alcune parti del cervello non servivano più e divennero inattive, chiudendo a poco a poco le attività di interrelazione fino a ridurre le capacità mentali solo a una piccola percentuale. Abbiamo perso la consapevolezza delle nostre facoltà extrasensoriali innate e abbiamo iniziato a basarci esclusivamente sui sensi.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails

Cerca nel blog

Ricerca personalizzata

Indice dei post

Indice dei post
Clicca sul libro

Lettori fissi

Visualizzazioni totali