2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Jean Houston e la cultura planetaria

Ripartiamo dal dilemma che ha chiuso l'ultimo post.
Le aree della nostra vita che sembravano così solide e sicure (il lavoro, i rapporti, la religione) sono diventate volubili e incostanti. La nostra stessa identità sembra cambiare. Cercando di rimanere aggrappati alle vecchie certezze, forse molti di voi hanno fatto le seguenti, frustranti esperienze:

  • Il lavoro o la professione per cui avete studiato e che vi aspettavate che durasse per sempre, all'improvviso non esiste più.
  • Vi innamorate di una persona o di un'idea improbabile e, in una batter d'occhio, tutto ciò che pensavate e in cui credevate scompare. Alla luce di questa situazione improvvisa, ciò che eravate ieri è molto diverso da ciò che state diventando adesso.
  • Vi svegliate al mattino attanagliati dall'urgenza di "farla finita". Non sapete con che cosa dovete farla finita, ma questa voce continua a mordervi alle caviglie come un cane. Qualcosa di sconosciuto vi sta chiamando e sapete che siete disposti ad attraversare oceani, continenti e persino livelli di realtà per scoprirlo.
  • Siete molto preoccupati per le disparità dei nostri giorni, per il divario sempre più netto tra ricchi e poveri, opulenza privata e miseria collettiva. Ciò che è peggio, non riuscite a togliervi dalla testa l'idea che dovete fare qualcosa in prima persona per raddrizzare questa situazione.
  • In ogni libro che leggete trovate qualcosa che vi riguarda. Le sincronicità abbondano. L'universo sta cercando di dirvi qualcosa e non potete più ignorare i suoi messaggi.
  • La religione in cui siete cresciuti non vi soddisfa più, mentre altre tradizioni appartenenti ad altre culture vi parlano molto di più.
E' evidente che siete giunti alla fine di una strada. Un futuro ignoto vi aspetta. Ma la via si fa da sola, e solo in retrospettiva comprendiamo il significato dei cambiamenti e delle svolte. 
Nella vita di Jean Houston è accaduto così. Ha sperimentato uno di questi bruschi cambiamenti quando finì sulla prima pagina di quasi tutti i giornali del mondo nella veste di medium e di "guru" di Hillary Clinton. Per chiarire la cosa, non ha richiamato alla Casa Bianca Eleanor Roosevelt dal mondo dei morti, ha solo aiutato Hillary Clinton a ideare e a scrivere il suo libro, It Takes a Village to Raise a Child. Ma i media volevano una storia più intrigante e così inventarono un personaggio e una storia misteriosa, e ci appiccicarono sopra il suo nome.
Il terribile dramma che si sta attualmente svolgendo sulla scena del mondo è che da qualunque cosa si deve ricavare uno scoop. Ma è l'urgenza che Jean sente dietro il suo lavoro, il suo senso dell'importanza dell'attuale momento storico e della sua enorme spinta, che la aiutano a riprendersi dalle cadute e dalle incomprensioni per continuare ad andare avanti. Si augura di riuscire a convincere anche noi a fare lo stesso, ad andare avanti con coraggio, anche se non sappiamo esattamente dove stiamo andando né che cosa troveremo.

Forse scopriremo, come ha scoperto lei, che i salti che dobbiamo fare nella vita prendono direzioni inaspettate. Invece del palcoscenico che sognava da bambina, il lavoro di Jean l'ha portata sulla scena della mente, ai drammi dell'anima e alla Broadway delle culture che ritrovano e condividono il loro genio passato e futuro. Studiando le potenzialità umane e applicando le sue scoperte a programmi di sviluppo per oltre 40 anni, ha scoperto che parti perdute della coscienza si possono ritrovare e applicare a un utilizzo pratico. Quando la mente e il corpo sono integrati, le capacità psicofisiche di guarigione e di autoguarigione, di sviluppo di un'arte, di una disciplina atletica e di apprendimento rapido, si velocizzano sensibilmente. Jean Houston ha visto che si può pensare per parole ma anche per immagini, che si può imparare con tutto il corpo e raccogliere meravigliose messi di creatività dai propri paesaggi interiori. Ha visto persone scoprire i segreti del tempo, il tempo del corpo e il tempo fuori dalla mente, in cui l'esperienza soggettiva del tempo è molto più breve e veloce del tempo esteriore. In questo tempo abbreviato, la mente è in grado di scegliere, sintetizzare e creare in pochi minuti ciò che normalmente richiederebbe mesi, ottenendo dall'immaginare un'attività gli stessi benefici che otterrebbe ripetendola materialmente per ore o settimane. Ecco qualcosa che possiamo aspettarci dal Momento del Salto.

Jane Houston ha aiutato le persone a funzionare sull'intero spettro della coscienza, invece di essere limitate a un'unica lunghezza d'onda con la possibilità di scegliere stati di coscienza più favorevoli alla concentrazione, alla consapevolezza, alle performance fisiche ottimali, alla creatività e alle pratiche spirituali. Si è meravigliata alla scoperta che il mondo interiore è ampio almeno come quello esterno e ricco di storie, miti, simboli, archetipi, dèi e dee. Queste avventure dell'anima la convincono che gli esseri umani hanno dentro di sé tutto il necessario per essere attori, direttori, sceneggiatori e produttori nel teatro del mondo al Momento del Salto.

Oltre alle ricerche sul campo e ai seminari, la sua chiamata l'ha portata anche a raccogliere, studiare e applicare le potenzialità umane sviluppate in tante culture del mondo. Alcuni anni fa, l'antropologa Margaret Mead le diede delle lettere di presentazione per gli anziani di molte culture, in modo che potesse conoscere e riportare i particolari modi di essere che le antiche culture e le civiltà native hanno sviluppato. Sin dall'inizio, il suo lavoro per varie organizzazioni internazionali per lo sviluppo le ha offerto la possibilità di studiare in prima persona come gli africani camminano, pensano e celebrano lo spirito; come i cinesi insegnano, studiano e dipingono; come gli eschimesi coltivano una vivida immaginazione interiore tridimensionale; come i balinesi imparano rapidamente e con particolare abilità qualunque forma d'arte: come le tribù dell'Amazzonia allevano bambini emotivamente sani e perché alcuni bambini indiani, cresciuti in un ambiente di musica tradizionale, sviluppano stupefacenti capacità matematiche. Sempre il suo lavoro l'ha portata in aree diverse della terra in cui tratta le culture come se fossero persone, aiutandole a recuperare il loro genio specifico e a collegarsi ad altre culture, compresa l'emergente civiltà planetaria. Nello stesso tempo tratta le persone come culture, aiutandole a scoprire dentro se stesse i ricchi strati di potenzialità ancora inesplorate del corpo e della mente.

Queste potenzialità non sono più legate a un luogo o a una cultura. Nel mondo ibrido che si sta sviluppando verso il Momento del Salto, le potenzialità un tempo nutrite da culture separate tra di loro sono a disposizione della famiglia globale dell'umanità. E' un fatto meraviglioso che riveste la stessa importanza della scoperta dei nuovi continenti al tempo delle grandi esplorazioni geografiche. Per la prima volta nella storia, il genio dell'umanità è a disposizione di tutti. Queste capacità riscoperte potrebbero rivelarsi degli acceleratori evolutivi, raccolti in vari luoghi, varie epoche e varie culture, per risvegliare la nostra specie a ciò che siamo davvero, a ciò che possiamo essere e fare. Ma a volte non è così piacevole. Potremmo ritrovarci, almeno per qualche tempo, stranieri in una terra straniera, con il desiderio di ritornare alla sicurezza di una visione del mondo più ristretta e familiare. Ma, se varchiamo la porta della nostra trance culturale locale, troveremo il coraggio di nutrire le forme emergenti di una possibile umanità e di una possibile società.

Con l'attuale movimento verso la planetizzazione e il cambiamento dell'intero spettro sociale, Jean Houston ritiene che il mondo si sia avviato verso la trasformazione radicale che chiama Momento del Salto. In questo periodo di rapidi cambiamenti tutte le culture, indipendentemente dal loro livello economico e sociale, hanno qualcosa di importante da offrire al mondo nella sua totalità. 
La Houston ha notato che molti membri delle culture di derivazione occidentale che hanno imparato a padroneggiare perfettamente le tecnologie, hanno perduto la consapevolezza spirituale e la ricchezza soggettiva delle culture native delle precedenti fasi di sviluppo storico. Purtroppo il tragico intervento del colonialismo ha ricacciato per un lungo periodo nell'ombra queste culture, ma di recente popolazioni come i Maori, gli aborigeni australiani e i nativi americani stanno recuperando la loro saggezza ancestrale. Confluendo il genio delle varie culture le attuali problematiche sociali e il disordine morale potranno confluire in una simbiosi creativa in cui le culture si impollineranno a vicenda, preservando e approfondendo nello stesso tempo gli stili e le differenze individuali.

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