2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il sogno di una civiltà galattica

Se la fine del calendario maya indica il completamento di un processo archetipico all'interno della storia, possiamo incominciare a intuire l'enorme distanza psichica che percorreremo nei prossimi anni. 
Oggi, la maggioranza delle persone è identificata con la propria storia personale e i propri fini egoistici. Riuscendo a portare a termine questo passaggio apocalittico ci percepiremo sempre più come espressioni frattaliche di un campo di coscienza unificato e come elementi senzienti di un'ecologia planetaria, la mente di Gaia, su cui influiamo costantemente con le nostre azioni e i nostri pensieri. 
Quando questa comprensione sarà diventata collettiva usciremo dall'attuale paradigma della storia, con le sue guerre, le aggressioni e il suo sistema di credenze competitivo. L'umanità si unirà in una tribù globale che garantirà ai suoi membri gli stessi diritti e lo stesso status all'interno della comunità planetaria. Risolta questa conflittualità intestina, saremo pronti per entrare in una civiltà galattica in cui scopriremo nuovi miti, nuovi compagni e nuove dimensioni dell'essere.

E' probabile che un cambiamento così profondo nella psiche collettiva possa avvenire solo come risposta a una serie di eventi traumatici, un po' come le contrazioni e le spinte che accompagnano la nascita. La descrizione migliore del processo che ci attende nei prossimi anni si trova forse in un libro di Christopher BacheDark Night, Early Dawn, un ampliamento del lavoro di Stanislav Grof sugli stati non ordinari di coscienza e le matrici perinatali. 
In una serie di visioni avute durante sedute terapeutiche accompagnate da LSD, Bache vide una drastica rifusione della società in seguito a un cataclisma ambientale e la sua ricostituzione in una nuova cultura planetaria.
Scrive Bache:
"Gli eventi verificatisi sulla terra erano di tale portata che nessuno ne uscì indenne. Il livello d'allarma crebbe costringendo tutti a una rifusione per la loro stessa sopravvivenza"
La risposta all'allarme furono nuove strutture sociali cooperative e nuovi modelli di famiglia allargata.
"Era come se l'ecocrisi avesse 'mielinizzato' le connessioni mentali della specie, favorendo la nascita di livelli più profondi di consapevolezza. Il ritmo del passato era diventato irrilevante per il ritmo del futuro. Le nuove forme che emergevano non erano più fluttuazioni temporanee, ma strutture psicologiche e sociali permanenti che creavano il prossimo passo evolutivo nel nostro lungo viaggio verso la consapevolezza autoattivata".
Secondo il modello temporale sviluppato da Carl Johan Calleman nel suo The Mayan Calendar and the Transformation of Consciousness, gli anni tra il 2008 e il 2010 saranno il crogiolo in cui emergerà la nuova forma di coscienza umana mentre le vecchie strutture scompariranno.

Naturalmente, questo paradigma profetico è per il momento solo teorico, in attesa che si presentino le condizioni necessarie. Ognuno valuterà da sé la validità di questa ipotesi e la sua capacità di influenzare le nostre azioni. 
Se la prendiamo seriamente, ci troveremo di fronte ad affascinanti paradossi e a sottili sfumature mentre corriamo verso il precipizio. Una scelta fondamentale sarà la fine dell'incubo tecnocratico e la nostra ricollocazione in una comunità rurale ad alto sviluppo, in cui impareremo a produrre il cibo e a riappropriarci di quelle capacità basilari di cui la società moderna ci ha privato. Questa potrebbe essere l'opzione migliore per molte persone, ma per la maggioranza non potrà essere così. 
Secondo Pinchbeck, qualunque azione affrettata e mossa dalla paura ci si ritorcerebbe contro. Tutti coloro che coltivano una visione del futuro hanno l'enorme opportunità, e la responsabilità, di riorientare la coscienza collettiva in questo periodo di transizione. Occorre costruire le future "strutture psicologiche e sociali permanenti", di cui parla Bache, prima che il disastro avvenga. La diffusione di una coscienza più profonda, assieme agli strumenti pratici per sanare la situazione immediata, potrebbero ridurre sensibilmente le ripercussioni distruttive della crisi predetta da Bache e Calleman, da autori di utopie negative come J. G. Ballard e Cormac McCarthy, e molti altri.

Nonostante i suoi minacciosi aspetti materiali, la base di questa transizione tra due età del mondo è la nostra realtà psichica. Se è vero che la mente e la materia diventano sempre più compenetrate avvicinandoci al cambiamento di era del 2012, saranno il nostro livello di coscienza e la forza dell'intenzione a determinare le conseguenze degli eventi su di noi e sulla scena globale del mondo. Se vediamo questa transizione come una prova iniziatica, sperimenteremo il paradosso di sentirci sempre più rilassati, attenti, sensibili, chiari e compassionevoli mentre gli eventi faranno il loro corso.

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