2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il serpente depone la pelle

Anche se il prestigio degli Stati Uniti si è molto ridotto, la cultura popolare americana continua a essere una forza globale. Un rinnovamento dell'impulso dato dal Trascendentalismo potrebbe indurre una rivoluzione spirituale all'interno della società americana. Se ciò accadesse, lo straordinario potere dei media (che oggi agiscono soprattutto da strumento di controllo, mantenendo la coscienza di massa alle basse frequenze del materialismo ansioso) potrebbe venire ridirezionato in una forza super-efficiente di cambiamento positivo. E ciò potrebbe accadere attraverso i media già esistenti o attraverso la creazione di nuovi portali in internet, nella televisione interattiva e così via.

Una campagna abilmente condotta potrebbe far conoscere e promuovere il movimento dei verdi, un approccio "fai da te" alla soluzione dei problemi, il pacifismo e lo sviluppo spirituale come nuova tendenza. Un'informazione ridirezionata potrebbe decondizionare grandi masse di persone dai sistemi di credenze arcaici e dalle ideologie manipolative, educandole su argomenti che vadano dalla permacoltura alla metafisica. Altrettanto essenziali la pratica della soluzione dei conflitti e della non violenza perché, mentre gli attuali paradigmi crollano, numerosi segmenti della società potrebbero cedere alla tentazione di regredire a espressioni violente della frustrazione. Come scrive Thomas Hartmann in The Last Hours of Ancient Sunlight, ciò che in ultima analisi tiene assieme la nostra società sono le "calorie a basso prezzo". Se incominciassero a scarseggiare a causa di un impoverimento delle risorse, lo stato d'animo collettivo ne risentirebbe certamente. Il nuovo paradigma dell'informazione dovrà essere positivo e proattivo, capace di promuovere la compassione, la pazienza e una solida fiducia in un futuro giusto ed equo, una volta che sarà completata la transizione. Se invece l'informazione continuerà a diffondere in tutto il pianeta il messaggio opposto, i risultati saranno catastrofici.

Il potenziale di interconnessione sociale rappresentato da internet non è stato ancora compreso pienamente, ma potrebbe invece costituire la base di un nuovo paradigma sociale e una infrastruttura collaborativa, con l'obiettivo della distribuzione delle risorse e dell'impiego della forza lavoro in un momento di crisi. Tale sviluppo esige una ristrutturazione della logica operativa dei movimenti progressisti, passando dall'opposizione contro l'attuale status quo alla creazione di una nuova struttura istituzionale, aperta all'imminente cambiamento della cultura planetaria. La tecnologia consente già l'utilizzo di un network globale e invisibile che integra profili ad uso dell'utente, inter-operabilità dei dati e standard aperti. Questo network consentirebbe a organizzazioni e a realtà economiche che condividono gli stessi interessi di scambiarsi informazioni a livello ancora più profondo, incoraggiando la trasparenza, dando potere agli individui più che alle corporation, e supportando il rapido sviluppo delle comunità locali e virtuali basato sulla condivisione delle risorse e degli interessi comuni, e di altre affinità.

In questo modo, l'efficace riorientamento delle tecnologie più avanzate svolgerà un ruolo essenziale nel processo di transizione, assieme al ruolo altrettanto importante delle antiche saggezze. Ci troviamo, per usare un'espressione di Ken Wilber, in una sorta di "flatlandia postmoderna" in cui le "gerarchie naturali", fondate sul riconoscimento delle capacità diverse ma complementari, sono state cancellate. Per risolvere questo complesso problema potremmo reintrodurre alcuni elementi delle tecniche rituali e degli strumenti decisionali delle culture native, portandole nelle istituzioni e nei quadri dirigenziali postmoderni. I principi e la saggezza organizzativi che hanno consentito alle popolazioni native di prosperare in un rapporto sostenibile con il mondo naturale per migliaia e decine di migliaia di anni costituiscono una straordinaria eredità per noi moderni, che abbiamo perso il giusto rapporto con il mondo naturale e con i nostri simili, e che siamo di fronte alla sfida di riallacciare questi rapporti perduti. Ma, indipendentemente dalla bontà delle nostre intenzioni, non ci riusciremo senza la guida dei detentori della saggezza presenti e passati.

Poiché l'attuale transizione richiede il recupero degli aspetti sciamanici e psichici dell'essere, si potrebbero creare dei programmi (cerimonie globali) per la riscoperta delle capacità latenti della mente e riparare così i danni prodotti dalla civiltà industriale. Anche in questo campo la vivente saggezza delle popolazioni native si potrebbe rivelare inestimabile. Come un tempo abbiamo imparato a usare l'elettricità, impareremo a padroneggiare le dimensioni sottili delle energie psichiche e a usarne il potere per trasformare la terra. Dalle culture indigene potremo imparare a utilizzare i rituali e la trance per concentrare l'energia psichica, interagendo con le forze naturali per intervenire sulle condizioni climatiche e alleviare la sofferenza. L'attuale, grave crisi ecologica potrebbe spingere l'umanità a fare un salto quantico in un modo di essere psichico che unisce la sperimentazione scientifica alla partecipazione mistica sciamanica, creando così una nuova forma di impegno.

Più entreremo nella trasformazione e più possiamo aspettarci che la nuova realtà assuma forme sempre meno familiari, appartenenti alla dimensione del nuovo. Diventando sempre più tangibile la "realtà della psiche", lo sviluppo delle future tecnologie potrebbe richiedere l'intervento della coscienza a un livello più profondo di intenzionalità. La proliferazione di metodi di guarigione antichi e alternativi, basati sulle energie sottili (ch'i, prana, correnti eteriche e così via) potrebbe puntare verso espressioni della coscienza associate in futuro ad applicazioni tecniche. L'escathon, o "singolarità", teorizzato da Terence McKenna potrebbe costituire il futuro incontro della mente, della meccanica quantistica e delle tecnologie materiali. La capacità di realizzare questo potenziale può dipendere dal livello di disciplina mentale e di intensità psichica che svilupperemo durante la fase precedente al cambiamento. Nelle parole di Nietzsche: l'azione crea l'agente, come se fosse in attesa dietro il pensiero.

Infine, utilissimo sarà un approccio tantrico alla trasformazione planetaria: un approccio collaborativo invece che competitivo, di inclusione invece che di esclusione. La mano aperta, che offre amicizia e riconciliazione pacifica, sostituirà il pugno chiuso, simbolo dell'attivismo politico degli anni '60.
Possiamo immaginare il passaggio tra le due ere come un serpente che si spoglia della vecchia pelle: mentre le nuove scaglie si stanno formando, la vecchia pelle deve continuare a essere funzionale, altrimenti il serpente non può sopravvivere. Mentre la vecchia pelle della nostra civiltà e i modelli mentali che la accompagnano sembrano logorarsi sempre di più, il vecchio sistema deve rimanere funzionante abbastanza a lungo per consentire alla nuova forma di coscienza e alle strutture esterne di svilupparsi contemporaneamente. 
Se sarà la coscienza universale a guidare il processo, il successo è assicurato.

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