2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Apriamo il nostro cuore e la nostra mente alla trasformazione

L'atteggiamento interiore richiesto dalla sfida del 2012 evoca la filosofia del tantra, secondo la definizione di Georg Feuerstein:
"La formula 'samsara uguale nirvana' implica un cambiamento cognitivo globale, grazie al quale il mondo fenomenico è reso trasparente da una saggezza superiore. Le cose non vengono più viste come separate, come se fossero isole indipendenti, ma tutto è visto nella sua totalità, compreso come una totalità e vissuto come una totalità. Le differenze non sono che variazioni o manifestazioni di un unico Essere".
Nella visione tantrica, che fonde le tecniche dell'alchimia e dello sciamanismo con la filosofia non duale del Vedanta e del buddhismo, la realtà è il nostro modo di percepire le cose, sebbene sembri il contrario. Se il samsara è il nirvana, allora tutto accade come dovrebbe accadere.

Attraverso le tecniche tantriche, il praticante riconosce qualunque "altro", che sia un cadavere cremato o una meravigliosa dakini, come un aspetto del Sé. Con questa visione scopriamo che non esiste nessun problema, nessuna crisi che richieda risposte ansiose e urgenti. Anzi, le reazioni dettate dalla paura non possono che esacerbare gli apparenti aspetti negativi della situazione in atto. Il modo migliore per contribuire al processo di trasformazione, per noi stessi e per il mondo, è lo sviluppo di un livello dell'essere privo di giudizio, ansia o proiezioni negative.

La nostra capacità di aiutare il mondo e di guarire i traumi dell'umanità dipende dal lavoro interiore che mira a essere padroni di noi stessi e a sviluppare l'equanimità della mente, o quello che il buddhismo definisce non attaccamento. Il non attaccamento è profondamente e sottilmente diverso dal distacco. Il distacco implica una glaciale insensibilità e una mancanza di emozioni, mentre la persona non attaccata sperimenta appieno la gamma delle sue emozioni, la gioia e il dolore, ma non si identifica con questi stati emotivi. Il cambiamento che ci viene richiesto non è un passaggio freddo e intellettuale a una certa visione "spirituale" o psichica, ma un processo profondamente personale che va incarnato a fondo. Siamo chiamati ad aprire il nostro cuore e la nostra mente alla viva fiamma della trasformazione. Per chi è disposto ad accettare questa sfida, le ricompense saranno molto maggiori dei sacrifici.

Immaginare a poi attuare dei comportamenti temporanei che consentiranno una trasformazione su larga scala della società umana in un periodo di tempo relativamente breve ci mette di fronte ad alcune difficoltà paradossali. Se da un lato "sostenibilità" è diventata una parola di moda, ci manca ancora una strategia per creare una cultura globale davvero sostenibile. Troviamo frammenti di questa strada nel lavoro di molti visionari, ecologisti, economisti radicali e progettisti, ma dobbiamo ancora assemblare queste idee frammentarie in un modello olistico. Qualunque ricerca di soluzioni deve rimanere non programmatica, ovvero aperta al cambiamento e all'indeterminatezza. Mentre la coscienza umana sta compiendo questa trasformazione verso stati mentali più positivi, i nostri sforzi in questa fase di transizione rifletteranno forzatamente le difficoltà e le incertezze di questo processo.

Essendo entrati nella seconda fase del viaggio inziatico incominciato negli anni '60, dobbiamo aspettarci il tipico ciclo di smembramento sciamanico e di morte-e-rinascita spirituale a livello individuale e collettivo, elementi dell'accettazione e dell'integrazione di livelli più profondi della psiche, che Jung chiamava individuazione.
Negli ultimi decenni, i settori della popolazione retti da uno schema mentale regressivo e autoritario (nel tentativo di evitare totalmente il processo di individuazione attraverso sistemi ipocriti di credenze e l'atavico diniego della responsabilità personale) si sono organizzati con efficacia per esercitare un'influenza nociva sull'opinione pubblica e sulla politica.
Al contrario, i settori progressisti continuano a rimanere scoordinati e impotenti, ostacolati da complessi psicologici che sono causa di comportamenti disfunzionali. E' come se, in questo punto del tempo, la sinistra, o almeno gran parte delle sue figure più rappresentative, non avesse ancora risolto la propria crisi d'identità.

Invece di superare le differenze, le organizzazioni non governative, le organizzazioni non profit e quelle parti del mondo economico che ne condividono la visione, per un falso sentimento di "fedeltà" hanno mantenuto un attaccamento emotivo a un'ideologia o a una corrente particolare. Ma ciò va in senso contrario rispetto a un efficace coordinamento delle forze, a un'area di intervento più ampia e a un obiettivo comune. Le campagne progressiste si rivolgono a temi specifici, ma dimenticano la causa principale della malattia. Un atteggiamento più efficace potrebbe risultare dal riferimento alla definizione di Nietzsche del superuomo, che unisce la "mente di Cesare" all' "anima di Cristo".

1 commenti:

Anonimo ha detto...

La piega che sta prendendo questo sito comincia ad annoiare! parliamo di cose che succedono nel mondo e posti concreti non roba zen, new age etc

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails

Cerca nel blog

Ricerca personalizzata

Indice dei post

Indice dei post
Clicca sul libro

Lettori fissi

Visualizzazioni totali