2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Una via tantrica alla trasformazione globale


Mettere in atto comportamenti profondamente ecologici e rituali psichici collettivi, se vogliamo interrompere la nostra attuale corsa al suicidio e creare una civiltà planetaria armoniosa e pacifica fondata su una visione non dualistica dell'universo, può sembrare a molti un'ipotesi assai remota. Ma la storia del pensiero umano rivela una straordinaria tendenza per idee che all'inizio sembrano assurde, eccessivamente radicali o al di là della possibilità di comprensione di un certo momento storico, anche se sono proprio queste idee che creano nuove condizioni e trasformano le strutture sociali.

Per esempio, prima del XVIII secolo, pur conoscendo la luce, nessuno poteva immaginare l'uso della corrente elettrica e il suo potenziale di trasformazione del mondo. Una volta imparato a farlo, la civiltà industriale ha cambiato il volto della terra in meno di due secoli, un semplice battito di ciglia nell'arco del tempo evolutivo. Se l'abbiamo fatto una volta possiamo farlo di nuovo, in condizioni diverse, per uno scopo diverso e in un arco temporale ancora più breve.

L'umanità non ha mai vissuto un momento come quello attuale. Il progresso materiale degli ultimi secoli è andato a sbattere contro i confini stessi della biosfera, mettendo a rischio il nostro immediato futuro. Con grande sorpresa per la mente moderna, molte culture native in ogni parte del mondo conoscono l'importanza del momento attuale attraverso i loro miti e le loro profezie, e sanno leggerne il significato profondo. Secondo queste culture viviamo un momento di transizione tra due ere del mondo. Questo cambiamento non riguarda solo dei cambiamenti nel corpo fisico della terra, ma anche una trasformazione della coscienza umana: un momento rigenerativo di morte e rinascita iniziatica che conduce a livelli più alti di manifestazione.


La conoscenza del significato del momento attuale si ritrova nei ricorsi armonici e nelle complessità frattaliche del calendario maya, che il 21 dicembre 2012 completerà il suo Grande Ciclo di 13 baktun. L'età classica dei Maya diede vita a una sofisticata cultura nella penisola messicana dello Yucatàn e in Guatemala, cultura che scomparve misteriosamente nel IX secolo dopo Cristo (ne abbiamo parlato qui). Nonostante i sempre più evidenti difetti della nostra civiltà, molti contemporanei non riescono a credere che una cultura non tecnologica e basata sul mito, come i Maya dell'età classica, abbia sviluppato una diversa forma di conoscenza che per molti aspetti era molto più avanzata della nostra. Studiosi contemporanei al di fuori del mondo accademico hanno avanzato l'ipotesi che i Maya avessero una profonda conoscenza dei modelli ciclici dell'evoluzione umana, collegati ai cicli astronomici. Questa conoscenza è stata accuratamente esaminata nei lavori di John Major Jenkins, Carl Johan Calleman e José Arguelles.

Nei due libri di Daniel Pinchbeck, Breaking Open the Head e 2012: The Return of Quetzacoatl, lo studioso ha cercato di mettere assieme tutte le tessere del puzzle che dimostra che il mondo moderno è stato costruito da una "razionalità irrazionale", un empirismo riduttivo che ha richiesto una totale soppressione della dimensione psichica, intuitiva e sciamanica degli esseri umani.
Anche se la civiltà primitiva e le culture sciamaniche non avrebbero mai potuto creare i telefoni cellulari e gli iPod, avevano un rapporto olistico e di partecipazione mistica con l'universo, riassunto nel motto alchemico "come in alto, così in basso". Materializzarono le loro conoscenze in strutture monumentali come le piramidi maya e i cerchi di dolmen in Inghilterra, che fungevano da perfetti strumenti astronomici e da luoghi rituali. Utilizzavano gli stati non ordinari di coscienza, raggiunti attraverso le piante psichedeliche e altri mezzi, applicandole alla scienza sciamanica.

Mentre larghe fasce di popolazione in India e in Cina conoscevano per la prima volta le comodità materiali dell'Occidente, in Europa e negli Stati Uniti una piccola élite spostava contemporaneamente il suo interesse sulla sostenibilità ecologica, sulle nuove e antiche alternative alla medicina moderna, e sulle discipline spirituali. Oggi, quarant'anni dopo l'irruzione della coscienza sciamanica nella psiche moderna durante l'era psichedelica degli anni '60, sempre più persone stanno recuperando gli elementi di quelle antiche tradizioni esplorando le pratiche sciamaniche, lo yoga e altri antichi insegnamenti rivolti allo sviluppo di stati intensificati di coscienza. Chi fa parte dell'avanguardia di questo processo di trasformazione si sta accorgendo che i rituali e la saggezza spirituale delle antiche culture fondate sui miti riveste un'importanza sempre maggiore nella loro vita. Siamo entrati in una nuova fase del viaggio iniziatico che è incominciato una generazione fa e abbiamo a nostra disposizione  gli strumenti per evitare gli errori, le incongruenze e le polarizzazioni del passato.

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