2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La vegliarda

L'ultima figura della trinità che compone la sacra entità femminile è probabilmente la più difficile da integrare, eppure è la più importante nel momento della disgregazione e della rinascita. La vegliarda, o la dea nera, è presente in tutte le culture ed è spesso rappresentata come una strega o un'orribile vecchia decrepita, con un enorme calderone ribollente e attorniata da animali notturni. E' Kali la distruttrice, la scrofa Cerridwen che si nutre di cadaveri, la leonessa Sekhmet che esala fuoco, la regina degli avvoltoi Iside, la regina della morte Morgan Le Fay e Persefone regina degli inferi. Per questo è avvolta in un alone di paura ed è collegata all'inverno, alle disgrazie, alla luna nera e agli scenari apocalittici, per ricordarci che la rigenerazione può avvenire solo mediante la distruzione del vecchio.

Oggi, al termine di un ciclo di 26.000 anni, è il buco nero al centro della galassia che ci sta chiamando e la sua vagina è la nube di polvere interstellare, il dark rift. Dobbiamo ricordare che è il nostro sé superiore che si affida a lei per entrare nel processo di trasformazione e che non c'è ritorno.
Come il re deve accettare che il suo destino è la morte, per essere sostituito sul trono dal figlio suo erede, l'amante deve entrare nell'utero sotterraneo, nella caverna della dea nera. Questo mutamento di coscienza viene spesso descritto come la notte oscura dell'anima in cui volgiamo inesplicabilmente verso l'interno, nello spazio dell'introspezione. E' comprensibile che familiari e amici rimangano spesso sorpresi da questo nostro cambiamento, perché in Occidente non siamo più abituati a concedere tempo a questa parte essenziale del ciclo creativo.

Questo momento può venire anche visto come un episodio di depressione e ci viene prescritta qualche "pillola della felicità" per uscire dalle tenebre e ritornare alla vita normale e al lavoro. Al contrario, tutte le antiche culture sapevano che il lavoro interiore della discesa nel mondo sotterraneo è essenziale non solo per la vita dell'individuo, ma di tutto il gruppo sociale. Tutti venivano incoraggiati a incontrare la dea nera attraverso pratiche come la ricerca della visione, il vagabondaggio nella natura e, per le donne, la meditazione durante le mestruazioni.

Nel buio della sua caverna, e con il suo calderone infuocato, la dea aiuta l'amante a smantellare le storie create attorno alla propria immagine per fargli scoprire il vero scopo della creazione e la saggezza che ne deriva. Questa parte del viaggio non è facile, perché spesso siamo troppo attaccati al mondo che abbiamo creato e alle storie che ci raccontiamo su noi stessi. Consideriamo i metodi della vegliarda orribili e spietati, perché come un avvoltoio ci strappa la carne e i visceri rappresentati dalle storie su noi stessi e ci cuoce al fuoco del suo calderone. Ma il suo unico scopo è quello di farci raggiungere i luoghi oscuri della nostra psiche, dove si annidano la colpa e la paura che ci impediscono di amarci totalmente e, con l'aiuto del nostro amante interiore, abbracciare tutte le parti di noi che prima rifiutavamo. Riaccogliendo nel cuore tutti gli aspetti rifiutati di noi stessi, la nostra luce interiore e il ka acquistano forza e potere.

A dispetto della nostra coscienza superiore, il piccolo sé metterà in atto ogni sorta di trucchi per tenersi stretto agli ultimi residui del mondo morente, senza riconoscere l'immenso amore che la dea nera ci offre nel suo desiderio di aiutarci a riconoscerci nella nostra vera luce. Ciò che noi consideriamo morte, la dea lo vede come un rinascere alla luce.
Alla fine sarà l'amore della dea a prevalere e scopriremo nei nostri cuori il nostro profondo amore per lei, perché anche lei è una parte di noi, e proveremo la pace del saggio che si immerge nelle calde acque della grande madre. Poi decideremo di gettare di nuovo la lenza nel suo immenso oceano di possibilità per creare di nuovo.

LA VITA DAVANTI A NOI
Ci troviamo in uno dei periodi più creativi della storia della terra, in cui il futuro si apre su miriadi di possibilità. Abbiamo la responsabilità di amare, accettare e integrare nel nostro cuore, il nostro fuoco eterno, tutti gli aspetti di noi stessi per produrre l'energia e la luce necessarie per viaggiare nel vuoto e in tutte le sue potenzialità multidimensionali. Il cuore della grande madre ci aspetta, l'intuizione ci guida e il nostro amante interiore è pronto. Tutto ciò che dobbiamo fare è ricordare il motivo per cui siamo qui.

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