2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Iside e il centro galattico: il cielo ai tempi degli Egizi

Abbiamo concluso il post precedente anticipando una possibile teoria messa a punto dall'astrofisico Paul La Violette che potrebbe spiegare la simbologia egizia di Iside inserita al centro della galassia. Vediamola nel dettaglio.
Secondo La Violette, l'area al centro della nostra grande galassia a spirale entra periodicamente in attività, letteralmente esplodendo. E' ciò che l'astronomia chiama galassia Seyfert, o quasar, da cui nel periodo di attività esplosiva irradia una continua trasmissione di raggi Gamma, impulsi elettromagnetici, polvere interstellare e altri elementi. Tutto ciò che compone la nostra galassia, comprese le stelle, i pianeti, le nebulose e le comete, è il prodotto di queste forze che si sprigionano dal centro. Nel 1992, la sonda della NASA Ulysses rilevò che la maggior parte dell'energia presente nello spazio deriva direttamente da questa sorgente.

Tutte le galassie attraversano queste fasi di attività esplosiva. La Violette calcola che l'ultimo periodo di attività della nostra galassia risale a 13.000 anni fa e che l'esplosione durò circa 1.000 anni. Dal punto di osservazione terrestre, questa immensa emissione di luce doveva apparire come un gigantesco occhio nel cielo tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione. Oltre che come un occhio, questa gigantesca esplosione galattica appariva ai nostri antenati come un utero. Lo spettacolo di un utero galattico che per migliaia di anni illuminò il cielo notturno può essere all'origine del mito di Iside. In quanto madre della creazione, fu durante questa fase esplosiva che Iside rivelò il suo volto. Al termine di questa intensissima fase luminosa, il centro galattico tornò allo stato quiescente e Iside ritornò a essere la nera dea velata, il cui volto ci è di nuovo nascosto.

Uno dei più profondi segreti degli antichi alchimisti

era la conoscenza della precessione degli equinozi. Lo zodiaco venne ideato per rappresentare il grande ciclo precessionale di 26.000 anni. Sorprendentemente, le perforazioni effettuate in Groenlandia da La Violette negli strati di ghiaccio più profondi hanno rivelato che le fasi esplosive del centro della galassia avvengono a intervalli di 26.000 anni. Forse, a causa di meccanismi ancora sconosciuti, la rotazione completa dell'asse terrestre coincide con i ritmi della periodica attività galattica.
La Terra e il sistema solare si trovano a circa 26.000 anni luce dal centro della galassia. Quando è in stato quiescente non possiamo vederlo. Tra questo centro e noi, che occupiamo un punto periferico nella spirale galattica, si interpongono 26.000 anni luce di materia, stelle e polvere interstellare. Il centro è migliaia di volte più luminoso di qualunque altra parte della galassia, ma le nubi di polvere interstellare lo nascondono alla nostra vista. Tra il nostro pianeta e il centro della creazione si stende il nero velo di Iside.

Come abbiamo visto nel post precedente, l'iscrizione nel tempio di Sais proclama che il frutto di Iside è il Sole, la nostra stella formatasi dalla materia emessa dall'infuocata fornace galattica al centro della creazione. Possiamo realmente dire che tutto ciò che esiste, la natura, gli esseri umani e persino la coscienza umana, è stato prodotto da questo utero galattico. Raffigurato nella de Iside, il centro galattico è la grande madre, l'energia creatrice femminile da cui tutto nasce, l'utero gravido che dà continuamente nascita a milioni di Horus, le stelle che splendono nel suo corpo celeste. Questa conoscenza del fuoco interiore e dei gas compressi della creazione, bruciati e trasmutati nel crogiolo del suo utero, è al centro della scienza alchemica occidentale e uno dei principali segreti dell'antica scienza sacra degli Egizi.

1 commenti:

Missy ha detto...

Ecco perchè avremo due Soli, perchè il Grande Sole Invisibile, il Sole Nero appunto, si illuminerà per mille anni e avremo due Soli e le tenebre non esisteranno più, almeno per mille anni, durata del regno Millenario di pace, promesso da Gesù Cristo, duemila anni or sono, dopo di che le tenebre torneranno all'attacco, ma perderanno per sempre e saranno distrutte.

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