2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Iside e Horus come metafore dell'universo. Le somiglianze con Maria e Gesù

Molto tempo fa, nei giorni perduti di Al Khem, a Sais sorgeva un tempio dedicato a Iside. Sull'altare del tempio erano incise le seguenti parole:

"Io sono colei che ha separato il cielo dalla terra. Io ho insegnato all'umanità i misteri. 
Io ho indicato la via verso le stelle. Io ho stabilito il corso del sole e della luna. 
Io sono la regina dei fiumi, dei venti e del mare. Io ho unito gli uomini e le donne.
 Io ho dato le leggi all'umanità e ho ordinato ciò che nessuno può alterare. 
Io ho reso la giustizia più potente dell'argento e dell'oro. 
Io ho fatto in modo che la verità sia considerata bella. Io sono colei 
che viene chiamata la dea delle donne.
Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà; nessun mortale ha mai sollevato il mio velo. 
Il frutto a cui ho dato nascita è il sole".

- Iscrizione nel Tempio di Iside a Sais -

Per gli antichi Egizi, il centro della galassia era simboleggiato dalla grande dea Iside, nell'aspetto di madre della creazione. Era la prima materia e l'utero nascosto di tutto ciò che esiste. Rappresentava la sorgente dei raggi cosmici, della polvere interstellare e di altri elementi rari che la scienza ha scoperto scaturire dal centro della galassia.
L'immensa forza gravitazionale di questo centro produce una galassia a spirale in cui la terra è una minuscola girandola. Questo vortice di stelle è continuamente creato dal centro galattico e vi ruota attorno. I due grandi bracci della Via Lattea sono composti di polvere e particelle emesse dal centro della galassia. Questo centro è così immenso che le sue dimensioni superano un milione di volte quelle del Sole.

Uno dei segreti dell'antico Egitto è l'esistenza di un sole segreto al centro della galassia, oltre a quello che noi vediamo. Nel linguaggio alchemico, il centro della galassia viene anche chiamato il sole nero, il sole nascosto o il sole invisibile. E' il sole segreto dell'eterno femminino, la soror mystica.
Gli antichi Egizi consideravano Iside la creatrice di tutte le cose e credevano di tutto cuore all'affermazione incisa più di 3.000 anni fa nel suo tempio a Sais:

"Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà... Il frutto a cui ho dato nascita è il sole".


Letta attraverso il pensiero simbolico questa affermazione, e l'immagine stessa di Iside, contengono infiniti livelli di conoscenza, nascosti ai nostri occhi non allenati.

Il figlio di Iside e del suo consorte Osiride è il divino Horus, raffigurato anche mentre la dea lo allatta al suo seno. Horus simboleggia il sole che splende nel cielo. Attraverso questa semplice metafora, il mito egizio ci dice che Iside, il centro della galassia, diede nascita al nostro sole splendente.
Horus è tanto il sole che il figlio, e partecipa anche della natura del padre Osiride. L'energia di Horus dentro di noi, risvegliata rafforzata da Iside, diventa la volontà di coronare la grande opera e di ottenere la perfetta illuminazione in questa vita, un processo che il grande studioso di miti egizi Isha Schwaller de Lubicz chiama "superevoluzione volontaria".


Secoli dopo, il mito di Iside, Osiride e Horus venne riplasmato dai cristiani nella vergine Maria che dà alla luce un bambino salvatore dell'umanità. Attraverso le figure della vergine Maria e di suo figlio Gesù, il mito della grande madre che genera un figlio di luce rinasce in epoca moderna. Questo rimodellamento in nuove espressioni simboliche delle figure mitiche egizie è uno degli aspetti più affascinanti del cristianesimo.
Quando gli insegnamenti dell'antico Egitto, terra di nascita dell'alchimia, si diffusero in tutta Europa, i miti e i simboli della grande dea Iside presero la forma della madonna nera. Nella sua opera principale, Il mistero delle cattedrali, il misterioso alchimista francese Fulcanelli scrive:
"Un tempo, le stanze sotterranee dei templi custodivano le statue di Iside che, a partire dall'introduzione del cristianesimo in Gallia, divennero le madonne nere a cui ancora oggi il popolo tributa una venerazione tutta particolare".
Prosegue spiegando che le vergini nere rappresentano, nella simbologia ermetica, "la terra prima, che l'artista deve prendere a soggetto della grande opera.

Spesso le madonne nere venivano ricavate da rocce vulcaniche, eruttate dalle profondità della terra. Rappresentano quindi la materia prima, la sostanza originaria su cui si innestano tutte le trasmutazioni alchemiche. Le madonne nere nascono insomma dalla stessa materia primordiale del nostro pianeta. Il bambino Gesù che tengono in braccia è Horus, il figlio di Iside e Osiride. Così, al centro dei misteri della tradizione cristiana troviamo la rappresentazione del centro della galassia che dà alla luce il Sole.

Ma che cosa significa che Iside dà alla luce un figlio che è il sole? E' evidente gli Egizi conoscevano la cosmologia del nostro universo meglio di noi.
Nel suo libro Beyond the Big Bang, l'astrofisico Paul La Violette esamina i dati raccolti dalla NASA, dal telescopio orbitante Hubble e da centinaia di altre fonti elaborando una nuova teoria sulla natura del nostro Sole e della galassia.
Se questa teoria è corretta, può spiegare la simbologia egizia di Iside inserita al centro della galassia. Nel prossimo post analizzeremo nel dettaglio gli studi di La Violette.

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