2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Pre-morte: le profezie di Dannion Brinkley

Il 17 settembre 1975Dannion Brinkley stava parlando al telefono durante un temporale. Un fulmine colpì la linea telefonica scaricandogli migliaia di volt in tutto il corpo e scagliandolo contro il soffitto. Il cuore si fermò e al pronto soccorso lo dichiararono morto. Venne stilato il certificato di morte, lo coprirono con un lenzuolo e lo stavano portando all'obitorio... quando si risvegliò. 
Era rimasto clinicamente morto per 28 minuti
A quel tempo, si trattò della più lunga esperienza di pre-morte clinicamente documentata. 

In seguito, Brinkley riferì di avere percorso un tunnel e di essere uscito in una luce abbagliante, dove venne accolto da un'entità argentea e dove fece un autoesame della propria vita. Quindi venne condotto alla presenza di altre 13 entità che gli presentarono 300 scene del futuro, compreso lo scoppio alla centrale di Cernobyl, il crollo dell'Unione Sovietica, la Guerra del golfo e i cambiamenti climatici del pianeta
Dei 117 eventi che gli erano stati mostrati, 100 divennero realtà entro il 2000. In riferimento ai 17 che mancavano, Brinkley disse che
 "tra il 2004 e il 2014, e ancora più precisamente tra il 2011 e il 2012 si sarebbe verificato il ritorno di un sistema energetico già verificatosi molto tempo fa, culminante nello spostamento del polo magnetico della Terra tra il 2012 e il 2014". 
Ciò avrebbe offerto all'umanità l'occasione spirituale di elevare il proprio livello di coscienza.

I fratelli McKenna e il 2012

Ayahuasca
Nel 1971, i fratelli Terence e Dennis McKenna si recarono nella remota foresta pluviale dell'Ecuador per provare una bevanda sciamanica, a quei tempi nota solo a pochi antropologi. Oggi è conosciuta come ayahuasca, dal nome della liana che ne costituisce il principale ingrediente. Dopo una prolungata esperienza di "contatti", i due fratelli ritornarono negli Stati Uniti e Terence iniziò a esaminare le intuizioni che aveva avuto in Ecuador. Scoprì che un antico oracolo cinese, l'I-Ching, conteneva un' "onda di rinnovamento" riferita a un'accelerazione dell'universo verso un punto di massimo rinnovamento in cui il tempo finirà.

Sappiamo, come discusso in questo post, che l'I-Ching è un sistema di 64 esagrammi, ognuno dei quali composto dalla combinazione di sei linee yin (spezzate) e yang (intere), le due polarità corrispondenti al positivo e negativo, e al maschile e femminile. La sequenza completa è formata da 384 linee. Un complesso procedimento matematico per trasformare in grafico l'originaria sequenza del re Wen consentì a Terence McKenna di studiare i momenti di "aumentato rinnovamento" e le "linee di tendenza" (eventi già accaduti in passato).

Iside e l'Albero della Vita: riflessioni sull'allineamento galattico e sulla via del ritorno della Qabbala (Parte 2)

Unben-et ah der senekh
Io nasco come luce che respinge le tenebre
L'immagine con cui abbiamo chiuso il precedente post, quella dei kelipoth che secondo la tradizione qabbalistica oscurarono la luce e la saggezza della sorgente primordiale, ha un perfetto parallelismo nel concetto indotibetano dei klesha, che sono all'origine della sofferenza umana. I klesha, contaminazioni emotive o "veleni", ci tengono legati al ciclo infinito di morte e rinascita. Come nuvole tempestose che turbinano nel cielo oscurando la radiosa luce del sole, i klesha dell'ignoranza/illusione, rabbia/aggressività, desiderio/attaccamento, orgoglio/arroganza e invidia/gelosia oscurano l'innata luminosità della mente. Per raggiungere l'illuminazione occorre ripulire la mente da queste contaminazioni, trasformandole nelle qualità illuminate dello spazio, della chiarezza, del discernimento, dell'equanimità e della "saggezza che comprende tutte le cose". Attraverso questo processo trasformatore il velo si solleva e ci troviamo faccia a faccia con la nostra vera natura.

In realtà, siamo esseri eterni. Siamo riflessi del divino, rappresentazione frattalica e specchio della divina sorgente. In quanto semi di pura luce e dell'energia della Shakti/Shekhina, siamo la divinità nel processo di riconoscere se stessa. Siamo dèi/dee incarnati, un'emanazione materializzata e cristallizzata e un'incarnazione della nostra progenitrice divina, la proiezione esteriore della pienezza divina (Shekhina) nella dimensione fisica (Malkhut). Siamo sfaccettature irripetibili dell'immagine globale di un universo interconnesso in perenne evoluzione. Avvolti dai veli del kharma, dagli involucri delle kelipoth, abbiamo dimenticato la nostra eredità divina. Ma, aprendo la porta su questa antica saggezza, possediamo il potenziale per questa grande trasformazione.

Iside e l'Albero della Vita: riflessioni sull'allineamento galattico e sulla via del ritorno della Qabbala (Parte 1)

Auset, nehas em her ab un
Iside, risvegliati nei nostri cuori
A-un akh-akh- ar-et pafi [e]mtun ami ari Kheperu ar Hru
Apri la camera delle stelle per guidare la nostra trasformazione in Horus

La figura in alto riporta una bellissima preghiera del papiro di Ani in cui gli adepti supplicano Iside, madre universale e depositaria dei sacri misteri, di risvegliarsi nel loro cuore e di aprire la camera delle stelle. Da una prospettiva simbolica la camera delle stelle, o trono di Iside, è la Via Lattea e il centro galattico. A un altro livello corrisponde alla ghiandola pineale e all'occhio della gnosi (la conoscenza diretta) dell'alchimia taoista (scopri il ruolo che ha la ghiandola pineale nell'evoluzione umana). Nella tradizione tantrica indo-tibetana è il terzo occhio, l'occhio della saggezza o della dakini. E' l'occhio interiore segreto che vede durante i sogni e le visioni, che vede al di là dei veli della realtà materiale.

Nella tradizione qabbalista, la camera delle stelle è la sefirah nascosta, Da'at, la conoscenza contenuta nel pilastro centrale dell'Albero della Vita, simbolo dell'asse del mondo. Da'at è il ricettacolo dell'energia della Shakti/Shekhina che scende dalle tre prime sefiroth: Keter, la corona di Dio, pura e assoluta essenza; Hokhmah, la saggezza, la gnosi intuitiva istantanea; e Binah, la comprensione, l'intelligenza creatrice. Come una radiosa corona di luce attorno alla testa, questa trinità di sefiroth canalizza la luce divina nel centro pineale/camera delle stelle. Comunque venga chiamata (Da'at, centro pineale, camera delle stelle) è la porta all'unione della Shakti e di Shiva, della Shekinah e dell'Uno Santo, sia egli benedetto, dell'umano e del divino. Quando entriamo nella camera delle stelle, il velo si squarcia e incontriamo la grande dea Iside in tutto il splendore, faccia a faccia con la sua divina realtà.

Il dinamismo cosmico e il frattale armonico: Iside, Ophiuchus, la Terra e la Luna

Tanto Iside che la vergine Maria sono associate alla Luna. Come vedremo, ci sono interessanti analogie tra il ciclo lunare e i grandi cicli galattici. Molte scuole alchemiche europee utilizzavano il calendario lunare di tredici mesi. Questo calendario creò un tredicesimo segno zodiacale, Ophiuchus, il Serpentario (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui). Situato in perfetta corrispondenza del centro galattico, tra lo Scorpione e il Sagittario, Ophiuhcus era il segno segreto degli alchimisti. La riuscita delle operazioni alchemiche dipendeva dalla qualità del momento in cui l'operazione veniva effettuata. Ophiuchus, il centro della galassia, il sole nascosto e il segno segreto dello zodiaco occulto determinavano questa qualità del tempo.

E' interessante notare che, per i primi cristiani, Maria Maddalena era il tredicesimo apostolo. Da un punto di vista simbolico rappresenta l'Iside segreta, il tredicesimo segno, il centro galattico e la forza creatrice invisibile ai nostri occhi. Questo misterioso segno zodiacale scomparve con l'avvento del calendario solare romano di dodici mesi. Il calendario solare sostituì rapidamente l'antico calendario lunare/galattico, inaugurando l'epoca moderna della tecnologia e delle macchine.

Iside e il centro galattico: il cielo ai tempi degli Egizi

Abbiamo concluso il post precedente anticipando una possibile teoria messa a punto dall'astrofisico Paul La Violette che potrebbe spiegare la simbologia egizia di Iside inserita al centro della galassia. Vediamola nel dettaglio.
Secondo La Violette, l'area al centro della nostra grande galassia a spirale entra periodicamente in attività, letteralmente esplodendo. E' ciò che l'astronomia chiama galassia Seyfert, o quasar, da cui nel periodo di attività esplosiva irradia una continua trasmissione di raggi Gamma, impulsi elettromagnetici, polvere interstellare e altri elementi. Tutto ciò che compone la nostra galassia, comprese le stelle, i pianeti, le nebulose e le comete, è il prodotto di queste forze che si sprigionano dal centro. Nel 1992, la sonda della NASA Ulysses rilevò che la maggior parte dell'energia presente nello spazio deriva direttamente da questa sorgente.

Tutte le galassie attraversano queste fasi di attività esplosiva. La Violette calcola che l'ultimo periodo di attività della nostra galassia risale a 13.000 anni fa e che l'esplosione durò circa 1.000 anni. Dal punto di osservazione terrestre, questa immensa emissione di luce doveva apparire come un gigantesco occhio nel cielo tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione. Oltre che come un occhio, questa gigantesca esplosione galattica appariva ai nostri antenati come un utero. Lo spettacolo di un utero galattico che per migliaia di anni illuminò il cielo notturno può essere all'origine del mito di Iside. In quanto madre della creazione, fu durante questa fase esplosiva che Iside rivelò il suo volto. Al termine di questa intensissima fase luminosa, il centro galattico tornò allo stato quiescente e Iside ritornò a essere la nera dea velata, il cui volto ci è di nuovo nascosto.

Uno dei più profondi segreti degli antichi alchimisti

Iside e Horus come metafore dell'universo. Le somiglianze con Maria e Gesù

Molto tempo fa, nei giorni perduti di Al Khem, a Sais sorgeva un tempio dedicato a Iside. Sull'altare del tempio erano incise le seguenti parole:

"Io sono colei che ha separato il cielo dalla terra. Io ho insegnato all'umanità i misteri. 
Io ho indicato la via verso le stelle. Io ho stabilito il corso del sole e della luna. 
Io sono la regina dei fiumi, dei venti e del mare. Io ho unito gli uomini e le donne.
 Io ho dato le leggi all'umanità e ho ordinato ciò che nessuno può alterare. 
Io ho reso la giustizia più potente dell'argento e dell'oro. 
Io ho fatto in modo che la verità sia considerata bella. Io sono colei 
che viene chiamata la dea delle donne.
Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà; nessun mortale ha mai sollevato il mio velo. 
Il frutto a cui ho dato nascita è il sole".

- Iscrizione nel Tempio di Iside a Sais -

Per gli antichi Egizi, il centro della galassia era simboleggiato dalla grande dea Iside, nell'aspetto di madre della creazione. Era la prima materia e l'utero nascosto di tutto ciò che esiste. Rappresentava la sorgente dei raggi cosmici, della polvere interstellare e di altri elementi rari che la scienza ha scoperto scaturire dal centro della galassia.
L'immensa forza gravitazionale di questo centro produce una galassia a spirale in cui la terra è una minuscola girandola. Questo vortice di stelle è continuamente creato dal centro galattico e vi ruota attorno. I due grandi bracci della Via Lattea sono composti di polvere e particelle emesse dal centro della galassia. Questo centro è così immenso che le sue dimensioni superano un milione di volte quelle del Sole.

Uno dei segreti dell'antico Egitto è l'esistenza di un sole segreto al centro della galassia, oltre a quello che noi vediamo. Nel linguaggio alchemico, il centro della galassia viene anche chiamato il sole nero, il sole nascosto o il sole invisibile. E' il sole segreto dell'eterno femminino, la soror mystica.
Gli antichi Egizi consideravano Iside la creatrice di tutte le cose e credevano di tutto cuore all'affermazione incisa più di 3.000 anni fa nel suo tempio a Sais:

Il significato del 2012 seguendo la tradizione degli antichi Egizi

Alfabeto Isiaco
Si è scritto molto sul rapporto simbolico tra la data finale del calendario maya e l'allineamento galattico. Sarebbe utile quindi presentare l'allineamento galattico del 2012 da una prospettiva diversa, quella degli insegnamenti simbolici dell'antico Egitto che hanno costituito il fondamento e la forza propulsiva di tutto il misticismo occidentale.

Simboli, miti e metafore hanno la potenzialità di far scattare numerose associazioni e connessioni intuitive in tutti noi. In tutta l'antichità, i simboli vennero utilizzati dalle culture tradizionali del pianeta come parti degli insegnamenti esoterici e iniziatici. I simboli vennero creati per aprire il cuore e la facoltà dell'intuizione, e per indurre la contemplazione e la comprensione intuitiva delle forze che compongono il tessuto esteriore dell'universo e quello interiore dell'essere umano. Era parte integrante del corpus di conoscenza che chiamiamo scienza sacra.

Intrecciando assieme mito, simbolo, scienza e contemplazione, è possibile accedere a una nuova consapevolezza del significato del potere trasformativo dell'allineamento galattico, da un punto di vista individuale e universale.
Il 21 dicembre 2012, la Terra sarà allineata con il Sole e con il centro della galassia. Da un punto di vista simbolico, che cosa può significare? Nei prossimi post inizieremo a svelare alcuni insegnamenti esoterici relativi all'allineamento galattico esaminando alcuni antichi miti egizi e i simboli associati a Iside e al centro della galassia.

La vegliarda

L'ultima figura della trinità che compone la sacra entità femminile è probabilmente la più difficile da integrare, eppure è la più importante nel momento della disgregazione e della rinascita. La vegliarda, o la dea nera, è presente in tutte le culture ed è spesso rappresentata come una strega o un'orribile vecchia decrepita, con un enorme calderone ribollente e attorniata da animali notturni. E' Kali la distruttrice, la scrofa Cerridwen che si nutre di cadaveri, la leonessa Sekhmet che esala fuoco, la regina degli avvoltoi Iside, la regina della morte Morgan Le Fay e Persefone regina degli inferi. Per questo è avvolta in un alone di paura ed è collegata all'inverno, alle disgrazie, alla luna nera e agli scenari apocalittici, per ricordarci che la rigenerazione può avvenire solo mediante la distruzione del vecchio.

Oggi, al termine di un ciclo di 26.000 anni, è il buco nero al centro della galassia che ci sta chiamando e la sua vagina è la nube di polvere interstellare, il dark rift. Dobbiamo ricordare che è il nostro sé superiore che si affida a lei per entrare nel processo di trasformazione e che non c'è ritorno.

La madre

Tra tutti gli archetipi, l'immagine della madre è stata quella che ha subito una minore corruzione nel corso delle epoche, perché tutti apprezzano i doni del nutrimento e dell'abbondanza che ci offre in ogni momento della vita. La madre è l'oceano delle possibilità in cui gettiamo la nostra lenza, il cibo che nutre l'eroe durante il suo viaggio, il trono su cui siede il re, la caverna in cui deve entrare l'amante per conoscere se stesso e le acque che accolgono il saggio al termine della sua ricerca.
Alcuni miti parlano del suo dolore quando il figlio abbandona la casa o si perde, ma l'amore della grande madre è talmente profondo che anche nel suo dolore onora il figlio che si allontana per compiere il proprio destino. Non accade lo stesso a tutti i genitori? Non è la forza dell'amore che incita la madre uccello a spingere i suoi piccoli fuori dal nido, fiduciosa nella loro capacità di spiccare il volo?

L'abbondanza della madre è sempre a nostra disposizione se la avviciniamo con amore, onore e rispetto, qualità che alimentano il suo fuoco. Se invece non riconosciamo i suoi bisogni, le porte sui suoi doni si chiuderanno e saremo costretti a provare il dolore del suo abbandono. E' vitale per il nostro pianeta e in questo momento storico

La vergine

La definizione esatta di questa energia archetipica è "che è completa in se stessa". Questo stato di completezza ci fa capire perché nella mitologia la vergine non è sposata, "non avendo bisogno di un altro per essere intera". La sua bianca veste sottolinea il potere di irradiare autenticità: niente rimane in ombra e tutti gli aspetti di sé vengono accolti in nome dell'amore. Chi incarna l'archetipo della vergine è una minaccia per coloro che esercitano il controllo sugli altri mediante la manipolazione, la colpa, la vergogna e la paura, perché la vergine non tollera la coercizione del ricatto emotivo. Per questo, negli ultimi due millenni, la sua immagine è stata corrotta, dipingendola come una condizione immatura o di privazione delle gioie della vita.

Ma l'influsso della vergine sulla nostra vita non si può cancellare. La vergine è il nostro sé superiore che racchiude l'impronta spirituale che abbiamo scelto di manifestare in questa vita. Il suo maggiore desiderio è che arriviamo ad amare e ad accettare tutti gli aspetti di noi stessi, affinché possiamo irradiare anche noi la pura luce dell'autenticità. La vergine ci parla di questo obiettivo attraverso la sottile voce dell'intuizione, aiutandoci a navigare in sicurezza tra i mulinelli dell'illusione e gli scogli del ristagno. Ci fornisce le linee guida per mantenere il focus sul coronamento del destino della nostra anima, per esempio:
  • Sto agendo per amore o per paura?
  • Il lavoro che svolgo nutre la mia anima?
  • I miei rapporti aiutano la mia anima a crescere?
  • Mi piace il modo in cui vivo?

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