2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il viaggio dell'eroe

Negli ultimi 26.000 anni ci siamo mossi molte volte tra il nostro sé etereo spirituale e il sé corporeo materiale per raggiungere la realizzazione: in essenza, per riconoscerci come divinità. La buona notizia è che non dobbiamo aspettare la fine della vita per sperimentare entrambi i mondi. Andiamo e veniamo tra queste differenti dimensioni ogni volta che entriamo in uno stato onirico, che sia il sogno durante il sonno, la meditazione, il sogno a occhi aperti, le mestruazioni o l'intervallo tra due respiri.

In ognuna di queste situazioni, il nostro vecchio sé passa attraverso una mini-morte, e il cuore e la mente si aprono a nuove ispirazioni. Nonostante la riluttanza di molti ad accettare la morte fisica, il processo di morte e rinascita è un processo naturale e potremmo dire che è semplice come respirare. Una buona associazione è immaginare che la nostra scintilla creativa, la mente, sia come una lenza. Ogni volta che abbandoniamo il conosciuto ed entriamo nello stato di sogno gettiamo la lenza nell'oceano delle possibilità, chiamato anche immaginazione o coscienza collettiva. Questo immenso mondo di conoscenza contiene potenzialità non ancora realizzate, un po' come le parole di questo blog che attendono di prendere vita attraverso la scintilla creativa del lettore.
Riavvolgendo la lenza e osservando la nostra preda, sentiamo il bisogno di esprimere la conoscenza che abbiamo "pescato". In questo momento nasce l'eroe. L'eroe è

il lato maschile del ricercatore, che introduce un'idea nel mondo e la nutre portandola a maturazione. Archetipo diffuso in tutto il mondo, le sue avventure sono al centro dei miti e delle fiabe, e le sue audaci imprese servono da ispirazione agli altri. Al termine delle prove, l'eroe viene incoronato re, festeggia il felice risultato delle sue imprese e si pone orgogliosamente al centro della creazione.

Nonostante si creda il contrario, il coronamento del destino di un'anima richiede molto di più dei successi esteriori. L'energia va trasformata interiormente, in modo che possa venire usata per arricchire la coscienza collettiva.
Perché ciò accada, l'archetipo del re deve trasformarsi in quello dell'amante, che espande la luce nel corpo sottile chiamato ka, il veicolo dell'anima per viaggiare tra i mondi. Senza un solido corpo sottile getteremo la nostra lenza sempre nello stesso punto, credendo che sia la vita ad accadere e di non avere possibilità di scelta. Ma, quando la nostra luce interiore diventa più forte, comprendiamo di avere la possibilità non solo di passare con facilità tra i mondi, ma anche di gettare la lenza molto più lontano e molto più in profondità nell'oceano delle infinite possibilità.

Dotato di sensibilità, compassione e destrezza, l'amante smantella a poco a poco le storie che ha costruito sulla propria immagine, sino a raggiungere l'essenza. Qui, di fronte alla purezza del nucleo in cui tutte le maschere e i veli sono caduti, l'amante abbraccia la pura essenza senza giudizio e con profonda compassione, diffondendo la luce della saggezza che nutre l'anima.
Questo momento di chiarezza e di comunicazione è accompagnato da manifestazioni di gioia, dalla sensazione di essere finalmente arrivati e che finalmente tutto è diventato chiaro. Ora l'amante può trasformarsi in saggio, la controparte eterea del re, e con la comparsa del saggio sperimentiamo varie cose:

  • La fine delle vecchie storie
  • La leggerezza della mente e del cuore
  • La trasformazione dei vecchi modelli di attrazione, con il risultato che un certo tipo di persone o di situazioni semplicemente "scompare" dalla nostra vita
  • La possibilità di scegliere dove gettare la lenza la prossima volta
  • Una maggiore capacità di vedere il quadro completo
  • Il ritorno all'oceano di possibilità della grande madre, al vuoto, al luogo atemporale del nulla

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