2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Trasformare la società nel 2012

Dietro le quinte, centinaia di migliaia di persone stanno cambiando la loro visione della vita e il modo di rapportarsi agli altri. Questi "cambiamenti silenziosi" si stanno facendo strada in tutto il nostro sistema sociale, portandoci verso una rivoluzione pacifica che trasformerà tutto, dalla salute all'educazione.
E' anche troppo facile vedere i problemi del mondo attuale, ma passare a una nuova cosmologia richiede di prendere consapevolezza dei nostri desideri, di concentrarci sulla nostra visione e sulle nostre speranze per il futuro, invece di criticare, di puntare il dito contro le cose sbagliate o di accusare quelli che "si comportano male". L'energia segue il pensiero. Stiamo trasformando in realtà il sogno di un mondo nuovo, perciò dobbiamo coltivare sogni visionari di amore e di pace.

Mentre siamo in bilico tra i vecchi e i nuovi paradigmi, è forte la tentazione di usare l'approccio giudicante della vecchia visione per criticare il sistema attuale. Ma se cadiamo nel giudizio di un sistema, degli altri o di noi stessi, continuiamo ad alimentare il dualismo del vecchio mondo. Da questa posizione di "ho ragione io", non possiamo diventare veri agenti del cambiamento. Solo l'amore selvaggio ci rende liberi.

Arriva il momento in cui dobbiamo dire un "no" definitivo e allontanarci. Arriva il momento di tracciare confini precisi, di trovare la nostra strada, affermare la nostra identità e chiarire la nostra visione. Allora il momento si trasforma in quello della pace, della riconciliazione e dell'integrazione.
Alcuni pensano che il vecchio ordinamento sociale sia diventato così disfunzionale che collasserà spontaneamente, che nel 2012 saremo arrivati al caos e alla disintegrazione e allora... uno stormo di fenici rinascerà dalle ceneri. Altri invece vedono una rivoluzione dolce e pacifica. Gill Edwards crede nella possibilità di impiantare nuove strutture sulle vecchie, favorendo l'integrazione amorevole di tutti i nostri io impauriti e innescando un cambiamento dall'interno.

Per esempio, di recente ha co-fondato un progetto per portare una spiritualità più allargata e un più profondo ecumenismo nella sua chiesa locale. Offrono incontri e riti di gioia, celebrazione e improntati alla creatività, mentre le tradizionali cerimonie domenicali continuano a soddisfare i bisogni di chi continua a trovarsi a proprio agio nella vecchia teologia della caduta/redenzione. Il nostro scopo è l'integrazione e il soddisfacimento dei bisogni di tutti. Questo nuovo progetto è un passo più in là per la loro piccola congregazione che, nell'attuale sete di spiritualità sempre più diffusa, non riusciva ad attrarre che un minuscolo gruppetto di persone. Invece di etichettare il vecchio approccio come cattivo o sbagliato, hanno riconosciuto che andava incontro ai bisogni di alcune persone e che ha una sua forza, ma introdurre cose nuove è servito a introdurre la visione di un futuro più luminoso.

L'accettazione amorevole è un fattore basilare di questo nuovo approccio. Dei genitori non puniscono certo il figlio perché non sa ancora correre o arrampicarsi, e non lo riprendono perché non sa stare ancora in piedi. Allo stesso modo, non dobbiamo criticare quelle parti di noi, rispecchiate negli altri, che rimangono ancora attaccate ai vecchi paradigmi. Sono cattive abitudini che abbiamo sviluppato e assecondato per millenni. Servono l'idea che sforzarsi di essere "buoni" e "giusti" è l'unico modo per sentirci sicuri e per essere amati. Forse il vecchio paradigma ha una saggezza e dei doni da offrirci, se ascoltiamo con cuore aperto. Finché non accetteremo e ameremo ogni parte dei nostri comportamenti, vecchi e nuovi, continueremo a fare resistenza al cambiamento e a rimanere aggrappati alla zattera della teologia caduta/redenzione. Questa teologia ha influito su molti aspetti della nostra società: la medicina allopatica, l'educazione incentrata sull'emisfero sinistro, la colpa e la punizione del nostro sistema legale e penale, le gerarchie fondate sul potere economico, gli abusi sui bambini, la sottomissione della donna e i disastri ecologici. Dobbiamo trovare un delicato equilibrio tra la consapevolezza dei modi in cui la vecchia cosmologia ci controlla, ci limita e ci distorce, e la sua tendenza a farci resistere al cambiamento.

La soluzione è l'amore. Non l'amore assoggettato e condizionato che dice: "Ti amerò se...", ma l'amore incondizionato che dice: "Ti vedo, ti ascolto e ti amo". L'amore selvaggio. L'amore che dice sì a tutto, l'amore che include e abbraccia, e non quello che esclude e rifiuta. L'amore selvaggio risana le vecchie ferite e le vecchie divisioni. Se non ci estendiamo con amore, compassione e comprensione verso quelli che sembrano ancora intrappolati nel vecchio modo di pensare, o se addirittura mettiamo in atto comportamenti distruttivi, continuiamo a giocare al vecchio gioco dei bravi e dei cattivi. Continueremo a rimanere prigionieri della paura e del giudizio. Continueremo a vivere nel vecchio mondo del dualismo.

A livello interiore, uscire da noi con amore riflette un'integrazione dei nostri sé interiori. E' un fattore molto nutritivo. Non possiamo rifiutare o escludere nessuna parte di noi stessi senza pagarne il prezzo, perciò non potremmo mai essere in pace finché non avremo fatto pace con il mondo così com'è in questo momento e con coloro che giudicavamo e che volevamo buttare fuori. Evoluzione e crescita sono la natura stessa della vita. Il mondo non rimane mai immobile e uguale, ma in ogni momento ci sono forze conservatrici che lottano per mantenere lo status quo. Forse queste parti conservatrici di noi svolgono una funzione utile, proteggendoci da cambiamenti troppo rapidi e aiutandoci a chiarire i nostri veri obiettivi. Ognuno di noi è una tessera unica in questo puzzle cosmico e servono tutte le tessere per ottenere il disegno completo.

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