2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Oneness Blessing: il risveglio verso uno stato elevato di coscienza


Alla fine di The Translucent Revolution, Arjuna Ardagh ipotizzava tre possibili scenari per i prossimi anni decisivi, culminanti nel 2012. Il primo, che alcuni ritengono possibile, è la nostra completa estinzione. In questo scenario, i fondamentalisti di tutte le ideologie si scatenano e le loro bombe mettono fine all'umanità e a tutto quanto. Benché non sembri probabile, non possiamo scartare del tutto questa possibilità. Ma la vita riesce sempre a ritrovare l'equilibrio.
Il secondo scenario è quello della crisi estrema. I cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento globale, l'esaurimento dei giacimenti petroliferi e l'estrema disparità economica potrebbero portare al collasso l'attuale organizzazione sociale. L'umanità sopravviverà, ma dovrà affrontare un periodi di gravissima crisi.
Il terzo scenario è quello del miracolo. In qualche modo, e grazie a qualche intervento divino, l'umanità si sveglierà rapidamente, molto rapidamente. Passeremo quasi istantaneamente dal petrolio all'energia alternativa. Questo cambiamento farà richiudere il buco nell'ozono e arresterà il riscaldamento globale, e tutti tireremo un respiro di sollievo. Questa possibilità sembra ridicolmente ottimistica a molti, perché richiederebbe l'intervento di qualcosa di superiore alla coscienza umana.


Poco dopo la pubblicazione del suo libro, Ardagh e sua moglie ricevettero un invito dalla Oneness University, un'organizzazione fondata nell'India del sud. Il fondatore aveva letto il libro e voleva conoscere l'autore. All'inizio Ardagh fece resistenza, anche perché gran parte della sua vita era già stata influenzata da insegnanti e insegnamenti indiani, ma poi finì per accettare.

The Tipping Point: il punto di svolta del 2012

Quanto occorrerà perché il thriller globale di cui abbiamo parlato arrivi all'ultima scena? Quanto tempo abbiamo? Secondo molti ambientalisti lo sfruttamento intensivo delle risorse, i cambiamenti climatici causati dal riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai collocano nel secondo decennio del nuovo millennio il punto in cui non sarà più possibile ignorare questi fatti (per approfondire l'argomento dei cambiamenti climatici consulta questo post).
Secondo Peter Russell, la velocità con cui Internet collega tutto il mondo e il numero sempre maggiore di persone che usano la rete hanno reso il mondo una realtà interconnessa molto prima di qualunque previsione. Russell prevede che nei prossimi anni assisteremo all'emersione di un "cervello globale". Ognuna dei dieci miliardi di cellule del cervello ha la capacità di collegarsi a tutte le altre cellule praticamente all'istante. Osservando la sempre maggiore velocità dei computer e dei collegamenti internet, e la sempre maggiore diffusione di questo mezzo, l'emersione di un cervello globale è davvero una possibilità molto vicina. La coscienza planetaria, dice Russell, sarà fatta di
"miliardi di messaggi che viaggiano continuamente in una rete in continua espansione, unendo miliardi di menti umane in un unico sistema globale".

Il numero di persone toccate da un risveglio radicale, e la profondità di questo risveglio, crescono continuamente. E' come se più peggiora la situazione esterna e più le persone fossero incentivate a risvegliarsi dal sogno della separazione e del desiderio. E' impossibile valutare con precisione il numero di persone traslucide presenti nel mondo odierno. Non si registrano in una lista ma tendono ad agire indipendentemente, più leoni che pecore. Sociologi e visionari come Paul Ray, Barbara Marx Hubbard e Duane Elgin calcolano nell'ordine di milioni le persone che sono state toccate da un risveglio sufficientemente profondo da avere effetti trasformativi durevoli, e questo numero sta crescendo in modo esponenziale. Nella prima parte del prossimo decennio potrebbe raggiungere i 60-70 milioni, l'1,1% dell'intera popolazione mondiale.

Le persone traslucide: chi sono? Che ruolo hanno nella costruzione del nuovo mondo?

Negli ultimi due decenni c'è stata, in ogni parte del mondo, un'esplosione di persone che hanno avuto delle comprensioni dirette, molto simili a quelle del Buddha sotto l'albero della bodhi (di cui abbiamo parlato nel post precedente). La comprensione di non essere soltanto Bill o Andrea o Robert, ma di essere budh: coscienza, consapevolezza, presenza. Può essere una comprensione improvvisa, subito sepolta dalla preoccupazione di dover pagare l'affitto. Può assumere la forma di un'apertura più durevole. Può diventare addirittura il fondamento della vita di tutti i giorni. In definitiva, non importa. Una volta vista la verità, l'allucinazione della separazione è finita. La sudditanza dalle storie seducenti raccontate dalla mente è stata spezzata e qualcosa di più sano, più presente e più stabile ha la possibilità di risplendere attraverso la personalità.

Arjuna Ardagh chiama le persone che hanno sperimentato questa trasformazione "traslucide". Traslucido non significa trasparente. Un oggetto trasparente, per esempio un vetro perfettamente pulito, lascia vedere al di là come se l'oggetto non esistesse. Al contrario, un oggetto opaco come un muro blocca completamente la luce. Un oggetto traslucido lascia passare la luce ma in modo diffuso, conservando la propria forma e la propria struttura. Un cristallo o una scultura di ghiaccio sono traslucidi. Se una scultura di ghiaccio viene illuminata dal sole, vedete la luce che la attraversa e la scultura sembra illuminata dall'interno.

Le persone traslucide sembrano illuminate dall'interno. Sono in contatto con la loro natura profonda che è pace, illimitatezza, libertà e immutabilità, rimanendo nello stesso tempo completamente calati nella loro vita personale. Pensieri, paure e desideri continuano ad andare e venire, e la vita continua a essere costellata di prove, momenti difficili e stress. Ma la storia personale non è più "opaca": riflette qualcosa di più profondo, più luminoso e più stabile che risplende attraverso di essa.

L'insegnamento di Siddhartha: come rispondere ai nostri bisogni?

Benché questo senso di mancanza di cui abbiamo parlato nel precedente post possa essere dovuto a privazioni, la maggior parte degli esseri umani vive un senso di "mancanza psicologica": più soldi, più cose, più potere su più persone, più sesso con più partner in sempre più posizioni. Vogliamo sempre di più. Pensiamo che, in questo modo, prima o poi ci sentiremo soddisfatti. Paul Getty è stato l'uomo più ricco del mondo. Verso la fine della vita, gli venne chiesto: "Mr. Getty, lei ha più denaro di qualunque persona al mondo. Ora le basta?". "Non ancora", rispose Getty. E' sempre così: non basta ancora, non basta mai. Abbiamo imparato a vivere spinti da questo senso di mancanza e quindi a vivere in una continua ansia, una continua preoccupazione.

In ogni epoca, in ogni cultura, pochi individui isolati hanno infranto questa allucinazione, comprendendo che il senso di un "io separato" è una fantasia. Non si tratta di un automiglioramento, di un lavoro su se stessi per diventare persone migliori, più amorevoli e più consce. E' una trasformazione improvvisa e radicale che dalla continua preoccupazione "per me" e la "mia storia" passa alla comprensione dello spazio, della vastità e dell'eternità in cui questa storia si svolge. Una volta corretta questa allucinazione di base, tutto il resto inizia ad andare a posto. I rapporti, per esempio, non sono più tra un "me" e un "non me". Ora guardiamo l'apparenza dell'"altro" e riconosciamo che l'essere dietro quella apparenza è lo stesso di colui che la guarda, solo in forma diversa. Il senso di essere un'entità separata che vuole e desidera cose dall'ambiente inizia a sciogliersi come neve al sole. Al posto di quell'entità separata c'è ora una coscienza, una presenza, un amore incondizionato che non ha bisogno di nulla. Invece di trovarci su questo pianeta per "accumulare cose per me", la vita diventa un flusso di generosità dello spirito. Lo scopo della vita diventa amare senza condizioni, dare senza motivo.


Vi sono sempre stati degli esseri che hanno fatto questo salto identificativo dalla forma all'assenza di forma, dal contenuto al contenitore.

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