2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Lo zodiaco e la mezzanotte zodiacale: l'Età dell'Acquario è lontana

Negli ultimi anni si sono fatti svariati tentativi di associare il calendario maya al ciclo di 26.000 anni della precessione degli equinozi. Prima degli anni '70 nessuno si era occupato di questi studi, perché richiedono di stabilire la posizione del centro della nostra galassia in relazione allo zodiaco. Il centro galattico si trova a circa 24.000 anni luce dalla Terra e non può essere osservato. Lo zodiaco è invece un cerchio osservabile di 13 "disegni" di stelle che corrisponde all'eclittica, ovvero all'orbita percorsa dal Sole, dalla Luna e dai pianeti. (Il cerchio osservabile dell'eclittica non va confuso con i 12 segni astrologici, che sono ripartizioni uniformi e artificiali di questo cerchio). Le stelle che entrano nello zodiaco sono solo il 3% delle stelle della nostra galassia. Attraverso le costellazioni zodiacali, possiamo guardare in direzione del centro della galassia. Negli anni '70, gli astronomi determinarono questa direzione collocandola a 267 gradi dell'eclittica, vicino al pungiglione della coda dello Scorpione. Curiosamente, la punta della freccia della costellazione vicina, il Sagittario, indica nella stessa direzione. L'allineamento del Sole al solstizio d'inverno con questo punto esterno allo zodiaco indica la cosiddetta mezzanotte della precessione zodiacale.

La precessione dello zodiaco è un fenomeno astronomico misurabile. La rotazione dell'asse terrestre (come quella dell'asse di una trottola che si sta fermando) fa sì che la posizione del sole all'equinozio di primavera (21 marzo) scorra all'indietro contro lo sfondo delle stelle di circa 1 grado ogni 72 anni. A causa di questo movimento, nel corso dei secoli l'equinozio di primavera o punto vernale (PV) arretra nella costellazione precedente, in senso antiorario rispetto allo zodiaco. Di qui il termine pre-cessione. Nel corso dell'anno, il Sole passa dall'Ariete al Toro, ai Gemelli e così via. Ma, nel corso dei secoli, l'equinozio di primavera si muove in direzione opposta: dai Gemelli al Toro, all'Ariete e così via. Attualmente il PV si trova nei Pesci, una delle costellazioni più estese dello zodiaco, e si sta muovendo lentamente verso l'anfora dell'Acquario. I parametri di questo passaggio non corrispondono affatto alla fine del Lungo Computo del calendario dei maya.

Alcuni dividono il ciclo completo della precessione in 12 parti chiamate erroneamente "mesi platonici" (Platone non si occupò mai delle ere zodiacali e il suo "Grande Anno" non si riferisce al ciclo della precessione). Utilizzare i 12 segmenti zodiacali di 2.160 anni ognuno (30 x 72) può essere comodo, ma questo modello ignora la realtà del cielo osservato dagli antichi. In realtà nella fascia dello zodiaco vi sono 13 costellazioni, di differente grandezza. Calcolare le età in base allo spostamento del PV in questi schemi irregolari, invece che ricorrere a una serie artificiale di intervalli uniformi, è più vicino al modo in cui gli antichi vedevano il cosmo.

L'Età del Toro è durata dal 4400 al 1850 a.C., e quella dell'Ariete dal 1850 al 120 a.C. Se il confine tra una costellazione e l'altra è abbastanza netto, la data del transito si può calcolare con relativa precisione. Ciò vale per la transizione dall'Ariete ai Pesci nel 120 a.C., ma non per quella tra i Pesci e l'Acquario. L'entrata del PV nella costellazione molto irregolare dell'Acquario non è ancora iniziata e non inizierà prima di altri 800 anni. L'alba dell'Età dell'Acquario è ancora molto lontana dall'orizzonte umano. Non coincide quindi con la fine del calendario maya, ma si estende molto più in là. Anche le precedenti ere zodiacali, quelle del Toro e dell'Ariete, non coincidono con il Lungo Computo. Ciò nonostante, c'è una sorprendente corrispondenza tra il calendario maya e le ere dello zodiaco.

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