2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La tradizione induista, la Grande Corce di Hendaye e l'inizio di una nuova Età dell'Oro

Guardando la figura in alto, immaginate di essere nel punto in cui i due vortici tetraedrici si intersecano all'interno della sfera iperdimensionale. Allontanandosi dal punto centrale verso il margine esterno della sfera, le spirali all'interno dei vortici si espandono diventando più ampie e più lente della spirale precedente. In altre parole, oltrepassando il centro della sfera iperdimensionale, dove le punte dei due vortici si toccano, l'energia si espande.
Poi l'energia continua a espandersi man mano che si avvicina al margine esterno della sfera, fino al punto di massima espansione corrispondente all'equatore della sfera. Quindi inizia di nuovo a condensarsi, il flusso riacquista velocità e la densità cresce di conseguenza. E così via fino a raggiungere di nuovo il margine della sfera iperdimensionale, dove "ricade" andando a costituire la parte superiore del vortice tetraedrico.
Più l'energia scende lungo il vortice verso il punto zero al centro della sfera, più diventa veloce e più si indurisce, raggiungendo la durezza del ferro. E' in questo modo che le forze invisibili quadrimensionali creano la realtà tridimensionale visibile. Il vortice ruota sempre più velocemente fino a comprimersi nel punto in cui non può andare oltre e può soltanto risalire. E' il punto zero al centro della sfera, dove il flusso di energia ricomincia ad espandersi.

L'Età dell'oro è il periodo di tempo che inizia dal punto zero al centro della sfera e continua nel vortice inferiore. Mentre il flusso dell'energia si espande, anche il tempo si allunga. L'intero periodo del Satya yuga, o Età dell'oro, corrisponde all'espandersi dell'energia nel vortice inferiore, al raggiungimento del margine della sfera e alla risalita fino all'equatore.


L'equatore della sfera iperdimensionale è lo spartiacque tra il Satya yuga e il Treta yuga, o tra l'Età dell'oro e l'Età dell'argento. Attraversato l'equatore, l'energia inizia a contrarsi mentre scorre verso il polo nord dell'ipersfera.
L'Età dell'argento, o Treta yuga, si protrae finché l'energia raggiunge il margine superiore della sfera iperdimensionale e ricade all'interno del vortice superiore. Questo momento è lo spartiacque tra il Treta yuga e lo Dvapara yuga, o tra l'Età dell'argento e l'Età del bronzo.
A circa due terzi della discesa dell'energia nel vortice superiore, quando l'energia inizia a ruotare così velocemente da diventare dura come il ferro, inizia l'ultima delle quattro età, il Kali yuga, o Età del ferro. La rotazione continua a guadagnare densità, compressione e velocità più si avvicina al punto zero al centro della sfera. Più si avvicina a questo punto, più diventa incredibilmente veloce, densa e violenta. Solo quando l'energia raggiunge la massima densità, oltre la quale non può comprimersi ulteriormente, ricomincia il moto contrario dell'espansione. L'inversione avviene in un istante. E' qui che avviene il passaggio dal Kali yuga, o Età del ferro, all'Età dell'oro, o Satya yuga. Nella figura in alto questo momento è stato particolarmente evidenziato perché è il più terribile e improvviso.

Ora osservate la forma a clessidra dei due vortici tetraedrici all'interno della sfera iperdimensionale. E' a questo punto che si riferiva Fulcanelli nella citazione che abbiamo incontrato due post fa? Nella mitologia induista, il dio Shiva crea e distrugge il mondo danzando e suonando il dhamaru, un doppio tamburo che ha la stessa forma della clessidra.
Si noti anche la corrispondenza tra la figura e il sistema indiano degli yuga. L'Età dell'oro, che corre dal centro della sfera fino al suo margine e infine all'equatore, è il doppio per estensione dell'Età dell'argento, che si sviluppa dall'equatore fino al margine superiore della sfera. Allo stesso modo, l'estensione dalla sommità del vortice a due terzi del suo percorso, corrispondente all'Età del bronzo, corrisponde alla metà dell'Età dell'argento. Infine, la punta terminale del vortice è solo la metà della lunghezza dell'Età del bronzo.

Noi viviamo nell'Età del ferro, per questo ogni secondo sembra più breve di quello precedente. Per questo ogni anno, ogni mese, ogni giorno ci sembrano sempre più veloci. Nella topologia del tempo, è un effetto facile da comprendere.
Ricordate che, sebbene la distanza coperta sia molto più lunga nell'Età dell'oro che nell'Età del ferro, il numero di anni è identico. Occorrono 6.480 anni per percorrere un'Età dell'oro e 6.480 per percorrere un'Età del ferro, ma la loro percezione è molto diversa. Nell'Età dell'oro, ogni secondo, ogni giorno, ogni mese e ogni anno è percepito come più lungo del precedente giorno, mese o anno. Nell'Età dell'oro il tempo si espande, e non si conoscono l'ansia e la tensione tipiche dell'Età del ferro. E' un paradiso, soprattutto per coloro che sopravvivono al superamento del wormhole, il punto zero al centro della sfera iperdimensionale.
Quindi, il numero di anni indicato nel sistema degli yuga è un tempo simbolico che si riferisce allo scorrere del tempo così come viene percepito. L'Età dell'oro, o Satya yuga, viene percepita di durata molto maggiore dell'Età del ferro, o Kali yuga.

Gli sciamani peruviani dicono che ci stiamo avvicinando al Pacha Cuti, che letteralmente significa "il mondo capovolto". La data è il 2012, lo stesso anno in cui il calendario maya tocca il suo punto terminale. Anche la Croce di Hendaye è esplicita sul fatto che stiamo raggiungendo la fine dell'Età del ferro. E' ipotizzabile che il wormhole al centro dell'ipersfera corrisponda proprio al 2012. La nostra ipersfera sembra contrassgenata da periodici allineamenti del Sole con il centro galattico e dai quattro segni fissi dello zodiaco, fatto che spiega perché la tradizione cristiana si stia preparando per la fine dei tempi.

Sembrerebbe che anche Stanley Kubrick ci abbia parlato della fine del tempo nel suo capolavoro 2001: Odissea nello spazio. Il finale del film ci fa vedere il figlio delle stelle che, dopo avere attraversato il portale del monolito nero, ritorna sulla terra per dare inizio a un nuovo mondo o a una nuova era.
E' attraverso la conoscenza delle quattro età, dei quattro yuga e dei quattro segni fissi dello zodiaco che possiamo comprendere il messaggio che i nostri antenati ci hanno trasmesso. Stiamo per passare attraverso lo stargate, il portale stellare, o wormhole, il punto zero dello spazio iperdimensionale.
Anche la Grande Croce di Hendaye riporta questa conoscenza: la fine del tempo e l'inizio di un'altra Età dell'oro. Questa conoscenza ci aiuta a comprendere meglio anche la natura dell'epoca in cui viviamo e il destino della specie umana.

1 commenti:

Creazioni Emanuela.D ha detto...

chi saprebbe dire cosa puo significare questo: 9X 23Y 328832. scritta apparsa su una pietra nella citta di Santa Rosa, attualmente Bella Union in Uruguay. mi sembrerebbe in tema dei tempi.

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