2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La Grande Croce di Hendaye e la quarta dimensione

Secondo Fulcanelli e la croce di Hendaye, le quattro età alchemiche comprendono i quattro radianti di un ciclo di 25.920 anni corrispondente alla precessione degli equinozi. Essenzialmente, questa precessione è dovuta al fatto che la Terra oscilla attorno al proprio asse.
Come una trottola che si sta fermando, un moto rotatorio completo del suo asse richiede 26.000 anni. Le strane incisioni di quattro lettere A sulla croce di Hendaye (nella figura in alto) è, a parere di Fulcanelli, un geroglifico dell'universo che
"rappresenta i simboli convenzionali del cielo e della terra, dello spirituale e del temporale, del macrocosmo e del microcosmo, a cui sono associati i simboli della redenzione (la croce) e del mondo (il cerchio)".

Fulcanelli sembra dirci che la precessione degli equinozi va divisa in quattro ere di 6.480 anni ognuna (25.920 diviso 4), che si possono arrotondare a 6.500. E' interessante, perché il ciclo zodiacale, che dura appunto 25.920 anni, ha quattro segni fissi: Acquario, Toro, Leone e Scorpione. Questi quattro segni sono separati da un intervallo di 6.500 anni. Il libro di Ezechiele e quello dell'Apocalisse parlano di un angelo con quattro volti: leone (Leone), bue (Toro), uomo (Acquario) e aquila (animale che anticamente simboleggiava lo Scorpione). Secondo Fulcanelli, entrambi questi libri si riferiscono ai quattro quadranti della precessione degli equinozi e ci avvertono di un grande cambiamento all'ingresso in uno di questi quattro segni.

E' noto che stiamo per entrare nell'Età dell'Acquario. La croce di Hendaye e Fulcanelli ci dicono che enormi cambiamenti attendono la terra all'entrata in uno dei quattro segni fissi, cambiamento che possono essere cataclismatici.

Ovviamente, la durata di 6.500 anni assegnata a ognuna delle ere alchemiche è in disaccordo con il sistema indiano degli yuga (di cui abbiamo discusso nel post precedente), ognuno di durata diversa. Ma è nel tentativo di risolvere queste diversità che si rivelano gli aspetti iperdimensionali del tempo.
Secondo la fisica moderna lo spazio quadridimensionale, di cui il tempo è un aspetto, ha la forma di una ipersfera. Una ipersfera è simile a una ciambella, che i fisici chiamano "toro". All'interno di un'ipersfera l'energia si muove come illustrato nella figura a sinistra. Il flusso inizia dal basso, sale verso il cerchio esterno, attraversa l'equatore della figura e continua a salire verso l'alto. Qui ricade all'interno muovendosi a spirale e raggiunge di nuovo il punto più basso, da cui riprende l'espansione verso l'alto. Questo flusso è continuo e in un certo senso infinito.

 L'ipersfera quadrimensionale, o toro, si può anche rappresentare come un ipercubo. Essenzialmente questo ipercubo, chiamato anche "cubo spaziale" e dagli alchimisti "tetragrammaton", è una rappresentazione piana dell'ipersfera.

Gli scienziati, che amano l'andamento lineare, usano la figura dell'ipercubo per aiutarci a capire meglio l'universo multidimensionale che ci circonda. Gli alchimisti preferivano invece le linee curve della natura, perciò in questi post useremo il toro a forma di ciambella, o ipersfera.

Gli alchimisti pensano che attorno a ogni cosa vivente su questa terra ci sia un "corpo" iperdimensionale. Questo corpo o sfera iperdimensionale, che i mistici chiamano corpo di luce, circonda anche ogni stella e pianeta. Ogni oggetto del mondo tridimensionale è un'espressione dello spazio quadridimensionale. Uomini, animali, piante, pianeti e stelle sono i solidi all'interno del flusso di energia quadridimensionale. Come vedremo, anche il tempo si comporta in questo modo.

Per comprendere il funzionamento del tempo occorre conoscere le viscere della sfera iperdimensionale. Con "viscere" si intendono i vortici di energia che scorrono al centro dell'ipersfera. Quando il flusso di energia inizia a disporsi nel vortice che scorre al centro della sfera, assume la forma di un tetraedro.
Il tetraedro è il mattone costitutivo dello spazio tridimensionale e la base di tutti i solidi di Platone. Il tetraedro è la forma più semplice che si può creare nel mondo tridimensionale. E' un solido con quattro facce uguali, ma può venire rappresentato anche come un vortice.
Facciamo una breve digressione sui vortici. Negli Stati Uniti c'è un'area chiamata Tornado Alley che si estende attraverso le grandi pianure, dal Texas ai due Dakota. E' qui che ogni anno si formano i grandi tornado, con spaventosi effetti distruttivi. In genere i tornado iniziano a maggio e durano fino ai primi di agosto.

Conoscere i tornado ci aiuta a capire i vortici e la densità delle forze nell'ipersfera. I tornado (e gli uragani) sono fatti della stessa aria che ci avvolge normalmente. Ma, quando l'aria inizia ad avvitarsi su se stessa, assume una strana solidità. Anche se la sommità in rotazione di un tornado ha già una certa pericolosità, è la rotazione dell'aria vicino al suolo che presenta la pericolosità maggiore. Qui l'aria diventa solida come il ferro. La punta di un tornado può spaccare gli edifici in due, sollevare auto e camion per decine di metri, e scagliare oggetti alla velocità di una pallottola. Con l'aumento della velocità della rotazione, la punta del tornado raggiunge la potenza di 50 motori di locomotiva e la densità dei metalli più duri. Le molecole ruotano così rapidamente da creare una massa davvero poderosa. Questa potenza e questa densità sono prodotte dalla semplice rotazione dell'aria.

Ora ritorniamo al centro del nostro toro iperdimensionale e, applicandovi l'esempio del tornado, possiamo capire il funzionamento dei vortici al suo interno e il dispiegamento del tempo. Quando il flusso di energia entra dalla sommità del vortice corrispondente al tetraedro, inizia a ruotare sempre in modo più rapido e compresso. Scendendo, come in un tornado, la punta inferiore del vortice diventa sempre più "dura". Potremmo dire che è questo indurimento delle forze vorticose che crea la solidità del nostro spazio tridimensionale. Ogni essere umano, pianta e animale, e persino i pianeti e le stelle, sono punte indurite di vortici iperdimensionali in continua rotazione.

Come l'aria, queste forze iperdimensionali sono invisibili e diventano visibili solo quando si coagulano nella punta di un vortice in rotazione. E' attraverso la rapida rotazione dello spazio quadridimensionale che si crea il moto tridimensionale. I mistici di tutte le tradizioni l'hanno sempre saputo e hanno scoperto le dinamiche interne della quarta dimensione nella sua interazione con la terza. La quarta dimensione è la sfera esterna e la terza dimensione è creata dai vortici tetraedrici all'intero della sfera. Gli antichi hanno chiamato lo spazio quadridimensionale "spirito" e lo spazio tridimensionale "materia".

Che cosa ha a che fare tutto questo con il tempo e con la sua topografia? Ricordate la differenza tra le quattro ere della precessione e i quattro yuga indiani? Nel prossimo post, unificando i due sistemi, non solo capiremo la topologia del tempo, ma potremo anche mapparla come hanno fatto gli antichi, comprendendo che siamo dentro il suo flusso.

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