2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il karma del nuovo mondo

Nonostante la fine del Lungo Computo non possa coincidere in termini astronomici con la mezzanotte zodiacale (come abbiamo visto nel post precedente), dal punto di vista dello zodiaco il Lungo Computo può fornirci interessanti informazioni. La fine del tempo secondo il calendario maya non è la fine del Kali yuga, l'era dell'ignoranza, della violenza e della depravazione umana, e nemmeno l'alba dell'Età dell'Acquario, ancora lontanissima nel tempo, ma indica comunque un momento speciale nello schema generale delle ere zodiacali, segnalando forse un punto di svolta critico per la civiltà occidentale. I dolmen europei sono sentinelle di pietra grezza, non lavorata, erette nella preistoria per misurare il tempo celeste. Le stele dell'America centrale sono pietre lavorate e incise con date calendariali in epoca storica (a Izapa attorno al 250 a.C., secondo John Major Jenkins). Si tratta quindi di strumenti diversi che contengono messaggi diversi. Le stele mesoamericane recano un pesante carico di karma storico.

Come tutti i manufatti culturali delle Americhe, il Lungo Computo maya è diverso dai metodi di computo del tempo del vecchio mondo. In Mexico Mystique, uno dei primi libri sul 2012, l'antropologo Frank Waters scrive che il calendario maya-azteco ha un significato solo per le Americhe, in cui è stato ideato. La fine di un'era annunciata per il 2012 può essere un invito al risveglio per l'intero pianeta, ma si rivolge soprattutto al modo di vivere dell'Occidente di cui il maggiore esempio sono gli Stati Uniti.

L'America è attualmente il paese più inquinante del mondo e il primo nello sfruttamento delle risorse naturali, per non parlare degli abietti atteggiamenti imperialistici e affaristici (vanamente mascherati da operazioni mondiali di polizia o da operazioni di diffusione della democrazia) che causano morte e sofferenze a un numero incalcolabile di persone. Il calendario maya-azteco non si può disgiungere da due terribili tragedie del passato: la scomparsa dei Maya dopo il X secolo e l'apocalisse degli Aztechi nel XIII. La rapida scomparsa di un'intera civiltà, o la sua autodistruzione mediante la violenza sacrificale, appartengono alla storia dell'Occidente e corrono il rischio di ripetersi. L'eredità psicostorica dell'antico Messico, di cui gli attuali americani sono i principali eredi, può determinare il destino della vita umana su questo pianeta. Il 2012 potrebbe essere quindi il punto di non ritorno per la civiltà occidentale fondata sulla violenza e lo sfruttamento, ma può rappresentare nello stesso tempo l'opportunità di correggere radicalmente questo modello.

Come la piramide di Giza e i dolmen di Stonehenge, neppure il Lungo Computo maya offre istruzioni particolareggiate. Ciò che accadrà dopo il 2012 dipenderà in gran parte, se non del tutto, dalle azioni creative e correttive in atto in quel momento. Oltre agli effetti degli eventi naturali, solo chi ha la facoltà di comprendere questa rara opportunità e di mettere in atto i comportamenti necessari sa come potrà essere il nostro futuro.

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