2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La natura del tempo e dei cicli

Circa un secolo fa, Albert Einstein formulò la teoria della relatività generale, che unifica il tempo e lo spazio in una realtà quadridimensionale. La teoria di Einstein era essenzialmente una teoria della materia, ma in cui la "materia" che costituisce il nostro mondo non è più vista come composta da atomi separati, bensì come un campo unico su uno spazio-tempo curvo. Il tempo diventa così la quarta dimensione ed è indissolubilmente connesso con lo spazio. Questa teoria chiave della fisica moderna ha cambiato la nostra visione dell'universo e della natura della realtà.

Per Newton, tempo e spazio erano concetti assoluti. Il tempo è una serie precisa di eventi che si collocano lungo la "freccia del tempo" ed è questo il nostro modo normale di concepire il tempo. Ma gli essere umani agiscono anche in base a un "tempo percepito", intimamente collegato alla coscienza e alla fisiologia umana. E' ciò che sperimentiamo come "durata". Un secondo corrisponde a un battito del cuore, la percezione della luce e del buio durante la giornata corrisponde a vari cicli circadiani. Un anno si basa sui ritmi delle quattro stagioni e riflette il moto della Terra attorno al Sole.

Gli scienziati inseriscono invece il tempo in un'equazione in cui il tempo è un parametro, indicato con la lettera t. Questo parametro è collegato al moto osservabile degli oggetti materiali. E' importante sapere che nella teoria dei campi, come la relatività generale di Einstein, il tempo, come lo spazio, è un parametro non osservabile che fa parte del campo generale dello spazio-tempo. Inserita in questo spazio-tempo è la nostra esperienza della durata temporale e della manifestazione materiale. Per questo motivo creiamo calendari che descrivono lo "scorrere del tempo" e i moti dei cieli attorno a noi. Il tempo sociale, scandito da festività, periodi di lavoro e di vacanza, costituisce il tessuto della civiltà. Nel corso dei millenni, la civiltà maya è stata soltanto una delle civiltà apparse sul nostro pianeta che hanno influenzato la coscienza collettiva dell'umanità.

Che cos'ha dunque di speciale la cultura maya e come considerava il tempo? I Maya calcolavano lo scorrere del tempo utilizzando un anno rituale di 260 giorni, composto di 13 mesi di 20 giorni ciascuno. Accanto a questo, avevano un calendario civile di 360 giorni. Questi due calendari coincidevano ogni 52 anni civili, che corrispondevano a 72 anni rituali. Inoltre, il tempo veniva calcolato attraverso il Lungo Computo, formato da 1.872.000 giorni, poco più di 5.125 anni solari. E' questo Lungo Computo che terminerà il 21 dicembre 2012, essendo iniziato il 13 agosto 3113 a.C., benché la data esatta sia ancora oggetto di discussione.

Molto è stato scritto sulle possibili implicazioni della fine di questo ciclo, conosciuto anche come il quarto mondo dei Maya e degli indiani Hopi e il quinto mondo degli Inca. Il più lungo ciclo maya basato sui giorni era un periodo di 144.000 giorni chiamato baktun. Il dicembre del 2012 corrisponderà alla fine di un ciclo di 13 baktun, ognuno dei quali corrisponde a circa 394 anni. E' interessante che 1.440 siano anche i minuti che formano un giorno.
Ma l'argomento di questa serie di articoli non è il calendario maya (di cui abbiamo già ampiamente parlato), bensì il rapporto tra il 2012 e altri cicli storici e cosmici. Secondo Karl Maret, il 2012 è un ponte all'interno della storia contemporanea che conduce alla tanto attesa Età dell'Acquario, la nuova era di luce e fratellanza/sorellanza universale. La giovane nazione americana, rispetto alle più vecchie Asia ed Europa, ha la possibilità di svolgere un ruolo decisivo in questa trasformazione culturale e globale. Un punto importante è il riconoscimento, da parte della grande maggioranza degli americani, del collegamento dei cicli della storia americana con il 2012. La civiltà maya fiorì nel continente americano e lasciò i suoi misteri impressi su questa terra. Per questo la fine del Lungo Computo del calendario maya inizia ad avere una profonda risonanza nel cuore e nella mente di molti "creativi culturali" americani.
Nel prossimo articolo parleremo dei cicli collegati alla storia degli Stati Uniti.

1 commenti:

anaranca conico ha detto...

<3 GRAZIE

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