2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il nuovo paradigma: il 2012 porterà un nuovo modo di vedere la realtà

Se l'attuale sistema è destinato al collasso, sarà indubbiamente sostituito da un nuovo paradigma. Quando un sistema crolla se ne instaura uno nuovo che tenta di superare i difetti intrinseci del mondo precedente. Si tratterà necessariamente di un modo radicalmente diverso di vedere la realtà, accompagnato da nuove visioni della scienza, dell'ecologia, dell'economia, della cosmologia, delle forme di governo, della produzione agricola e dell'educazione, oltre alle altre strutture di pensiero che governano l'attività umana.
Come per tutti i cambiamenti di paradigma, anche questo nuovo mondo è impossibile da immaginare dalla nostra prospettica attuale. Una società di cacciatori-raccoglitori, che non conosce gruppi sociali più grandi di un clan, avrebbe difficoltà a immaginare un mondo in cui gli uomini vivono nelle città. Allo stesso modo, è difficile per gli attuali modelli di pensiero immaginare il possibile mondo successivo al 2012.

Ma, avvicinandosi sempre di più a questo cambiamento epocale, emergono le prime linee guida di un nuovo futuro. La prima è che il mondo è strettamente interconnesso e interdipendente. I nostri attuali sistemi di comunicazione collegano gli individui in modi che sarebbero stati impensabili solo vent'anni fa, quando il World Wide Web non esisteva ancora. Con lo sviluppo della capacità di interagire in modi sempre più sofisticati, arriverà il momento in cui l'umanità inizierà a comportarsi come un organismo, invece che come individui o piccoli gruppi in rapporto tra di loro. Le idee percorreranno il mondo alla stessa velocità con cui un tempo le voci si diffondevano in un piccolo villaggio. Concetti e punti di vista influiranno sul cervello globale e indurranno nuovi comportamenti, mai prima attuati. Il nostro futuro dipenderà dagli altri, lontani migliaia di chilometri da noi, come non accadeva anche solo cinque anni fa. Diventeremo rapidamente cittadini del mondo.

Un altro elemento sempre più evidente è l'interconnessione dell'ecosistema che ci rende sempre più consapevoli di un ambiente comune, fatto di cui prima eravamo molto meno coscienti. Ora sappiamo che la scomparsa di un terzo della barriera corallina e di 10.000 specie viventi ogni anno influisce sul sistema globale da cui dipende la vita, e non è certo un influsso positivo.
La coscienza di questi fattori, e di molti altri, cambierà inevitabilmente il nostro comportamento futuro. Ci vedremo come parte integrante del sistema in cui viviamo. Capiremo di essere tutti sulla stessa barca della vita e il futuro di ognuno di noi sarà in funzione del futuro di tutti. Il benessere e la sicurezza, individuali e nazionali, si allargheranno a comprendere sempre più spazio e sempre più persone. Riguardo per esempio ai rapidi cambiamenti climatici, la sicurezza di una nazione diventerà presto sinonimo di sicurezza globale.

Prenderemo coscienza della nostra interconnessione anche a livello spirituale, e forse è qui che avverrà il vero cambiamento di paradigma. Sempre più persone stanno interiorizzando il fatto che siamo tutti interconnessi tra di noi e con gli animali, con le piante e con la terra, in modi non ancora completamente spiegati ma già evidenti. E se Avatar è una finzione cinematografica, il messaggio che lancia è proprio questo.
Si stanno pubblicando seri studi scientifici sul nostro collegamento con il cosmo e su come, nel corso della storia, il cosmo si sia riflesso nel nostro comportamento. Nel campo delle coltivazioni, si indagano i collegamenti con le forze spirituali che aiutano il mondo vegetale a crescere. Recenti ricerche studiano gli effetti della preghiera sulle cellule e sugli organismi, indipendentemente dal fatto che la cellula sappia che l'organismo a cui appartiene sta pregando. Abbiamo testimonianze di sogni premonitori di grandi disastri che sembrano annunciare il crollo del sistema, per esempio l'11 settembre, lo tsunami del 2005 in Indonesia, il recente terremoto di Haiti.

La consapevolezza spirituale si sta rivelando una direzione in espansione che include la capacità di collegarsi all'inconscio collettivo globale, con il conseguente sviluppo di capacità precognitive, unendo le nostre abilità tecnologiche ai sogni e ad altri processi intuitivi.
Sempre più individui stanno giungendo alla conclusione che l'intenzionalità determina direttamente la realtà. In che modo i nostri pensieri si traducano nella riconfigurazione della materia non è ancora chiaro, ma l'esperienza suggerisce a molti che funziona appunto così. Si aprono quindi dimensioni alternative di comunicazione che faciliteranno questa interconnessione. Forse, percependoci sempre più interdipendenti, svilupperemo qualche forma di telepatia.

In conclusione, sono molti i fattori, storici o contemporanei, che indicano che stiamo andando verso uno straordinario momento di cambiamento. Benché nessuno di noi abbia ancora sperimentato personalmente un cambiamento di questa portata, la storia conosciuta del pianeta indica che mutamenti così vasti sono già accaduti in passato e che sono fondamentali per il meccanismo evolutivo del pianeta. La vita biologica è passata quasi di colpo dall'organismo unicellulare all'organismo pluricellulare, al termine di un lunghissimo periodo di equilibrio. Poi l'organismo pluricellulare subì una radicale trasformazione che portò alla comparsa dei vertebrati, con le seguenti rapide trasformazioni in mammiferi, fino alla comparsa dei primi umanoidi e infine dell'Homo sapiens. L'evoluzione sociale portò i primi gruppi di cacciatori-raccoglitori ad associarsi nei villaggi e in seguito nelle città. Poi ci fu l'invenzione della stampa, che aprì la strada all'era industriale. Oggi, forse internet rappresenta la nuova struttura comunicativa su cui si creerà un paradigma completamente nuovo.

E' quindi probabile che stiamo per vivere un altro punto di svolta nell'equilibrio dell'evoluzione umana. I modelli desunti dal passato suggeriscono che il momento è vicino. La domanda è: noi siamo pronti? Se il cambiamento che si profila all'orizzonte confermerà le sue attuali tendenze, l'umanità dovrà accogliere un nuovo modo di vivere e di pensare se vuole sopravvivere alla transizione.
Occorrerà un continuo orientamento verso l'apertura, perché l'apertura è indispensabile per percepire gli indicatori che rivelano l'imminenza del cambiamento e per essere ricettivi agli approcci emergenti per affrontare un rapido cambiamento dell'ambiente. Se un individuo non è aperto alle idee e alle proposte altrui non ce la farà, perché è impossibile affrontare un cambiamento globale unicamente con strumenti individuali. Le nuove idee emergenti sulla realtà vanno accolte con apertura e valutate con sincerità. Occorre infine l'apertura all'adattamento, a cambiare rapidamente, se è questo che ci viene richiesto.

I sopravvissuti a questo cambiamento epocale dovranno vivere necessariamente in modo più vicino alla terra, perché avranno consapevolezza che il cibo non proviene dai supermercati. Avranno una sensibilità per la terra simile a quella che un tempo si aveva solo per gli esseri umani. Giungerà a maturazione l'attuale movimento per la ri-localizzazione, all'interno di un sistema di comportamento personale e di rapporti interpersonali a favore della vita.
Il cambiamento significherà trasformare una visione in realtà. Per questo dobbiamo sviluppare un'idea generale e coerente di come potrebbe essere il nuovo mondo (principi, valori, strutture, comportamenti e così via), alimentando questa visione a livello collettivo. Occorrono incontri regolari con quante più persone possibile per proiettare nuove immagini nello spazio da cui tutto proviene. E dobbiamo farlo come se ne andasse della nostra vita, il che è probabilmente vero.
E' una benedizione vivere in un momento di trasformazione come questo. Ognuno di noi ha un particolare ruolo da svolgere per contribuire alla creazione e al funzionamento di questo mondo nuovo. Forse è proprio per questo che ci troviamo a vivere in questo momento. Non esitiamo a fare attivamente la nostra parte, non c'è più molto tempo.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe condividere "questo post" ma non capisco dove prendere il link.

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