2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La dinamica del caos nella società

La trasformazione sociale non è un processo fortuito, retto dal caso. La teoria del caos e le teorie sistemiche indicano che segue un modello riconoscibile. Tipicamente, la trasformazione avviene attraverso quattro fasi principali.

1. Fase di innesco. L'innovazione nelle tecnologie pesanti (macchine, strumenti, sistemi operativi) produce una maggiore efficienza nella manipolazione della natura da parte dell'uomo.

2. Fase di accumulazione. Le innovazioni della tecnologia pesante cambiano i rapporti sociali e con l'ambiente, producendo in sequenza:
  • Crescita dei livelli di produzione
  • Crescita demografica sempre più veloce
  • Sempre maggiore complessità sociale
  • Sempre maggiore impatto sull'ambiente sociale e naturale
3. Finestra decisionale. I cambiamenti nei rapporti sociali e con l'ambiente esercitano una pressione sull'ordine esistente, mettendo in questione i vecchi valori e le vecchie visioni del mondo, le etiche e le aspettative ad essi associate. La società diventa instabile, ipersensibile a qualunque fluttuazione.

4. Punto di caos. Viene raggiunto il punto critico del sistema. Lo status quo non è più mantenibile e l'evoluzione del sistema deve prendere una delle due strade seguenti:
  • Evoluzione verso il collasso (breakdown) = involuzione. I valori, le visioni del mondo e l'etica di una massa sociale critica fanno resistenza al cambiamento, oppure cambiano troppo lentamente, e le istituzioni esistenti sono troppo rigide per consentire una trasformazione tempestiva.
  • Evoluzione verso il cambiamento (breakthrough). Il modello mentale di una massa sociale critica evolve, indirizzando lo sviluppo della società verso un modello più fattibile. Con il rafforzarsi di questi cambiamenti si stabilisce un ordine migliorato (retto da valori, visioni del mondo ed etiche più adatti). La dimensione politica, economica ed ecologica della società si stabilizza in un modello conflittuale e sostenibile.
Possiamo osservare le quattro fasi nel mondo contemporaneo.
1. Fase di innesco (1800-1960). L'innovazione delle tecnologie pesanti (macchine, strumenti, sistemi operativi) innesca cambiamenti significativi nel modo di vivere e di lavorare in direzione di una maggiore efficienza nell'organizzazione delle persone e delle risorse per raggiungere i fini desiderati.
Fino alla metà del XVIII secolo, gli 8.000 anni intercorsi tra il Neolitico e l'era industriale videro relativamente poche innovazioni tecnologiche. Gli attrezzi agricoli vennero perfezionati, ma senza modifiche sostanziali: la falce, la zappa, la vanga, la sega, il martello e il coltello continuarono a mantenere la stessa forma. Cambiamenti più radicali si ebbero soltanto nelle tecniche di irrigazione e nell'introduzione di nuove varietà vegetali.
All'inizio del 1800, la Rivoluzione industriale era in atto in Inghilterra da circa mezzo secolo. Ma nelle tre nazioni in testa a questa rivoluzione (Inghilterra, Francia e Stati Uniti) non c'erano ancora il telegrafo, le ferrovie, le strade asfaltate e i battelli a vapore. L'industria del ferro e dell'acciaio era ancora ai primordi. Il battello a vapore venne inventato nel 1802 e il petrolio venne scoperto in Pennsylvania nel 1859. Attorno alla metà del XIX secolo, la Rivoluzione industriale era in pieno rigoglio, producendo una quantità enorme di nuove tecnologie.
La prima innovazione riguardò l'industria tessile, i cui nuovi telai consentivano una produzione di massa. Presto, lo sviluppo industriale si allargò all'industria metallurgica, con il passaggio dal ferro battuto al più economico ferro fuso.
Alle innovazioni nel campo dei macchinari seguirono quelle dell'industria chimica. Molte tecnologie del XX secolo (industria automobolistica, metallurgica, petrolchimica, farmaceutica e cementifici) erano nate attorno al 1860 e negli anni successivi . Le moderne fonderie sono ancora in parte basate sulla lavorazione Bessemer sviluppata in quel periodo; la betoniera, brevettata da Fredrick Rancome nel 1885, viene tuttora usata per la produzione dei cementi; i colori sintetici della fine dell'Ottocento furono fondamentali per lo sviluppo dell'attuale industria chimica. Il motore a scoppio, un'innovazione chiave per i trasporti, fece la sua comparsa attorno al 1880, assieme alla lampadina di Edison e seguito poco dopo dal telegrafo senza fili di Marconi e dal primo aereo dei fratelli Wright.
Nella prima metà del XX secolo, queste innovazioni tecnologiche consentirono all'industria di passare dal carbone e dal vapore, dai tessuti, dal vetro e dall'acciaio pre-Bessemer all'elettricità, al motore a combustione interna, alla chimica e alla produzione su larghissima scala.

2. Fase di accumulazione (dal 1960 ai primi anni del 2000). Le innovazioni nel campo della tecnologia pesante si accumulano e producono trasformazioni sociali e nuovi rapporti irreversibili con l'ambiente. I loro effetti, sempre più rapidi, sono:
  • Livelli sempre più alti di sfruttamento delle risorse
  • Crescita demografica sempre maggiore
  • Aumento delle complessità sociali
  • Aumento dell'impatto sull'ambiente
All'inizio degli anni '60, circa 160 anni dalle innovazioni che portarono alla prima Rivoluzione industriale, si produsse un nuovo tipo di innovazioni tecnologiche. La seconda Rivoluzione industriale non si appoggiò più solo sui materiali grezzi, ma su una risorsa meno tangibile: l'informazione. Negli ultimi venticinque anni del XX secolo, un numero sempre maggiore di informazioni venne immagazzinato su dischi, trasmesso via fibre ottiche e processato da computer dotati di sofisticati programmi di elaborazione dati. Le nuove tecnologie "leggere" resero ancora più efficienti le classiche tecnologie pesanti. Sofisticati sistemi informatici ottimizzarono le lavorazioni abbassando i costi di produzione, portando a un sensibile incremento della produzione, della distribuzione e, in seguito, dello smantellamento di beni prodotti da tecnologie semi-automatiche e automatiche sempre più perfezionate.
La diffusione delle tecnologie industriali in tutti gli angoli del pianeta produsse una serie di profonde trasformazioni, globalizzando i settori dell'economia e della finanza, mentre le strutture sociali rimanevano localmente diverse e separate. A una minoranza portò nuova ricchezza e un miglioramento delle condizioni di vita, ma nella maggioranza della popolazione mondiale in continua crescita produsse un aumento della povertà e una marginalizzazione senza apparente soluzione. La globalizzazione, disuguale e non equilibrata, innescò una nuova corsa alle ricchezze promesse dall'high-tech. Questa selvaggia corsa alle ricchezze abbatté le strutture tradizionali e mise in discussione le vecchie proprietà e valori, portando allo sfruttamento e all'iper-sfruttamento delle risorse rinnovabili e non rinnovabili, con il conseguente degrado della vivibilità delle città e dell'ambiente.

3. Finestra decisionale (2005-2012). L'ordinamento sociale esistente è sottoposto a pressioni a causa delle condizioni radicalmente mutate che mettono in dubbio i vecchi valori, visioni del mondo, comportamenti etici e aspirazioni. La società entra in un periodo di fermento. La flessibilità e la creatività delle persone crea quelle piccole, ma fondamentali, fluttuazioni che portano la società a dover scegliere la futura direzione evolutiva.
Alla fine del XX secolo, la globalizzazione è entrata in una nuova fase: il sistema-mondo è diventato sempre più insostenibile. Nel primo decennio del XXI secolo, la progressiva globalizzazione dell'economia, assieme ai contatti sempre più ravvicinati tra culture e società a livelli diversi di sviluppo, ha portato a un momento critico in cui il sistema-mondo, sempre più insostenibile, diventa sempre più reattivo al cambiamento. Questa condizione è innescata da alti livelli di stress che comprendono il terrorismo e le guerre, i conflitti politici, la vulnerabilità economica, l'insicurezza finanziaria e l'acuirsi dei problemi legati al clima e all'ambiente.

4. Punto di caos (2012). I processi avviati all'inizio del XIX secolo e molto accelerati dal 1960 spingono inevitabilmente verso una finestra decisionale e una soglia critica di non ritorno: il punto di caos. La decisione è forzata: non possiamo rimanere fermi, non possiamo ritornare indietro e quindi dobbiamo andare avanti. Ma possiamo andare avanti in due modi: verso il tracollo o verso un mondo nuovo.
E' interessante, e forse non del tutto casuale, che il punto di caos sarà raggiunto intorno all'anno 2012, in coincidenza con la data predetta dal calendario maya. Secondo questo calendario l'Era del Giaguaro, il tredicesimo baktun o lungo periodo di 144.000 anni, finirà assieme al quinto e ultimo sole il 22 dicembre 2012. Questa data, secondo il sistema maya, sarà la "porta" su una nuova era di evoluzione planetaria, accompagnata da un tipo di coscienza radicalmente diverso.
Il 2012 sarà davvero una porta su un mondo diverso, ma resta ancora da stabilire se sarà un mondo migliore o un mondo disastroso. E' qui che si aprono le due vie citate in precedenza:
  • La via verso il collasso (breakdown) = involuzione verso il disastro. La rigidità e la mancanza di visione del futuro provocheranno uno stress che le istituzioni esistenti non riusciranno più a gestire. Il conflitto e la violenza assumeranno proporzioni globali, seguiti dall'anarchia. Oppure:
  • La via verso il cambiamento (breakthrough) = evoluzione verso una nuova civiltà. Un nuovo modo di pensare, con nuovi valori e una coscienza più evoluta, muoverà la decisione delle persone e produrrà una nuova insorgenza di creatività. Gli individui e le istituzioni sapranno affrontare lo stress prodotto dall'irriflessiva fascinazione per la tecnologia e dalla selvaggia corsa alla ricchezza delle generazioni precedenti. Attorno al 2025, l'umanità assisterà a una nuova alba.
 L'informazione che otteniamo da questa quadruplice fase della dinamica trasformativa è semplice e chiara. Nella società il cambiamento basilare è indotto dalle innovazioni tecnologiche che destabilizzano le strutture e le istituzioni esistenti. Strutture e istituzioni più adatte attendono il manifestarsi di un modo di pensare più "adattato" nella maggior parte della popolazione. Il fattore che fa scattare la trasformazione nel nostro mondo è l'innovazione tecnologica, ma a sua volta la molla di questo fattore non è più tecnologia, bensì l'instaurarsi di un nuovo pensiero (nuovi valori, nuovi modi di percepire nuove priorità) nel numero critico di persone che costituisce la maggioranza di una società.

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