2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Verso il 2012

Considerate questa notizia data dalla BBC qualche tempo fa:
"Gli attuali livelli del consumo globale potrebbero condurre a un collasso su larga scala dell'ecosistema verso la metà del secolo, avverte il WWF".
E ancora:
"I cambiamenti climatici mettono a rischio l'accesso all'acqua per milioni di persone nei paesi sottosviluppati, mette in guardia l'agenzia cristiana per lo sviluppo Tearfund".
Quasi contemporaneamente, il Washington Post avvertiva:
"Uccelli, api, pipistrelli e altre specie impollinatrici della flora nordamericana stanno diminuendo di numero, come rivela uno studio diffuso dal research Nationa Council".
Una notizia di agenzia della Reuters aggiunge:
"Non prendere provvedimenti contro il surriscaldamento globale avrà un costo di miliardi di dollari alla fine del secolo, senza tenere conto della perdita delle biodiversità o di fenomeni non prevedibili come l'eventuale fine della corrente del golfo".
Secondo James Howard Kuntsler:
"La Lunga Emergenza sarà un terribile trauma per l'umanità. Non riusciremo a credere che stia accadendo proprio a noi e che due secoli di modernità possano essere messi in ginocchio da un blackout a livello mondiale. I sopravvissuti dovranno coltivare la religione della speranza, ovvero una profonda fede nel fatto che l'umanità sia degna di continuare".

Uno studio cruciale svolto da Sir Nicholas Stern per il governo britannico ammonisce che il mondo deve affrontare immediatamente il problema dei cambiamenti climatici, o sarà costretto a subire conseguenze devastanti per l'economia. Secondo questo studio, mancano solo dieci anni al punto di irreversibilità.
Che cosa sta succedendo? Che cosa significa tutto questo? Siamo di fronte a gravissime affermazioni riguardo a un massiccio cambiamento della terra. Sono trend fortuiti che si verificano casualmente tutti assieme oppure riflettono una dinamica molto più grave? Il mondo sta per sperimentare un cambiamento mai prima conosciuto?

I dieci parametri per avere una coscienza evoluta


Avete una coscienza più evoluta se:
  1. Il vostro modo di vita consente anche la vita degli altri, ovvero se soddisfate i vostri bisogni senza togliere ad altri la possibilità di soddisfare i loro.
  2. Il vostro modo di vita rispetta il diritto alla vita degli altri e il loro diritto allo sviluppo economico e culturale, indipendentemente dal luogo in cui vivono, dall'etnia, dal sesso, dalla nazionalità e dalle credenze.
  3. Il vostro modo di vita salvaguarda l'ambiente e tutto ciò che vive e cresce sulla Terra.
  4. Perseguite la felicità, la libertà e la realizzazione personale in armonia con l'integrità della natura e rispettando il diritto degli altri a perseguire gli stessi obiettivi.
  5. Vi battete perché il vostro governo si rapporti agli altri popoli e alle altre nazioni in modo pacifico e con spirito di cooperazione, riconoscendo le legittime aspirazioni a una vita migliore e a un ambiente sano per tutti i popoli che formano la grande famiglia dell'umanità.
  6. Vi battete perché l'industria si assuma la responsabilità nei confronti del personale e dell'ambiente, producendo beni e offrendo servizi che soddisfino una domanda legittima, senza danneggiare l'ambiente e senza ridurre la possibilità dei più piccoli e dei meno privilegiati di competere sul mercato.

La dinamica del caos nella società

La trasformazione sociale non è un processo fortuito, retto dal caso. La teoria del caos e le teorie sistemiche indicano che segue un modello riconoscibile. Tipicamente, la trasformazione avviene attraverso quattro fasi principali.

1. Fase di innesco. L'innovazione nelle tecnologie pesanti (macchine, strumenti, sistemi operativi) produce una maggiore efficienza nella manipolazione della natura da parte dell'uomo.

2. Fase di accumulazione. Le innovazioni della tecnologia pesante cambiano i rapporti sociali e con l'ambiente, producendo in sequenza:
  • Crescita dei livelli di produzione
  • Crescita demografica sempre più veloce
  • Sempre maggiore complessità sociale
  • Sempre maggiore impatto sull'ambiente sociale e naturale
3. Finestra decisionale. I cambiamenti nei rapporti sociali e con l'ambiente esercitano una pressione sull'ordine esistente, mettendo in questione i vecchi valori e le vecchie visioni del mondo, le etiche e le aspettative ad essi associate. La società diventa instabile, ipersensibile a qualunque fluttuazione.

4. Punto di caos. Viene raggiunto il punto critico del sistema. Lo status quo non è più mantenibile e l'evoluzione del sistema deve prendere una delle due strade seguenti:
  • Evoluzione verso il collasso (breakdown) = involuzione. I valori, le visioni del mondo e l'etica di una massa sociale critica fanno resistenza al cambiamento, oppure cambiano troppo lentamente, e le istituzioni esistenti sono troppo rigide per consentire una trasformazione tempestiva.
  • Evoluzione verso il cambiamento (breakthrough). Il modello mentale di una massa sociale critica evolve, indirizzando lo sviluppo della società verso un modello più fattibile. Con il rafforzarsi di questi cambiamenti si stabilisce un ordine migliorato (retto da valori, visioni del mondo ed etiche più adatti). La dimensione politica, economica ed ecologica della società si stabilizza in un modello conflittuale e sostenibile.
Possiamo osservare le quattro fasi nel mondo contemporaneo.

La teoria del caos: le dinamiche della trasformazione

All'inizio del XXI secolo, non possiamo più ignorare il fatto che i trend attuali stanno correndo verso punti critici, verso quelli che negli '70 e '80 vennero chiamati "limiti planetari", ovvero i limiti alla crescita. L'esistenza di limiti alla crescita non è stata ancora determinata, ma vi sono certamente chiari limiti al modello di crescita che è attualmente in atto. Più andiamo in direzione di questi limiti e più ci avviciniamo a un punto di caos. In quel punto, alcuni modelli rallenteranno o scompariranno, sostituiti da nuovi trend.

Non è nulla di strano: la teoria del caos dimostra che l'evoluzione dei sistemi complessi include sempre un'alternanza di periodi di stabilità e di instabilità, di continuità e di discontinuità, di ordine e di caos. Oggi ci troviamo nella fase iniziale di un periodo di instabilità sociale ed ecologica, una "finestra decisionale" cruciale. Quando raggiungeremo il punto di caos, in quel momento il punto di stabilità e gli attrattori di discontinuità del nostro sistema incontreranno anche attrattori "caotici" ancora sconosciuti. Questi ultimi appariranno all'improvviso o, come dicono i teorici del caos, "dal nulla", e condurranno il nostro sistema verso il punto cruciale in cui occorrerà scegliere tra le diverse soluzioni evolutive a disposizione del sistema.

La nascita di un mondo nuovo e l'abbandono di quello vecchio

Un nuovo modello di pensiero sta nascendo attorno alla trasformazione che ci condurrà in un mondo nuovo in sostituzione del vecchio. Ma, perché questo nuovo modello di pensiero sia efficace, dobbiamo conoscerne i contenuti. Che tipo di processo è la nascita di un mondo nuovo?
L'idea di un cambiamento totale del mondo che ci circonda viene spesso accolta con scetticismo. I cambiamenti sociali, dicono gli scettici, non sono mai risolutivi. Come recita un detto francese: plus ça change, plus c'est la meme chose (più cambia, più è sempre la stessa cosa). In fin dei conti si tratta dell'umanità e della natura umana, che saranno domani esattamente come sono oggi. Una variante più sofisticata di questa idea generalizzata ammette che il farsi dei processi sociali (trend) porta comunque a un cambiamento.

I trend sociali, che siano locali o globali, micro o macro, introducono una percentuale di cambiamento: alcune cose si aggiungono e altre vanno a fine. Non è un cambiamento essenziale, perché il mondo rimane più o meno uguale. L'unica differenza è che alcuni ne sono favoriti, mentre altri ne sono sfavoriti. Questo il modo di vedere maggiormente diffuso tra i futurologi, gli esperti di previsioni, gli economisti e gli analisti di modelli. Le loro estrapolazioni sono tenute in grande considerazione, come dimostra la letteratura sulle previsioni dei megatrend.

Il 2012 tra turismo spirituale, eventi politici e fondamentalismo protestante

In questi ultimi anni, il tema del 2012 si è allargato al di là delle guide spirituali e degli intellettuali maya internazionalmente riconosciuti, raggiungendo alcune guide spirituali operanti all'interno delle rispettive comunità maya guatemalteche. Poiché l'importanza di questa data nasce nel contesto della loro antica cultura, tendono a incorporarla nella loro antica tradizione profetica di una rinascita della cultura maya e del potere politico del loro popolo. Una guida spirituale K'iche', Rigoberto Itzep, cita le parole di alcuni anziani della comunità di Momostenango:
"Vedrete molti segni. Vedrete e sentirete strane cose. Vedrete un grande disastro. Avverranno molti cambiamenti sulla terra".
Secondo Itzep, questi anziani K'iche' non menzionano in alcun modo il 2012, ma per lui questa data è ovvia:
"Il potere dell'Occidente, nella sua totalità, finirà per sempre nel 2012",
parole che rappresentano indubbiamente le più profonde speranze dei Maya di quella regione.
Ma anche per Itzep, come per altri tradizionalisti come don Alejandro, la data del 2012 non è particolarmente significativa. Viene vista semplicemente come un momento di processi ciclici molto più ampi, iniziati molto tempo fa. Come disse José Maria Tol Chan, un ajq'ij degli altopiani guatemaltechi:
"E' un evento che è già iniziato, i segni ci sono già... Gli uomini dovrebbero più che mai fare attenzione agli eventi che turbano l'equilibrio. Noi esseri umani dovremmo trarre insegnamenti dagli stadi che attraversiamo. Non arriveremo all'ora zero nel 2012, è già iniziato".

Gli intellettuali maya sul fenomeno 2012: Gaspar Gonzàlez e Victor Montejo

L'equilibrio è un valore centrale per i Maya. Così come la loro cultura mira all'equilibrio tra caldo e freddo, e tra maschile e femminile, questa ricerca dell'equilibrio implica necessariamente un capovolgimento dei secoli di repressione subita per mano della minoranza di lingua spagnola.
Poiché il Lungo Computo, su cui si basa la data del 2012, non è più in uso da secoli, i riferimenti a questa data da parte di Maya contemporanei sono rari e fatti solo da persone che conoscono il Lungo Computo attraverso lo studio, universitario o di altro tipo.
Gaspar Gonzàlez, scrittore e attivista per la cultura maya, è uno di questi pochi Maya che parli esplicitamente del 2012. Gonzàlez ha contestualizzato la recente guerra civile in Guatemala come parte di un lungo periodo di grandi sofferenze che preparerebbe il suo popolo al prossimo ciclo dell'esperienza umana. A suo parere, l'attuale epoca degli "uomini di mais" è al termine e dopo il 2012 avverrà una rinascita sociale che definisce "una nueva era de la luz" (una nuova era di luce). Di recente ha dichiarato:

Il 2012 secondo le attuali comunità maya

A parte al riferimento nei libri di Chilam Balam, e la breve iscrizione della stele 6 di Tortuguero, non vi sono altri documenti storici maya che facciano esplicito riferimento al 2012. Nemmeno il Popol Vuh, il più sacro dei testi maya, fa menzione del 2012 o di futuri cambiamenti a livello planetario. Ciò nonostante, alcune attuali comunità maya hanno idee simili a quelle al centro del fenomeno 2012. Benché siano idee sconosciute ai diffusori del fenomeno 2012, si tratta di credenze autenticamente indigene nell'avvicinarsi di un periodo di importanti cambiamenti, anche catastrofici, e di un conseguente rinnovamento, pur non facendo nessuna menzione esplicita della data del 2012.
Per esempio, nella tradizione profetica dei Maya Cruzo'ob, che vivono nello stato messicano di Quintana Roo, è presente un'antica credenza in un prossimo periodo di guerre che porterà alla distruzione del mondo attuale e alla nascita di una nuova società maya. Nel 1930, un maya del villaggio di Chemax dichiarò:
"Voglio raccontarvi la storia del bellissimo santo Signore perché voi la ascoltiate, perché io ho letto il testamento [un calendario sacro] del bellissimo santo Signore, in cui egli dice [che nel] 2000 più alcuni anni metterà fine alla terra. Ma se sulla terra vi saranno dei buoni cristiani, non metterà fine a essa... Egli, il bellissimo santo Signore, incomincia a ridurre la sua grazia misericordiosa [il mais], è la fine della strada".

Le fonti storiche e accertate sul 2012: la stele 6 e i libri di Chilam Balam

Benché molto poco del fenomeno 2012 trovi riscontro nella cultura maya (ne abbiamo discusso in questo articolo), due fonti storiche accertate fanno effettivamente riferimento a un cambiamento epocale e a un rinnovamento planetario, temi centrali del fenomeno 2012.

La più antica di queste due fonti storiche è un testo geroglifico poco noto che compare sulla stele 6 del sito di Tortuguero, nello stato messicano di Tabasco. Questa stele contiene l'unico testo maya sinora conosciuto che si riferisca inequivocabilmente alla data del 2012. Le parti leggibili di questo brevissimo testo dicono che
"il tredicesimo pik finirà [il] Quattro Ahaw, il terzo del K'ank'in. [Un evento indecifrato] accadrà. [Sarà] la discesa di Bolon Yokte K'u (il dio dell'albero Nove Piedi) a [luogo indecifrato]".
Questo riferimento esplicito alla fine del tredicesimo pik, il giorno 4 ahaw, invalida la data del 28 ottobre 2011, indicata come "fine dell'era" dallo studioso svedese Carl Johan Calleman, perché il testo indica esclusivamente il 21 dicembre 2012, giorno corrispondente al 4 ahaw nel calendario cholq'ih di 260 giorni.

Le guide spirituali maya: Quetza Sha, Tze'ec Ba'lam (Dan Rios) e Alejandro Cirilo Pérez Oxlaj (don Alejandro)


Collaboratore di Hunbatz Men è una figura originaria di Città del Messico, conosciuta come Quetza Sha e che si autodefinisce uno sciamano maya-atzeco. Dirige quella che chiama "Università galattica", dove offre corsi di karma, psicologia transpersonale e geometria sacra. L'allettante sito internet (www.quetzasha.com) lo definisce un maestro di un gruppo esoterico chiamato Ordine Solare Sovrano di Chichén-Itzà e vi si legge che l'anno 2012 porterà una trasformazione positiva per l'umanità, la creazione di una "tribù solare" unificata e la nascita dell'era del sesto sole azteco. Ci informa che i Maya "sono giunti dalle stelle... da Plutone, Nettuno e Urano" e che "scomparvero, senza apparente motivo, centinaia di anni fa", affermazione che spinge a chiederci se anche i milioni di Maya contemporanei condividano il corredo genetico di quegli antichi antenati. Benché gli insegnamenti di Sha siano di grande stimolo per i suoi studenti, il suo messaggio, come molti che fanno capo al movimento 2012, è decisamente estraneo alla realtà del mondo maya.

Le guide spirituali maya: Hunbatz Men

Forse il più noto tra i veri maestri maya nel campo della spiritualità New Age è Hunbatz Men, una guida spirituale dei Maya Yukatek appartenente al lignaggio di Itza. Il nucleo del suo insegnamento è un messaggio amorevole presentato con poetica delicatezza di linguaggio. Infatti, i suoi eccellenti studi sulla lingua maya portano l'attenzione sui molteplici livelli di significato presenti in molti termini yukateki. Benché alcuni suoi seguaci romanticizzino la figura di Men presentandolo come un tradizionale anziano maya, la sua opera creativa e multisfaccettata si svolge principalmente nei centri urbani, in un contesto non tradizionale.

Dopo avere studiato filosofia gnostica e storia dell'arte a Città del Messico, ha fatto il pittore a New York e attualmente vive a Mérida, la vivace capitale dello stato messicano dello Yucatàn, dove opera come guida spirituale.
Nato e cresciuto in una piccola comunità maya sotto il patronato spirituale di uno zio, don Beto, si propose pubblicamente come guida spirituale maya solo negli anni '80, già quarantenne. Nel 1985 iniziò la collaborazione con José Arguelles, noto per avere presentato nel 1987 il movimento 2012 come un fenomeno sociale grazie al successo del suo libro, The Mayan Factor: Path Beyond Technology. Inizialmente, Men condivise gran parte dell'ardito approccio visionario di Arguelles, compresa l'adozione di un "calendario maya" inventato ex novo e chiamato Dreamspell, diventato più noto in Occidente del vero calendario maya a base 260 giorni che era stato usato per millenni. Recentemente, Men ha preso le distanze dal suo antico collaboratore. Per esempio non crede più, come credeva un tempo, che il 2012 rivesta un particolare significato.

Il 2012 e le falsità inventate: i Maya non ne sanno niente!

Centinaia di siti web in tutte le lingue, un numero sempre crescente di libri, video, forum e seminari a livello mondiale congetturano all'infinito sul significato del calendario maya e della fatidica data del 2012. In genere, queste speculazioni sono incentrate sull'aspettativa di un momento sempre più vicino di trasformazione radicale del pianeta, compresi eventuali cataclismi che condurranno l'umanità in una nuova era di espansione della coscienza. Le previsioni sul modo in cui avverrà questo cambiamento globale comprendono scenari grandiosi come l'inversione dei poli magnetici, la discesa di un raggio galattico di elevazione spirituale e persino l'arrivo di maestri spirituali da lontani pianeti.

Lasciando da parte le congetture più iperboliche, la data del 21 dicembre 2012 è semplicemente l'ultimo giorno dell'attuale baktun, un periodo di 144.000 giorni dell'antico calendario maya del Lungo Computo, equivalente grosso modo a 394 anni. La cosa più rilevante è che questa data segna la fine del tredicesimo baktun, ultimo periodo di un più grande ciclo di 1.872.000 giorni iniziato l'11 agosto 3114 a.C. e terminante, dopo 5.125 anni, al solstizio d'inverno del 2012 nell'emisfero boreale.
E' essenziale sapere che il cosiddetto Grande Ciclo del Lungo Computo è un elemento minore nella globalità delle ere cronologiche maya, che teoricamente si estendono all'indietro e in avanti nel tempo seguendo un sistema di cicli esponenzialmente sempre più grandi, senza un punto iniziale o finale. Perciò è impossibile affermare, come molti fanno, che il 2012 segni la "fine" del calendario maya.

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