2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La nostra situazione attuale: le riserve energetiche della Terra si stanno esaurendo

Secondo il calendario maya, ci troviamo a poco più di 25 anni dalla nostra uscita dal raggio in cui siamo entrati nel 3113 a.C. Se guardiamo al calendario come alla rappresentazione di questo raggio, vediamo che il raggio è diviso in 13 sottocicli, o baktun, e che il baktun attuale, che corrisponde al tredicesimo sottociclo del raggio, è iniziato nel 1618 e finirà nel 2012. Ognuno di questi sottocicli ha una durata di 394 anni e noi ci stiamo avvicinando alla sua fine. Che cosa significa?

Significa che ci troviamo in un momento critico. Dal 3113 a.C. ad oggi, questo raggio è stato come un'onda in continuo flusso che ha raccolto forza diventando sempre più potente, sempre più cumulativa. Mentre il nostro pianeta passava attraverso questo raggio abbiamo espresso la civiltà tecnologica in cui oggi viviamo. Negli ultimi 200 anni, questo processo è enormemente accelerato. Abbiamo ricoperto il mondo di tecnologia e di quello che chiamiamo il nostro "eso-sistema nervoso planetario". Ma ci stiamo avvicinando al punto di saturazione, ci troviamo nel punto del raggio che corrisponde alla saturazione della tecnologia.

Se consideriamo il raggio come un'onda, vediamo che l'onda che durava da 5.100 anni sta finendo. Per la precisione, è finita il 16-17 agosto 1987: il punto di Convergenza Armonica. Proviamo a vederla in questo modo: siete su una spiaggia e guardate un'onda nascere dal mare e avvicinarsi a riva. L'onda cresce, si rompe arrivando a riva e si ritira. In questa metafora, quando l'onda arriverà sarà il 2012. E quando, nel 2012, arriverà a riva, saremo pronti per entrare nella civiltà galattica, o civiltà interplanetaria. Quest'ultimo periodo di 25 anni è un momento molto interessante, molto significativo e molto critico per il nostro pianeta. E' un momento estremamente critico anche dalla prospettiva galattica. Potremmo dire che intelligenze superiori stanno attendendo che ci stanchiamo della nostra tecnologia e che comprendiamo che la tecnologia non può aiutarci.

Uno dei punti principali di The Mayan Factor (di José Arguelles), è la possibilità che la tecnologia non sia più necessaria. La specie evoluta chiamata Homo sapiens è stata influenzata da questo raggio, e tra gli influssi che abbiamo assorbito c'è stata l'invenzione della tecnologia, la creazione di un ambiente artificiale e lo sviluppo di mezzi di comunicazione artificiali. Questa è ovviamente una semplice fase evolutiva, che potremmo anche definire una transizione evolutiva, ma dobbiamo tenere presente che, dal punto di vista del pianeta, noi abitiamo soltanto la sua superficie. Il pianeta è un organismo vivente in evoluzione e noi siamo gli esseri più attivi sulla sua superficie. In senso positivo, potremmo dire:

"Lo scopo dell'espressione di questa tecnologia è stato quello di condurci al punto di prendere realmente coscienza di noi stessi e di considerarci esseri di questo pianeta, organismi planetari. Forse l'unico modo per arrivarci era appunto attraverso lo sviluppo di questa tecnologia e di questo tipo di comunicazione".

Una forma di comunicazione che, come sappiamo bene, ha rimpicciolito il pianeta trasformandolo in un sistema di comunicazione istantaneo.
Se guardate tutto ciò da un punto di vista planetario globale, siamo arrivati a un punto davvero pericoloso, perché negli ultimi secoli abbiamo creato una civiltà basata sui carburanti fossili e sui metalli, da quelli preziosi a quelli comuni, che abbiamo estratto dalla terra. Ciò che è accaduto con la nostra tecnologia, su questa navicella spaziale che chiamiamo Terra, è che abbiamo praticamente dato fondo a tutte le riserve energetiche della nostra navicella spaziale. Anche se calcoliamo di avere scorte di petrolio per altri quarant'anni, non è un termine molto lungo. A quel punto, che cosa accadrà? Il problema è indubbiamente: "Non possiamo continuare a sfruttare le scorte energetiche". Ci sono delle scorte di energia a cui possiamo ricorrere solo in caso di bisogno, ma non dobbiamo esaurirle in una grande abbuffata tecnologica. Eppure, è proprio ciò che abbiamo fatto. E' assolutamente indispensabile imboccare una via che vada oltre la tecnologia.

Nel periodo in cui abbiamo continuato a sfruttare le risorse di energia della navicella spaziale Terra, siamo anche caduti in una visione uni-dimensionale della realtà. In questa visione uni-dimensionale della realtà, i circuiti dei nostri sistemi di credenze si sono invertiti. La mentalità di massa è arrivata a credere che l'utilizzo di carburanti fossili e chimici sia superiore all'uso dell'energia solare. Lo crediamo davvero. L'abbuffata tecnologica ci ha fatto diventare intossicati, uni-dimensionali e in preda a un'amnesia: crediamo che il buio sia migliore della luce.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails

Cerca nel blog

Ricerca personalizzata

Indice dei post

Indice dei post
Clicca sul libro

Lettori fissi

Visualizzazioni totali

Blog Archive