2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La chiave per la comprensione del calendario maya

La chiave del calendario maya è un ciclo di 260 giorni chiamato tzolkin (pronunciato zol-kin e derivato dal termine dei Maya Quiché chol-qih, "computo dei giorni"). Lo tzolkin consiste di 13 numeri e 20 segni-giorno. Ogni segno-giorno ha un significato oracolare, formato da vari strati di significati linguistici e riferimenti metafisici che fornivano ai sacerdoti calendariali maya un ricco database per le loro interpretazioni.

Lo tzolkin è una chiave che agisce su molti piani. In primo luogo, i sacerdoti calendariali maya, conoscitori dei sacri segni-giorno, ci offrono una spiegazione molto semplice delle proprietà magiche dello tzolkin, ovvero che i 260 giorni di questo ciclo sono basati sul periodo di nove mesi della gestazione umana. Le levatrici maya usavano infatti il ciclo-tzolkin per predire il momento della nascita di un bambino aggiungendo 260 giorni all'interruzione del ciclo mestruale di una donna. Questo è il primo livello su cui agisce lo tzolkin: la biologia umana, lo sviluppo fisico di un essere umano. Suggerisce inoltre il motivo per cui molti eventi significativi della nostra vita seguono questo andamento ciclico. E' come se il primordiale ritmo di 260 giorni dell'embriogenesi si ripeta producendo i momenti più significativi della vita di una persona.

In secondo luogo, il periodo che intercorre tra la semina del mais e il momento del raccolto sugli altopiani del Guatemala è di 260 giorni. Nel mito della creazione maya gli uomini sono stati creati da un impasto di farina di mais, rappresentando così un riflesso della gestazione umana a livello agricolo.

Terzo, lo tzolkin è la chiave per la predizione delle eclissi e del moto del Sole, della Luna e dei pianeti. I segni-giorno e i numeri dello tzolkin formano una struttura calendariale per il calcolo dei moti celesti. Per esempio, il giorno sacro di Venere, che inaugura il ciclo venusiano di 104 anni, cade sempre nel giorno 1 ahau dello tzolkin.

Queste tre indicazioni consentono di capire che lo tzolkin è una chiave che si applica ai cicli umani, ai cicli terrestri e ai cicli celesti. Lo tzolkin unifica i processi in atto nei cieli e sulla terra, è la chiave dell'insegnamento mistico "così in alto, così in basso" e della formulazione "il microcosmo riflette il macrocosmo". I Maya formularono quindi una grande visione unitaria dei processi universali, uniti da un "filo numerico" comune che corre in una realtà multidimensionale.

Accanto a questo, i Maya svilupparono un altro sistema di computo del tempo, chiamato il Lungo Computo. E' questo il calendario che colloca nel 2012 la fine di un grande ciclo temporale, concetto chiave della dottrina maya delle età del mondo. Il Lungo Computo utilizza cinque periodi temporali:

  1. 1 giorno = 1 kin (giorno)
  2. 20 giorni = 1 uinal (mese vago)
  3. 360 giorni = 1 tun (anno vago)
  4. 7.200 giorni = 1 katun (19.7 anni)
  5. 144.000 giorni = 1 baktun (394.26 anni)
Tredici baktun corrispondono a 1.872.000 giorni, periodo che costituisce un'età del mondo (5123.36 anni). Si noti che, per raggiungere la durata di un'età del mondo, il baktun viene moltiplicato per 13 e non per 20. Sappiamo che il ciclo di 13 baktun termina il 21 dicembre 2012 grazie ai calcoli comparativi degli studiosi che hanno scoperto le equivalenze tra il calendario maya e il nostro calendario gregoriano.

Anche gli studiosi moderni usano le cinque partizioni del Lungo Computo. Per esempio, il numero 9.16.4.4.1 significa che sono trascorsi 9 baktun, 16 katun, 4 tun, 4 uinal e 1 giorno dal giorno zero del Lungo Computo, che la tavola delle equivalenze fa coincidere con l'11 agosto 3114 a.C. Questa "data zero" è indicata come 0.0.0.0.0, e la "data finale" del ciclo di 13 baktun è indicata come 13.0.0.0.0. L'utilizzo del termine "data finale" ha dato origine all'idea errata che il calendario maya finisca nell'anno 2012. Invece, il tempo maya è ciclico e non occorre dire che continua nel ciclo successivo. Anche noi utilizziamo espressioni come "la fine del giorno" per indicare la sera, ma non vogliamo certo dire che il tempo finirà a mezzanotte.

Come sappiamo che la corretta "data finale" è il 21 dicembre del 2012? Perché non il 1740 o il 2230? Il calcolo di questa data si collega alle equivalenze tra il calendario maya e il nostro, un difficile problema che occupò seriamente i primi studiosi della civiltà maya. Dopo decenni di studi, nel 1950 si trovò finalmente l'equivalenza. Un risultato inatteso di questa scoperta fu che il tredicesimo baktun finiva il 21 dicembre 2012, che corrisponde al giorno 4 ahau dello tzolkin. Questa data confermava il computo del tempo basato sullo tzolkin ancora in uso in Guatemala e convalidava le sculture chiamate "monumento della creazione" che mettono sempre in relazione il numero 13.0.0.0.0 con il giorno 4 ahau. Un punto fondamentale da tenere a mente per capire tutte queste correlazioni è quella che John Major Jenkins chiama "equazione maya del tempo":
13.0.0.0.0 = 21 dicembre 2012 = 4 ahau
Questa equazione unisce in un unico punto lo tzolkin, il Grande Computo e il calendario gregoriano.
Benché lo studio della visione maya del tempo sia molto profondo e ricco di complessità, per comprendere il significato del 2012 è sufficiente sapere che il 21 dicembre 2012 corrisponde alla fine di un ciclo di 13 baktun del Lungo Computo, ciclo che per i Maya corrisponde a un'età del mondo. Nonostante le numerose incomprensioni e le critiche, che il 2012 corrisponda alla "data finale" è un dato certo e un'interpretazione fedele della visione maya del tempo.

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