2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il rapporto della Terra con la galassia nel calendario maya

José Arguelles studia da trent'anni il calendario maya assieme ad altri sistemi, principalmente l'I-Ching, e ha sempre avvertito somiglianze e parallelismi tra i due sistemi. Mentre studiava il calendario gli diventava sempre più chiaro, soprattutto in questi ultimi anni, che ha altre finalità e altri usi rispetto a quelli strettamente calendariali. Arguelles ha capito che quello che chiamiamo calendario è soltanto uno degli usi di un codice nascosto. Osservando il calendario, scopriamo il codice che vi è contenuto.

A questo punto è fondamentale conoscere alcuni principi correlati all'olografia, ovvero ai frattali matematici. Uno di questi principi è l'idea che il tutto sia contenuto nella parte, e che quindi ogni parte contenga il tutto. E' stato così che lo studioso ha iniziato a capire che il calendario nasconde un codice.

Questo è un punto fondamentale. Poi si chiese: che tipo di codice e che cosa significa? Iniziò a considerarne le diverse applicazioni. Vide che il calendario, descritto in genere come la ripetizione di un ciclo di 260 giorni, contiene la matrice 260. Poi capì che anche il Grande Ciclo corrisponde perfettamente a questo codice. Il Grande Ciclo non è composto solo da cicli ripetuti di 260 giorni, ma anche di 260 katun, ovvero periodi di 20 anni. Il codice era lo stesso. Di qui incominciò a capire che il codice è basato su proprietà matematiche che sono virtualmente collegate a tutti gli altri aspetti dell'esistenza, per esempio alla tavola degli elementi. Iniziò a capire che il codice su cui si fonda tutto il calendario maya, Grande Ciclo compreso, nel suo parallelismo con la tavola degli elementi è una tavola periodica delle frequenze galattiche.

Ritornando alla risonanza, l'idea è che la forma deriva dalla frequenza. Prima c'è una frequenza vibratoria che segue determinati cicli e da questa frequenza si crea la forma. Le frequenze hanno delle proprietà matematiche che si possono tradurre in modelli geometrici. Il modello geometrico corrisponde alla forma, quindi il codice è effettivamente la tavola periodica delle frequenze galattiche che determinano la manifestazione di tutti i fenomeni nelle varie dimensioni. E' un codice universale strabiliante che lascia senza fiato.

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