2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il Punto Omega: oltre la saggezza

Sarà questo il punto finale della nostra evoluzione? O ci sarà un altro giro della spirale?
Molte tradizioni mistiche avvertono che la liberazione della mente dai suoi attaccamenti è solo il primo passo verso il risveglio interiore. Al di là ci aspettano esperienze ancora più universali, visioni della realtà profondamente diverse.

Gli adepti più avanzati sostengono che il mondo della materia non è reale e che lo spazio-tempo non costituisce la realtà ultima. E' interessante che questa visione sia in accordo con l'esplorazione della realtà fisica svolta dalla fisica moderna. Ogni volta che cerchiamo di inchiodare l'essenza della materia, ci sfugge. Sembra non esservi nulla; almeno, nulla che abbi una sostanza materiale. Lo spazio e il tempo non sono assoluti, come si pensava in passato, ma sono parte di una realtà più profonda, il continuum spazio-temporale.

Forse questi adepti hanno scoperto la natura della realtà non indagando le forme esterne, ma esplorando il loro spazio interiore. Se così fosse, il nostro destino collettivo potrebbe essere appunto la libertà dall'illusione della materialità, dall'illusione della nostra esistenza nello spazio e nel tempo.

Non scartate troppo in fretta questa possibilità solo perché è lontana dal nostro attuale modo di pensare. Se aveste detto a Mozart che in futuro l'umanità avrebbe avuto a disposizione dei piccoli dischi della grandezza di una monetina, fatti di uno strano materiale che non è né legno né metallo, e che collegati a una scatola attraverso un filo e infilati nelle orecchie avrebbero fatto sentire tutte le sue composizioni come davanti a una vera orchestra, vi avrebbe creduto? O vi avrebbe giudicato dei pazzi?

Un uomo convinto che il nostro destino fosse un risveglio spirituale collettivo era un sacerdote e paleontologo francese, Pierre Teilhard de Chardin. Esaminando i modelli evolutivi in direzione di una sempre maggiore complessità, coesività e coscienza, intuì che l'umanità si sta muovendo verso un Punto Omega, fine e scopo dell'evoluzione.
Teilhard de Chardin pensava che l'universo avesse già attraversato molti importanti stadi evolutivi a partire da quella che chiamava "cosmogenesi", la nascita dell'universo (cosmosfera). Successiva fu la "geogenesi", la nascita della Terra (geosfera), e quindi la "biogenesi", la nascita della vita (biosfera). Con la nascita dell'umanità si produsse la "noogenesi", la nascita del pensiero (noosfera). Predisse quindi che lo stadio finale, che conduce al Punto Omega, sarebbe stata la "Cristogenesi". Con questo termine intendeva la nascita della coscienza cristica, non in un solo individuo ma nella collettività: la nascita spirituale dell'umanità come un tutto.

Teilhard de Chardin collocava il Punto Omega a migliaia di anni nel futuro. Come molti altri, non aveva preso in considerazione l'accelerazione progressiva. Nei suoi ultimi anni parlò comunque dell'impatto della radio e della televisione in termini di unificazione dell'umanità. Tecnologie come queste, disse, rendono il Punto Omega molto più vicino. Poco prima che morisse apparvero i primi computer. Intuendo il potenziale di quella nuovissima tecnologia, predisse che anche i computer erano uno strumento per avvicinare ancora di più il Punto Omega. Se fosse vissuto abbastanza a lungo da assistere alla nascita di internet, probabilmente avrebbe intuito che il Punto Omega è ancora più vicino.

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