2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il gioco della palla, il mito della creazione e la profezia del 2012

Come se quanto detto nel post di ieri non bastasse per includere Izapa nella breve lista dei luoghi appartenenti al patrimonio dell'umanità, nel cosiddetto cortile del gioco della palla l'allineamento galattico dell'era-2012 è inserito in un misterioso gioco che racchiude un insegnamento spirituale. Qui l'astronomia, la profezia e l'insegnamento spirituale del 2012 convergono in un'unica cosa. Questa convergenza evidenzia ancora di più l'incredibile e indispensabile ruolo di Izapa nella comprensione del 2012.

Il cortile del gioco della palla è il "ground zero" della profezia del 2012.
Prima di tutto, occorre capire in che modo il gioco della palla riflette l'allineamento galattico. Dai paralleli simbolici, ampiamente accertati, tra l'astronomia e il gioco della palla, emergono con certezza alcuni elementi. Osservando l'immagine più in basso, il cortile rappresenta la Via Lattea. La palla rappresenta la testa recisa di Uno Hunaphu, ovvero il Sole al solstizio d'inverno. Il cerchio infisso nel muro rappresenta il dark rift, la nube di polvere interstellare, della Via Lattea.


I giocatori mettono in scena il mistero narrato nel mito di creazione del Popol Vuh in cui i due Eroi Gemelli combattono contro i Signori Oscuri del Mondo Sotterraneo nel campo di gioco cosmico del sacrificio, della giustizia e della resurrezione. Ecco come il gioco della palla si può considerare l'evento centrale dell'allineamento galattico dell'era-2012 cifrato nel mito della creazione. Quando la palla entra nell'anello, il Sole solstiziale entra nel dark rift e un ciclo temporale giunge alla sua fine. In quel momento ha fine anche la vecchia età del mondo dell'inganno e dell'illusione, sostituita da una coscienza rinnovata e più elevata attraverso la rinascita a una luce più alta.


Il complesso monumentale del cortile del gioco della palla di Izapa contiene un messaggio rivelatore di questo gioco misterico, inteso dagli astronomi di Izapa come una rivelazione ricevuta da una fonte superiore. Il messaggio del 2012 va quindi compreso alla luce dell'orientamento del cortile verso il punto occupato dal Sole al solstizio d'inverno, del significato degli sciamani seduti in trono, del vero significato del sacrificio (che rappresenta le energie alla fine di un ciclo) e del rapporto tra l'io e il sé divino. Incominciamo da quest'ultimo punto.

Il mito di creazione maya di Sette Pappagalli e Uno Hunahpu riflette un insegnamento perenne riassunto da Aldous Huxkey nella sua introduzione a The Song of God: Bhagavad-Gita. Distillando la saggezza universale al centro delle grandi religioni del mondo, Huxley elenca quattro principi. Primo, gli esseri umani contengono due : l'io limitato, che serve a scopi pratici ma che può trasformarsi in megalomania, e il sé divino, lo sfondo eterno e infinito della manifestazione. Il mondo costituito di elementi, oggetti, stelle, pianeti e fenomeni (tra cui gli esseri viventi) sgorga da questo divino sfondo incondizionato. Secondo, l'eccessiva identificazione con l'io provoca la dimenticanza del sé divino. Terzo, il sé divino illimitato non può essere compreso né conosciuto dalla mente razionale, ma va sperimentato direttamente. Questa esperienza comprende l'iniziazione presente negli insegnamenti esoterici di tutte le religioni. Quarto, lo scopo dell'esistenza umana è la riunificazione dell'io con il sé divino, per vivere in piena coscienza dello sfondo eterno e infinito della manifestazione.

La chiave per la nostra epoca è una visione iniziatica che abbia valore e significato per il mondo moderno. In che modo sviluppare questa visione? Il messaggio nelle pietre di Izapa allude a tre metodi: il tantrismo, la guarigione sciamanica mediante le piante sacre e la meditazione sul respiro. La chiave di tutte e tre le pratiche è il sacrificio (il lasciar andare), e la chiave del sacrificio è l'umiltà e la compassione.
L'immagine in alto schematizza il cortile del gioco della palla di Izapa e le sue costruzioni. Il cortile è orientato a sud-est, verso il punto in cui al solstizio d'inverno del 2012 il Sole nascerà allineato al dark rift e quindi al centro galattico. Circa 2.100 anni fa, gli astronomi di Izapa dovettero vedere il dark rift sorgere all'orizzonte prima dell'alba di un solstizio d'inverno. Quegli antichi cosmologi osservarono l'allineamento e calcolarono che si sarebbe ripetuto nel 2012, ponendo il termine del loro calendario in questa data. (Vi sono validi motivi per ritenere che questo allineamento preannunci un importante cambiamento energetico nei cieli temporali, come spiegato da John Major Jenkins in Galactic Alignment).

All'estremità più lontana del cortile, una stele rappresenta Hunahpu eretto su Sette Pappagalli caduto a terra. Osservando questa stele alla luce del prossimo allineamento che avverrà nel punto indicato dalla stele, l'antico iniziato vedeva reiterarsi il mito della creazione: Sette Pappagalli (l'io) deve cadere affinché Uno Hunahpu (il sé divino) possa rinascere. L'antico dio polare muore e il nuovo dio galattico nasce. Un modello solare-galattico viene così a sostituirsi a un modello geo-polare. L'io deve umiliarsi per poter recuperare il giusto rapporto con il sé divino, consentendo alla saggezza eterna di risplendere.

L'unione di astronomia, mitologia e insegnamento spirituale è la cifra di quella che Jenkins definisce la profezia del 2012, lo scenario che si presenta nel punto di transizione alla fine di un'età. Che cosa dice questa profezia? Sette Pappagalli, l'egoismo che pensa solo a se stesso, governerà il mondo e lo porterà alla rovina, facendo dimenticare agli uomini la loro natura eterna e spingendoli a identificarsi con l'io limitato. Secondo Jenkins, è questa la vera profezia del 2012. La seconda parte della profezia, perfettamente leggibile nel mito della creazione, dice che l'io può farsi umile, lasciar andare la credenza illusoria di essere il vero centro e ricollegarsi al sé divino eterno. In questo modo Uno Hunahpu, l'anima rinata al giusto rapporto con il sé superiore, può risplendere. L'io diventa trasparente ed è illuminato dalla mene divina che sinora era celata al suo interno. La chiave di questa profezia è la volontà, perché ciò di cui facciamo esperienza dipende dalle nostre scelte: che scegliamo di rimanere aggrappati per paura alla familiare illusione o che scegliamo di aprirci con amore e fiducia al grande mistero che vuole elevarci e trasformarci.

Al centro della parete settentrionale del cortile del gioco della palla troviamo la stele 67, che mostra la vittoriosa rinascita di Uno Hunahpu dentro una canoa che simboleggia la Via Lattea. Come nella stele 11, appare nella posizione dell'allineamento galattico, "in mezzo" alla Via Lattea. Dietro la stele, a nord, l'osservatore ha davanti a sé il vulcano Tacanà, su cui Sette Pappagalli sorge e tramonta, un memento delle vicissitudini e della follia dell'egoismo.

Sul lato opposto del cortile si trovano sette sedili o troni di osservazione. Su questi troni sedeva un gruppo di maestri o sciamani-astronomi che osservavano il gioco misterico che si svolgeva nel cortile e il cielo sopra l'orizzonte.
Questi tre elementi (il trono, il gioco della palla e la bocca del serpente) racchiudono il triplice insegnamento del 2012, simboleggiando nello stesso tempo l'allineamento del Sole al solstizio con il centro galattico. Il primo (il trono) rappresenta il centro del cosmo, dalle cui gambe stilizzate emerge una divinità solare. Rappresenta anche il sole e il canale della nascita, simboleggiando il futuro allineamento all'orizzonte durante il solstizio d'inverno. E' un'immagine di rinascita. Il secondo (la testa di serpente che in origine recava i bocca un piccolo disco solare) è un'altra immagine del Sole nel dark rift, ma con una connotazione di divoramento e di morte.
Abbiamo quindi la morte e la rinascita, una polarità usata spesso per indicare il solstizio d'inverno, che segna la fine di un anno e l'inizio di un successivo. La nascita del nuovo è preceduta dalla morte del vecchio. Ma l'immagine divoratrice simboleggia anche la trasformazione. Ciò che muore non finisce, ma si trasforma in ciò che rinasce. Allo stesso modo, l'io non va distrutto, ma trasformato attraverso il contatto con la luce rinnovatrice del sé divino. Questo è il vero significato del sacrificio e della trascendenza, perché la trascendenza non annulla ciò che trascende ma lo include in una visione più globale.
La palla e l'anello nella parte inferiore della figura rappresentano il gioco della palla e, come abbiamo già visto, l'allineamento galattico tra il Sole solstiziale e il dark rift. Qui entra a far parte della simbologia anche il gioco, che è la danza o l'attività della coscienza, il movimento dell'umanità verso la rinascita e la partecipazione cosciente a questo processo. E' un'esigenza di trasformazione positiva attraverso la volontà di lasciar andare l'illusione che vincola l'io ai suoi stati limitati. Nel mito, Sette Pappagalli cade perché rifiuta di lasciar andare l'attaccamento all'io. Uno Hunahpu, che perse la testa recandosi volontariamente a Xibalbà, la riottenne alla rinascita, assieme a molte altre cose.

Nel post di domani, concluderemo il discorso concentrato su Izapa, analizzando nel dettaglio i tre metodi per lasciare andare e ricollegarsi al sé divino.

8 commenti:

2012lafine.it ha detto...

Mi scuso se posto un commento che non riguarda l'articolo ma non ho trovato altro modo di contattarvi.

Faccio parte dello staff del blog http://www.2012lafine.it e sto curando una sezione di link/siti interessanti all'indirizzo http://www.2012lafine.it/links/
Ho inserito anche il vostro sito, mi farebbe piacere se il mio blog comparisse nel vostro blogroll.

Saluti
Ierofantes

2012ladistruzione ha detto...

Va benissimo, grazie per la proposta.
Ti puoi trovare nel blogroll! :)

Anonimo ha detto...

Wow, è fantastico. Mi dispiace solo per il film 2012 perché non accadrà niente di interessante "risorgerà solo il nostro (io divino)". secondo me i maya sono veramente intelligenti, sapere tutte quelle cose a quell'epoca o.O




SONO ANNA ROMANO 1'b lag

I LOVE HP ha detto...

è stato molto interessante, leggere questo articolo e spero veramente che il nostro io divino risorga così non ci saranno più guerre e altere catastrofi :)

rosa ha detto...

I maya hanno fatto molte scoperte astronomiche, ma pensare ad un eventuale catastrofe non giova a nessuno, neanche al nostro io divino. Restiamo con i piedi sulla Terra finché ci sarà.

rosa ha detto...

I maya hanno fatto molte scoperte astronomiche, ma pensare ad un eventuale catastrofe non giova a nessuno, neanche al nostro io divino. Restiamo con i piedi sulla Terra finché ci sarà.

anna romano 1 blag ha detto...

Brava rosa

anna romano 1 blag ha detto...

Brava rosa

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