2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

I centri cosmici e gli allineamenti galattici dei Maya

I mesoamericani erano profondamente interessati a orientarsi correttamente nell'universo, interesse espresso nella loro architettura e nella pianta delle loro città. Questo interesse era inoltre il nucleo della loro cosmologia e della loro religione. In fondo erano i nik wak 'inel, coloro che guardano il centro. Ma dov'è questo centro?

L'antica civiltà olmeca, precedente a quella maya, pensava che il centro fosse la stella polare, attorno alla quale avviene il moto apparente di tutte le altre stelle. In altre tradizioni, per esempio del rito del Nuovo Fuoco, veniva utilizzato lo zenit (il punto nel cielo sopra la nostra testa). Oltre alla stella polare e allo zenit, i Maya utilizzavano un terzo centro cosmico, nascosto nella data finale del 2012 e nella dottrina delle età del mondo esposta nel mito della creazione.

La Via Lattea interseca l'eclittica (la linea percorsa dal Sole, dalla Luna e dai pianeti) in due punti: uno nella costellazione del Sagittario e l'altro in quella dei Gemelli. Nella simbologia maya, la croce esprime l'idea di "centro cosmico". La cosa interessante è che la croce formata dall'intersezione tra l'eclittica e la costellazione del Sagittario punta in direzione del centro della Via Lattea (centro galattico).


Identificare il centro del mondo era di fondamentale importanza per i Maya, ma questa domanda forniva inevitabilmente tre risposte o tre livelli di risposta. Gli studiosi ufficiali dei Maya non tengono conto di questo piccolo problema, che è invece fondamentale per capire questa filosofia spirituale. A partire dagli anni '90 John Major Jenkins ha studiato questa triplicità di centri cosmici, che i Maya consideravano equivalenti e associavano a tre divinità: Sette Pappagalli (l'Orsa Maggiore, il centro polare), Quetzacoatl (le Pleiadi, il centro zenitale) e Hunab Ku (il Sole al solstizio d'inverno, il centro galattico).

Ma perché il Sole al solstizio d'inverno è associato al centro galattico e perché proprio nel 2012? A questo terzo livello, il centro galattico si presenta come il centro cosmico principale, quello più importante e che include tutti gli altri. Esattamente come il modello eliocentrico introdotto da Copernico nel XVI secolo era un modello più preciso di conoscenza del cosmo, i Maya svilupparono una cosmologia molto più precisa di quelle precedenti e meno esatte. Ma perché la divinità del sole al solstizio d'inverno (Hunab Ku) è associata al centro galattico? E' questa la chiave del significato del 2012: nel periodo attorno a questa data, al solstizio d'inverno il Sole sarà allineato con il centro galattico sulla linea dell'eclittica.

Questo allineamento è prodotto da un fenomeno chiamato precessione degli equinozi. L'asse terrestre disegna lentamente un cerchio nel cielo, puntando via via verso costellazioni diverse (compresa la Via Lattea). Per gli antichi osservatori del cielo, un interessante effetto di questo fenomeno è che l'apparente posizione del Sole agli equinozi rispetto alle costellazioni (e alla Via Lattea) cambia con il tempo. Lo stesso accade ai solstizi, per cui la posizione apparente del Sole al solstizio d'inverno si sposta nel corso di migliaia di anni sempre più in corrispondenza con il centro galattico. Questo fatto, indicato dalla "croce maya", accade ogni 26.000 anni, corrispondenti al ciclo completo della precessione. Questo allineamento apparente aveva un grosso significato per gli antichi osservatori delle stelle.

Secondo gli studi di Jenkins, non si deve considerare solo il momento preciso dell'allineamento solstiziale, ma tutta un'era dell'allineamento che, comprendendo il 2012, si estende dal 1980 al 2016. Quando crearono il calendario del Lungo Computo, gli antichi astronomi maya calcolarono il prossimo allineamento e in base ad esso fissarono la fine di un ciclo di 13 baktun.
Questo è il fenomeno astronomico alla base della "data finale" del 2012. Altri miti maya si riferiscono al tema dell'allineamento galattico, come ad esempio all'interno del sacro gioco della palla e del mito della creazione.
La data finale dell'allineamento si può considerare alla stregua di un'eclisse e condivide con le eclissi il basilare significato alchemico del "superamento degli opposti". Nella metafisica maya, questa unione ha un significato molto più profondo dell'unione di maschio e femmina e della altre coppie di opposti. Indica infatti il rapporto non duale tra finito e infinito, eternità e tempo, superiore e inferiore. L'unificazione della natura superiore e inferiore avviene nell'eclisse, nel mito di Quetzacoatl dell'unione del Sole e di Venere, e nella posizione del Sole al solstizio d'inverno del 2012 in corrispondenza del centro galattico. La nostra natura superiore non cancella la natura inferiore, ma la include; allo stesso modo, il tempo ritrova il collegamento con l'eternità quando la coscienza umana recupera la visione priva di tempo, eterna. E il mondo fenomenico delle apparenze è riportato alle sue illimitate possibilità quando la coscienza umana recupera il collegamento con l'infinito.

Questo è il nucleo della promessa di rinnovamento del mondo nel 2012, che può avvenire soltanto nel cuore degli uomini. L'ingrediente segreto essenziale per rendere manifeste queste possibilità è il sacrificio, il lasciar andare. Dobbiamo lasciar andare le nostre fissazioni egoiche per gli stati di limitazione, lasciar andare i lacci illusori che impediscono la percezione diretta dell'eternità e dell'infinito. Non si tratta di evolvere in direzione di questi stati, perché sono già alla radice del nostro essere; si tratta invece di riportarli alla luce lasciando andare le limitazioni che oscurano la realtà della loro immanente presenza.
Questi principi della scienza sacra dei Maya sono verità perenni. Compaiono ovunque nelle pietre scolpite di Izapa, perciò è il momento di dare uno sguardo più ravvicinato a questo stupefacente sito purtroppo negletto, un luogo che Jenkins chiama l'Eleusi del Nuovo Mondo, con le sue "stele di Rosetta" non ancora decifrate e le sue visioni iniziatiche dimenticate.

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