2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Capire il nostro pianeta attraverso i Maya e la loro visione della galassia

La visione comune di noi stessi è quella di far parte di questo particolare pianeta in questo particolare sistema solare. L'astrologia considera gli influssi esercitati su questo pianeta dalle interazioni con gli altri pianeti del nostro sistema solare, ma in genere attribuiamo scarsa importanza ad altri fattori, fattori galattici, che influiscono sul sistema solare: il fatto che il nostro sistema solare appartenga a un gruppo di altri sistemi solari e che agisca all'interno di un contesto più grande, quello della nostra galassia. Questo campo galattico è percorso da vari raggi di energia che influenzano i vari gruppi di sistemi solari, i quali esercitano a vicenda un reciproco influsso. I Maya si sentivano parte di un pianeta inserito nel contesto di una galassia.

La storia ci presenta i Maya come una civiltà fiorita nell'America centrale e i cui discendenti sono presenti in Messico, soprattutto nella penisola della Yucatàn. Sappiamo inoltre che il loro periodo "classico", come viene spesso chiamato, durò 500 anni, dal 400 all'830 d.C. Parlando dei Maya, ci si riferisce specificamente a questo periodo classico.

Le mostre sull'arte maya nelle principali città degli Stati Uniti hanno indotto molti a chiedersi: chi erano i Maya? Perché la loro civiltà scomparve all'improvviso attorno all'830 d.C.? A che cosa serviva il loro calendario, uno dei più raffinati di tutte le civiltà, quando per il resto erano ancora all'età della pietra? Non avevano animali da tiro o da carico, non conoscevano la metallurgia e non usavano la ruota. Come hanno fatto a produrre questo calendario e il suo straordinario sistema di calcolo? Per molti studiosi, i Maya sono un perfetto enigma. Le risposte che ci dà l'archeologia sono insufficienti e il mistero continua. Anzi, potremmo dire che quello dei Maya è uno dei più grandi misteri del nostro pianeta.

José Arguelles studia i Maya da quando aveva quattordici anni e la sua fantasia era già sollecitata da questo popolo. Ha lavorato duramente per trent'anni sui materiali disponibili finché, un paio di anni fa, un maya di nome Hunbatz Men lo ha contattato e il professor Arguelles l'ha invitato a Boulder per conoscersi. Mentre era a Boulder, lo studioso tenne una conferenza sull'astrologia maya. Era quello che gli mancava per mettere assieme tutti i pezzi del puzzle. Un'informazione fondamentale che gli diede Hunbatz Men fu che il nostro sistema è il settimo sistema stellare che i Maya hanno studiato e mappato, e in cui hanno navigato. "Se è vero - pensò Arguelles - possiamo supporre che i Maya non fossero originari di questo pianeta, almeno i primi Maya".

A partire da questo dato, Arguelles ha riesaminato tutti i materiali precedenti. In questo modo le cose andavano a posto e incominciavano ad avere un senso. I Maya sono ciò che ora chiama "navigatori galattici" e definisce alcuni di loro, particolarmente sorprendenti, "maestri galattici".

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