2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il nostro Sole: la quiete prima della tempesta


Da quando il telescopio di Galileo ha permesso agli uomini di osservare il cielo, i primi astronomi europei hanno visto che il nostro Sole attraversa cicli regolari di tempeste magnetiche (le macchie solari) seguiti da periodi calcolabili di quiete. Questi cicli sono stati regolarmente osservati a partire dal 1610. Da allora si sono prodotti 23 cicli di attività solare, della durata media di 11 anni ognuno, l'ultimo dei quali è iniziato nel maggio del 1996. Non era possibile valutarne la durata esatta finché, nella primavera del 2006, la NASA diede l'annuncio di quello che tutti gli astronomi stavano aspettando. Il 10 marzo di quell'anno le macchie e i brillamenti solari cessarono di colpo e il Sole divenne "tranquillo" segnalando così la fine del suo ultimo periodo di attività.
Ma è una quiete relativa, perché la fine di un ciclo indica che si sta preparando un nuovo ciclo e quindi nuove tempeste magnetiche. Quello che rende il prossimo ciclo molto diverso dai precedenti è che la grandezza delle macchie solari osservate tra il 1986 e il 2006 suggerisce che il prossimo ciclo sarà uno dei più intensi finora registrati.
"Il prossimo ciclo di attività solare sarà maggiore del 30-50 per cento del precedente",
afferma Mausumi Dikpati del National Center for Atmospheric Research (NCAR) di Boulder, Colorado.
David Hathaway, del National Space Science and Technology Center, concorda e prevede che le macchie solari osservate nell'ultimo ciclo riappariranno "molto più grandi" nel prossimo. Se sarà così, l'intensità delle tempeste magnetiche sarà seconda solo a quella registrata nel 1958, quando le aurore boreali illuminarono i cieli a latitudini meridionali come quelle del Messico. A quel tempo non esisteva ancora l'attuale tecnologia delle comunicazioni e non c'erano in orbita satelliti che le tempeste magnetiche potessero mettere fuori uso. L'intensità del prossimo ciclo di attività solare è già preoccupante di per sé, ma lo diventa ancora di più se consideriamo la data della massima intensità di attività solare prevista. Basandosi sul ciclo del 1986-1996, Dikpati colloca la data di massima attività nel 2012, la stessa dell'allineamento galattico indicata dal calendario maya. Dato che questo fenomeno non si è mai verificato nelle condizioni demografiche e tecnologiche attuali, non siamo in grado di prevedere gli effetti delle prossime tempeste magnetiche sul nostro futuro.

0 commenti:

Posta un commento

Related Posts with Thumbnails

Cerca nel blog

Ricerca personalizzata

Indice dei post

Indice dei post
Clicca sul libro

Lettori fissi

Visualizzazioni totali

Blog Archive