2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Il mistero dei Maya


L'antico calendario maya contiene davvero il segreto di un evento epocale destinato a coinvolgere l'attuale umanità? Se è così, questo evento sarà la chiave del nostro futuro o addirittura della nostra sopravvivenza? Un numero sempre più ampio di prove suggerisce che la risposta a queste domande è sì. La domanda successiva è: perché?
Perché una civiltà così sviluppata, apparsa all'improvviso oltre 1.500 anni fa, che utilizzava il più sofisticato orologio cosmico mai conosciuto e che creò una cultura fortemente incentrata sui cicli cosmici, è scomparsa? Perché il suo calendario, che coincide con i 5.000 anni della storia documentata, termina in una data precisa, una data per noi così attuale? Qual è il significato del solstizio d'inverno del 21 dicembre 2012?
Per rispondere a queste domande dobbiamo superare i tradizionali confini che separano la scienza, la religione, la spiritualità e la storia, e unificare queste fonti di conoscenza in una nuova saggezza unitaria. In questo modo inizia ad apparire qualcosa di molto interessante.
La civiltà maya è un'anomalia nella visione tradizionale della storia e della cultura. Le testimonianze archeologiche indicano che i primi Maya apparvero "all'improvviso" circa un millennio e mezzo fa in remote aree della penisola dello Yucatàn, nell'attuale Messico, in Guatemala e in alcune regioni degli attuali Honduras e Belize. Ciò che distingue i Maya da altre civiltà contemporanee è che sembrano essere apparsi con una tecnologia già evoluta, invece di avere sviluppato la loro tecnologia nel corso del tempo com'è normale aspettarsi. Nonostante le diverse teorie, nessuna ha mai risolto definitivamente quello che viene chiamato "l'enigma maya".
Nei suoi studi su questo popolo misterioso, Charles Gallenkamp riassume così questo enigma:
"Nessuno è mai riuscito a stabilire in modo soddisfacente dove o quando la civiltà maya ebbe origine, né come abbia potuto evolversi in un ambiente tanto ostile alla presenza umana".
Passando a descrivere quanto poco sappiamo di questa antica civiltà, fa notare che
"le cause che portarono all'improvviso abbandono delle loro grandi città durante il IX secolo d.C., uno dei misteri più sconcertanti della storia, sono ancora avvolte nelle congetture".
Se gli studiosi non sono d'accordo sul perché una civiltà così potente sia scomparsa, non possono discordare sulle meraviglie che ha lasciato dietro di sé. Inoltre, qualunque studio sugli splendori di questa civiltà è costretto a riconoscere la sua creazione più sofisticata: un calcolo del tempo e dei cicli cosmici tuttora insuperato. Molto prima della nostra epoca, il calendario maya è stato il metodo più preciso di calcolo delle ere cosmiche. Ancora oggi, per calcolare il tempo locale e quello cosmico, gli attuali Maya usano un sistema che, come sottolinea Michael D. "non ha saltato un giorno in oltre 25 secoli". Oltre a calcolare l'anno solare e i cicli lunari, questo calendario antico di 5.000 anni indica qualcosa di davvero sorprendente: l'allineamento del nostro sistema solare (il Sole e i suoi pianeti) con il centro della nostra galassia, evento che non si verificherà più per altri 26.000 anni.

La chiave di questo "calcolatore cosmico" maya era un periodo di 260 giorni, chiamato tzolkin o "calendario sacro", sovrapposto a un altro calendario di 365 giorni chiamato "anno vago". I Maya rappresentavano questi due cicli temporali mediante due ruote dentate: la più piccola girava attorno alla più grande fino al raro momento in cui un giorno del calendario sacro corrispondeva allo stesso giorno dell'anno vago. Questo raro e potente momento segna la fine di un ciclo di 52 anni che fa parte di un ciclo temporale più ampio chiamato il "Grande Ciclo". Secondo questo meccanismo, e secondo la tradizione degli stessi sacerdoti maya, l'ultimo Grande Ciclo è iniziato nell'agosto del 3114 avanti Cristo (epoca corrispondente ai primi geroglifici egizi) e terminerà tra breve, nel 2012 dopo Cristo. Più precisamente il 21 dicembre 2012, quando il Sole sarà allineato all'equatore della Via Lattea.

L'astronomia conosce questo allineamento galattico indicato dal calendario maya, ma la domanda è: che significato può avere? Alcuni sminuiscono l'importanza di questo fenomeno considerandolo semplicemente un'interessante peculiarità a cui abbiamo la fortuna di assistere durante la nostra vita. Altri ritengono che la fine del Grande Ciclo indichi la convergenza di rari eventi cosmici, con implicazioni che vanno dall'estremamente positivo al terrificante.
José Arguelles, studioso di cosmologia maya, suggerisce che i primi anni del nuovo millennio facciano parte di un sotto-ciclo iniziato nel 1992 con l'emersione di quelle che chiama
"tecnologie non-materialistiche ed ecologicamente armoniche... complementari alla nuova società mediarchica dell'informazione decentralizzata".
Rifacendosi a questo stesso evento galattico, altri ritengono che potrà essere causa di profonde, se non tragiche, conseguenze per la vita sulla terra come noi la conosciamo. Per esempio, un articolo del 1 marzo 2005 di una rivista on-line indiana descrive lo scenario elaborato dallo Hyderabad Computer Model sulla coincidenza tra la fine del calendario e l'inversione dei poli magnetici. L'agghiacciante titolo dice:
"Modelli informatici prevedono inversione dei poli magnetici della Terra e la possibilità che il Sole metta fine all'umanità nel 2012".
L'articolo continua descrivendo lo scenario apocalittico di un pianeta privo di campo magnetico (puoi leggere l'articolo per intero seguendo questo link).
Benché le opinioni su quello che possiamo attenderci dalla fine del calendario maya divergano, il sentimento generale è che qualcosa accadrà. La domanda è: che cosa? Che cosa volevano dirci i calcolatori maya del tempo riguardo a una data che nessuno di loro avrebbe visto? Dato che mancano pochissimi anni al 2012, e di fronte agli evidenti cambiamenti che stanno avvenendo sul nostro pianeta, sempre più ricercatori ritengono che sia interesse comune capire che cosa volevano dirci i Maya. Forse, il modo migliore per scoprire ciò che non sappiamo è considerare ciò che sappiamo.

1 commenti:

yoxorote ha detto...

Great read! I wish you could follow up to this topic

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