2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Da Celestino II a Giovanni Paolo II: la profezia di Malachia assegna un motto per ciascun papa


Centoundici sono i papi elencati nella Prophetia de Summis Pontificibus attraverso centoundici motti: vediamone alcuni fra quelli antecedenti il 1595.
Il primo papa della lista è Celestino II (1143-1144), annunciato dalla frase Ex castro Tiberis, "dal castello del Tevere": il pontefice era originario di Città di Castello, il principale centro umbro sull'alta valle del fiume Tevere.
Il secondo è Lucio II (1144-1145): la profezia dice Inimicus Expulsus, "il nemico espulso"; il cognome del papa era Caccianemici.
Il motto per il terzo papa, Eugenio III (1145-1153), è Ex Magnitudine montis: il pontefice era signore di Monte Magno.
Il quindicesimo papa della lista è descritto dall'espressione Comes signatus, "il conte segnato": sarebbe da individuare in Innocenzo III (1198-1216), al secolo Lotario dei Conti di Segni.
Il trentunesimo, Celestino V (1294-1294), è profetizzato dalla frase Ex eremo celsus, "elevato dall'eremo": Pietro Anglerio da Morrone, prima di diventare papa, è stato un eremita.
Il cinquantunesimo motto doce Columna veli aurei, "la colonna del velo d'oro": vi corrisponderebbe la figura di Martino V (1417-1431), al secolo Ottone Colonna, cardinale di San Giorgio al Velanzio.
Passiamo ora ai papi successivi alla pubblicazione, i papi successivi al 1595, quelli non coperti dal velo del sospettato imbroglio.
L'ottantaduesimo motto recita Iucunditas crusis, "la gioia della croce": sarebbe da associare a Giovanni Battista Pamphili, eletto papa col nome di Innocenzo X (1644-1655) il 15 settembre 1644, il giorno successivo alla festa dell'Esaltazione della Croce.
Dopo di lui, è salito al soglio pontificio Fabio Chigi, col nome di Alessandro VII (1655-1667). Il motto che gli corrisponde è Montium custos, "custode dei monti": Fabio Chigi, sul cui stemma c'erano tre monti, è stato il fondatore del Monte di Pietà.
Al novantaseiesimo posto è Peregrinus apostolicus, "pellegrino apostolico". Giovanni Angelico Braschi, ovvero papa Pio VI (1775-1799), si è reso famoso per i suoi viaggi: è andato a Vienna per trattare con l'imperatore Giuseppe II e, arrestato da Napoleone, è stato internato a Grenoble e poi rinchiuso in una fortezza a Valencia, dove è morto.
Il centunesimo, Crux de Cruce, "croce della croce": Pio IX (1846-1878) è stato il papa che, durante i moti risorgimentali, ha dovuto sopportare la "croce" dell'annessione degli Stati alla Chiesa al Regno d'Italia.
Il centoseiesimo è Pastor angelicus: il motto è associato a Pio XII (1939-1958), al secolo Eugenio Maria Pacelli. Lo stesso pontefice amava ricordare che il suo cognome in latino vuol dire "Pace del cielo".

Il centosettesimo papa, identificato con papa Giovanni XXIII (1958-1963), è indicato come Pastor et nauta, "pastore e marinaio". Angelo Roncalli, prima di diventare papa, è stato Patriarca della sede episcopale di Venezia, una delle ex Repubbliche marinare.
Per il centottesimo, identificato in Paolo VI (1963-1978) si legge Flos florum, "fiore dei fiori". Con "fiore dei fiori" è tradizionalmente indicato il giglio e nello stemma papale di Paolo VI, Giovanni Battista Montini, c'erano proprio tre gigli.
A lui succede Giovanni Paolo I (1978) e il motto che gli corrisponde è De medietate Lunae, "il periodo medio di una luna": il pontificato di Giovanni Paolo I, Albino Luciani, è durato circa un mese, il tempo di una luna.
Dopo la prematura scomparsa di Luciani viene eletto Karol Woytila, con il nome di Giovanni Paolo II (1978-2005): per lui il motto è De Labore Solis, "dalla fatica del Sole". Le interpretazioni date sono quattro: la prima riferisce il motto alle eclissi di Sole che si sono verificate nel giorno della nascita di Karol Wojtyla, 18 maggio 1920, e nel giorno del suo funerale e della sua tumulazione, l'8 aprile 2005; la seconda riferisce il motto alle origini di Karol Wojtyla che, proprio come il Sole, veniva dall'est, dalla Polonia; la terza alla grande sofferenza fisica degli ultimi anni del pontefice; la quarta al fatto che Giovanni Paolo II è stato il papa che ha viaggiato di più in assoluto nella storia, portando la Chiesa ad avere il dominio su un territorio talmente vasto che non vi tramonta mai il Sole.

Come ben dimostra De Labore Solis, le interpretazioni che si possono fare dei motti sono molteplici e la loro associazione a ogni singolo pontefice può essere discutibile.
A difesa della Prophetia de Summis Pontificibus c'è però da dire che, dal 1143 in poi, essa deve rispettare l'ordine cronologico secondo il quale si sono succeduti i papi al soglio di Pietro e questo circoscrive di molto il campo d'azione: eppure per la quasi totalità dei pontefici è stato possibile trovare una corrispondenza col motto associato e, sia pur nell'ampio spettro di possibilità che le interpretazioni aprono, si tratta di un dato molto rilevante.

Abbiamo detto 111 papi, dal 1143 in poi; con Giovanni Paolo II siamo arrivati a 110: l'attuale, Joseph Ratzinger, eletto papa dal conclave il 19 aprile 2005 col nome di Benedetto XVI, sarebbe il centoundicesimo e ultimo?
Se così fosse, la profezia di Malachia sarebbe straordinariamente in sintonia quantomeno con il periodo storico della profezia maya sul 2012: la fine del mondo comprenderà anche la fine del papato?

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