2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

2012: moriremo tutti? Reagiremo? O resteremo indifferenti?


Le informazioni raccolte finora sono tantissime.
La profezia maya ci indica una data precisa, la fine del Lungo Computo: il solstizio d'inverno del 21 dicembre 2012.
L'allineamento delle piramidi di Giza, dei templi di Angkor, di Tiahuanaco e la linea verso cui volge lo sguardo la Sfinge sembrano confermare questa data, così come sembrano confermarla il codice decifrato nella Genesi da Michael Drosnin, nella Grande Croce Alchemica di Hendaye da Fulcanelli e nell'I-Ching da Terence McKenna.

Le ultime scoperte scientifiche documentano che grandi cambiamenti sconvolgeranno l'universo nel quale navighiamo e il pianeta che abitiamo: la Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, l'intero sistema solare si sta riscaldando e la nostra mente potrebbe interagire con le mutate condizioni circostanti e svelarci parti di noi ancora sconosciute.

Forse per il 21 dicembre 2012 i 13 teschi di cristallo della profezia saranno riuniti e all'uomo si aprirà un mondo di conoscenze inaudite e si rigenererà, dal potere dell'unione dei teschi, quell'energia potentissima che potrebbe aver reso grande la leggendaria Atlantide e che, sfuggita al controllo, potrebbe essere stata fra le cause della sua distruzione.

Giunti quasi al termine di questo inquietante e avvincente viaggio ci troviamo a un bivio che proprio dalle differenti sfumature di significato degli aggettivi "inquietante" e "avvincente" si dirama.
Davanti all'annunciarsi di un'imminente sconvolgimento l'uomo può reagire e ha sempre reagito in tre modi: disperandosi per il terrore di un'ineluttabile fine, gridando il classico e arrendevole "moriremo tutti" che in ogni catastrofe qualcuno ha urlato, coprendosi la testa per non vedere; accettando, provando a conoscere e quindi provando a reagire e ad adattarsi per trarre vantaggio dal cambiamento e trasformarlo in un nuovo e forse migliore inizio; infine restando indifferente e continuando a vivere giorno per giorno, minuto per minuto, senza distogliere lo sguardo dal vicino e conosciuto.
Ma quest'ultima, fra le possibili reazioni, comprende gli ignavi, chi non agisce e pertanto non imbocca alcuna via, restando fermo allo snodo.
E lo snodo, in questo caso, è rappresentato da una domanda: come sarà il mondo dopo il 21 dicembre 2012?
Da questa domanda si dirama il nostro bivio, il bivio che separa le due, profondamente distinte, strade imboccate dai catastrofisti e dagli ottimisti.

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