2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Intelligenza in evoluzione

Un modello ricorrente dell'evoluzione è una sempre maggiore complessità nel processare le informazioni. Il DNA è un database di informazioni che ha richiesto eoni per la sua formazione. La riproduzione sessuale è stata un passo fondamentale per il processamento delle informazioni, così come lo era stato lo sviluppo dell'apparato sensoriale e in seguito del sistema nervoso centrale. La comparsa dell'uomo portò a un altro importantissimo sviluppo nel processamento delle informazioni: il linguaggio, che ci ha permesso di condividere idee ed esperienze. Poi, i vari sviluppi della tecnologia dell'informazione (la scrittura, la stampa, il telefono, la radio, la televisione, i computer e internet) hanno sempre più accresciuto la nostra capacità di raccogliere informazioni, processarle, organizzarle e utilizzarle.

Ci sono dei limiti al cambiamento?

Come dimostrato da Peter Russell in uno studio pubblicato nel 1992, The White Hole in Time, uscito in edizione riveduta con il titolo Waking Up in Time, se la velocità di accelerazione del cambiamento continuasse (come detto qui e qui), non significa che continueremo ad evolverci per eoni nel futuri. Potremo invece vedere la globalità della nostra evoluzione futura (la totalità degli sviluppi concepibili e molto più) compressa in un periodo di tempo brevissimo. Nel corso di poche generazioni, e forse nel corso della nostra stessa vita, potremmo raggiungere il culmine del nostro viaggio evolutivo.

L'onda temporale zero e il 2012

L'ipotesi che l'umanità si stia avvicinando al punto in cui il cambiamento avrà velocità infinita è stata discussa da Terence McKenna nel suo The Invisible Landscape, in cui sviluppa una funzione matematica frattalica, che chiama timewave, "onda temporale", per calcolare la velocità dell'ingresso di novità nel mondo (l'espressione "ingresso di novità" è stata coniata dal filosofo Alfred North Whitehead per indicare il venire in essere di nuove forme o nuovi sviluppi). Questa onda temporale non è una curva ad andamento regolare, ma segue un andamento a picchi e valli che corrispondono ai valori massimi e minimi della velocità di ingresso di novità nella storia umana.

L'evoluzione va nella direzione di una singolarità matematica

Dove ci sta portando tutto questo? Secondo alcuni, verso quella che viene definita una singolarità, termine usato dai matematici per indicare il punto in cui un'equazione diventa impossibile e quindi non ha più senso. Le regole sono cambiate e avviene qualcosa di completamente diverso.
Un semplice esempio di singolarità è la divisione di un numero per zero. Se dividiamo un numero per numeri infinitamente piccoli otteniamo cifre sempre più lunghe, ma se dividiamo un numero per zero otteniamo l'infinito, che non è un numero. A questo punto l'equazione non ha più senso.

Perché l'evoluzione accelera?


La vita diventa sempre più veloce. Le nuove invenzioni tecnologiche raggiungono tutti gli strati della società nel giro di anni e non più di secoli. Calcoli che in precedenza avrebbero richiesto decenni ora richiedono pochi secondi. Il cambiamento è sempre più veloce in tutte le aree della vita.
Ma questa accelerazione non appartiene solo all'era moderna. Nel Medioevo, per esempio, le tecniche di coltivazione e di costruzione cambiavano lentamente nel corso di un secolo, eppure erano cambiamenti più veloci rispetto all'era preistorica, quando gli strumenti rimanevano invariati per migliaia di anni.
Questa accelerazione non è limitata alla sola umanità, ma è un modello che ha inizio con la comparsa della vita sulla terra.

Il punto di scelta del 2012: l'unificazione globale


Ora possediamo le informazioni e il linguaggio necessari per rispondere alle domande sul significato del 21 dicembre 2012. Dai Veda hindu antichi di 8.000 anni al calendario ebraico di 5.000 e alle profezie delle popolazioni asiatiche e native americane, tutte queste antiche tradizioni parlano di un evento fondamentale che accadrà nella storia dell'attuale umanità. E' importante sottolineare che niente in queste antiche profezie indica con chiarezza che il mondo finirà in quella data. Ciò che invece affermano è che il mondo che conosciamo entrerà in un momento di cambiamento. Il modo in cui risponderemo al cambiamento determinerà la nostra vita e la nostra esperienza nella prossima epoca della nostra esistenza.
Ciò che differenzia la profezia maya da quelle delle altre culture è l'indicazione di una data precisa e il fatto che si colloca nell'epoca attuale. L'ultimo ciclo dell'astratto calendario maya corrisponde a una serie di eventi tangibili, alcuni dei quali si stanno già verificando. Questo è ciò che sappiamo con certezza:

Cambiare la realtà cambiando il nostro modello di coscienza: l'esperimento Double Slit


Mutando la nostra percezione del cambiamento e dei suoi effetti sulla nostra vita possiamo trasformare realmente il nostro modo di percepire le cose, comprese le più spaventose predizioni riguardo al 2012? Stiamo facendo sempre nuove scoperte in cui la coscienza influisce direttamente sul nostro mondo e su come le nostre credenze determinano la realtà.
Già nel 1990 un fisico inglese, Geoffrey Ingram Taylor, ideò un famoso esperimento, chiamato Double Slit, che diede inizio a una rivoluzione della visione di noi stessi nell'universo. Il fulcro dell'esperimento era che la semplice presenza della coscienza (le persone presenti all'esperimento) influisce sul comportamento delle particelle subatomiche (i mattoni costitutivi del nostro mondo).

Il 26 febbraio 1998, l'esperimento di Taylor venne ripetuto allo Israel's Weizemann Institute of Science e non solo confermò che il nostro mondo risente della nostra osservazione, ma dimostrò che "maggiore è l'osservazione, maggiore è l'influsso dell'osservatore su ciò che avviene". In altre parole, più le persone presenti erano concentrate sull'esperimento, maggiori erano gli effetti della loro concentrazione sui risultati dell'esperimento. Qui sta appunto la chiave per capire ciò che il calendario maya e la fisica quantistica ci comunicano sul nostro potere sull'universo.

Il magnetismo terrestre influenza la coscienza umana: la mappa delle correnti magnetiche terrestri


Sappiamo che il Sole si sta preparando a un nuovo periodo di attività (vedi qui) e che la Terra sembra trovarsi nelle prime fasi di un'inversione del campo magnetico (vedi qui). In che modo si conciliano questi fenomeni con il calendario maya? Che cosa significa tutto ciò? Sono domande importanti, perché sappiamo con certezza che la vita sulla terra viene fortemente influenzata dai fenomeni magnetici. Svariati studi rivelano che molte specie animali, dalle balene ai delfini, dai colibrì alle gru, si affidano ad "autostrade" magnetiche per trovare i luoghi del nutrimento e dell'accoppiamento. E, anche se gli esseri umani non sembrano usare queste "autostrade" nello stesso modo, non facciamo eccezione rispetto alle altre specie animali.

Nel 1993, una commissione internazionale creata per studiare la magneto-recettività, ovvero la capacità del nostro cervello di rilevare i cambiamenti nel campo magnetico, ha pubblicato una scoperta che rende il 2012, fine del calendario maya, e il campo magnetico terrestre molto più importanti di quanto si pensasse. Il risultato dello studio fu che il cervello umano contiene "milioni di minuscole particelle magnetiche" che ci collegano, esattamente come le specie animali, al campo magnetico terrestre in termini molto precisi e diretti. Le implicazioni di questo collegamento sono molto significative e indicano che, se nel 2012 il campo magnetico terrestre subirà dei cambiamenti, anche noi ne subiremo gli effetti.

Il nostro Sole: la quiete prima della tempesta


Da quando il telescopio di Galileo ha permesso agli uomini di osservare il cielo, i primi astronomi europei hanno visto che il nostro Sole attraversa cicli regolari di tempeste magnetiche (le macchie solari) seguiti da periodi calcolabili di quiete. Questi cicli sono stati regolarmente osservati a partire dal 1610. Da allora si sono prodotti 23 cicli di attività solare, della durata media di 11 anni ognuno, l'ultimo dei quali è iniziato nel maggio del 1996. Non era possibile valutarne la durata esatta finché, nella primavera del 2006, la NASA diede l'annuncio di quello che tutti gli astronomi stavano aspettando. Il 10 marzo di quell'anno le macchie e i brillamenti solari cessarono di colpo e il Sole divenne "tranquillo" segnalando così la fine del suo ultimo periodo di attività.

Il campo magnetico terrestre: una certezza?


Pensando alle cose che sappiamo con certezza, tendiamo ad annoverare tra queste anche il campo magnetico terrestre. Chiunque viva in questo momento sulla terra sa che, ogni volta che guardiamo l'ago della bussola, la direzione indicata è sempre la stessa: il polo nord magnetico. Tendiamo a pensare al polo nord e al polo sud magnetici come a realtà immutabili, ma in realtà il magnetismo terrestre è un fenomeno tutt'altro che costante.
Sappiamo infatti che ogni tanto avviene qualcosa di sbalorditivo, di quasi incredibile. Per cause che non sono ancora state pienamente comprese, i due poli si scambiano e il campo magnetico della terra fa una capriola completa. Benché l'inversione dei poli magnetici sia un fatto estremamente raro nella storia umana, la geologia ha dimostrato che si verifica periodicamente. Negli ultimi 76 milioni di anni, questo fenomeno è accaduto 171 volte, di cui 14 solo negli ultimi 4,5 milioni di anni.

Il mistero dei Maya


L'antico calendario maya contiene davvero il segreto di un evento epocale destinato a coinvolgere l'attuale umanità? Se è così, questo evento sarà la chiave del nostro futuro o addirittura della nostra sopravvivenza? Un numero sempre più ampio di prove suggerisce che la risposta a queste domande è sì. La domanda successiva è: perché?
Perché una civiltà così sviluppata, apparsa all'improvviso oltre 1.500 anni fa, che utilizzava il più sofisticato orologio cosmico mai conosciuto e che creò una cultura fortemente incentrata sui cicli cosmici, è scomparsa? Perché il suo calendario, che coincide con i 5.000 anni della storia documentata, termina in una data precisa, una data per noi così attuale? Qual è il significato del solstizio d'inverno del 21 dicembre 2012?
Per rispondere a queste domande dobbiamo superare i tradizionali confini che separano la scienza, la religione, la spiritualità e la storia, e unificare queste fonti di conoscenza in una nuova saggezza unitaria. In questo modo inizia ad apparire qualcosa di molto interessante.

Il 2012 e i viaggi nel tempo: le antiche profezie sono state influenzate da uomini del 2412



Ma come è possibile che qualcuno in passato, per esempio Nostradamus o gli stessi Maya, abbia avuto certezze di che cosa sarebbe accaduto in un lontano futuro? Perché lo stesso Nostradamus, dopo aver ipotizzato la grande rivelazione di Maria, non si ferma e si spinge a dire che ci saranno almeno altri 400 anni di pace? Come può essere così preciso? Perché in certe Centurie sembra tanto preciso al punto da raccontare delle immagini? Come quando scrisse di uomini in grado di volare ma con la faccia di maiale, che tanto ricorda la maschera dell'ossigeno dei piloti, che difficilmente un uomo del 1500 poteva descrivere diversamente. E tornando a parlare dei Maya, come potevano avere delle conoscenze così precise? Chi erano i Maya Galattici?

Una favola? O una conclusione possibile? La visione, il messaggio


A questo punto ognuno è, e deve essere, libero di trarre le sue conclusioni. Credere, non credere. E' possibile che antichi uomini avessero la possibilità di divinizzare il futuro? Si può credere che tutto questo possa accadere? Doveva capitare proprio a noi, uomini del presente, di trovarci proprio adesso qui, alla data prevista così tanti anni fa da un popolo che facciamo difficoltà a identificare forse proprio perché tanto lontano? Ma tu guarda che cosa ci doveva capitare...
"No, non ci credo, non è possibile. Sono solo fantasie montate dalla storia. Ti pare?"
E se provassimo a fare un ragionamento? A fare, per così dire, un volo con la fantasia ma tenendo ben presente tutto quello che abbiamo trovato durante questo viaggio di ricerca? Un viaggio nel quale abbiamo tralasciato le teorie più fantasiose e ci siamo soffermati solo su quelle più apparentemente solide. Proviamo allora a fare una somma. Prendiamo tutti gli addendi di questa grande addizione e proviamo ad arrivare a un risultato, a un totale. Un totale che può e vuole solo essere una favola, un esercizio di stile, un'indagine senza colpevoli né vittime, un epilogo in grado di rimettere in fila tutte "le prove" e che possa essere in astratto una conclusione possibile. Del resto solo con questo spirito si può tentare di dare corpo a una profezia di per sé astratta.

Che ne pensa Nostradamus del 2012? L'analisi delle Centurie


Assodato che Nostradamus non era un mago o un santone con il cappello a punta che di fronte a pozioni magiche divinizzava, cerchiamo di capire per quale motivo può aver scritto le Centurie.
E' possibile che nel corso dei suoi studi viaggiando in tutta Europa si sia imbattuto in scritti particolarmente interessanti e nello stesso tempo pericolosi per i contenuti? In quel tempo la sola lettura di libri eretici poteva avere delle conseguenze drammatiche per chi vi si fosse imbattuto.
E', allora, così ardito pensare che abbia voluto "tradurre" quanto di pericoloso aveva letto? Compresa la loro importanza, forse non voleva che i contenuti di quegli scritti andassero perduti, e allo stesso tempo non voleva correre seri rischi. Non avrebbe potuto certamente farne una riscrittura semplice e facilmente comprensibile, il rischio sarebbe rimasto troppo grande. Avrebbe quindi dovuto renderli criptici, tanto complessi da essere incomprensibili per i contemporanei, con la segreta speranza che in futuro, con l'evoluzione della parola, che lui sapeva sarebbe avvenuta, altri uomini sarebbero stati in grado di renderli comprensibili. E poi una volta finito il lavoro di riscrittura criptica, che cosa poteva fare? Senz'altro distruggere gli originali, per cancellare pericolose tracce. Possono essere allora i "volumi nascosti per lunghi secoli" di cui lui stesso scrive? E perché quei volumi bruciando avrebbero fatto "un insolito chiarore, più intenso della fiamma naturale, simile a un accecante folgore"? Che cosa può aver letto in quelle pagine? Forse, si può trovare, un'inaspettata conferma alla profezia dei Maya, un ulteriore tassello in aggiunta alle numerose coincidenze incontrate fino a qui? Nostradamus ci dà notizie sul 2012?

La vita di Nostradamus, un grande scienziato scambiato per profeta


Michel de Nostredame, Nostradamus, è uno dei personaggi più famosi della storia: di lui molto si è scritto e moltissimo si è frainteso. Nato in una ricca famiglia borghese a Saint-Rémy-de-Provence il 14 dicembre del 1503, è stato un tipico rappresentante della cultura del suo tempo ma la sua grandezza è stata riuscire ad andare oltre: Nostradamus è stato, infatti, in grado di superare la cultura del suo tempo perché ha saputo guardare indietro, ha saputo attingere con intelligenza e senza preconcetti al grande sapere accumulato nei secoli passati dai sapienti e dai popoli che lo avevano preceduto.
Suo nonno si chiamava Guy Cassonet ed era un medico ebreo che, dopo essersi convertito al cattolicesimo, ha cambiato il suo nome in Pierre de Nostredame, che è diventato poi il cognome di Michel.
Il nome Nostradamus è un gioco di parole latino che Michel ha scelto per sé da studente: viene dalla voce verbale "damus", "noi diamo"; e dal nominativo plurale neutro "nostra", "le cose che ci appartengono"; quindi il nome Nostradamus riecheggia il cognome di Michel, ma significa anche "noi diamo il nostro sapere", un perfetto slogan di quella che è stata la sua vita!

La profezia di Malachia e della monaca di Dresda: Benedetto XVI sarà l'ultimo papa della storia?


Il centundicesimo papa è associato al motto De gloria olivae, "dalla gloria dell'olivo": esso si potrebbe collegare a Benedetto XVI osservando che i Benedettini sono anche chiamati "monaci olivetani".
Benedetto XVI sarebbe quindi l'ultimo papa della Chiesa cattolica?
A conferma di tale ipotesi interviene una grande veggente: la monaca di Dresda.
Non si conosce la reale identità di questa religiosa; sappiamo che è vissuta tra il XVII e il XVIII secolo e che è passata alla storia per i testi delle sue profezie contenenti indicazioni sugli ultimi papi e sulla fine dei tempi. I manoscritti della monaca di Dresda, ritrovati nel 1808, sono formati da una raccolta di 31 lettere, che presumibilmente dovevano essere molte di più in origine, alcune in un buono stato di conservazione, altre molto rovinate. I destinatari di tali lettere sono diversi regnanti, papa Clemente XI, alcuni cardinali e altri religiosi della Chiesa cattolica.
Nella lettera a Federico I di Prussia la monaca di Dresda acrive che "l'ultimo Pietro giugnerà dalla tua terra", la Prussia che, all'epoca di Federico I, comprendeva anche quella che attualmente è la Germania.

Da Celestino II a Giovanni Paolo II: la profezia di Malachia assegna un motto per ciascun papa


Centoundici sono i papi elencati nella Prophetia de Summis Pontificibus attraverso centoundici motti: vediamone alcuni fra quelli antecedenti il 1595.
Il primo papa della lista è Celestino II (1143-1144), annunciato dalla frase Ex castro Tiberis, "dal castello del Tevere": il pontefice era originario di Città di Castello, il principale centro umbro sull'alta valle del fiume Tevere.
Il secondo è Lucio II (1144-1145): la profezia dice Inimicus Expulsus, "il nemico espulso"; il cognome del papa era Caccianemici.
Il motto per il terzo papa, Eugenio III (1145-1153), è Ex Magnitudine montis: il pontefice era signore di Monte Magno.
Il quindicesimo papa della lista è descritto dall'espressione Comes signatus, "il conte segnato": sarebbe da individuare in Innocenzo III (1198-1216), al secolo Lotario dei Conti di Segni.
Il trentunesimo, Celestino V (1294-1294), è profetizzato dalla frase Ex eremo celsus, "elevato dall'eremo": Pietro Anglerio da Morrone, prima di diventare papa, è stato un eremita.
Il cinquantunesimo motto doce Columna veli aurei, "la colonna del velo d'oro": vi corrisponderebbe la figura di Martino V (1417-1431), al secolo Ottone Colonna, cardinale di San Giorgio al Velanzio.
Passiamo ora ai papi successivi alla pubblicazione, i papi successivi al 1595, quelli non coperti dal velo del sospettato imbroglio.

La profezia di Malachia: vera o falsa?


In persecutione extrema Sanctae Romanae Ecclesiae sedebit Petrus romanus, qui pascet oves in multis tribulationibus; quibus transactis, civitas septis collis diruetur et Iudex tremendous iudicabit popolum suum. Amen.
Questo testo latino si traduce: "Durante l'ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli crollerà e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo.Amen".

Tali parole, che sembrano richiamare l'Apocalisse di Giovanni e che, proprio come le profezie e i segni incontrati finora, ci annunciano un crollo, ci paventano la fine di qualcosa, sono state attribuite a un santo: Malachia O'Morgan, nome latinizzato di Maelmhaedhoc O'Morgan. Sarebbero le parole conclusive della sua Prophetia de Summis Pontificibus e le avrebbe scritte quasi 1000 anni fa.
Prima di addentrarci nella comprensione del senso di questa frase, conosciamo chi, molto probabilmente, ne è stato l'autore.

2012: la distruzione o un nuovo inizio? La via è nel mezzo


Abbiamo visto quanto le due strade, i due atteggiamenti che ci potranno guidare nell'affrontare il 21 dicembre 2012, siano profondamente diversi; l'uno forse troppo buio e l'altro forse troppo luminoso.
Sarà la catastrofe?
Sarà lo spunto per una magnifica crescita dell'umanità?
Forse, la vera discriminante fra queste due strade è come si affronta la possibilità di dover lasciare molto di quello che si ha, di quello che si conosce: con un attaccamento irrinunciabile che rende ottusi o con un'apertura che quasi muove all'entusiasmo.
Il mondo è cambiato tante volte da quando l'uomo lo abita e la nostra grandezza, ma anche la nostra superbia, è stata credere di poter imbrigliare la natura. Negli ultimi anni la natura ci ha dimostrato di non poter essere domata. Forse lo avevamo dimenticato. Forse è giusto ricordarlo.
L'essere umano è abituato ai mutamenti, sia pur se ha un'innata ritrosia verso essi. Eppure ha sempre dimostrato di sapersi comunque adattare. Comunque sia andata, l'essere umano è riuscito a sopravvivere; persino a se stesso.
Ciò che rende il 21 dicembre 2012 una data tanto emblematica è che sembrerebbe che per allora qualcosa dovrà cambiare di colpo, senza concederci il tempo diluito che ogni adattamento richiede.
Ma il nostro viaggio non è per nulla finito: ci sono altri "segni" da esaminare, segni che getteranno altra luce sulla via che stiamo percorrendo.

Il 2012 e la nascita di un nuovo mondo. ll filone degli ottimisti


La via seguita dagli ottimisti parte dallo stesso punto da cui parte la via seguita dai catastrofisti; abbiamo appunto detto che essi si separano a un bivio. E il bivio si dirama da un dato, il nostro snodo: nel 2012 grandi cambiamenti investiranno l'umanità, la Terra e tutto l'universo; che cosa accadrà dopo?
E' il momento di seguire questa seconda direzione, passo dopo passo, come abbiamo fatto con la prima.
Le grandi civiltà che ci hanno preceduto sapevano già, millenni fa, che il 2012 sarebbe coinciso con un momento di sconvolgimenti; sapendolo, hanno fatto tutto ciò che era in loro potere fare per annunciarcelo e per prepararci interiormente a conoscere la nuova realtà. E per imparare, dopo averla conosciuta, ad accettarla. Le civiltà antiche sono nostre amiche e nostre alleate: dobbiamo saper cogliere il messaggio che ci hanno lasciato e permettere che i frutti di tale messaggio germoglino in noi per preparare il terreno a un più radioso futuro.
Se cerchiamo di opporci al cambiamento, se lo temiamo, si prospetta per noi un periodo estremamente difficile, come si prospetta per lo sfinimento e poi l'affogamento a chi, in mare aperto, tenti di opporsi alla corrente. Quello che dobbiamo fare è invece accogliere questo cambiamento e usarlo a vantaggio della nostra crescita personale e di un'evoluzione universale; assecondare la corrente del mare e vedere dove essa ci porta... Magari sarà la salvezza o un luogo incantato.

La lettera del politico norvegese sul 2012: i governi sanno tutto e le arche per la salvezza sono pronte, ma non per tutti


Per chiudere le tesi di pensiero dei catastrofisti di cui abbiamo parlato ieri in questo articolo, da diverso tempo gira su Internet la lettera di un anonimo politico norvegese che sembra sintetizzare a pieno tutti gli spaventosi scenari profilati. Prima che iniziate a leggere, vi sottolineo che il bunker costruito da Rockfeller è proprio nelle vicinanze di quello citato nella lettera dall'anonimo politico norvegese.
Una lettera spedita al sito www.projectcamelot.net e che vi riportiamo interamente anche se apparentemente mancano ancora troppi dati per poterne condividere l'autenticità.

2012 e catastrofismo: distruzione, morte, inondazioni, supervulcani, malattie depressive. La nuova mappa del mondo di Scallion. L'invasione aliena dal pianeta Nibiru


Il filone catastrofista è pronto a vedere nel 2012 l'attuarsi dell'Apocalisse e mette in campo tutto ciò che tradizionalmente agli scenari dell'Apocalisse appartiene: anticristi, devastazioni, distruzioni, buio e inesorabili giudizi divini che si abbatteranno sull'umanità senza concederle attenuanti.
Partendo da alcune conclusioni scientifiche, il filone catastrofista trova molteplici cause che condurranno il mondo dritto all'annunciata fine.
Abbiamo visto che nel 2012, sullo scoccare della profezia maya, si raggiungerà un massimo di attività solare con relativa intensificazione delle tempeste elettromagnetiche: da questo dato prende le mosse la previsione senza scampo dei catastrofisti.
Le tempeste solari raggiungeranno un numero e un'intensità tali da provocare una serie di disastri a catena dai quali il pianeta non riuscirà a risollevarsi.
L'aumento dell'attività magnetica del Sole flagellerà la Terra a ondate successive e sarà il preludio di una sorta di Grande Madre di tutte le tempeste che ci scaricherà addosso un milione di tonnellate di gas elettrificato. La magnetosfera, già indebolita per il calo del magnetismo terrestre, non sarà a quel punto in grado di reggere l'impatto.

2012: moriremo tutti? Reagiremo? O resteremo indifferenti?


Le informazioni raccolte finora sono tantissime.
La profezia maya ci indica una data precisa, la fine del Lungo Computo: il solstizio d'inverno del 21 dicembre 2012.
L'allineamento delle piramidi di Giza, dei templi di Angkor, di Tiahuanaco e la linea verso cui volge lo sguardo la Sfinge sembrano confermare questa data, così come sembrano confermarla il codice decifrato nella Genesi da Michael Drosnin, nella Grande Croce Alchemica di Hendaye da Fulcanelli e nell'I-Ching da Terence McKenna.

Le ultime scoperte scientifiche documentano che grandi cambiamenti sconvolgeranno l'universo nel quale navighiamo e il pianeta che abitiamo: la Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, l'intero sistema solare si sta riscaldando e la nostra mente potrebbe interagire con le mutate condizioni circostanti e svelarci parti di noi ancora sconosciute.

Forse per il 21 dicembre 2012 i 13 teschi di cristallo della profezia saranno riuniti e all'uomo si aprirà un mondo di conoscenze inaudite e si rigenererà, dal potere dell'unione dei teschi, quell'energia potentissima che potrebbe aver reso grande la leggendaria Atlantide e che, sfuggita al controllo, potrebbe essere stata fra le cause della sua distruzione.

I progetti della Nasa e dell'Esa in attesa del 2012


Chiudiamo questa sezione sulla scienza parlando di due progetti, estremamente costosi ed estremamente importanti patrocinati dall'ESA e dalla NASA, che ci mostrano come tutte le preoccupazioni finora esposte siano preoccupazioni di grande interesse mondiale.
Il primo progetto è il progetto Swarm: la missione prevede il lancio di 3 satelliti che per 4 anni orbiteranno intorno alla Terra a una distanza fra i 400 e i 500 chilometri, monitorandone il campo magnetico con straordinaria precisione. Obiettivo della missione Swarm è eseguire il miglior rilevamento mai ottenuto del campo geomagnetico e della sua evoluzione nel tempo, al fine di raccogliere nuove informazioni sul sistema terrestre approfondendo la conoscenza del clima e della parte interna del nostro pianeta. Secondo l'ingegnere Nils Olsen, che partecipa al progetto, questo, proprio perché il campo magnetico sta attraversando una fase di grandi mutamenti, è il momento ideale per la missione:

Interazioni psichiche: la ghiandola pineale e il salto evolutivo


Abbiamo visto come forse la caduta del magnetismo terrestre, il surriscaldamento del nostro e degli altri pianeti del sistema solare e l'aumentata attività del Sole, potrebbero essere solo una normale reazione dell'intero universo per adattarsi alla nuova situazione energetica. Se la Terra, i pianeti, il Sole e le stelle sono organismi viventi che interferiscono con il Tutto e che tendono all'equilibrio, è naturale ritenere che anche l'uomo, organismo vivente, interferisca fisicamente, biologicamente con i cambiamenti che lo circondando e che con essi si accordi per mantenere l'equilibrio. Se cambia l'ambiente circostante, in qualche modo cambia anche l'essere umano: lo possiamo constatare nel microcosmo che viviamo quotidianamente; ma tutto questo è vero anche a livello macroscopico.

L'estinzione delle specie avviene ogni 65 milioni di anni: noi siamo in ritardo


Secondo il fisico statunitense e premio nobel Luis Alvarez, a condurre all'estinzione dei dinosauri e del 70 per cento circa di tutte le altre specie del pianeta è stato l'impatto di un asteroide del diametro di 10 chilometri che si sarebbe schiantato 65 milioni di anni fa su Chicxulub, aprendo un cratere del diametro di 175 chilometri.
A Chicxulub, proprio al centro di quello che un giorno sarebbe diventato il paese dei Maya, nella penisola messicana dello Yucatàn...
L'indizio che ha portato Alvarez a elaborare la sua teoria dell'impatto ha un nome: si chiama iridio.
L'iridio è un metallo molto raro sulla crosta terrestre, esiste solo in quantità microscopiche; eppure se ne trova una grande concentrazione nella documentazione fossile in uno strato che ha una profondità corrispondente proprio a 65 milioni di anni fa; e se ne trova un'elevata quantità nel cratere dell'impatto nella penisola dello Yucatàn.

La Cintura Fotonica: il sistema solare si sta spostando nell'Universo


E' necessario fare un breve riepilogo: il moto di rotazione della Terra sta rallentando, il suo campo magnetico si sta indebolendo, lo strato di ozono si sta assottigliando, i fenomeni sismici si stanno incrementando, moltissimi sono gli squilibri climatici, le tempeste solari potrebbero raggiungere un picco massimo nel 2012, tutto il sistema solare si sta surriscaldando.

Il geofisico russo Alexei Dmitriev ha trovato per tutto questo una spiegazione molto convincente: il sistema solare sta entrando in un'area di plasma magnetizzato, un'area che lui chiama la Cintura Fotonica. La prova definitiva di ciò è il riscontrato accrescimento di 10 volte del plasma interstellare nella eliosfera.
Per comprendere la teoria della Cintura Fotonica di Dmitriev è necessario fare per un attimo un passo indietro.

La Terra, oltre a compiere quotidianamente un giro completo intorno al proprio asse e annualmente un giro completo intorno al Sole, si muove anche, insieme al sistema solare, attraverso la Via Lattea che, a sua volta, si sposta nell'universo. L'ipotesi di poter entrare in una regione caratterizzata da condizioni diverse, con un contenuto di energia più elevato, con requisiti forse ostili, non solo quindi non è scartabile, ma è addirittura molto plausibile. In fondo perché lo spazio interstellare dovrebbe essere omogeneo?
Di fatto, tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta del XX secolo, nell'atmosfera terrestre ha improvvisamente fatto la sua comparsa una presenza inedita: un numero sempre crescente di particelle di luce dette "fotoni".
Particelle che assomigliano molto alla luce che, secondo la profezia maya interpretata da José Arguelles, dovrebbe investire il nostro pianeta quando i Maya Galattici giungeranno ancora una volta sulla Terra per aiutare l'uomo a realizzare il suo salto evoluzionistico...

L'innalzamento delle temperature e la serra interplanetaria


La temperatura della Terra si sta innalzando: ciò che ha molto sorpreso gli studiosi è il fatto che l'aumento della temperatura non interessa solo il nostro pianeta, ma anche altri pianeti del sistema solare dove la componente umana e i relativi danni da essa introdotti sono assenti.

Il numero di febbraio del 2007 della rivista di divulgazione scientifica "Newton" contiene un articolo molto interessante firmato da Andrea Giuliacci del Centro Epson Meteo. Il titolo dell'articolo è La serra interplanetaria. L'autore vi sostiene, appunto, che il fenomeno del riscaldamento non riguarda solo la Terra ma l'intero sistema solare: anche su Giove, Marte e Saturno la temperatura sarebbe in forte crescita e, poiché su questi pianeti non c'è inquinamento. gli astronomi, nel cercare di individuare un responsabile, tendono a chiamare in causa il Sole.

Nel 2002 alcuni ricercatori del Laboratorio nazionale di Los Angeles e dell'Università dell'Arizona, sulla base di immagini di Marte pervenute dal Mars Global Surveyor, hanno individuato delle voragini nelle calotte polari, sintomo di un riscaldamento del clima del pianeta, e rilevato tracce di erosione del suolo che potrebbero essere prova dell'occasionale scorrimento di acqua.

Il buco dell'ozono: che cos'è e che rischi comporta?


Nel post precedente, abbiamo visto come la grande energia proveniente dal Sole, a cui dobbiamo la vita sulla Terra, è potenzialmente anche molto pericolosa e potrebbe essere letale se il nostro pianeta non possedesse una serie di schermature come la magnetosfera.
Ma la magnetosfera non è l'unico scudo di cui disponiamo: a proteggerci è anche la stratosfera, che è il secondo dei 5 strati in cui è stata divisa l'atmosfera e che si estende fino a circa 50 chilometri dal suolo.
La stratosfera contiene una concentrazione piuttosto alta di ozono, un gas che svolge molte azioni benefiche: assorbe la radiazione ultravioletta, dannosa per la pelle umana e, grazie all'assorbimento di tale radiazione, provoca un aumento dell'energia cinetica media delle particelle e un conseguente accrescimento della temperatura.

Durante la primavera, ogni anno nell'emisfero australe la concentrazione dell'ozono stratosferico decresce a causa di variazioni naturali per poi tornare ad attestarsi sugli usuali parametri. Purtroppo, a causa degli agenti inquinanti rilasciati in atmosfera dall'attività dell'uomo, sin dalla metà degli anni Settanta del XX secolo si è riscontrato che questa periodica diminuzione è diventata sempre più estesa e permanente, tanto da indurre a classificare il fenomeno come "buco dell'ozono".

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