2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Pre-morte: le profezie di Dannion Brinkley

Il 17 settembre 1975Dannion Brinkley stava parlando al telefono durante un temporale. Un fulmine colpì la linea telefonica scaricandogli migliaia di volt in tutto il corpo e scagliandolo contro il soffitto. Il cuore si fermò e al pronto soccorso lo dichiararono morto. Venne stilato il certificato di morte, lo coprirono con un lenzuolo e lo stavano portando all'obitorio... quando si risvegliò. 
Era rimasto clinicamente morto per 28 minuti
A quel tempo, si trattò della più lunga esperienza di pre-morte clinicamente documentata. 

In seguito, Brinkley riferì di avere percorso un tunnel e di essere uscito in una luce abbagliante, dove venne accolto da un'entità argentea e dove fece un autoesame della propria vita. Quindi venne condotto alla presenza di altre 13 entità che gli presentarono 300 scene del futuro, compreso lo scoppio alla centrale di Cernobyl, il crollo dell'Unione Sovietica, la Guerra del golfo e i cambiamenti climatici del pianeta
Dei 117 eventi che gli erano stati mostrati, 100 divennero realtà entro il 2000. In riferimento ai 17 che mancavano, Brinkley disse che
 "tra il 2004 e il 2014, e ancora più precisamente tra il 2011 e il 2012 si sarebbe verificato il ritorno di un sistema energetico già verificatosi molto tempo fa, culminante nello spostamento del polo magnetico della Terra tra il 2012 e il 2014". 
Ciò avrebbe offerto all'umanità l'occasione spirituale di elevare il proprio livello di coscienza.

I fratelli McKenna e il 2012

Ayahuasca
Nel 1971, i fratelli Terence e Dennis McKenna si recarono nella remota foresta pluviale dell'Ecuador per provare una bevanda sciamanica, a quei tempi nota solo a pochi antropologi. Oggi è conosciuta come ayahuasca, dal nome della liana che ne costituisce il principale ingrediente. Dopo una prolungata esperienza di "contatti", i due fratelli ritornarono negli Stati Uniti e Terence iniziò a esaminare le intuizioni che aveva avuto in Ecuador. Scoprì che un antico oracolo cinese, l'I-Ching, conteneva un' "onda di rinnovamento" riferita a un'accelerazione dell'universo verso un punto di massimo rinnovamento in cui il tempo finirà.

Sappiamo, come discusso in questo post, che l'I-Ching è un sistema di 64 esagrammi, ognuno dei quali composto dalla combinazione di sei linee yin (spezzate) e yang (intere), le due polarità corrispondenti al positivo e negativo, e al maschile e femminile. La sequenza completa è formata da 384 linee. Un complesso procedimento matematico per trasformare in grafico l'originaria sequenza del re Wen consentì a Terence McKenna di studiare i momenti di "aumentato rinnovamento" e le "linee di tendenza" (eventi già accaduti in passato).

Iside e l'Albero della Vita: riflessioni sull'allineamento galattico e sulla via del ritorno della Qabbala (Parte 2)

Unben-et ah der senekh
Io nasco come luce che respinge le tenebre
L'immagine con cui abbiamo chiuso il precedente post, quella dei kelipoth che secondo la tradizione qabbalistica oscurarono la luce e la saggezza della sorgente primordiale, ha un perfetto parallelismo nel concetto indotibetano dei klesha, che sono all'origine della sofferenza umana. I klesha, contaminazioni emotive o "veleni", ci tengono legati al ciclo infinito di morte e rinascita. Come nuvole tempestose che turbinano nel cielo oscurando la radiosa luce del sole, i klesha dell'ignoranza/illusione, rabbia/aggressività, desiderio/attaccamento, orgoglio/arroganza e invidia/gelosia oscurano l'innata luminosità della mente. Per raggiungere l'illuminazione occorre ripulire la mente da queste contaminazioni, trasformandole nelle qualità illuminate dello spazio, della chiarezza, del discernimento, dell'equanimità e della "saggezza che comprende tutte le cose". Attraverso questo processo trasformatore il velo si solleva e ci troviamo faccia a faccia con la nostra vera natura.

In realtà, siamo esseri eterni. Siamo riflessi del divino, rappresentazione frattalica e specchio della divina sorgente. In quanto semi di pura luce e dell'energia della Shakti/Shekhina, siamo la divinità nel processo di riconoscere se stessa. Siamo dèi/dee incarnati, un'emanazione materializzata e cristallizzata e un'incarnazione della nostra progenitrice divina, la proiezione esteriore della pienezza divina (Shekhina) nella dimensione fisica (Malkhut). Siamo sfaccettature irripetibili dell'immagine globale di un universo interconnesso in perenne evoluzione. Avvolti dai veli del kharma, dagli involucri delle kelipoth, abbiamo dimenticato la nostra eredità divina. Ma, aprendo la porta su questa antica saggezza, possediamo il potenziale per questa grande trasformazione.

Iside e l'Albero della Vita: riflessioni sull'allineamento galattico e sulla via del ritorno della Qabbala (Parte 1)

Auset, nehas em her ab un
Iside, risvegliati nei nostri cuori
A-un akh-akh- ar-et pafi [e]mtun ami ari Kheperu ar Hru
Apri la camera delle stelle per guidare la nostra trasformazione in Horus

La figura in alto riporta una bellissima preghiera del papiro di Ani in cui gli adepti supplicano Iside, madre universale e depositaria dei sacri misteri, di risvegliarsi nel loro cuore e di aprire la camera delle stelle. Da una prospettiva simbolica la camera delle stelle, o trono di Iside, è la Via Lattea e il centro galattico. A un altro livello corrisponde alla ghiandola pineale e all'occhio della gnosi (la conoscenza diretta) dell'alchimia taoista (scopri il ruolo che ha la ghiandola pineale nell'evoluzione umana). Nella tradizione tantrica indo-tibetana è il terzo occhio, l'occhio della saggezza o della dakini. E' l'occhio interiore segreto che vede durante i sogni e le visioni, che vede al di là dei veli della realtà materiale.

Nella tradizione qabbalista, la camera delle stelle è la sefirah nascosta, Da'at, la conoscenza contenuta nel pilastro centrale dell'Albero della Vita, simbolo dell'asse del mondo. Da'at è il ricettacolo dell'energia della Shakti/Shekhina che scende dalle tre prime sefiroth: Keter, la corona di Dio, pura e assoluta essenza; Hokhmah, la saggezza, la gnosi intuitiva istantanea; e Binah, la comprensione, l'intelligenza creatrice. Come una radiosa corona di luce attorno alla testa, questa trinità di sefiroth canalizza la luce divina nel centro pineale/camera delle stelle. Comunque venga chiamata (Da'at, centro pineale, camera delle stelle) è la porta all'unione della Shakti e di Shiva, della Shekinah e dell'Uno Santo, sia egli benedetto, dell'umano e del divino. Quando entriamo nella camera delle stelle, il velo si squarcia e incontriamo la grande dea Iside in tutto il splendore, faccia a faccia con la sua divina realtà.

Il dinamismo cosmico e il frattale armonico: Iside, Ophiuchus, la Terra e la Luna

Tanto Iside che la vergine Maria sono associate alla Luna. Come vedremo, ci sono interessanti analogie tra il ciclo lunare e i grandi cicli galattici. Molte scuole alchemiche europee utilizzavano il calendario lunare di tredici mesi. Questo calendario creò un tredicesimo segno zodiacale, Ophiuchus, il Serpentario (ne abbiamo parlato dettagliatamente qui). Situato in perfetta corrispondenza del centro galattico, tra lo Scorpione e il Sagittario, Ophiuhcus era il segno segreto degli alchimisti. La riuscita delle operazioni alchemiche dipendeva dalla qualità del momento in cui l'operazione veniva effettuata. Ophiuchus, il centro della galassia, il sole nascosto e il segno segreto dello zodiaco occulto determinavano questa qualità del tempo.

E' interessante notare che, per i primi cristiani, Maria Maddalena era il tredicesimo apostolo. Da un punto di vista simbolico rappresenta l'Iside segreta, il tredicesimo segno, il centro galattico e la forza creatrice invisibile ai nostri occhi. Questo misterioso segno zodiacale scomparve con l'avvento del calendario solare romano di dodici mesi. Il calendario solare sostituì rapidamente l'antico calendario lunare/galattico, inaugurando l'epoca moderna della tecnologia e delle macchine.

Iside e il centro galattico: il cielo ai tempi degli Egizi

Abbiamo concluso il post precedente anticipando una possibile teoria messa a punto dall'astrofisico Paul La Violette che potrebbe spiegare la simbologia egizia di Iside inserita al centro della galassia. Vediamola nel dettaglio.
Secondo La Violette, l'area al centro della nostra grande galassia a spirale entra periodicamente in attività, letteralmente esplodendo. E' ciò che l'astronomia chiama galassia Seyfert, o quasar, da cui nel periodo di attività esplosiva irradia una continua trasmissione di raggi Gamma, impulsi elettromagnetici, polvere interstellare e altri elementi. Tutto ciò che compone la nostra galassia, comprese le stelle, i pianeti, le nebulose e le comete, è il prodotto di queste forze che si sprigionano dal centro. Nel 1992, la sonda della NASA Ulysses rilevò che la maggior parte dell'energia presente nello spazio deriva direttamente da questa sorgente.

Tutte le galassie attraversano queste fasi di attività esplosiva. La Violette calcola che l'ultimo periodo di attività della nostra galassia risale a 13.000 anni fa e che l'esplosione durò circa 1.000 anni. Dal punto di osservazione terrestre, questa immensa emissione di luce doveva apparire come un gigantesco occhio nel cielo tra le costellazioni del Sagittario e dello Scorpione. Oltre che come un occhio, questa gigantesca esplosione galattica appariva ai nostri antenati come un utero. Lo spettacolo di un utero galattico che per migliaia di anni illuminò il cielo notturno può essere all'origine del mito di Iside. In quanto madre della creazione, fu durante questa fase esplosiva che Iside rivelò il suo volto. Al termine di questa intensissima fase luminosa, il centro galattico tornò allo stato quiescente e Iside ritornò a essere la nera dea velata, il cui volto ci è di nuovo nascosto.

Uno dei più profondi segreti degli antichi alchimisti

Iside e Horus come metafore dell'universo. Le somiglianze con Maria e Gesù

Molto tempo fa, nei giorni perduti di Al Khem, a Sais sorgeva un tempio dedicato a Iside. Sull'altare del tempio erano incise le seguenti parole:

"Io sono colei che ha separato il cielo dalla terra. Io ho insegnato all'umanità i misteri. 
Io ho indicato la via verso le stelle. Io ho stabilito il corso del sole e della luna. 
Io sono la regina dei fiumi, dei venti e del mare. Io ho unito gli uomini e le donne.
 Io ho dato le leggi all'umanità e ho ordinato ciò che nessuno può alterare. 
Io ho reso la giustizia più potente dell'argento e dell'oro. 
Io ho fatto in modo che la verità sia considerata bella. Io sono colei 
che viene chiamata la dea delle donne.
Io, Iside, sono tutto ciò che è stato, che è e che sarà; nessun mortale ha mai sollevato il mio velo. 
Il frutto a cui ho dato nascita è il sole".

- Iscrizione nel Tempio di Iside a Sais -

Per gli antichi Egizi, il centro della galassia era simboleggiato dalla grande dea Iside, nell'aspetto di madre della creazione. Era la prima materia e l'utero nascosto di tutto ciò che esiste. Rappresentava la sorgente dei raggi cosmici, della polvere interstellare e di altri elementi rari che la scienza ha scoperto scaturire dal centro della galassia.
L'immensa forza gravitazionale di questo centro produce una galassia a spirale in cui la terra è una minuscola girandola. Questo vortice di stelle è continuamente creato dal centro galattico e vi ruota attorno. I due grandi bracci della Via Lattea sono composti di polvere e particelle emesse dal centro della galassia. Questo centro è così immenso che le sue dimensioni superano un milione di volte quelle del Sole.

Uno dei segreti dell'antico Egitto è l'esistenza di un sole segreto al centro della galassia, oltre a quello che noi vediamo. Nel linguaggio alchemico, il centro della galassia viene anche chiamato il sole nero, il sole nascosto o il sole invisibile. E' il sole segreto dell'eterno femminino, la soror mystica.
Gli antichi Egizi consideravano Iside la creatrice di tutte le cose e credevano di tutto cuore all'affermazione incisa più di 3.000 anni fa nel suo tempio a Sais:

Il significato del 2012 seguendo la tradizione degli antichi Egizi

Alfabeto Isiaco
Si è scritto molto sul rapporto simbolico tra la data finale del calendario maya e l'allineamento galattico. Sarebbe utile quindi presentare l'allineamento galattico del 2012 da una prospettiva diversa, quella degli insegnamenti simbolici dell'antico Egitto che hanno costituito il fondamento e la forza propulsiva di tutto il misticismo occidentale.

Simboli, miti e metafore hanno la potenzialità di far scattare numerose associazioni e connessioni intuitive in tutti noi. In tutta l'antichità, i simboli vennero utilizzati dalle culture tradizionali del pianeta come parti degli insegnamenti esoterici e iniziatici. I simboli vennero creati per aprire il cuore e la facoltà dell'intuizione, e per indurre la contemplazione e la comprensione intuitiva delle forze che compongono il tessuto esteriore dell'universo e quello interiore dell'essere umano. Era parte integrante del corpus di conoscenza che chiamiamo scienza sacra.

Intrecciando assieme mito, simbolo, scienza e contemplazione, è possibile accedere a una nuova consapevolezza del significato del potere trasformativo dell'allineamento galattico, da un punto di vista individuale e universale.
Il 21 dicembre 2012, la Terra sarà allineata con il Sole e con il centro della galassia. Da un punto di vista simbolico, che cosa può significare? Nei prossimi post inizieremo a svelare alcuni insegnamenti esoterici relativi all'allineamento galattico esaminando alcuni antichi miti egizi e i simboli associati a Iside e al centro della galassia.

La vegliarda

L'ultima figura della trinità che compone la sacra entità femminile è probabilmente la più difficile da integrare, eppure è la più importante nel momento della disgregazione e della rinascita. La vegliarda, o la dea nera, è presente in tutte le culture ed è spesso rappresentata come una strega o un'orribile vecchia decrepita, con un enorme calderone ribollente e attorniata da animali notturni. E' Kali la distruttrice, la scrofa Cerridwen che si nutre di cadaveri, la leonessa Sekhmet che esala fuoco, la regina degli avvoltoi Iside, la regina della morte Morgan Le Fay e Persefone regina degli inferi. Per questo è avvolta in un alone di paura ed è collegata all'inverno, alle disgrazie, alla luna nera e agli scenari apocalittici, per ricordarci che la rigenerazione può avvenire solo mediante la distruzione del vecchio.

Oggi, al termine di un ciclo di 26.000 anni, è il buco nero al centro della galassia che ci sta chiamando e la sua vagina è la nube di polvere interstellare, il dark rift. Dobbiamo ricordare che è il nostro sé superiore che si affida a lei per entrare nel processo di trasformazione e che non c'è ritorno.

La madre

Tra tutti gli archetipi, l'immagine della madre è stata quella che ha subito una minore corruzione nel corso delle epoche, perché tutti apprezzano i doni del nutrimento e dell'abbondanza che ci offre in ogni momento della vita. La madre è l'oceano delle possibilità in cui gettiamo la nostra lenza, il cibo che nutre l'eroe durante il suo viaggio, il trono su cui siede il re, la caverna in cui deve entrare l'amante per conoscere se stesso e le acque che accolgono il saggio al termine della sua ricerca.
Alcuni miti parlano del suo dolore quando il figlio abbandona la casa o si perde, ma l'amore della grande madre è talmente profondo che anche nel suo dolore onora il figlio che si allontana per compiere il proprio destino. Non accade lo stesso a tutti i genitori? Non è la forza dell'amore che incita la madre uccello a spingere i suoi piccoli fuori dal nido, fiduciosa nella loro capacità di spiccare il volo?

L'abbondanza della madre è sempre a nostra disposizione se la avviciniamo con amore, onore e rispetto, qualità che alimentano il suo fuoco. Se invece non riconosciamo i suoi bisogni, le porte sui suoi doni si chiuderanno e saremo costretti a provare il dolore del suo abbandono. E' vitale per il nostro pianeta e in questo momento storico

La vergine

La definizione esatta di questa energia archetipica è "che è completa in se stessa". Questo stato di completezza ci fa capire perché nella mitologia la vergine non è sposata, "non avendo bisogno di un altro per essere intera". La sua bianca veste sottolinea il potere di irradiare autenticità: niente rimane in ombra e tutti gli aspetti di sé vengono accolti in nome dell'amore. Chi incarna l'archetipo della vergine è una minaccia per coloro che esercitano il controllo sugli altri mediante la manipolazione, la colpa, la vergogna e la paura, perché la vergine non tollera la coercizione del ricatto emotivo. Per questo, negli ultimi due millenni, la sua immagine è stata corrotta, dipingendola come una condizione immatura o di privazione delle gioie della vita.

Ma l'influsso della vergine sulla nostra vita non si può cancellare. La vergine è il nostro sé superiore che racchiude l'impronta spirituale che abbiamo scelto di manifestare in questa vita. Il suo maggiore desiderio è che arriviamo ad amare e ad accettare tutti gli aspetti di noi stessi, affinché possiamo irradiare anche noi la pura luce dell'autenticità. La vergine ci parla di questo obiettivo attraverso la sottile voce dell'intuizione, aiutandoci a navigare in sicurezza tra i mulinelli dell'illusione e gli scogli del ristagno. Ci fornisce le linee guida per mantenere il focus sul coronamento del destino della nostra anima, per esempio:
  • Sto agendo per amore o per paura?
  • Il lavoro che svolgo nutre la mia anima?
  • I miei rapporti aiutano la mia anima a crescere?
  • Mi piace il modo in cui vivo?

Il ritorno del femminile

Negli ultimi 2.000 anni, l'attenzione è stata quasi tutta per il volto maschile della divinità, benché in verità il processo di trasformazione possa avvenire solo con la totale collaborazione del divino femminile dentro di noi. Solo lei può fornire il vaso alchemico che contiene il mistero della morte e della rinascita, elementi che l'aspetto maschile spesso teme e tenta di escludere. Anche nelle culture apparentemente libere il suo volto è nascosto, benché non sia stato sempre così. Nelle antiche tradizioni, la grande dea veniva onorata e anche gli dèi maschili chinavano il capo in sua presenza.

Innumerevoli miti parlano della sua importanza, anche se i riferimenti che seguono appartengono a epoche più recenti. Quando si stese la costituzione degli Irochesi, che venne presa a modello per la costituzione degli Stati Uniti, venne deciso che i capi sarebbero stati eletti dalle donne della tribù. Il motivo era il profondo riconoscimento che solo le donne conoscono davvero il cuore degli uomini, solo le donne sono collegate all'abbondanza della terra, solo le donne sanno che cosa significa seppellire le persone amate, solo le donne possono decidere se una guerra o un conflitto valgono il prezzo da pagare in termini di vite umane.
Immaginate il cambiamento radicale che sarebbe avvenuto nella politica e nella religione se soltanto le donne avessero avuto subito diritto di voto.

Le linee guida per evitare gli ostacoli nel nostro viaggio

In questo momento epocale per la storia dell'umanità, sul nostro pianeta vi sono pochissimi individui, se non nessuno, che sono all'inizio di un viaggio completamente nuovo. La maggior parte di noi è qui per coronare ciò che abbiamo iniziato 26.000 anni fa. Vi sono alcune linee guida per capire se e dove il nostro viaggio ha incontrato un ostacolo, o dove siamo rimasti intrappolati in un cul-de-sac di illusione da cui dobbiamo uscire per completare il ciclo e portare la luce al nostro ka.

Fase dell'eroe

  • Quali sogni e quali idee presenti nella vostra immaginazione non siete ancora riusciti a realizzare?
  • Quale sarebbe il vostro più grosso rimpianto se il mondo finisse domani?
  • Di quali desideri avete piantato il seme, per poi dimenticarli e passare ad altre cose?
  • E' il momento di fare quello che non avete ancora fatto?

Il viaggio dell'eroe

Negli ultimi 26.000 anni ci siamo mossi molte volte tra il nostro sé etereo spirituale e il sé corporeo materiale per raggiungere la realizzazione: in essenza, per riconoscerci come divinità. La buona notizia è che non dobbiamo aspettare la fine della vita per sperimentare entrambi i mondi. Andiamo e veniamo tra queste differenti dimensioni ogni volta che entriamo in uno stato onirico, che sia il sogno durante il sonno, la meditazione, il sogno a occhi aperti, le mestruazioni o l'intervallo tra due respiri.

In ognuna di queste situazioni, il nostro vecchio sé passa attraverso una mini-morte, e il cuore e la mente si aprono a nuove ispirazioni. Nonostante la riluttanza di molti ad accettare la morte fisica, il processo di morte e rinascita è un processo naturale e potremmo dire che è semplice come respirare. Una buona associazione è immaginare che la nostra scintilla creativa, la mente, sia come una lenza. Ogni volta che abbandoniamo il conosciuto ed entriamo nello stato di sogno gettiamo la lenza nell'oceano delle possibilità, chiamato anche immaginazione o coscienza collettiva. Questo immenso mondo di conoscenza contiene potenzialità non ancora realizzate, un po' come le parole di questo blog che attendono di prendere vita attraverso la scintilla creativa del lettore.
Riavvolgendo la lenza e osservando la nostra preda, sentiamo il bisogno di esprimere la conoscenza che abbiamo "pescato". In questo momento nasce l'eroe. L'eroe è

Perché siamo qui?


Ora che abbiamo creato questa visione del futuro (nel post precedente), non sarà inutile capire che cosa abbiamo fatto su questa terra negli ultimi 26.000 anni. Secondo gli insegnamenti alchemici, ovvero la scienza dei mistici, l'esperienza umana è un ciclo continuo di morte e rinascita in cui la terra si innalza verso il cielo e il cielo discende sulla terra.

Come in alto così in basso, come in basso così in alto.
- Tavola Smeraldina

Non è un viaggio unidirezionale, ma è fatto di cicli e di spirali che si intersecano in entrambe le direzioni e in cui l'alto non è più importante del basso. L'abilità di spostarsi tranquillamente tra queste dimensioni dona al viaggiatore il dono dell'immortalità, un talento che si credeva riservato solo agli dèi e alle dee. Tutti i grandi maestri del passato hanno condiviso questo messaggio. Sono apparsi sulla terra per ricordarci che prima di ogni altra cosa siamo esseri divini, sia che occupiamo il piano etereo o quello materiale. Attraverso la loro stessa esperienza hanno imparato com'è facile per noi perdere la via, cedendo il nostro potere a figure autoritarie che sono anche troppo felici di essere considerate degli dèi. In questo momento fondamentale per l'evoluzione della terra, i maestri ascesi ci invitano a risvegliarci e a ricordare chi siamo.

Che cosa ha in serbo il futuro?

Le profezie affermano che stiamo entrando in un'era retta dall'elemento etere. Spesso descritto come la sintesi dei quattro elementi materiali (terra, fuoco, aria e acqua) l'etere è un elemento celeste, privo di sostanza materiale e al di là dei limiti dello spazio tempo. Ma la sua natura immateriale non va sottovalutata, perché non è meno reale del legno, del vento, della fiamma, della pietra o della carne. Nell'etere c'è una fusione delle polarità che annulla il bisogno della separazione tra tenebra e luce, negativo e positivo, buono e cattivo. Tutto viene semplicemente accettato come un'altra espressione di un'unica essenza, amorevolmente creato dalla presenza della grande madre.

Questa visione non piacerà certamente a chi pensa che un campo unificato significhi che tutto è la stessa cosa, appoggiandosi a ideali prototipici basati sul colore, la cultura, la religione o il sesso. Nel nuovo mondo, l'unità offerta dall'elemento etere esige il riconoscimento dell'unità mediante la diversità, in cui ogni aspetto della sorgente creativa è rispettato e onorato senza pregiudizi o giudizi, e senza divisione.

Un momento di transizione: il mondo del quinto Sole

Il grande cambiamento di coscienza è iniziato alla fine degli anni '80 quando, in termini astronomici, il Sole ha incominciato il suo passaggio di 36 anni nella bocca della via oscura. In questo periodo sono avvenute la congiunzione armonica del 1987 e la congiunzione di Nettuno e Urano nella costellazione del Capricorno nel 1989. Quest'ultimo evento portò alla caduta del muro di Berlino, al crollo dell'Unione Sovietica e alla fine di altre regolamentazioni restrittive, dando la libertà a molte popolazioni native e restituendo loro il diritto di praticare i loro rituali sacri.

La finestra aperta sull'opportunità di sperimentare l'abbondanza e l'oceano di possibilità del centro galattico resterà aperta fino al 2023 circa, quando il Sole uscirà dal passaggio davanti al buco nero e darà l'inizio al prossimo ciclo di 26.000 anni di scoperta di sé e di creatività.

Benvenuti al più grande spettacolo sulla Terra!

Congratulazioni! Fate parte di quel ristretto gruppo di anime che hanno il biglietto giusto della lotteria per essere qui, su questo pianeta e in questo momento. Il premio non è solo un posto in prima fila, ma l'opportunità davvero unica di co-creare il futuro della specie umana. Il vostro contributo, assieme a quello delle altre anime risvegliate, creerà un modello che influenzerà i vostri discendenti e i prossimi 26.000 anni dell'umanità. E' per questo che avete lavorato nelle vostre precedenti incarnazioni, questo è il momento che stavate aspettando. Questo è un momento memorabile. Benvenuti al più grande spettacolo sulla Terra!

Per la prima volta da 26.000 anni il nostro Sole, e di conseguenza la Terra, saranno allineati al dark rift della nostra galassia, la Via Lattea. Questa nube di polvere interstellare era chiamata la "via oscura" dai Maya e conduce direttamente al centro galattico.
Secondo gli antichi che osservavano il cielo notte dopo notte, la Via Lattea rappresenta la grande madre e il grande serpente, entrambi simboli di morte e rinascita, gli ingredienti essenziali della trasformazione. Il dark rift è visto sia come la vagina aperta della madre sia come la bocca spalancata del serpente. Al di là dei simboli, il messaggio è lo stesso: il portale attraverso cui siamo nati e a cui ritorneremo alla morte.

La geometria sacra e il santo Graal

L'umanità e la Madre Terra sono sulla soglia di un'evoluzione di vaste proporzioni. Il 2012 sarà l'inizio dell'Età dell'Acquario e la fine dell'Età dei Pesci. Espandendo la coscienza e diventando più consapevoli, vedremo la realtà in modo diverso. Forse vi state accorgendo molto più di prima di essere intrappolati, stressati e infelici. Fattori come il nostro passato, il nostro lavoro e i nostri rapporti rallentano la nostra evoluzione, provocando un blocco emotivo e spirituale. Ci interroghiamo sempre più spesso sul nostro scopo su questa terra: perché siamo qui e dove stiamo andando?

Attorno al 2012, molti troveranno la risposta. Il potere della geometria sacra ci aiuterà a capire ciò che sta accadendo e ci guiderà in modo subconscio verso il futuro, un futuro in cui diventeremo uno. Questa unità è riflessa nella fortissima connessione tra il potere esercitato dalla geometria sacra sulla nostra mente subconscia e la ricerca del santo Graal.
Con "santo Graal" ci si riferisce

Espansione della coscienza

Il 21 dicembre 2012 si sta avvicinando rapidamente. Secondo gli Arturiani, in questa data inizierà la transizione nella quinta dimensione della nostra evoluzione: il passaggio in una nuova terra, in una nuova armonia.
Nella sua corsa verso il 2012, il tempo sta accelerando e noi stiamo imparando a comprendere il significato della creazione e il ruolo attivo che abbiamo in essa. Tutti possiamo creare la nostra realtà, il nostro sentiero nella vita. Contribuiamo a creare questa realtà attraverso i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni, perché tutto ciò ha una sua precisa energia. Poiché siamo noi a creare la nostra realtà, dobbiamo essere consapevoli della direzione in cui i nostri pensieri ci portano. Per creare e manifestare una realtà a partire dal cuore, dobbiamo iniziare dal lasciar andare i vecchi schemi e le vecchie abitudini che ci bloccano. Solo così vi sarà spazio per la pura creazione.

Chiedetevi se siete disposti ad assumervi la responsabilità di creare il vostro futuro. Questo è il momento di agire. Gli uomini sono parzialmente responsabili della transizione nella nuova realtà del 2012. E' con i nostri pensieri e le nostre parole che creeremo questa realtà. Accettiamo questa sfida o preferiamo il disastro?
La scelta è solo nostra.

I codici nascosti nei cerchi nel grano

In questi ultimi anni, i cerchi nel grano sono diventati sempre più raffinati e complessi. Il motivo è l'espansione e la crescita della coscienza dell'umanità. Con l'avvicinarsi del 2012, gli uomini stanno lentamente ma stabilmente aprendo la mente alla conoscenza contenuta in questi messaggi. Guardando queste forme geometriche sacre ed entrando in sintonia con la loro energia, la nostra coscienza si espande. Più i cerchi diventano complessi e più la nostra coscienza è stimolata a crescere. Le informazioni contenute nei cerchi raggiungono la nostra mente subconscia, anche se non ne siamo consapevoli. Se rimaniamo aperti, svilupperemo i nostri scopi più alti a tutti i livelli: fisico, mentale, emotivo e spirituale.

In modo davvero meraviglioso veniamo condotti a comunicare con altre forme di vita parallele alla nostra. Le forme e le figure di questi cerchi contengono delle informazioni sulla loro origine, anche se non siamo ancora in grado di decodificare tutte queste informazioni con la mente analitica. Gli uomini sono esseri soprattutto visivi.

Gli Arturiani e il 2012

Alcuni giorni dopo la congiunzione armonica del 2003 (l'eclisse di Luna durante la quale cinque pianeti formarono una stella di Davide) Janosh ha incontrato gli Arturiani.
Gli Arturiani sono esseri multidimensionali che vivono in una dimensione parallela alla nostra. Sono extraterrestri benevoli che non si possono vedere o udire con i sensi, ma che comunicano con noi attraverso l'intuizione. Durante il loro incontro, Janosh vide dei meravigliosi colori che assumevano forme geometriche diverse.

Ispirato dai messaggi degli Arturiani, Janosh, futuro artista della musica geometrica, iniziò a creare una forma d'arte basata sulle immagini che aveva ricevuto con l'occhio della mente. Dopo avere messo alcuni suoi lavori sul suo sito internet, venne a sapere da chi li vide che aveva inconsciamente ricreato dei cerchi nel grano.

2012: L'inizio di una nuova era

Da tempo la data del 2012 riceve un  largo interesse. E' una data sempre più vicina in cui, secondo i Maya, abbandoneremo il mondo del quarto sole ed entreremo in quello del quinto. Le profezie maya riferite a questa data parlano di un momento di cambiamento, di armonia e di rinascita. Se siamo consapevoli e ci apriamo, in modi visibili e invisibili, il 2012 sarà la transizione in una nuova era. Capiremo che cosa sta accadendo e perché. Stimoleremo e risveglieremo il nostro subconscio e contribuiremo a creare la nuova realtà che si sta preparando. Vi sono molti modi per collaborare a questo cambiamento. In relazione alla nuova era, Janosh, artista della musica geometrica, ha scoperto che può aiutare gli altri a entrare in contatto con il subconscio attraverso la sua arte. Nei prossimi post parleremo della sua esperienza, ma ora analizziamo la nuova era che ci attende.

Molti si chiedono che cosa possa significare la transizione dal quarto mondo al quinto. Lo storico e antropologo guatemalteco Carlos Barrios, che ha dedicato venticinque anni allo studio del calendario maya, descrive in questi termini il periodo che ci avvicina alla data del 2012:
"Non siamo più nel mondo del quarto sole, ma non siamo ancora nel mondo del quinto. E' un periodo intermedio, un momento di transizione. Durante il momento di transizione vi sarà una colossale convergenza globale di distruzioni ambientali, caos sociale, guerre e rapidi cambiamenti. Tutto ciò è stato previsto dalle semplici spirali matematiche del calendario maya. Tutto cambierà".
Assieme a molti altri esperti, Barrios predice che il 21 dicembre 2012 sarà l'inizio di una nuova era, derivante dall'intersezione del Sole con l'equatore galattico e l'allineamento della Terra con il centro della galassia.

2012: Una scelta

Nella vita stanno avvenendo cambiamenti radicali, di portata molto più ampia di quanto immaginiamo. Una cosa è certa: il mondo come lo conosciamo sta per finire. Il dramma dell'avidità e del materialismo, la presuntuosa certezza di essere i padroni di questo mondo, che possiamo sfruttare a nostro piacere, ha prodotto un incubo che prosciuga la linfa vitale del pianeta. Ma, mentre questo sogno sta morendo, un altro sogno nasce, fondato sulla coscienza dell'unità e sulla comprensione di essere un unico ecosistema vivente, una comunità globale. E' in questo sogno di unità che cogliamo i segni del risveglio del mondo.

Forse le profezie riguardanti il 2012 indicano questa possibilità, un momento nel tempo cosmico in cui, grazie a un'effusione di energia, il mondo si risveglierà alla sua natura divina e si libererà di tutti i residui di materialismo. Chi si identifica con il sogno morente lo vivrà come un cataclisma, come un disastro globale. Gli altri, invece, lo riconosceranno per quello che stavano inconsciamente aspettando, una nuova età dell'oro in cui ritornare alla semplicità e alla gioia che appartengono all'essenza della vita, alla vita com'è realmente. Un momento in cui non avremo più bisogno di distrarci con i nostri giocattoli e le nostre dipendenze, perché la semplice meraviglia e la gioia di essere vivi nutrirà noi e la nostra anima. Quando l'anima del mondo canterà per noi e per tutta la creazione, scopriremo che la magia della vita è benefica e risanante, e che nella saggezza e nell'unità il mondo sa come nutrire se stesso e gli esseri che lo abitano.

Immagini della vita

Attraverso il semplice riconoscimento della natura divina della vita, mentre ci occupiamo della nostra vita di tutti i giorni apriamo noi stessi e il mondo che ci circonda a quelle dimensioni interiori della vita che erano nascoste dalla nostra stessa dimenticanza, dalla nostra dipendenza dal materialismo. Abbiamo dimenticato che la vita è un ricco e misterioso incontro di molti mondi. Abbiamo perso di vista quello che le antiche sacerdotesse e gli antichi sciamani sapevano: che le forme del nostro mondo visibile hanno le radici nelle dimensioni invisibili e che in queste dimensioni invisibili si trovano le energie primigenie della vita. Nella nostra dimenticanza abbiamo perduto la totalità della vita e ci siamo separati dalle vere forze che modellano il nostro mondo. Se siamo consciamente presenti alla vita, senza richieste e senza programmi, se lasciamo che la vita si dispieghi seguendo i suoi principi interiori, riapriamo un’altra volta la porta tra i mondi. Dentro la nostra coscienza, il mondo esterno e quello interiore, il visibile e l’invisibile, possono incontrarsi e parlarsi, e il nostro mondo ridiventa intero.

La riunificazione dei mondi è essenziale al risveglio della vita, perché è nella dimensione simbolica immanifesta che le energie primigenie della vita si aggregano in modelli archetipici che modellano le nostre vite. Se permettiamo che i mondi si riuniscano nella nostra coscienza, abbiamo di nuovo accesso a questa dimensione e ai poteri che vi sono all’opera. Noi stessi diventiamo il luogo in cui i mondi si incontrano e in cui le forze primigenie della vita, gli archetipi nascosti, emergono nella forma. È questo il luogo in cui i modelli e le forme che creano la vita collettiva di un’era vengono in esistenza. Situandoci al loro punto di incontro dentro di noi, possiamo usare la nostra consapevolezza per influenzare la loro forma e la loro direzione.

Co-creare un mondo nuovo

Abbiamo detto nel post precedente che il risveglio della luce del mondo avviene quando ci svegliamo alla nostra natura e al nostro scopo. Ma anche qualcosa di completamente nuovo, una nuova energia e una nuova coscienza, viene dato al mondo in questo momento della sua evoluzione. E quando colleghiamo la luce della nostra coscienza alla luce di quello che sta nascendo, diventiamo partecipi alla sua creazione. Questa è vera co-creazione: l'interazione della luce con la luce, della nostra luce individuale e della luce del mondo, e il gioco dinamico dell'unica luce e del suo amore.

La nostra vera luce proviene dalla scintilla divina dentro di noi. Porta con sé lo scopo più profondo della nostra vita, che fa parte dello scopo divino della creazione. Siamo nati provvisti di questa scintilla: la vediamo nei bambini, nei loro occhi, nelle loro risa e nella loro gioia. Poi, crescendo, svanisce nella comune luce del giorno. Per questo dobbiamo recuperarla e riaccenderla attraverso il processo, a volte doloroso, del ricordo e del risveglio indotti dalla pratica spirituale e dal lavoro interiore. Questa è la reale coscienza umana, che appartiene alla coscienza del Sé, ed è molto più potente di quanto immaginiamo. Forse abbiamo qualche idea di come la nostra coscienza può modellare la nostra vita, forse abbiamo notato come un semplice cambiamento di atteggiamento può influire sulle circostanze, ma non abbiamo idea del suo potere di catalizzatore e di forza che governa tutta la creazione.

Una nuova luce

La vita è una, è sempre stata una. Il mondo è un unico tutto, organico e vivente. Tutto nella creazione ne fa parte, tutto è vitalmente e inseparabilmente collegato alla totalità della vita, come una singola cellula o un organo collegati all'organismo più grande a cui appartengono. La vita ha una vivente intelligenza e uno scopo. Questo scopo che è anche il nostro, dato che non siamo separati dalla vita, è quello di una rivelazione. Nella molteplicità di tutte le sue forme, la creazione rivela il volto nascosto di Dio. Testimoniando il creato, possiamo conoscere il Creatore.

Ma ce ne siamo dimenticati. Il mondo attuale non testimonia il divino ma la nostra hybris, la nostra avidità, la nostra illusione di potere. Nel desiderio ossessivo di comodità materiali, di sempre più cose, abbiamo depredato la terra come se fosse una merce da sfruttare e abbiamo privato il mondo della sua sacralità. Viviamo come se la vita fosse separata da noi, qualcosa che possiamo padroneggiare e controllare, invece di sentirla come parte del nostro essere. Abbiamo perso di vista la vera natura e lo scopo della vita, e del nostro rapporto con questo scopo. E la vita ci ha permesso di farlo. Per la maggior parte di noi la vita è rimasta in attesa, osservandoci correre dietro ai nostri desideri senza opporsi, pur provando il dolore di vedere degli esseri negare la loro natura divina.
Ora qualcosa sta cambiando nel profondo della vita. Un'era sta terminando e, nel cuore della creazione, qualcosa sta prendendo vita in modo nuovo.

Un momento di transizione

Molti prevedono che il 2012 sarà un momento di enormi cambiamenti. Nel calendario maya il 2012 segna la fine del tempo e altre profezie vi vedono l'inizio di una nuova età dell'oro. Mentre ci avviciniamo a questa data, il mondo sta vivendo cambiamenti sempre più rapidi. Ma annunciano una fine, un inizio o entrambi?

E' senza dubbio un momento di crisi globale. Siamo circondati, quasi soffocati, dalle rovine di una civiltà morente. Il modello di pensiero degli ultimi secoli, fondato sul dualismo e la separazione e incentrato sul pensiero razionale, ha prodotto importanti progressi scientifici e materiali, causando nello stesso tempo una divisione mortale tra spirito e materia. Ha relegato Dio nei cieli e privato la terra della sua sacralità. Perduto ogni rispetto per i nostri corpi e per il corpo della terra, stiamo sistematicamente depredando e avvelenando il nostro mondo, distruggendo lo stesso ecosistema da cui dipendiamo per vivere. Immersi nel materialismo, abbiamo dimenticato perché siamo qui. Abbiamo creato un deserto fisico e spirituale, e le nostre anime e l'anima del mondo stanno morendo di fame.

Il movimento dell'Armageddon

Poi dalla bocca del drago e dalla bocca della bestia e dalla bocca del falso profeta vidi uscire tre spiriti immondi, simili a rane: sono infatti spiriti di dèmoni che operano prodigi e vanno a radunare tutti i re di tutta la terra per la guerra del gran giorno di Dio onnipotente. (Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante e conserva le sue vesti per non andar nudo e lasciar vedere le sue vergogne). E radunarono i re nel luogo che in ebraico si chiama Armageddon.
- Apocalisse 16:13-16

Secondo alcuni, dalla cime di Armageddon, la mitica collina che sovrasta la piana di Megiddo a Israele, si può vedere la fine del tempo, perché è qui che verrà combattuta la battaglia che metterà fine a tutte le battaglie (in ebraico, har significa "montagna" e mageddon è una derivazione di Megiddo). La profezia dell'Apocalisse vi colloca lo scontro finale tra il bene e il male, ovvero tra coloro che hanno accettato Gesù Cristo e coloro che non l'hanno fatto. Armageddon domina una valle lunga 300 chilometri che quel giorno sarà coperta di cadaveri, da due a tre miliardi secondo l'estrapolazione di alcuni commentatori. Una scena davvero impressionante!

Infatti, ai piedi di Armageddon si combatterà la grande guerra totale tra i popoli della terra, al termine della quale si attende il cataclisma naturale/sovrannaturale profetizzato nell'Apocalisse. Personalmente mi oppongo, indipendentemente da quanto "illuminati" potranno essere i sopravvissuti. (Se invece si rivelerà un fatto positivo, striscerò fuori dal bunker che mi sarò scavato sotto terra e ammetterò il mio errore). Opporsi a una catastrofe naturale come l'eruzione di un supervulcano o l'impatto di una cometa sarebbe inutile quanto opporsi alla forza di gravità, ma Armageddon è diverso. Di tutti i potenziali cataclismi, Armageddon è l'unico in cui numerosi gruppi di cristiani, ebrei e musulmani sperano, per cui pregano e fanno progetti. Ed è l'unica profezia sulla fine dei tempi che abbiamo il potere di evitare o di far accadere.

Il Codice Genesi: la Bibbia dice che Dio distruggerà la Terra nel 2012

La Bibbia dice che Dio distruggerà la Terra nel 2012.
Questa è la conclusione a cui giunge il Codice Genesi (The Bible Code), il bestseller di Michael Drosnin in cui sostiene di avere decifrato un codice divino segreto nascosto nelle pagine della Bibbia. La fonte principale su cui si basa è un articolo scientifico intitolato "Sequenze di lettere equidistanti nel libro del Genesi", dei matematici israeliani Doron Witztum, Yoav Rosenberg e... Elia, nella persona di Eilyahu Rips (Eilyahu è la trascrizione corretta del nome ebraico del profeta Elia). Questo interessantissimo lavoro di analisi statistica, pubblicato in Statistical Science, conferma l'osservazione fatta per la prima volta da un rabbino di Praga, H. M. D. Weissmandel, secondo cui
"se saltiamo 50 lettere, altre 50 e altre 50 ancora, troviamo la parola "torah" scritta all'inizio del libro del Genesi". 
Gli stessi salti nella sequenza numerica consentono di trovare la parola "torah" nell'Esodo, nei Numeri e nel Deuteronomio, il secondo, il quarto e il quinto dei libri di Mosè. (Per qualche motivo questo metodo non è applicabile al terzo libro, il Levitico, che espone le regole di comportamento dei sacerdoti).

Questa scoperta stimolò la curiosità degli studiosi alla ricerca di altri possibili codici. Sembrava un'impresa impossibile, perché lo stesso Newton aveva imparato l'ebraico e aveva passato anni a cercare il codice che era sicuro fosse nascosto nella Bibbia. Newton, forse la più grande mente scientifica della storia, non trovò niente, ma non aveva a disposizione i computer. I tre matematici israeliani inserirono invece nel computer il testo ebraico, senza spazi e senza punteggiatura, così com'era in origine. In pratica, è come se avessero inserito tutto il Genesi dentro uno schema enigmistico e si fossero messi alla ricerca di parole in verticale, in orizzontale e in diagonale. Non presero in considerazione solo le parole formate da lettere adiacenti, ma anche quelle separate da sequenze di lettere, come aveva fatto il rabbino Weissmandel per arrivare alla parola "torah". Applicando tutte le possibili sequenze vennero fuori i nomi di 66 rabbini leggendari, tutti vissuti secoli o millenni dopo la stesura del libro del Genesi. In tutti i casi i nomi erano accompagnati, o intersecati, dalla data di nascita e di morte di ogni rabbino e dai suoi luoghi di residenza.

L'amore selvaggio ci salverà dal 2012

Gill Edwards non crede in qualche evento catastrofico pronto per il dicembre del 2012 (anche se chi ha paura dell'apocalisse si creerà il proprio giorno del giudizio). Ma, se ci voltiamo indietro, vediamo un poderoso cambiamento nella coscienza umana in atto nell'ultimo decennio, come se ci stessimo svegliando collettivamente da un sogno.
Procedendo verso questo grande cambiamento, sempre più persone abbandonano vecchie abitudini, vecchi schemi, vecchi rapporti e vecchie situazioni, e a volte sembrano forzate a lasciar andare ciò che le mantiene aggrappate al passato o non le fa evolvere. Non possiamo più far finta di essere felici se non lo siamo. Dobbiamo affrontare tutto ciò che non va o che si oppone ai nostri sogni e ai nostri desideri. Ciò significa abituarsi a un rapido cambiamento, in termini individuali e globali. Se impariamo a cavalcare questa ondata di cambiamento, il risveglio globale sarà relativamente facile o persino divertente. Più ci chiudiamo e resistiamo al cambiamento, più cambiare diventa difficile. Dobbiamo essere disposti a lasciar andare, a fare cambiamenti imprevisti. Dobbiamo essere disposti ad aprire il cuore, a seguire la felicità, ad avere fiducia e a scorrere con il flusso. Ma dobbiamo anche impegnarci a mettere radici e a prendere impegni quando il cuore ce lo chiede. Come scrive Paulo Coelho, la libertà non è l'assenza di impegno, ma la capacità di prendere impegno verso tutto ciò che è giusto per noi. Questo tipo di impegno, a differenza di quello preso per obbligo o per dovere, o perché l'abbiamo promesso, è sempre gioioso, liberante ed "espansivo". Se lo sentiamo pesante o restrittivo significa che ci stiamo "sforzando di essere buoni", e perciò dividiamo e frammentiamo la nostra energia.

Trasformare la società nel 2012

Dietro le quinte, centinaia di migliaia di persone stanno cambiando la loro visione della vita e il modo di rapportarsi agli altri. Questi "cambiamenti silenziosi" si stanno facendo strada in tutto il nostro sistema sociale, portandoci verso una rivoluzione pacifica che trasformerà tutto, dalla salute all'educazione.
E' anche troppo facile vedere i problemi del mondo attuale, ma passare a una nuova cosmologia richiede di prendere consapevolezza dei nostri desideri, di concentrarci sulla nostra visione e sulle nostre speranze per il futuro, invece di criticare, di puntare il dito contro le cose sbagliate o di accusare quelli che "si comportano male". L'energia segue il pensiero. Stiamo trasformando in realtà il sogno di un mondo nuovo, perciò dobbiamo coltivare sogni visionari di amore e di pace.

Mentre siamo in bilico tra i vecchi e i nuovi paradigmi, è forte la tentazione di usare l'approccio giudicante della vecchia visione per criticare il sistema attuale. Ma se cadiamo nel giudizio di un sistema, degli altri o di noi stessi, continuiamo ad alimentare il dualismo del vecchio mondo. Da questa posizione di "ho ragione io", non possiamo diventare veri agenti del cambiamento. Solo l'amore selvaggio ci rende liberi.

Trasformare le relazioni nel 2012

Se dividiamo il mondo in bene e male, il conflitto e le nevrosi sono inevitabili, perché ancora la nostra energia viene divisa. Ogni volta che ci gonfiamo d'orgoglio perché abbiamo detto "no" a un pasticcino alla crema, o che compiacciamo il nostro partner a sperare dei nostri veri sentimenti, ci inchiniamo alla vecchia cosmologia. Tentare di essere buoni nasce da un modo di pensare dualistico basato sul giudizio e sull'amore condizionato. Alimenta il senso di essere nel giusto, il che significa che qualcuno ha "ragione" e qualcun altro ha "torto", che una parte di sé è nel giusto (il giudice interiore) e un'altra parte è sbagliata o cattiva (i nostri sentimenti, pensieri e desideri). Questo conflitto interiore si rispecchia nelle relazioni con gli altri. La nostra divisione interna proietta la nostra ombra sugli altri. E' questa la radice delle guerre, del terrorismo, dei genocidi, del razzismo, del sessismo, delle faide familiari, della fazioni religiose, dei capri espiatori e della maggior parte delle difficoltà relazionali. Come scrive Carl Jung:
"Il problema di quest'acutizzazione degli opposti... [va] osservato alla luce della regola psicologica sopra accennata: quando un fatto interiore non viene reso cosciente, si produce fuori, come destino. Ossia, quando il singolo rimane indiviso e non diventa cosciente del suo antagonismo interiore, il mondo deve per forza rappresentare quel conflitto e dividersi in due".
Questa dinamica è responsabile di gran parte dell'infelicità del mondo e blocca la naturale capacità di amare on cuore aperto e di parlare sinceramente, senza sensi di colpa o atteggiamento difensivi.

Gandhi diceva che dobbiamo essere il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo. Poiché l'energia è tutta interconnessa, a livello energetico siamo tutti una cosa sola. Ciò che siamo ha un impatto molto maggiore di ciò che diciamo o facciamo. Essere amorevoli nei confronti degli altri e in pace con noi stessi contribuisce a diffondere amore e pace nel mondo. La nostra energia irraggia molto al di là della nostra esistenza personale, come onde che si allargano sulla superficie dell'acqua. Se invece siamo critici e negativi, anche nel privato della nostra mente, è questa energia che viene emessa nel mondo, così come il mondo che ci circonda viene influenzato dall'amore, dalla gioia, dalla pace, dalla creatività e dalla visione.

Lo scopo della vita non è essere buoni, ma essere felici. La nuova cosmologia dell'amore

Secondo Gill Edwards, questo periodo di grande risveglio (ovvero gli anni che precedono e che seguiranno il 2010) è tutto incentrato sull'amore. E' l'espansione della coscienza al di là dei vecchi miti di creazione per comprendere che l'universo si fonda sull'amore incondizionato, da cui siamo inseparabili. L'amore è ciò che siamo. Non siamo vittime del destino, del caso o del karma, ma co-creatori divini di tutto ciò che ci accade, senza eccezioni. Siamo frammenti creativi, scintille della Sorgente/Dio/Amore. Questo universo amorevole è fatto per aiutarci a trasformare i nostri sogni in realtà e noi siamo dèi e dee apprendisti nell'arte di realizzare i nostri sogni.

In questo momento, molti di noi oscillano tra due mondi diversi: il normale mondo della paura, della lotta, della colpa e del vittimismo, riflesso nelle notizie dei media, e il mondo emergente dell'amore, della gioia, della guarigione e della consapevolezza spirituale che ribolle dietro il primo nel gruppo sempre più numeroso di "creativi culturali" che stanno alimentando una nuova coscienza. Entrando pienamente in questa nuova realtà, la vita quotidiana assume una qualità numinosa e ci sentiamo sempre più vivi. Comprendiamo che il mondo esterno è un riflesso di quello interno. Non c'è più vera separazione tra interno ed esterno. Mentre sempre più creativi culturali vivono in base a questa prospettiva allargata e cooperano a progetti creativi e innovativi, il mondo ne viene trasformato.

Oneness Blessing: il risveglio verso uno stato elevato di coscienza


Alla fine di The Translucent Revolution, Arjuna Ardagh ipotizzava tre possibili scenari per i prossimi anni decisivi, culminanti nel 2012. Il primo, che alcuni ritengono possibile, è la nostra completa estinzione. In questo scenario, i fondamentalisti di tutte le ideologie si scatenano e le loro bombe mettono fine all'umanità e a tutto quanto. Benché non sembri probabile, non possiamo scartare del tutto questa possibilità. Ma la vita riesce sempre a ritrovare l'equilibrio.
Il secondo scenario è quello della crisi estrema. I cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento globale, l'esaurimento dei giacimenti petroliferi e l'estrema disparità economica potrebbero portare al collasso l'attuale organizzazione sociale. L'umanità sopravviverà, ma dovrà affrontare un periodi di gravissima crisi.
Il terzo scenario è quello del miracolo. In qualche modo, e grazie a qualche intervento divino, l'umanità si sveglierà rapidamente, molto rapidamente. Passeremo quasi istantaneamente dal petrolio all'energia alternativa. Questo cambiamento farà richiudere il buco nell'ozono e arresterà il riscaldamento globale, e tutti tireremo un respiro di sollievo. Questa possibilità sembra ridicolmente ottimistica a molti, perché richiederebbe l'intervento di qualcosa di superiore alla coscienza umana.


Poco dopo la pubblicazione del suo libro, Ardagh e sua moglie ricevettero un invito dalla Oneness University, un'organizzazione fondata nell'India del sud. Il fondatore aveva letto il libro e voleva conoscere l'autore. All'inizio Ardagh fece resistenza, anche perché gran parte della sua vita era già stata influenzata da insegnanti e insegnamenti indiani, ma poi finì per accettare.

The Tipping Point: il punto di svolta del 2012

Quanto occorrerà perché il thriller globale di cui abbiamo parlato arrivi all'ultima scena? Quanto tempo abbiamo? Secondo molti ambientalisti lo sfruttamento intensivo delle risorse, i cambiamenti climatici causati dal riscaldamento globale e lo scioglimento dei ghiacciai collocano nel secondo decennio del nuovo millennio il punto in cui non sarà più possibile ignorare questi fatti (per approfondire l'argomento dei cambiamenti climatici consulta questo post).
Secondo Peter Russell, la velocità con cui Internet collega tutto il mondo e il numero sempre maggiore di persone che usano la rete hanno reso il mondo una realtà interconnessa molto prima di qualunque previsione. Russell prevede che nei prossimi anni assisteremo all'emersione di un "cervello globale". Ognuna dei dieci miliardi di cellule del cervello ha la capacità di collegarsi a tutte le altre cellule praticamente all'istante. Osservando la sempre maggiore velocità dei computer e dei collegamenti internet, e la sempre maggiore diffusione di questo mezzo, l'emersione di un cervello globale è davvero una possibilità molto vicina. La coscienza planetaria, dice Russell, sarà fatta di
"miliardi di messaggi che viaggiano continuamente in una rete in continua espansione, unendo miliardi di menti umane in un unico sistema globale".

Il numero di persone toccate da un risveglio radicale, e la profondità di questo risveglio, crescono continuamente. E' come se più peggiora la situazione esterna e più le persone fossero incentivate a risvegliarsi dal sogno della separazione e del desiderio. E' impossibile valutare con precisione il numero di persone traslucide presenti nel mondo odierno. Non si registrano in una lista ma tendono ad agire indipendentemente, più leoni che pecore. Sociologi e visionari come Paul Ray, Barbara Marx Hubbard e Duane Elgin calcolano nell'ordine di milioni le persone che sono state toccate da un risveglio sufficientemente profondo da avere effetti trasformativi durevoli, e questo numero sta crescendo in modo esponenziale. Nella prima parte del prossimo decennio potrebbe raggiungere i 60-70 milioni, l'1,1% dell'intera popolazione mondiale.

Le persone traslucide: chi sono? Che ruolo hanno nella costruzione del nuovo mondo?

Negli ultimi due decenni c'è stata, in ogni parte del mondo, un'esplosione di persone che hanno avuto delle comprensioni dirette, molto simili a quelle del Buddha sotto l'albero della bodhi (di cui abbiamo parlato nel post precedente). La comprensione di non essere soltanto Bill o Andrea o Robert, ma di essere budh: coscienza, consapevolezza, presenza. Può essere una comprensione improvvisa, subito sepolta dalla preoccupazione di dover pagare l'affitto. Può assumere la forma di un'apertura più durevole. Può diventare addirittura il fondamento della vita di tutti i giorni. In definitiva, non importa. Una volta vista la verità, l'allucinazione della separazione è finita. La sudditanza dalle storie seducenti raccontate dalla mente è stata spezzata e qualcosa di più sano, più presente e più stabile ha la possibilità di risplendere attraverso la personalità.

Arjuna Ardagh chiama le persone che hanno sperimentato questa trasformazione "traslucide". Traslucido non significa trasparente. Un oggetto trasparente, per esempio un vetro perfettamente pulito, lascia vedere al di là come se l'oggetto non esistesse. Al contrario, un oggetto opaco come un muro blocca completamente la luce. Un oggetto traslucido lascia passare la luce ma in modo diffuso, conservando la propria forma e la propria struttura. Un cristallo o una scultura di ghiaccio sono traslucidi. Se una scultura di ghiaccio viene illuminata dal sole, vedete la luce che la attraversa e la scultura sembra illuminata dall'interno.

Le persone traslucide sembrano illuminate dall'interno. Sono in contatto con la loro natura profonda che è pace, illimitatezza, libertà e immutabilità, rimanendo nello stesso tempo completamente calati nella loro vita personale. Pensieri, paure e desideri continuano ad andare e venire, e la vita continua a essere costellata di prove, momenti difficili e stress. Ma la storia personale non è più "opaca": riflette qualcosa di più profondo, più luminoso e più stabile che risplende attraverso di essa.

L'insegnamento di Siddhartha: come rispondere ai nostri bisogni?

Benché questo senso di mancanza di cui abbiamo parlato nel precedente post possa essere dovuto a privazioni, la maggior parte degli esseri umani vive un senso di "mancanza psicologica": più soldi, più cose, più potere su più persone, più sesso con più partner in sempre più posizioni. Vogliamo sempre di più. Pensiamo che, in questo modo, prima o poi ci sentiremo soddisfatti. Paul Getty è stato l'uomo più ricco del mondo. Verso la fine della vita, gli venne chiesto: "Mr. Getty, lei ha più denaro di qualunque persona al mondo. Ora le basta?". "Non ancora", rispose Getty. E' sempre così: non basta ancora, non basta mai. Abbiamo imparato a vivere spinti da questo senso di mancanza e quindi a vivere in una continua ansia, una continua preoccupazione.

In ogni epoca, in ogni cultura, pochi individui isolati hanno infranto questa allucinazione, comprendendo che il senso di un "io separato" è una fantasia. Non si tratta di un automiglioramento, di un lavoro su se stessi per diventare persone migliori, più amorevoli e più consce. E' una trasformazione improvvisa e radicale che dalla continua preoccupazione "per me" e la "mia storia" passa alla comprensione dello spazio, della vastità e dell'eternità in cui questa storia si svolge. Una volta corretta questa allucinazione di base, tutto il resto inizia ad andare a posto. I rapporti, per esempio, non sono più tra un "me" e un "non me". Ora guardiamo l'apparenza dell'"altro" e riconosciamo che l'essere dietro quella apparenza è lo stesso di colui che la guarda, solo in forma diversa. Il senso di essere un'entità separata che vuole e desidera cose dall'ambiente inizia a sciogliersi come neve al sole. Al posto di quell'entità separata c'è ora una coscienza, una presenza, un amore incondizionato che non ha bisogno di nulla. Invece di trovarci su questo pianeta per "accumulare cose per me", la vita diventa un flusso di generosità dello spirito. Lo scopo della vita diventa amare senza condizioni, dare senza motivo.


Vi sono sempre stati degli esseri che hanno fatto questo salto identificativo dalla forma all'assenza di forma, dal contenuto al contenitore.

Che cosa vogliamo dalla nostra vita? L'importante è che stiamo bene noi. E gli altri?

Non molto tempo fa, nella mia buca delle lettere arrivò un opuscolo. Iniziava dicendo: "In un mondo impazzito..." e terminava con un'offerta di abbonamento a una rivista alternativa. Era un'abile operazione commerciale, perché molte persone avrebbero sentito che parlava proprio a loro. Possiamo avere tendenze politiche, economiche e ambientalistiche diverse, ma tutti siamo d'accordo sul fatto che viviamo in un mondo impazzito. Per alcuni il problema fondamentale è il terrorismo e pensano che potranno stare tranquilli solo quando "l'ultimo terrorista sarà annientato". Altri vedono le cause del problema in un imperialismo cieco e arrogante, risolvibile attraverso un cambiamento di governo. Altri accusano la perdita dei valori morali e vendono la soluzione nel recupero del valore della famiglia. Altri puntano il dito contro il degrado ambientale: pompiamo una robaccia sporca fuori dalla terra alla massima velocità e tutta l'economia si basa su questa robaccia che prima o poi finirà. E dopo? Altri pensano (e hanno ragione) che bruciare nell'atmosfera questa robaccia nera e appiccicosa, che sia destinata a esaurirsi o no, sta riscaldando l'atmosfera a una tale velocità che ci stiamo condannando da soli all'estinzione. Quelli appena descritti sono solo alcuni dei possibili modi di considerare un mondo impazzito.

Come se non bastasse, uno studio pubblicato nell'inverno del 2006 rivela che il 50% della ricchezza mondiale è in mano al 2% della popolazione mondiale e un altro 40% all'1%. Immaginate un pranzo di Natale in cui siete a tavola con parenti e amici, ma ognuno pranza con il proprio cibo.

Il karma del nuovo mondo

Nonostante la fine del Lungo Computo non possa coincidere in termini astronomici con la mezzanotte zodiacale (come abbiamo visto nel post precedente), dal punto di vista dello zodiaco il Lungo Computo può fornirci interessanti informazioni. La fine del tempo secondo il calendario maya non è la fine del Kali yuga, l'era dell'ignoranza, della violenza e della depravazione umana, e nemmeno l'alba dell'Età dell'Acquario, ancora lontanissima nel tempo, ma indica comunque un momento speciale nello schema generale delle ere zodiacali, segnalando forse un punto di svolta critico per la civiltà occidentale. I dolmen europei sono sentinelle di pietra grezza, non lavorata, erette nella preistoria per misurare il tempo celeste. Le stele dell'America centrale sono pietre lavorate e incise con date calendariali in epoca storica (a Izapa attorno al 250 a.C., secondo John Major Jenkins). Si tratta quindi di strumenti diversi che contengono messaggi diversi. Le stele mesoamericane recano un pesante carico di karma storico.

Come tutti i manufatti culturali delle Americhe, il Lungo Computo maya è diverso dai metodi di computo del tempo del vecchio mondo. In Mexico Mystique, uno dei primi libri sul 2012, l'antropologo Frank Waters scrive che il calendario maya-azteco ha un significato solo per le Americhe, in cui è stato ideato. La fine di un'era annunciata per il 2012 può essere un invito al risveglio per l'intero pianeta, ma si rivolge soprattutto al modo di vivere dell'Occidente di cui il maggiore esempio sono gli Stati Uniti.

Kali yuga, Zodiaco di Dendera e Lungo Computo: che correlazioni ci sono?

La precessione si può vedere come un orologio che segna i millenni, perciò si può far corrispondere ogni stella dello zodiaco a una precisa datazione. La data del 3100 a.C. cade nell'Età del Toro, iniziata attorno al 4400 a.C., quando il punto vernale (PV) si allineò alla punta delle corna del toro. Nel 3100 a.C. il PV, paragonabile alla lancetta delle ore dell'orologio celeste, coincideva con la stella rossa Aldebaran, l'occhio del toro. Aldebaran è una lucida, una delle cinque classi di stelle più luminose dello zodiaco. E' situata esattamente a 180 gradi rispetto a un'altra lucida, Antares, nello Scorpione. L'opposizione Antares-Aldebaran costituisce l'asse strutturale dell'intero zodiaco, come dimostrano molti antichi miti astrologici e allineamenti megalitici. Miti celesti come quello del cacciatore Orione accennano ai moti di queste due stelle molto particolari e contrapposte.

Gli yuga indiani sono collegati al Lungo Computo da una coincidenza notata da molti studiosi: l'inizio del Lungo Computo maya, nel 3114 a.C., è molto vicina alla data del 3102 a.C. che la mitologia indiana assegna alla morte di Krishna, l'avatar divino che ha trasmesso la saggezza nella Bhagavad Gita. Quindi, secondo la cronologia indiana, il 3102 a.C. segna l'inizio del Kali yuga, l'età dell'ignoranza e della degenerazione in cui stiamo vivendo. Il Kali yuga coincide con il Lungo Computo nella data iniziale, ma nel sistema indiano questo yuga ha una durata molto maggiore dei 5140 anni del computo maya. Questa sembra essere l'unica correlazione tra i due calendari.

Lo zodiaco e la mezzanotte zodiacale: l'Età dell'Acquario è lontana

Negli ultimi anni si sono fatti svariati tentativi di associare il calendario maya al ciclo di 26.000 anni della precessione degli equinozi. Prima degli anni '70 nessuno si era occupato di questi studi, perché richiedono di stabilire la posizione del centro della nostra galassia in relazione allo zodiaco. Il centro galattico si trova a circa 24.000 anni luce dalla Terra e non può essere osservato. Lo zodiaco è invece un cerchio osservabile di 13 "disegni" di stelle che corrisponde all'eclittica, ovvero all'orbita percorsa dal Sole, dalla Luna e dai pianeti. (Il cerchio osservabile dell'eclittica non va confuso con i 12 segni astrologici, che sono ripartizioni uniformi e artificiali di questo cerchio). Le stelle che entrano nello zodiaco sono solo il 3% delle stelle della nostra galassia. Attraverso le costellazioni zodiacali, possiamo guardare in direzione del centro della galassia. Negli anni '70, gli astronomi determinarono questa direzione collocandola a 267 gradi dell'eclittica, vicino al pungiglione della coda dello Scorpione. Curiosamente, la punta della freccia della costellazione vicina, il Sagittario, indica nella stessa direzione. L'allineamento del Sole al solstizio d'inverno con questo punto esterno allo zodiaco indica la cosiddetta mezzanotte della precessione zodiacale.

La precessione dello zodiaco è un fenomeno astronomico misurabile. La rotazione dell'asse terrestre (come quella dell'asse di una trottola che si sta fermando) fa sì che la posizione del sole all'equinozio di primavera (21 marzo) scorra all'indietro contro lo sfondo delle stelle di circa 1 grado ogni 72 anni. A causa di questo movimento, nel corso dei secoli l'equinozio di primavera o punto vernale (PV) arretra nella costellazione precedente, in senso antiorario rispetto allo zodiaco. Di qui il termine pre-cessione. Nel corso dell'anno, il Sole passa dall'Ariete al Toro, ai Gemelli e così via. Ma, nel corso dei secoli, l'equinozio di primavera si muove in direzione opposta: dai Gemelli al Toro, all'Ariete e così via. Attualmente il PV si trova nei Pesci, una delle costellazioni più estese dello zodiaco, e si sta muovendo lentamente verso l'anfora dell'Acquario. I parametri di questo passaggio non corrispondono affatto alla fine del Lungo Computo del calendario dei maya.

Dolmen e stele maya

Per i popoli antichi, la sacra scienza del tempo era collegata alle stelle.
Stonehenge è un orologio astronomico fatto di pietre, costruito per calcolare i solstizi e altri elementi del tempo ciclico, compreso il ciclo di 18,6 anni degli arresti nel moto lunare, una conoscenza a dir poco sofisticata. Attorno al 3100 a.C., verso l'inizio del Lungo Computo maya, all'interno della piramide di Giza, in Egitto, venne scavata una piccola galleria allineata a Thuban, la stella polare. Lungi dall'essere una tomba, la piramide di Giza veniva usata per i riti di iniziazione, come i templi maya dello Yucatàn. Ma vi sono grosse differenze tra i calendari del vecchio mondo e quelli del nuovo mondo.

I Maya e gli Aztechi erano abilissimi osservatori delle stelle che costruirono i loro orologi astronomici in forma di piramide, soprattutto la piramide di Kukulkan a Chichén Itzà, sui cui gradini la luce del solstizio d'estate disegna un effetto serpentino. Ma i Maya rappresentavano il tempo soprattutto nelle incisioni su stele.
Nel vecchio mondo, i dolmen formano delle strutture orientate verso le stelle e i moti del sole e della luna. Per esempio, il sito di Callanish, nelle Ebridi, è allineato al ciclo lunare di 18,6 anni e forse a Capella, la stella più brillante della costellazione dell'Auriga.
Anche Monte Albàn, in Messico, è allineato con Capella, e molti templi mesoamericani hanno orientamenti simili a quelli europei. Ma nel nuovo mondo le stele e le pietre verticali venivano usate per incidere date, più che per indicare allineamenti celesti. Infatti, le stele maya non formano né linee né cerchi orientati verso punti particolari del cielo. Sorge quindi la domanda: qual è l'elemento celeste del Lungo Computo fissato su queste pietre? In che modo le date calendariali incise su stele comprendono, se lo fanno, dei computi astronomici basati sulle stelle?
Le risposte nei prossimi post.

La qualità del tempo

Al cuore delle grandi tradizioni spirituali di tutto il mondo, dagli antichi Egizi agli Inca ai Maya, alla tradizione indo-tibetana, agli alchimisti europei e ai qabbalisti ebrei, giace la conoscenza del segreto dell'alchimia del tempo. Liberi dallo stress e dalla velocità della vita moderna, i nostri antenati avevano il tempo di contemplare i misteri del mondo.
Una delle loro più importanti scoperte è che il tempo non è lineare, ma si ripete in grandi cicli trasformativi. L'idea di un tempo che scorre in modo lineare è infatti recente. All'interno del periodo limitato che la storia può prendere in esame, gli storici possono vedere solo un piccolo fotogramma e ritengono che questo fotogramma costituisca il quadro completo. Ma è davvero così?

Gli alchimisti dell'antico Egitto e dell'Europa medievale sapevano che il tempo procede per cicli e che ogni frazione di ogni ciclo ha una sua qualità specifica. Esattamente come l'alba ha una sua qualità diversa dal mezzogiorno, così ogni periodo del Grande Ciclo possiede una qualità che lo distingue dagli altri. Cambiando il ciclo, cambiano anche gli eventi sulla terra.

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