2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Gli altri teschi: il Teschio Maya, il Teschio d'Ametista, il Teschio Quarzo Rosa, il Teschio ET


Fra i teschi riemersi improvvisamente dal buio che li ha nascosti per secoli c'è anche il Teschio Maya, ritrovato in Guatemala nel 1912. E' inciso in un blocco di quarzo trasparente dal colore verdognolo. Ha delle lunghe rientranze alle tempie laterali e sotto la mascella.








Nel 1915, in un deposito clandestino di reperti maya in Messico, viene scoperto il Teschio d'Ametista, che prende il suo nome dal materiale di cui è fatto così come il Teschio Quarzo Rosa, trovato al confine fra l'Honduras e il Guatemala. Quest'ultimo non è trasparente ma, insieme al Teschio Mitchell-Hedges, è l'unico ad avere la mandibola mobile.


Infine abbiamo il Teschio ET, così chiamato...

... per il cranio appuntito e la mascella prominente che lo caratterizzano e che lo fanno sembrare il teschio di un alieno. E' di un quarzo grigio-fumo. Ne è proprietaria Joke van Dieten Maasland, che attualmente risiede a Miami Beach, in Florida.


Esistono due versioni della storia che narra come la donna sia entrata in possesso del teschio: la prima racconta che lo avrebbe acquistato verso la metà degli anni Ottanta del XX secolo da un mercante di Los Angeles; la seconda racconta che nel 1906 una famiglia maya del Costa Rica lo avrebbe trovato mentre arava il terreno di sua proprietà, che poi l'oggetto sarebbe finito non si sa come in una libreria di Vancouver dove sarebbe rimasto esposto in vetrina e dove sarebbe stato visto da Joke van Dieten Maasland che lo avrebbe acquistato.
La donna sostiene che siano stati i benefici influssi del teschio a farla guarire da un tumore al cervello: come prova di ciò indica una macchia scura all'interno del cristallo che altro non sarebbe, secondo lei, che il il tumore estirpatole da ET.

Per quanto incredibile questo racconto possa sembrare, senza entrare nel merito che possa essere possibile o meno, ci limitiamo a costatare che è un'ulteriore dimostrazione di come fra ogni teschio e il suo proprietario si sviluppino strane, morbose relazioni.
Lo abbiamo visto per tutti i teschi di cristallo, come per tutti i teschi di cristallo abbiamo visto che le vicende legate al loro ritrovamento e alla loro origine hanno in comune la caratteristica di essere confuse e contraddittorie: questo è dovuto in parte al fatto che i ritrovamenti sono avvenuti sempre in ambiti non ortodossi e non istituzionali, al di fuori degli scavi ufficiali; in parte al fatto che l'alone leggendario che circonda questi oggetti del mistero è talmente forte d'aver falsato le carte.
E forse la confusione deriva anche dal fatto che non è ancora possibile per noi scardinare questo enigma: forse perché, come dicono gli scienziati, non ne abbiamo i mezzi; forse perché, come dicono i Maya, non è ancora il momento giusto per farlo.

Per conoscere la verità, basterebbe attendere: la leggenda vuole, infatti, che quando i tredici teschi di cristallo saranno riuniti, essi stessi riveleranno all'umanità i loro segreti. Ma l'uomo, è la sua natura, non sa attendere: così alcuni esperti hanno tentato di estorcere anzitempo a queste pietre una risposta.
Sappiamo che il Teschio di Londra e quello di Mitchell-Hedges sono stati sottoposti a elaborate analisi. E lo stesso è accaduto con Max, Sha-Na-Ra e con il Teschio della Smithsonian Institution, che sono stati confrontati con un manufatto sicuramente antico, la coppa di cristallo di Montalbano, risalente a oltre mille anni fa. Su di essa non sono presenti segni di scanalature, invece presenti sul Teschio del British Museum e su quello della Smithsonian Institution: tale dato è bastato agli esperti per ritenerli opere moderne.

Ma, l'abbiamo già detto (in questo post), questa non può costituire una prova definitiva: non è affatto confermato che nelle Americhe, prima dell'arrivo degli europei, l'uso del tornio fosse sconosciuto; e non è affatto confermato che le scanalature non siano opera di successivi restauratori.
Forse le conclusioni raggiunte si fondano su un preconcetto che impedisce loro di toccare la verità: il preconcetto che la civiltà che ha permesso la creazione di questi splendidi oggetti fosse meno evoluta della nostra, lo stesso preconcetto che abbiamo riconosciuto nello sbigottimento provato davanti alle grandi conoscenze astronomiche maya (vedi questo post).
Ma c'è un altro dato da aggiungere: la direzione del British Museum, che ha operato le analisi, ha inspiegabilmente evitato qualsiasi commento su Max e su Sha-Na-Ra.
La risposta a lungo cercata è quindi ancora lontana. E i legami di forte possessività verso questi oggetti sviluppati dai proprietari, che spesso impediscono approfondite analisi, non ci vengono in aiuto.

Approfondisci con:
La profezia dei tredici teschi di cristallo
- Il Teschio di Parigi
Il Teschio Max
Il Teschio della Smithsonian Institution

1 commenti:

Anonimo ha detto...

E se questi teschi non fossero costruiti da nessuno, e fosse proprio un teschi naturali appartenenti a esseri superiori.
Adesso si parla dei bambini cristalli, perchè hanno una sensisibilità superiori alla nostra, ecc, ecc. Così anche questi teschi fossero di esseri di cristallo?.... sarebbe possibile?...
Questa è solo una opinione.
Comunque,è un grande mistero !....

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