2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Palenque, il sarcofago dell'astronauta e la Regina Rossa

All'inizio del XX secolo gran parte della giungla che circonda Palenque, una delle città più potenti della regione centrale del territorio maya, viene disboscata: torna alla luce del Sole lo splendore dei suoi monumenti dopo che più di un millennio di abbandono li ha sepolti di foglie, alberi e cespugli.
L'archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier studia da anni le rovine di Palenque quando, nell'estate del 1952, la sua dedizione gli fa un regalo straordinario: entrare nelle maestose stanze del Tempio delle Iscrizioni per ricevere e e annunciare al mondo una delle più sensazionali scoperte dell'archeologia.
Il Tempio delle Iscrizioni sorge sulla cima di una piramide a gradini alta 65 metri. Una volta dentro, l'attenzione di Ruz viene attratta da uno strano particolare: le pareti sembrano non congiungersi con il pavimento; netta è l'impressione che vadano oltre.
Dove?
In fondo, sotto, c'è una piramide!

Ruz cerca e trova il passaggio: una delle lastre del pavimento ha sulla superficie una doppia fila di fori, chiusa da tasselli in pietra asportabili; l'archeologo capisce subito che vi sono stati collocati per poter sollevare la pietra, quindi estrae i tasselli e infila le dita nei fori. Così scopre una scala riempita di ghiaia. Sgomberato il vano della scala, ne discende i 45 gradini e si ritrova su un pianerottolo rettangolare. Da lì parte un'altra scalinata che scende ancora più in profondità. Dopo averla percorsa gli si para di fronte un corridoio orizzontale sbarrato da un muro. Ruz va avanti, rimuove l'ostacolo e incontra la prima meraviglia della sua emozionante scoperta: vasi e oggetti di giada sparsi ovunque a terra.
Si tratta forse di doni sacrificali, come già ne erano stati rinvenuti in prossimità delle celle funerarie egizie?

La consapevolezza dell'archeologo di essere a un passo da un grande successo comincia a prendere corpo. E' all'incirca alla stessa altezza della base della piramide quando trova una camera. Sul pavimento, sotto la ghiaia, ci sono gli scheletri di sei giovani adulti, cinque uomini e una donna.
L'ipotesi di trovarsi in prossimità di un sepolcro si fa sempre più concreta.
Ruz giunge davanti all'ennesimo ostacolo: una grossa lastra ostruisce il passaggio. Scostandola, ha finalmente la conferma che cerca.
La sua conferma è una tomba intatta.

La camera funeraria che la contiene è di notevoli dimensioni: 9 metri per 4 la base e 7 metri l'altezza. Lungo le pareti si susseguono geroglifici e figure a rilievo in stucco, dall'abbigliamento molto arcaico, che si ritiene siano la raffigurazione dei Nove Signori del Tempo della teologia maya.
Ruz capisce subito di trovarsi davanti alla tomba di re Pacal Votan, asceso al trono all'età di 12 anni dopo essere stato incoronato dalla precedente regnante, sua madre; e morto nell'anno 683 d.C.
A questo re si deve la costruzione di Palenque. A pochi anni dalla sua morte la città venne improvvisamente abbandonata: destino che abbiamo già incontrato per molte città maya (vedi qui).
La tomba, un sarcofago di pietra rossa, è chiusa da un'enorme lastra rettangolare, ricoperta di incisioni intricate. Sollevandola, Ruz trova un tesoro di manufatti d'arte maya. Il viso del defunto è protetto da una splendida maschera a mosaico di giada, gli occhi sono fatti di conchiglia e le iridi di ossidiana. Indossa orecchini e gioielli ed è alto 1 metro e 73 centimetri: fatto che suscita una grande sorpresa in Ruz dal momento che l'altezza media dei Maya contemporanei a Pacal Votan era di 1 metro e 50 centimetri.
L'archeologo registra un'ulteriore stranezza: era usanza dei Maya schiacciare il cranio dei neonati perché si riteneva che la forma allungata fosse un attributo estetico di grande valore, ma il corpo nel sepolcro non presenta questa deformazione nel cranio.
Ruz acquisisce così un dato importante: il corpo di Pacal Votan non corrisponde a quella che era la fisicità dei Maya a lui contemporanei. E a questo punto può formulare due ipotesi: o quel corpo non è il corpo di Pacal Votan o Pacal Votan non era un Maya come tutti gli altri.
Accanto alla tomba, Ruz trova due teste di stucco: una ha la forma del cranio dell'uomo sepolto, l'altra la forma allungata tipica del cranio dei Maya di allora.
Una delle teste di stucco e il defunto hanno tratti somatici simili. E hanno tratti somatici diversi da quelli dell'altra testa di stucco e da quelli della popolazione che quella tomba e quella città ha costruito secoli fa.
Le due teste sono forse un indizio che ci è stato lasciato per marcare la differenza, per indurci a osservarla?
Ma c'è ancora dell'altro.

La lastra che copre il sarcofago misura 3 metri e 80 centimetri di altezza,
2 metri e 20 centimetri di larghezza e 25 centimetri di spessore; pesa circa 5 tonnellate. Al centro della lastra, nota come Lastra di Palenque, è raffigurato un uomo in una strana posizione: le sue mani i suoi piedi sembrano impegnati a manovrare pedali e manopole, la testa pare essere appoggiata su un supporto, nel naso ha un qualcosa dalla forma triangolare che a molti ha ricordato un inalatore. L'uomo è inserito in una struttura molto simile a un razzo; a rendere più marcata la somiglianza con il razzo sono le fiamme chiaramente disegnate sul retro.
Ruz è un uomo di scienza, è ateo, ma il ritrovamento della tomba di Pacal Votan lo sconvolge al punto tale che arriva ad affermare di essere stato pervaso, all'apertura del sarcofago, da "un vento di polvere stellare".

Nel suo libro, Chariots of the Gods, Erich von Daniken, uno scrittore e studioso svizzero, ha avanzato l'ipotesi che la figura enigmatica al centro della lastra rappresenti un essere giunto dallo spazio a bordo della sua astronave.
La stessa ipotesi è stata sostenuta dal giornalista e scrittore italiano Peter Kolosimo il quale, scoprendo e collegando incredibili coincidenze nella storia di popoli diversi e lontani tra loro, sottolineando ascese culturali e tecniche apparentemente inspiegabili, ha supposto l'esistenza di esseri venuti dal cielo milioni di anni fa per portare la conoscenza alla razza umana.
L'"astronauta di Palenque" risponderebbe a tutte le domande che ci siamo posti finora, spiegherebbe le straordinarie conoscenze astronomiche del popolo maya, la sua ossessione per il tempo e per l'universo, il suo senso di appartenenza al tutto e, non ultimo, darebbe una soluzione definitiva al mistero dell'improvvisa apparizione e scomparsa dei Grandi Maya.
Kukulkàn che dona all'uomo il sapere, che parte promettendo di tornare...

Accanto al Tempio delle Iscrizioni c'è una piccola piramide, la piramide della Regina Rossa: in essa vi è la sepoltura della sposa di Pacal Votan. Le due camere sepolcrali sono collegate da un corridoio, ma tanto quella di Pacal Votan è piena di simboli e iscrizioni, così quella della Regina Rossa è spoglia. Il pieno e il vuoto che il pieno accoglie, pronto per essere riempito; il maschile e il femminile che si completano. Lo Yin e lo Yang dell'antica filosofia cinese, il cui simbolo richiama allegoricamente il simbolo con il quale è rappresentato Hunab Ku.
Vedremo che la tomba di Pacal Votan e la tomba della Regina Rossa potrebbero costituire un altro messaggio che i Grandi Maya, che possiamo a questo punto cominciare a chiamare i Maya Galattici, ci hanno lasciato prima di andare via. Un messaggio che, come gli altri, hanno fatto arrivare fino a noi affinché ce ne potessimo ricordare quando loro sarebbero tornati, alla fine del Lungo Computo.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

wow ke figata finalmente ci sono arrivata fino ad ora mi ero appassionata a trucchi e borsette ma adesso sento che mi sono veramente innamorata dei maya!!!!!
OXOXOXOXOXOXOX a tuttti bacioni e abbraccioni tesori miei vi amo tutti kiss kiss I'm the best ci sentiamo persto baci baci ciao ciao vi amo tutti ..................:):):)OXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOXOX

Anonimo ha detto...

giovane copi dai libri degli altri??

Anonimo ha detto...

Ma quarda che hai copiato dal libro di Roberto Giacobbo "2012 la fine del mondo"...Nn ti vergogni un po'? Almeno cita l'autore!!!!!

2012ladistruzione ha detto...

Avete fatto bene a segnalarlo, ad ogni modo è tutto espressamente dichiarato nel fondo del blog :)

Anonimo ha detto...

l'evento cambierà l'umanità divinamente! saranno tempi migliori senza idoli.

Anonimo ha detto...

Quanto sta succedendo non e una profezia, la ragione siamo noi ,noi possiamo cambiare,diamo piu interesse al nostro ego,voglioamo tutto per noi e poco importa se inquiniamo il mare la terra uccidiamo quello che piu ci interessa e acquistare tesoro potere soldi ricchezza brama.

Anonimo ha detto...

quando anni fa giunsi attraverso studi approfonditi a tutto questo mi sentivo di nn parlarne a nessuno per paura di essere preso per pazzo.....oggi posso dire di essere stato risvegliato da un profondo "sonno" ora mi sento piu libero e cosciente.....sono sicuro che molti come me raggiungeranno la "consapevolezza"....ebbene si....siamo giunti finalmente al risveglio della coscienza umana.....un abbraccio a tutti voi fratelli.....eros

Anonimo ha detto...

fin da piccola mi sono convinta che "sotto" ci fosse molto di piu' di quanto ci veniva insegnato,come se fossigia' consapevole dell'esistenza di qualche segreto.Mi sono sempre sentita una un po' sopra le righe,ma ora che poco alla volta sto cercando risposte e trovo notizie sorprendenti come questa ne sono molto felice.

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