2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

Comparsa e scomparsa dei Maya


La civiltà maya nasce nel 1500 a.C. e si sviluppa su un territorio che comprende la penisola messicana dello Yucatàn, il Guatemala e alcune regioni degli attuali Honduras e Belize, un territorio vastissimo del Centro America caratterizzato da condizioni climatiche e ambientali molto diverse tra loro. Discende probabilmente da una popolazione grandemente progredita, quella degli Olmechi, dalla quale raccoglie una forte eredità culturale.
Dopo un iniziale nomadismo, le tribù maya si stabiliscono in piccoli gruppi vicino a terreni agricoli, adottando condizioni di vita stanziali che permettono la fioritura di una straordinaria civiltà. Il mais, coltivato soprattutto sugli altipiani del Guatemala, è la loro principale fonte di sostentamento.
Si organizzano in città-stato autonome, governate secondo un sistema teocratico.
Fra il 400 e il 900 d.C. la civiltà maya raggiunge il periodo massimo di splendore. Mentre l'Europa medievale vive la sua regressione e sembra dimenticare progressivamente le antiche conquiste, essa tocca picchi altissimi di sapere astronomico, architettonico e matematico. Alcuni di questi picchi sono stati raggiunti solo di recente dalla scienza occidentale.
Nella maggior parte dei siti archeologici maya gli esploratori hanno riscoperto con estremo stupore osservatori sofisticati e precisissimi.
Poi, di colpo, sul finire del IX secolo d.C. intere città vengono abbandonate e la maggior parte delle conoscenze vanno perdute.
A differenza delle altre civiltà precolombiane, i "Grandi" Maya sono già scomparsi quando, dopo il 1492, gli spagnoli arrivano a colonizzare il Nuovo Mondo scoperto da Colombo. Di loro resta una lieve traccia, un'identità culturale che alcuni individui avranno la forza di portare fino ai giorni nostri, ma l'antico splendore e la grandezza svaniscono; non gradualmente, di colpo. L'improvviso dissolvimento di questa civiltà resta uno dei misteri più sconcertanti della storia. 

Che cosa ha provocato un abbandono tanto repentino?
Molte le risposte date dagli studiosi: sovrappopolazione, errori nella gestione delle risorse naturali, una lunga guerra, malattie decimanti, ma nessuna spiegazione convince al punto da essere quella definitiva.
Qualunque ne sia stata la causa, il territorio che era stato teatro della straordinaria parabola maya viene abbandonato.
I Maya superstiti si rifugiano fra le colline a sud o nelle pianure della penisola dello Yucatàn, a nord.
Una gran parte dell'area nella quale vivevano, studiavano le stelle e costruivano favolosi edifici torna alla giungla, inghiottita dalla fitta vegetazione: lì i templi, le piramidi e i palazzi restano nascosti per secoli e dei Grandi Maya la storia si dimentica. Finché qualcuno non ha tagliato gli alberi, si è fatto largo nella foresta e ha riscoperto un mondo sorprendente, ammantato di mistero.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

niente

Anonimo ha detto...

:P

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