2012 - La Distruzione

Cosa c'è di vero?

La rivelazione di Izapa: le stele e i miti legati al 2012

Benché sia impossibile rendere giustizia a Izapa in qualche riga, una descrizione sommaria può comunque fornire il contesto per comprendere la rivoluzionaria visione cosmica preannunciata in questa umile quanto profonda sorgente della saggezza maya. Per capire il significato del 2012 dal punto di vista dei creatori del calendario che termina in questa data, è impossibile non fare riferimento a Izapa. Gli elementi fondamentali sono:

  • I tre centri cosmici e i loro avatar
  • Il gruppo di stele nel cortile del gioco della palla, che include l'allineamento con il centro galattico e la profezia relativa al 2012, è il "ground zero" della rivelazione del 2012
  • Il gioco della palla e il mito della creazione, che descrivono la realtà astronomica dell'allineamento galattico nell'era del 2012
  • Izapa è un centro iniziatico che offre ai ricercatori spirituali metodi pratici per comprendere direttamente il significato del 2012
  • La rivelazione di Izapa del 2012 è un'espressione della saggezza perenne universale

I centri cosmici e gli allineamenti galattici dei Maya

I mesoamericani erano profondamente interessati a orientarsi correttamente nell'universo, interesse espresso nella loro architettura e nella pianta delle loro città. Questo interesse era inoltre il nucleo della loro cosmologia e della loro religione. In fondo erano i nik wak 'inel, coloro che guardano il centro. Ma dov'è questo centro?

L'antica civiltà olmeca, precedente a quella maya, pensava che il centro fosse la stella polare, attorno alla quale avviene il moto apparente di tutte le altre stelle. In altre tradizioni, per esempio del rito del Nuovo Fuoco, veniva utilizzato lo zenit (il punto nel cielo sopra la nostra testa). Oltre alla stella polare e allo zenit, i Maya utilizzavano un terzo centro cosmico, nascosto nella data finale del 2012 e nella dottrina delle età del mondo esposta nel mito della creazione.

La chiave per la comprensione del calendario maya

La chiave del calendario maya è un ciclo di 260 giorni chiamato tzolkin (pronunciato zol-kin e derivato dal termine dei Maya Quiché chol-qih, "computo dei giorni"). Lo tzolkin consiste di 13 numeri e 20 segni-giorno. Ogni segno-giorno ha un significato oracolare, formato da vari strati di significati linguistici e riferimenti metafisici che fornivano ai sacerdoti calendariali maya un ricco database per le loro interpretazioni.

Lo tzolkin è una chiave che agisce su molti piani. In primo luogo, i sacerdoti calendariali maya, conoscitori dei sacri segni-giorno, ci offrono una spiegazione molto semplice delle proprietà magiche dello tzolkin, ovvero che i 260 giorni di questo ciclo sono basati sul periodo di nove mesi della gestazione umana. Le levatrici maya usavano infatti il ciclo-tzolkin per predire il momento della nascita di un bambino aggiungendo 260 giorni all'interruzione del ciclo mestruale di una donna. Questo è il primo livello su cui agisce lo tzolkin: la biologia umana, lo sviluppo fisico di un essere umano. Suggerisce inoltre il motivo per cui molti eventi significativi della nostra vita seguono questo andamento ciclico. E' come se il primordiale ritmo di 260 giorni dell'embriogenesi si ripeta producendo i momenti più significativi della vita di una persona.

Gli antichi astronomi maya

Per arrivare alle radici del significato del 2012 occorre conoscere i Maya e il loro calendario. Gli antichi astronomi maya salivano sui loro templi-montagna e calcolavano la sacra sequenza dei giorni. Ma erano qualcosa più che semplici matematici: erano osservatori delle stelle, cosmologi, filosofi e sciamani. In quanto sciamani interagivano attraverso molteplici dimensioni con i segreti divini, avevano accesso ai poteri di guarigione e vedevano al di là del velo delle apparenze.

Per capire la genialità degli antichi Maya dobbiamo prendere in considerazione la loro dimensione mistica dell'esistenza umana, spesso fraintesa e accantonata come primitiva o superstiziosa. Come altre culture del Nuovo Mondo, i Maya usavano lo sciamanismo visionario come prerequisito per la formulazione di cosmologie e insegnamenti metafisici molto profondi. Tra i Maya Quiché, gli sciamani visionari erano chiamati nik wak'inel, "coloro che guardano il centro cosmico". Secondo questi sciamani, il centro del tempo e dello spazio si sarebbe rivelato quando il loro grande ciclo calendariale fosse giunto al termine: il 21 dicembre 2012.

Il Punto Omega: oltre la saggezza

Sarà questo il punto finale della nostra evoluzione? O ci sarà un altro giro della spirale?
Molte tradizioni mistiche avvertono che la liberazione della mente dai suoi attaccamenti è solo il primo passo verso il risveglio interiore. Al di là ci aspettano esperienze ancora più universali, visioni della realtà profondamente diverse.

Gli adepti più avanzati sostengono che il mondo della materia non è reale e che lo spazio-tempo non costituisce la realtà ultima. E' interessante che questa visione sia in accordo con l'esplorazione della realtà fisica svolta dalla fisica moderna. Ogni volta che cerchiamo di inchiodare l'essenza della materia, ci sfugge. Sembra non esservi nulla; almeno, nulla che abbi una sostanza materiale. Lo spazio e il tempo non sono assoluti, come si pensava in passato, ma sono parte di una realtà più profonda, il continuum spazio-temporale.

L'alba di un'era di saggezza

Poiché ogni fase dell'evoluzione dell'intelligenza avviene in una frazione del periodo di tempo richiesto dalla fase precedente (sulla velocità dell'evoluzione leggi questo articolo), è lecito aspettarsi che l'alba di un'era della saggezza avvenga nel corso degli anni e non più di decenni. Questa nuova era si "appoggerà sulle spalle" dell'era dell'informazione.

Mai come ora abbiamo avuto accesso a così tante forme di saggezza spirituale. Solo un secolo fa, l'unica forma di spiritualità a disposizione della maggioranza delle persone era quella della cultura in cui erano nate. Inoltre, con rare eccezioni, era difficile apprendere da veri esseri illuminati. Oggi abbiamo invece accesso a svariate tradizioni e culture, possiamo scoprire le verità comuni a tutte e tradurre la filosofia perenne nei termini e nel linguaggio adatti alla nostra epoca (sulla filosofia perenne vedi questo post). Sta emergendo qualcosa di completamente nuovo: un insegnamento spirituale di tipo molto semplice che costituisce il distillato di tutte le saggezze tradizionali del mondo. E ciò viene unificato e diffuso globalmente attraverso tutte le tecnologie dell'informazione: libri, audio e videocassette, pagine web, forum on-line e internet nel suo complesso.

Profeti di saggezza

Nel corso della storia dell'umanità vi sono stati individui completamente risvegliati. Sono i cosiddetti esseri illuminati: mistici, veggenti, santi, rishi, roshi e lama che hanno scoperto la vera natura della coscienza. Benché le loro scoperte siano state espresse in modi diversi, in dipendenza della cultura del loro tempo, il messaggio di fondo è lo stesso. Aldous Huxley la chiamava "filosofia perenne", la saggezza senza tempo che viene continuamente scoperta e riscoperta nel corso delle epoche.

Questi individui illuminati hanno realizzato la natura illusoria di un io separato e individuale. Se esaminiamo da vicino le nostre esperienze, scendendo in profondità nella natura di ciò che chiamiamo "io", non troviamo niente, non troviamo una qualche cosa. Il senso dell'io che conosciamo così bene, e che ci accompagna da tutta la vita, è semplicemente il senso di esistere. E' la consapevolezza stessa, da un lato così familiare e dall'altro così irraggiungibile. Per questo non può essere "conosciuta" nell'accezione ordinaria. E' in mancanza di questa comprensione che tentiamo di dare al nostro senso dell'io una forma, una sostanza. Lo rivestiamo di vari abiti psicologici: tutte le cose che pensiamo di essere o che ci piace pensare di essere. E' il contrario dell'imperatore nudo. La consapevolezza di noi stessi ci fa scoprire che ci sono molti vestiti, ma dentro non c'è nessun imperatore.

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